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Tattica, tattica, tattica!

Scritto da:  | 4 novembre 2010 | Un commento | Categoria: Libri, Recensioni, Tattica

“Gli scacchi sono al 99% tattica” (Richard Teichmann)

Già proprio vero… purtroppo (o per fortuna, dipende ovviamente dai punti di vista) nel gioco degli scacchi senza la tattica non si va avanti. Certo, è utilissimo conoscere pregi e difetti della struttura di Pedoni tipo Karlsbad, di come giocare contro l’Alfiere c8 nella Francese, dei vizi e virtú dell’attacco di minoranza o meglio ancora tutto quello che avreste sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere sulla teoria delle case critiche nei finali di soli Pedoni… Meglio saperlo che non saperlo, lapalissiano, ma masticando poco e male di tattica è un po’ come pretender di giocare in NBA senza riuscire a buttar dentro un libero dalla lunetta…

Fred Reinfeld

Il Grande Maestro Larry Christiansen nel suo notevole “Rocking the Ramparts: A Guide to Attacking Chess” nel ricordare i propri esordi sulla scacchiera descrive gli interminabili pomeriggi trascorsi a risolvere i problemi di tattica dei libri di Fred Reinfeld. All’epoca, parliamo degli anni sessanta, quando Bobby Fischer era poco più che un imberbe giovanotto, di libri con esercizi di tattica esistevano pressapoco solo quelli, una coppia di libretti formidabili: “1001 Brilliant Ways to Checkmate” e “1001 Winning Chess Sacrifices and Combinations” su cui si sono formate generazioni intere di talentuosi scacchisti. Eppure si trattava di testi in un certo senso davvero grezzi e primordiali, con una serie senza epilogo (1001 appunto) di diagrammi, sommariamente suddivisi per temi tipici, ed in fondo, in poche pagine le soluzioni, scarne, senza nè commenti, nè spiegazioni ed anche con qualche (perdonabile) errore analitico… l’amico Fritz in quegli anni faceva venir alla mente solo Mascagni e nulla di elettronicamente affine al mondo scacchistico.
Per fortuna nell’arco di questi decenni, pur mantenendo saldo il principio che per sviluppare il cosiddetto “occhio tattico” l’esercizio giornaliero è sempre il miglior metodo consigliabile, e per inciso mi sovvengo del prezioso consiglio di Mark Dvoretzkij che nello stupendo “School of Chess Excellence 2 – Tactical Play”, Olms Edition, paragona l’allenamento tattico del giocatore di scacchi all’esercizio giornaliero del pianista su scale e arpeggi, ecco, in questi anni la didattica scacchistica si è evoluta non poco anche nel campo della tattica. Nelle nostre prossime recensioni esamineremo da vicino alcuni importanti testi moderni sull’argomento, partendo oggi da questo del tre volte campione di Scozia, il Grande Maestro John Shaw, già autore di altre interessanti opere sulla teorie delle aperture. Il titolo è “The Quality Chess Puzzle Book”, pubblicato dall’ottima casa editrice “Quality Chess”. Titolo ambizioso per un progetto ambizioso ma il cui traguardo è raggiunto in pieno.


Ogni affascinante segreto in campo di tattica è magistralmente sviscerato e trasmesso al lettore in una serie di capitoli dai titoli curiosi ed intriganti quali “Semplice ma non facile” oppure “Ivanchuk” o meglio ancora “gli spremicervello”.
Come illustrato anche nell’introduzione dell’opera, in ogni pagina di questo bel libro  son sempre tenuti ben presenti alcuni basilari principi:

  • “gli esercizi proposti devono essere stimolanti per il lettore ma non di difficoltà tale da richieder per la soluzione l’utilizzo della scacchiera”
  • “deve esser possibile risolverli sul treno, in aereo o in ogni luogo ove ci si trovi ad aver alcuni momenti di tempo libero”
  • “ogni posizione proposta deve avere almeno un elemento didatticamente educativo e la relativa soluzione evidenziarne le peculiarità”

e, in ultimo, ma non per questo meno importante, “gli esercizi se possibile devono esser per quanto possibile divertenti senza annoiare il lettore ad ogni mezza pagina di lettura…”
Già, difetto quest’ultimo riscontrabile in numerosi, troppi, libri di tattica, da Reinfeld in poi, passaggio obbligato una tanto decantata Enciclopedia yugoslava delle combinazioni…
Bene, che altro? Concluderei evidenziando solamente che si tratta di un testo raccomandato ai giocatori di tutte le categorie, e rammentando, a proposito della tattica, giusto per parafrasare il buon Dvoretzkij, un’interessante osservazione del grande Paganini tratta da una lettera scritta all’amico Luigi Germi e riportata nell’eccezionale volume di Edward Neill “Paganini. Il cavaliere filarmonico”. Scriveva il grande genio del violino che “non esercitandosi un giorno se ne sarebbe accorto solo egli, non esercitandosi due giorni se ne sarebbe accorto anche il pubblico…”
Morale della favola? Tattica, tattica, tattica!!!

Postilla: Il GM statunitense Andy Soltis, da sempre amante dei paradossi e delle “boutades”, ebbe una volta a scrivere che “il Grande Maestro dovrebbe normalmente sovrastare il Maestro Internazionale basandosi semplicemente sulla propria superiorità nella tattica”. Chiaramente si tratta di un’esagerazione, ma è utile per capire quanto questo aspetto del gioco sia importante a tutti i livelli…

E per concludere con un semplice assaggio di questo utilissimo libro ecco due brillanti conclusioni in cui la formula magica introduttiva è la rituale “Trovate la continuazione vincente”

NN – Rotella, Internet Blitz 2008 (mossa al Nero)

Semprun – Faller, England 1983 (mossa al Bianco)

avatar Scritto da: Martin (Qui gli altri suoi articoli)


Un Commento a Tattica, tattica, tattica!

  1. avatar
    Marramaquìs 5 novembre 2010 at 07:03

    Diversamente da Paganini, Marramaquìs ha la fortuna di potersi non allenare da più di 5 giorni, anzi 5 anni, anzi di più: infatti non ha pubblico che se ne possa accorgere … eh,eh ! Bella tattica, questa, o forse no …




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