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I luoghi degli scacchi: San Pietroburgo

Scritto da:  | 20 agosto 2013 | 23 Commenti | Categoria: C'era una volta, Luoghi degli Scacchi, Stranieri, Tornei, Voglia 'e turnà

un taxi d’epoca

St. Petersburg, poi Pietrogrado dal 1917, Leningrado dal 1924 ed infine nuovamente San Pietroburgo. Molti nomi ma la città è sempre quella, e da sempre è legata al nostro gioco.
Già nell’ottocento fu frequentata da forti giocatori, primo tra tutti Carl von Jaenisch, e dopo Alapin, che con il loro soggiorno fecero crescere una importante generazione di giocatori locali, primi tra tutti Schiffers e Cigorin.

Emanuel Schiffers

Mikhail Cigorin

Quando Cigorin divenne uno dei primi giocatori al mondo, a San Pietroburgo venne organizzato il famoso quandrangolare con Lasker, Steinitz e Pillsbury, parliamo degli anni 1895/1896. Ecco la classifica:

1 2 3 4
1 Em.Lasker 1 1 ½ 0 1 ½ 0 0 ½ 1 ½ ½ 1 ½ 1 1 ½ 1 11.5
2 Steinitz 0 0 ½ 1 0 ½ 1 ½ ½ 1 1 1 0 1 1 0 0 ½ 9.5
3 Pillsbury 1 1 ½ 0 ½ ½ 0 ½ ½ 0 0 0 1 1 1 0 0 ½ 8
4 Chigorin 0 ½ 0 0 ½ 0 1 0 0 1 1 ½ 0 0 0 1 1 ½ 7

Nel 1906 vi si tenne l’importante “Campionato di tutte le Russie”, vinto da Salwe su Blumenfeld e Rubinstein.
Ed eccoci al 1909, anno nel quale si tenne un grande torneo, dominato da Rubinstein e Lasker (ma il primo vinse lo scontro diretto).

San Pietroburgo 1909

Rubinstein e lasker nello scontro diretto

                     1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
1  Lasker            * 0 1 ½ ½ 1 1 1 1 ½ 1 1 0 1 1 1 1 1 1  14.5
2  Rubinstein        1 * 1 1 ½ ½ ½ 1 1 1 1 ½ 0 1 ½ 1 1 1 1  14.5
3  Duras             0 0 * 0 0 1 ½ 0 1 ½ 1 0 1 1 1 1 1 1 1  11.0
4  Spielmann         ½ 0 1 * 0 1 1 ½ ½ 1 ½ ½ 1 0 ½ 1 ½ ½ 1  11.0
5  Bernstein         ½ ½ 1 1 * 0 1 0 1 1 1 1 ½ 0 0 0 ½ ½ 1  10.5
6  Teichmann         0 ½ 0 0 1 * 0 ½ ½ ½ 1 ½ 1 ½ 1 ½ 1 1 ½  10.0
7  Perlis            0 ½ ½ 0 0 1 * ½ 1 ½ 1 ½ 1 ½ 1 ½ 0 0 1  9.5
8  Cohn E.           0 0 1 ½ 1 ½ ½ * 0 0 ½ 1 ½ 0 ½ ½ ½ 1 1  9.0
9  Salwe             0 0 0 ½ 0 ½ 0 1 * 0 1 ½ 1 1 ½ 0 1 1 1  9.0
10 Schlechter        ½ 0 ½ 0 0 ½ ½ 1 1 * 0 0 1 1 ½ 0 1 ½ 1  9.0
11 Mieses            0 0 0 ½ 0 0 0 ½ 0 1 * 1 ½ 1 1 1 0 1 1  8.5
12 Tartakower        0 ½ 1 ½ 0 ½ ½ 0 ½ 1 0 * 0 0 ½ 1 1 1 ½  8.5
13 Dus Chotimirski   1 1 0 0 ½ 0 0 ½ 0 0 ½ 1 * ½ ½ ½ 1 0 1  8.0
14 Forgacs           0 0 0 1 1 ½ ½ 1 0 0 0 1 ½ * ½ ½ ½ 0 ½  7.5
15 Burn              0 ½ 0 ½ 1 0 0 ½ ½ ½ 0 ½ ½ ½ * 1 ½ ½ 0  7.0
16 Vidmar            0 0 0 0 1 ½ ½ ½ 1 1 0 0 ½ ½ 0 * ½ 1 0  7.0
17 Speijer           0 0 0 ½ ½ 0 1 ½ 0 0 1 0 0 ½ ½ ½ * ½ ½  6.0
18 V. Freymann       0 0 0 ½ ½ 0 1 0 0 ½ 0 0 1 1 ½ 0 ½ * 0  5.5
19 Znosko Borowski   0 0 0 0 0 ½ 0 0 0 0 0 ½ 0 ½ 1 1 ½ 1 *  5.0

Ma gli organizzatori locali non si volevano porre limiti, e nel 1914 dapprima vi fu un nuovo “Campionato di tutte le Russie”, vinto alla pari da Alekhine e Nimzowitsch, e subito dopo il grande torneo internazionale con girone eliminatorio a 11 e finale a 5, vinto da Lasker davanti a Capablanca e ad Alekhine.

i partecipanti al torneo del 1914

Girone eliminatorio

              1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1
1 Capablanca  * ½ ½ 1 ½ 1 ½ 1 1 1 1  8.0
2 Lasker      ½ * ½ ½ ½ 0 1 ½ 1 1 1  6.5
3 Tarrasch    ½ ½ * ½ ½ 1 ½ 1 1 0 1  6.5
4 Alekhine    0 ½ ½ * 1 ½ 1 ½ ½ ½ 1  6.0
5 Marshall    ½ ½ ½ 0 * 1 ½ ½ 1 1 ½  6.0
6 Bernstein   0 1 0 ½ 0 * ½ ½ ½ 1 1  5.0
7 Rubinstein  ½ 0 ½ 0 ½ ½ * ½ ½ 1 1  5.0
8 Nimzowitsch 0 ½ 0 ½ ½ ½ ½ * 0 ½ 1  4.0
9 Blackburne  0 0 0 ½ 0 ½ ½ 1 * 0 1  3.5
10 Janowski   0 0 1 ½ 0 0 0 ½ 1 * ½  3.5
11 Gunsberg   0 0 0 0 ½ 0 0 0 0 ½ *  1.0

Girone finale

                  1  2  3  4  5 
1 Lasker     6.5  ** ½1 11 1½ 11  13.5
2 Capablanca 8.0  ½0 ** ½1 10 11  13.0
3 Alekhine   6.0  00 ½0 ** 11 1½  10.0
4 Tarrasch   6.5  0½ 01 00 ** 0½   8.5
5 Marshall   6.0  00 00 0½ 1½ **   8.0

Tra le due guerre a Leningrado si tennero importanti tornei, ma nessuno di primissimo piano ad esclusione del “Leningrado-Mosca” del 1939, vinto da Flohr davanti a Reshewsky.
Leningrado divenne negli anni sempre più il secondo polo scacchistico russo in competizione con Mosca, famosi i loro incontri su 30 o 40 scacchiere, e produsse talenti del livello di Viktor Kortchnoi.

GM Viktor Korchnoj

Nel 1973 qui si tenne un interessantissimo torneo interzonale, vinto dal duo Karpov-Korchnoi davanti al sorprendente Byrne, mentre rimasero fuori dai candidati Huebner, Larsen, Gligoric e Tal.

A Leningrado è nato anche un campione del mondo, Alexander Khalifman, che si aggiudicò il massimo alloro nel 1999 a Las Vegas.

Vediamo adesso una serie di cartoline della San Pietroburgo dei tempi di Lasker, Pillbury, Alekhine e Capablanca.

il fiume Neva in estate

il fiume Neva in estate

la Neva in inverno con tramvia provvisoria

tram sulla Neva ghiacciata

passaggio sulla Neva ghiacciata

raccoglitori di ghiaccio

venditori di giornali

mercato

parata

un viale

traffico cittadino

scena di strada

saluti da San Pietroburgo

 

line1Articolo pubblicato originariamente il 3 luglio 2010 e riproposto nell’ambito della serie “Voglia ‘e turnà”

avatar Scritto da: cserica (Qui gli altri suoi articoli)


23 Commenti a I luoghi degli scacchi: San Pietroburgo

  1. avatar
    Daniel Seminario 3 luglio 2010 at 15:15

    Ottimo sito di scacchi, la storia mi piace la fotografia, è un bellissimo sito, vi ringrazio per questo gioiello di informazioni, dal Venezuela, grazie per questo un contributo prezioso alla diffusione in tutto il mondo di scacchi!




    0
  2. avatar
    Giovanna Adabbo 3 luglio 2010 at 19:34

    E’ proprio vero! Claudio, il tuo sito è proprio bello! Le cartoline stupende e ci regali sempre un pezzo di storia e di storia degli scacchi! Ciao




    0
  3. avatar
    cserica 3 luglio 2010 at 19:52

    grazie a tutti, sono lieto che vi piacciano gli articoli sui luoghi degli scacchi!




    0
  4. avatar
    Marramaquís 3 luglio 2010 at 21:52

    Mi unisco all’applauso di Daniel e Giovanna.
    Anche quest’ultimo articolo è un gioiellino, alla pari dei precedenti.




    0
  5. avatar
    spingipezzi 4 luglio 2010 at 09:57

    Oggi a San Pietroburgo uno dei circoli scacchistici più importanti è situato in una traversa della Prospettiva Nevskij, via principale della stupenda ex capitale degli Zar. Curiosamente al piano terra vi è un negozio che vende articoli scacchistici come scacchiere, orologi, libri etc. Ricordo che la bellissima e ampissima sede ospita anche i damisti che, nel periodo di fine luglio, giocano un torneo di dama russa e internazionale denominato “Notti Bianche”




    0
    • avatar
      Roberto Messa 21 agosto 2013 at 21:56

      A Porto Mannu c’erano tre giovanissimi, con maestro-accompagnatore al seguito, che sfoggiavano una bella maglietta con la scritta “Club scacchistico Boris Spasski San Pietroburgo” (ovviamente in russo).
      E’ per caso il circolo a cui ti riferisci?
      Una foto del gruppetto con maglietta è in una delle fotogallery di Porto Mannu pubblicate qui in Soloscacchi.




      0
      • avatar
        Roberto Messa 3 settembre 2013 at 15:56

        Un amico che c’è stato mi riferisce che il circolo in una traversa della Nevsky è il “Chigorin” – molto bello, scrive l’amico “con un grande ritratto di Chigorin che domina la scala e al piano di sopra il salone con lampadari stile Hermitage dove si giocano i tornei” – mentre il Club Boris Spassky si trova in periferia.




        0
  6. avatar
    jazztrain 4 luglio 2010 at 10:56

    La vittoria di Khalifmann a Las Vegas mi sa di gioco d’azzardo 😉




    0
  7. avatar
    alfredo 20 agosto 2013 at 10:11

    beh a leningrado, ora San Pietroburgo , è nato anche un certo Bors Spasskij , uno che non è diventato campione del mondo agli scacchi .- roulette ( con tutti il rispetto con Khalifman)
    Boris scappo’ a 6 anni da San Pietroburgo per sfuggire all’assedio nazista , una delle piu’ spaventose carneficine della storia dell’umanità
    i complimenti sono scontati. non li farò piu’ perchè sembrerebbe ogni volte piaggeria ma chi mi conosce sa che sono alieno sia da servo encomio quanto da vile oltraggio




    0
  8. avatar
    Mongo 20 agosto 2013 at 10:44

    Il libro ‘I luoghi degli scacchi’ non può/deve mancare nelle nostre biblioteche!




    0
  9. avatar
    Marramaquis 20 agosto 2013 at 14:33

    Questo è poco, ma sicuro. “I Luoghi degli Scacchi” dovrebbe entrare a pieno titolo nella hit-parade delle vendite. Ogni appassionato di storia, e non solo di storia degli scacchi, non se ne deve privare. Cserica questo non lo dice (anche perché è troppo modesto), ma io posso dirlo tranquillamente in quanto sto al di fuori e al di là di ogni “conflitto d’interessi”!




    0
  10. avatar
    alfredo 20 agosto 2013 at 18:19

    e fabiano va!!!
    molto graziosa la chiusa finale con la presa en passant
    20 mosse e uno come Granda Zuniga è demolito
    io comunque continuo a pensare a Mister X
    nakamura ?
    anche se Nakamura un mister x non sarebbe proprio.
    forse il francesino .




    0
  11. avatar
    alfredo 20 agosto 2013 at 18:37

    grande partita di Kasmsky oggi , anche se l’azero non era cerro al meglio




    0
  12. avatar
    paolo bagnoli 20 agosto 2013 at 21:40

    San Pietroburgo, poi Leningrado, e di nuovo San Pietroburgo! Voluta da Pietro il Grande, zar di tutte le Russie, nei primissimi anni del XVIII secolo, è una città costruita (in pietra, non in legno, come era obbligatorio fare nel resto della Russia) col rango di nuova capitale dopo che gli eserciti di Pietro avevano inflitta una sonora batosta a quelli svedesi. Quella che oggi si chiama Finlandia non divenne altro che una provincia dello sterminato Impero Russo.
    La nuova capitale venne progettata, e realizzata, da architetti prevalentemente italiani. A corte si iniziò a parlare francese, ma non si abbandonò mai il carattere cirillico, la lingua “del popolo”, poi vennero Caterina e gli sciagurati Romanov, “voluti da Dio”, ed un regime feudale che perpetuava se stesso mentre il resto del mondo viveva la Rivoluzione Americana, poi quella Francese…..
    Ah, San Pietroburgo!




    0
  13. avatar
    alfredo 21 agosto 2013 at 10:36

    mi compiaccio Paolo per le tue conoscenze architettoniche .
    a me dispiace una cosa .
    che Srrgio Leone non abbia potuto fare il film che stava preparando sull’assedio di Leningrado .
    Non so se sarebbe stato un film piu’ bello di ” c’era una volta in America” , a mio parere uno dei piu’ randi film della storia
    certo sarebbe stato un grandissimo film




    0
  14. avatar
    paolo bagnoli 21 agosto 2013 at 21:18

    … e mi sarebbero piaciute immensamente le note di Moricone a commento del film!




    0
  15. avatar
    alfredo 21 agosto 2013 at 21:45

    consoliamoci con questa scena meravigliosa
    chissà se Renato apprezza la musica si moricone ….




    0
    • avatar
      Renato Andreoli 22 agosto 2013 at 00:14

      Abbastanza, ma preferisco la musica dei suoi vecchi compagni di “Nuova consonanza”, Clementi, Evangelisti, Guaccero ecc. che hanno continuato a comporre musica non commerciale.
      Il gruppo “Nuova consonanza” aveva come regola per i suoi iscritti di saper giocare a scacchi. So che tempo fa a Venezia è stato programmato un concerto di musiche di Aldo Clementi, durante il quale il compositore sulla scena giocava una partita a scacchi con Antonio Rosino.
      Ti segnalo che Morricone è un fan di padre Pio, per il quale ha composto una grande cantata, nonché le musiche per un film biografico.
      Sarebbe bene, invece, che tutti conoscessero e ascoltassero molte volte la settima sinfonia di Shostakovich detta “di Leningrado”, composta durante l’assedio ed eseguita dalla Filarmonica della città sotto i bombardamenti.
      Una copia della partitura microfilmata riuscì a raggiungere l’America dove fu eseguita da Toscanini suscitando grande emozione.
      Solo il primo dei quattro tempi della sinfonia dura una mezz’ora e contiene lo “stupido” tema nazista che inizia dopo pochi minuti e viene ripetuto sempre in crescendo fino ad un fortissimo terrificante.
      Questa sì che è grande musica, ma per apprezzarla bisogna aver voglia di metterci dentro la testa, di andarle incontro, di esercitarsi nell’ascolto. e non tutti ne hanno voglia.
      Senza molta speranza, propongo il link seguente con la splendida orchestra giovanile di San Pietroburgo. Non so voi, ma io, vedendo quei meravigliosi ragazzi suonare quello musica in quel modo , mi commuovo.




      0
      • avatar
        alfredo 3 settembre 2013 at 16:21

        a me invece piace e molte la Bianca Guaccero :mrgreen:
        per caso parente del Guaccero che tu citi ?




        0
  16. avatar
    alfredo 22 agosto 2013 at 09:08

    perchè senza molta speranza ? Ascolto sempre la musica che proponi hai visto che oggi google ha omaggiato debussy nel 151 anniversario della nascita ?




    0
    • avatar
      Renato Andreoli 22 agosto 2013 at 10:09

      Non mi riferivo a te, ma dicevo in linea generale: alla musica di Morricone sono interessati tutti, a quella di Shostakovich meno dell’uno per cento delle persone. Inoltre, nell’epoca dei videoclip ho poca fiducia di trovare qualcuno disposto ad ascoltare per intero una sinfonia che dura 80 minuti.




      0
      • avatar
        Renato Andreoli 22 agosto 2013 at 10:22

        PS
        Per chi volesse ascoltare solo il famoso crescendo del tema nazista, esso comincia al minuto 7 della sinfonia e dura quasi un quarto d’ora.




        1
  17. avatar
    Antonio Francisco Corrente 21 aprile 2017 at 09:37

    Grazie per questo meraviglioso articolo con le sue cartoline e foto. Mi ha emozionato scoprire la Settima di Shostakovich in questa stupenda versione; ha già un posto privilegiato nel mio archivio. Un aficionado argentino di Buenos Aires residente a Genova da molti anni. P.S. Sto cercando un libro, in italiano o spagnolo, su questo memorabile torneo. Esiste in inglese, purtroppo per me. Sarei grato se qualcuno può darmi informazioni. Saluti.




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