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Vladas Mikenas, mito di Lituania (1ª parte)

Scritto da:  | 23 agosto 2013 | 7 Commenti | Categoria: Stranieri, Voglia 'e turnà

V. Mikėnas 1980

 

Mio nonno, che aveva combattuto nella prima guerra mondiale, che casualmente ne sopravvisse e visse abbastanza a lungo anche dopo la seconda, a volte confondeva i paesi baltici con i paesi balcanici ed anch’io, bambino, avevo di conseguenza qualche idea poco chiara.

I tre paesi baltici per antonomasia, Estonia, Lettonia e Lituania, hanno fatto parte dell’Impero Russo  fino al 1917, divennero Stati indipendenti dopo la guerra del 1915-18, subirono poi l’occupazione nazista, entrarono a far parte (1940) dell’Unione Sovietica e di nuovo poterono proclamare la loro indipendenza nel 1991 a seguito del disfacimento dell’ex URSS.

Aggiungo che teoricamente dovremmo considerare Stati baltici anche Svezia, Finlandia e Polonia, in quanto sul Mar Baltico s’affacciano, e così comprenderete come mio nonno,  modesto operaio senza internet e con pochi libri, potesse giustamente venire a confondersi in mezzo a tante vicende e valutazioni storico-politico-geografiche.

Estonia, Lettonia e Lituania sono abitate complessivamente, oggi, da poco più di 8 milioni di persone (meno della sola Lombardia), quasi 2 milioni delle quali concentrate nelle tre deliziose capitali, Tallinn, Riga e Vilnius. Eppure queste affascinanti terre di frontiera hanno saputo dare i natali ad alcuni tra i più  grandi campioni di scacchi: Aaron Nimzowitsch (Riga 1886), Paul Keres (Narva 1916) e Mikhail Tal (Riga 1936). Non dimentichiamo che è di Riga (1972) anche l’attuale n. 10 delle classifiche mondiali, Alexei Shirov, ora cittadino spagnolo, mentre è di Tallinn (1962) Jaan Ehlvest, che sul finire degli anni 90 fu tra i primi dieci al mondo e che da tempo  vive negli Stati Uniti.

Nelle edizioni delle Olimpiadi scacchistiche che hanno preceduto il 2° conflitto mondiale occorre sottolineare il 6° posto della Lettonia nel 1931 e 1935, l’8° e poi il fantastico 3° dell’Estonia (guidata da un grande Keres) rispettivamente nel 1937 e 1939, il 7° della Lituania nel 1933 e 1937 ottenuto con la medesima equipe, composta da Mikenas, Vaitonis, Vistaneckis, Luckis e Abramavicius.

In tutte e tre le repubbliche l’impulso scacchistico si è tuttavia, ai giorni nostri, andato affievolendo,  probabilmente anche a seguito delle attenzioni che negli ultimi decenni hanno dirottato massicciamente i giovani verso altri sport. In Lituania, ad esempio, popolarissimo è da tempo il basket (ben famosi Arvydas Sabonis e Sarunas Marciulionis), ma, più o meno di recente, anche in altre discipline sono emersi dei campioni, come il discobolo Virgilijus Alekna, due volte medaglia d’oro olimpica, o  come le straordinarie cicliste Edita Pucinskaite e Diana Ziliute.

Non è pertanto un caso che nelle classifiche Elo resistano in alto alcuni giocatori piuttosto anziani, e questo in sé non può certo essere considerato un buon segnale per il movimento.

Ad esempio, in Lituania è ancora n. 1 Eduardas Rozentalis (classe 1963, non più un ragazzino) e all’ottavo posto c’è il sessantaquattrenne Algimantas Butnorius, che nel 2007 è stato campione mondiale senior (ma al 3° c’è una donna, la giovane e validissima Viktorija Cmilyte, ex moglie di Shirov).

Così, nella piccola Lettonia è tuttora 3° uno dei mostri sacri della teoria, il molto noto Evgeny Sveshnikov, 60 anni, mentre è quasi incredibile l’8° posto di Janis Klovans, che era amico e coetaneo di Tal e che di primavere ne conta ben 75.

Di conseguenza anche i piazzamenti nelle Olimpiadi successive al 1991 non sono paragonabili a quelli del passato (ma anche per il gran numero di nazioni oggi partecipanti). Dopo lo splendido 5° posto della Lettonia a Manila 1992 (con Shirov, Kengis, Shabalov, Bagirov, Lanka e Klovans) non c’è stato nulla di meglio del 14° della stessa Lettonia a Elista 1998 e del 21° della Lituania a Bled 2002.

Adesso, però, vorrei intrattenervi su un solo nome, quello di un giocatore dall’imprevedibile e pungente stile garibaldino, Vladas Mikenas, del quale è ricorso quest’anno il centenario della nascita (Tallinn 17 aprile 1910) e che è stato uno dei più famosi sportivi lituani di sempre.

Mikenas dunque proviene dall’Estonia. Nel 1920 perse tragicamente il padre. Nel 1921 imparò a giocare a scacchi, ma in seguito praticò anche tennis tavolo, calcio, atletica e lotta. Nel 1931 vinse, in Finlandia, il suo primo torneo e subito dopo anche un piccolo torneo internazionale a Tallinn.

Nello stesso anno si trasferì in Lituania, già terra dei suoi antenati. Qui pose fine al regno di Alexsander Macht, che durava dal 1923, uno scacchista di seconda fascia che sparì dalla scena proprio con l’arrivo di Mikenas. Si noti che in Lituania il nostro gioco venne conosciuto soltanto a partire dal XVII° secolo ed ebbe diffusione solo sul finire del XIX°: nel 1887 veniva fondato il primo club di scacchi e nel 1912 fu organizzato a Vilnius il primo torneo internazionale (lo vinse Akiba Rubinstein).

Mikenas nel 1931

Mikenas giocò per la Lituania, sempre in prima scacchiera, nelle Olimpiadi di Praga (1931, con un promettente score di 10 su 18), Folkestone (1933), Varsavia (1935),  Stoccolma (1937, con lo score di 7 vinte, 8 patte e 3 perse)  e Buenos Aires (1939,  con lo score di 10 vinte, 4 patte  5 perse).

Nel 1932 uscì un suo manuale di scacchi (“Sachmatu vadovélis”), che fu anche il primo libro di scacchi pubblicato in lingua lituana.

Disputò tre match con il forte conterraneo Povilas Vaitonis (che poi sarebbe emigrato in Canada), vincendo nel 1934 (6 a 2), nel 1937 (5,5 a 4,5) e nel 1938 (9 a 3).

Nel 1936 sposò Alexandra Cepurnaite.  Nel 1939 nasceva suo figlio, Algirdas.

Il 3 agosto del 1940 la Lituania fu annessa all’Unione Sovietica ed in un paio di occasioni Mikenas ebbe l’opportunità di entrare a far parte dello squadrone sovietico.

Nel frattempo aveva partecipato a numerosi tornei, facendosi ben temere ma senza tuttavia mai riuscire ad eccellere: fu 10° a Kemeri nel 1937, 6° ad Hastings nel 1938 (primo Reshevsky),  4° a Kemeri nel 1939 (dietro Flohr, Stahlberg e Szabo) e, sempre nel 1939, 3° a Rosario dietro Petrov ed Eliskases.

La qualità del suo gioco era alta solo a tratti, mentre il suo stile audace ed originale, come il suo temperamento aperto e gioviale e i suoi numerosi interessi non si conciliavano troppo con certe caratteristiche da “primato assoluto”. Quelle caratteristiche che, invece, in Alekhine ben colse

Ruben Fine allorché così scriveva: “Quando conobbi Alekhine, a Pasadena nel 1932, cominciai a capire il segreto del suo genio. Stava spiegando la partita disputata con Euwe alcuni mesi prima a Berna, e nei suoi occhi e nel suo sguardo c’era una strana intensità: per quell’uomo gli scacchi erano il respiro della vita ..…”.

L’approccio di Mikenas al nostro gioco era troppo diverso da quello di Alekhine.

Salomon Flohr di lui disse : “Vladas in realtà non sembra neppure a volte interessato ai risultati ed ai titoli. Il suo stile gli impedisce di essere pratico, il suo elemento è l’attacco. Penso che il miglior appagamento creativo Vladas lo ottenga quando riesce a far cadere in trappole astute gli avversari tramite nascosti o imprevisti tatticismi. Anch’io una volta sono stato la sua vittima”.

Il fatto cui Flohr si riferisce è accaduto durante l’Olimpiade di Folkestone del 1933, partita Mikenas-Flohr:

Mikenas-Flohr, Ol. Folkestone 1933, posizione dopo 18.Df3-h3+

Mikenas, nella posizione del diagramma, aveva appena mosso 18.Df3-h3+ e Flohr, invece di replicare con … Td7, giocò immediatamente la più spontanea …Dd7, cui seguì 19.C:a7+, A:a7 20.Da3, che costrinse all’abbandono il campione ceco. Infatti a 20….b6 sarebbe seguìto 21.T:b6,Ce4 (se …A:b6 22.Da8 matto) 22.Da6+ e poi matto.

A proposito di Alekhine, rimase celebre un episodio verificatosi dopo il 23° tratto del Nero della partita Alekhine-Mikenas, quarto turno di Kemeri 1937:

Alekhine-Mikenas, Kemeri 1937

In questa posizione Mikenas (nero) giocò 23….A:e4  e qui Alekhine  (a partita in corso!)  non seppe trattenersi dall’esclamare arditamente (e maleducatamente): “Che errore, giovane! Se lei avesse giocato Tc2 avrei subito abbandonato”. Vladas non si scompose, guardò per qualche secondo la scacchiera e replicò “Sì, in effetti proprio un errore. Vuol dire che cercherò di porvi riparo vincendo questa partita per la seconda volta”. E seppe mantenere la promessa, piegando Alekhine  dopo altre 40 mosse.

Un’immagine di quella celebre partita

Proprio durante il torneo di Kemeri 1937 nacque il diminutivo con il quale Vladas Mikenas venne di lì in poi chiamato in patria e persino in famiglia: “Miki”, che non rappresenta né un capitàno del Tennessee né una semplice contrazione del suo cognome. La spiegazione è un’altra. Questa.

La maggioranza dei giocatori partecipanti al torneo era solita, alla sera, recarsi al Caffè “L’Allegra Zanzara”. Ebbene, visto che anche Mikenas, molto in forma in quel periodo, “pungeva allegramente” con il suo gioco, qualcuno dei Grandi Maestri propose di chiamarlo “Miki” in quanto in tedesco zanzara si dice appunto  “mùche”.

Mikenas nel 1940

E’ del 1941 la sua partita più famosa, quella che alcuni commentatori hanno osato, legittimamente, chiamare “L’immortale di Mikenas”. Impossibile non riproporvela qui, pur se conosciutissima :

Mikenas – Lebedev

1.d4,Cf6 2.c4,e6 3.Cc3,d5 4.Ag5,Ae7 5.e3,h6 6.Ah4,0-0 7.Tc1,c6 8.Ad3,Cbd7 9.Cf3,d:c4 10.A:c4,Cd5 11.Ag3,C:c3 12.b:c3,c5 13.0-0,a6 14.Ad3,Cf6 15.Ce5,Ad6 16.Ah4,Ae7 17.Ab1,De8 18.d:c5,g5 19.Ag3,A:c5 20.f4!,A:e3+ 21.Rh1,A:c1 22.f:g5!,A:g5 23.T:f6!,Rg7 24.Dd3,h5 25.h4,R:f6 26.Cg4!,h:g4 27.Ae5+!,R:e5 28.Dd4 matto 1-0

Vladas prese parte per 10 volte al campionato sovietico, ottenendo il miglior risultato, 5°, nel 1944. Fu primo al campionato lituano nel 1947, 1948, l961, 1964, 1965 e 1968.

Mancano, come vedete, gli anni 50, quando il campionato lituano fu appannaggio quasi esclusivo (1950, 51, 52, 53, 55, 57, 58, 59 e 1960) di Ratmir Kholmov.

Nel 1950 Mikenas divenne Maestro Internazionale (l’anno, appunto, in cui fu istituito il titolo) e sempre nel 1950 superò a Vilnius, in un quadrangolare, Kholmov, Vistaneckis e Ragozin.

Giunse poi 3° a Parnu nel 1955 (dove vinse Keres), ottimo 2° (il suo miglior torneo, con p. 11 su 13!) dietro Spassky e davanti a Tolusch e Tal a Riga nel 1959, 4° a Leningrado nel 1960 (vittoria a Taimanov). Vinse il campionato baltico nel 1965. Fu primo a Lublino nel 1971, già sessantunenne, ma l’anno successivo vi giunse solo 13° (sconfiggendo però Alburt). Nel 1976 tornava sulla breccia, col 7° posto nel campionato lituano (vinto da Butnorius). L’ultimo suo importante torneo internazionale fu quello di Vilnius 1978, dove ottenne appena 5,5 punti, pattando comunque con gente del calibro di Gulko, Dorfman, Tigran Petrosjan, Csom e Reshevsky.

(segue domani la seconda parte)

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Articolo pubblicato originariamente il 23 agosto 2010 e riproposto nell’ambito della serie “Voglia ‘e turnà”

avatar Scritto da: Marramaquís (Qui gli altri suoi articoli)


7 Commenti a Vladas Mikenas, mito di Lituania (1ª parte)

  1. avatar
    cserica 23 agosto 2010 at 10:09

    La partita Mikenas – Lebedev è indubbiamente una delle migliori dell’intera storia degli scacchi, probabilmente Jazztrain non la conosceva quando ha fatto il suo pezzo sulle partite da portare nell’isola deserta!
    La 20a mossa del bianco è qualcosa di unico, merita di certo più di un solo punto esclamativo!!!

  2. avatar
    Jazztrain 23 agosto 2010 at 13:03

    Conosco in compenso il match tra Mikenas e Nezhmedtinov valido per il passaggio da CM a M. il match tra il grande scacchista estone e la furia tartara finì in pareggio!

    • avatar
      Jazztrain 23 agosto 2010 at 14:48

      Pardon, Lituania. Ho pensato all’Estonia perché sapevo che fosse amico di Paul Keres!
      😉

      • avatar
        cserica 23 agosto 2010 at 15:12

        L’articolo dice che è nato e vissuto per 20 anni in Estonia, quindi non hai sbagliato di molto….

  3. avatar
    biker 23 agosto 2010 at 13:56

    Piacevolissimo pezzo, bravo Marramaquís! E Mikenas un altro campione che ben merita il recupero dall’oblio.
    Anche grazie a Soloscacchi ho scoperto quest’altra “chicca”:
    http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1274400

  4. avatar
    Gerhard 23 agosto 2010 at 14:36

    Vorrei segnalarVi una cosa: il Sig. Mikenas è tanto famoso in Lituania che proprio quest’anno è uscito un francobollo dedicato al centenario della sua nascita.

    • avatar
      Martin Eden 23 agosto 2010 at 14:44

      Ciao Gerhard grazie per il tuo preciso commento… se avrai la gentilezza di continuare a seguirci vedrai che nella seconda parte dell’articolo del nostro Marramaquís (che abbiamo pensato di proporre appunto in due puntate) verrà raccontato anche di questo interessante aspetto che tu giustamente hai sottolineato…

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