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Che strana quella notte…

Scritto da:  | 18 dicembre 2010 | 2 Commenti | Categoria: Zibaldone

- Avanti popolo alla riscossa… -

’azzarola, già le sette?!”…  “No, non è la sveglia… E’ la suoneria del cellulare”.

Lo cerco e non lo trovo, mi strofino meglio gli occhi, mi stiracchio guardando l’ora: le 2,30; “Ma chi è ‘sto trigumiro che rompe a quest’ora della notte?!

Sono seduto sul letto, sto per alzarmi quando… Sento qualcosa che vibra sotto il mio piede sinistro: “Ecco dove ‘azzo era finito…”.

Sul display appare il nome di Martin Eden, credevo fosse in ferie in Alaska, invece…

Pronto – atroce sbadiglio – ma sei matto a chiamare a quest’ora. Tutto bene?

Su, veloce. Scendi dal letto e raggiungimi di corsa, ops, volevo dire in fretta.

Ok, dove sei? Sei nel Klondike, vero?

No, no. Niente Alaska, sono.. Sono in redazione… Dai corri, ops, muoviti… Veloce… Fai presto!

Mumble… Mumble: ”Cavolo ci fa l’amico Martin in redazione a quest’ora della notte?”, scendo dal letto, mi precipito in bagno, piscio con rituale scrollata, mi lavo la faccia con acqua fredda e mi accorgo che questo forse non è un sogno, sento i brividi dovuti a qualche gocciolina d’acqua finita sulla schiena.

Jeans, camicia e pedule, un bacio a moglie e figlia, ma si, uno anche alla Lola e via ‘più veloce dell’alluce’, destinazione: la nostra redazione….

Ci arrivo che sono appena le 3,15 del mattino!!!

Martin mi accoglie con un: “Ce ne hai messo di tempo… Guarda cosa ho trovato!…”.

Mentre mi consegna un foglietto tutto stropicciato, continua dicendomi ancora: “Devi correre, ops, andare a Siena. Là ti aspetta il mio amico Emmett… Non chiedermi niente, ti spiegherà tutto lui, fai buon viaggio e… Torna con la notizia!”.

Io abbozzo un: ” Ma….”.

“Ancora qui”, subito Martin mi interrompe, continuando con un perentorio: “Corri, ops, muoviti!!!”.

… Alle 4,30 sono a Siena in piazza del Campo, davanti a me c’è Emmett, l’amico di Martin: “Alla buon’ora… E’ più di un’ora che ti aspetto. Non abbiamo tempo da perdere!”.

“Ehi.. Non spingere” gli dico e lui: “Grande Giove, sei già in ritardo… Dai sali subito sulla mia macchina e vai… E’ già tutto impostato, tu devi solo andare a 88 miglia orarie!”.

Non mi lascia neppure il tempo di dire: “Dove è che devo andare?“, che mi ritrovo seduto in macchina, con la cintura di sicurezza ben allacciata, impugnando uno strano volante. Lo guardo mentre mi sbatte giù la portiera e con un ghigno satanico mi dice: “Tranquillo… Le multe per eccesso di velocità le paga il buon Martin Eden. Fai buon viaggio“.

Incrocio le dita, accendo l’autoradio e pigio il pulsante rosso con su scritto ‘start’. Sento il motore rombare ed uscire dagli altoparlanti dello stereo di bordo ‘The power of love’ di Huey Lewis & The News, un gran bel un ritmo. Va che è una meraviglia: 30 miglia orarie… 50 miglia orarie… 80 miglia orarie… 88 miglia orarie… Capperi insipidi, ma lì c’è una curva ad angolo retto con uno strapiombo… Il volante non risponde, sale su un’improvvisa nebbia. Un fulmine colpisce il tettuccio dell’auto ed allora io chiudo gli occhi in attesa dell’inevitabile… Ta-dum!!!

Riapro gli occhi. La macchina si è fermata. Sono vivo?! Sono tutto intero. Scendo e vedo che l’auto è ricoperta di ghiaccio, un ripetuto beep proveniente dal navigatore satellitare attira la mia attenzione. Risalgo in macchina e gran sorpresa: il navigatore indica Vienna, l’orologio le 18,45 del 01/04/1909 !!!

Mi strofino gli occhi, guardo incredulo quel diabolico strumento, guardo fuori dal finestrino, che ormai si è scongelato, e… Vedo proprio Vienna… la Vienna di allora. Sorbole!!!

Mi faccio coraggio, scendo dall’auto e mi dirigo sotto quel portico, proprio davanti a dove mi ero ‘fermato’. C’è un negozio, è una galleria d’arte dove restaurano quadri; non so perché, ma decido di entrare. C’è nessuno; no, aspetta… Un ometto dietro il bancone mi indica la porta sul retro; calamitamente attratto da quella porta, la raggiungo e la apro: dietro c’è un ampio salone con un capannello di gente tutta attorno ad un tavolo che guarda in rispettoso silenzio due uomini che stanno ‘giocando’ a scacchi. Mi faccio cortesemente largo e vado avanti sino a raggiungere la prima fila… E che ti vedo: si proprio loro due!!! E stanno scaccolando proprio sotto i miei occhi, non ci avrei mai creduto se proprio non li vedevo.

I due giocatori sono Vladimir Ilijc Uljanov, meglio conosciuto come Lenin, che muove i pezzi bianchi e Adolf Hitler, un commesso della galleria, che muove i pezzi neri.

Una rapida occhiata alla posizione e… Mi venisse un colpo!! E’ la stessa che mi ha dato il Martin Eden poco prima di questo mio pazzesco viaggio. Incomincio solo ora a capirci qualche cosa: voleva un articolo su questa partita… Il mio vicino mi sussurra:  ”Tocca al bianco. E’ un po’ che ci pensa… “.

Il nero ha appena giocato 26) ..., f4;

Ehi, qui ci può scappare un piccolo capolavoro, quasi un’immortale: 27) Te5, Dxf3; 28)De8+, Txe8; 29) Txe8+, Txe8; 30)Txe8+, Cc8; 31) Txc8#. Troppo bello, ricontrolliamo bene… Diamine, 28…, Cc8!!; ed il bianco è panato.
Mumble… Mumble… Mi viene in mente una partita del grandissimo Bronstejn, dove lui vinceva dando la donna per due torri, ma qui l’unico Bronstejn che Lenin conosce è il Trotsky…
Dopo aver ricalcolato il tutto più volte, controllando mossa per mossa, il bianco finalmente muove e gioca:
27) Te5 (deviazione del difensore),  Dxf3; 28) Dxg8+!! (adescamento),  Txg8;  29) Te8+, Cc8;  30) Txg8, b6; anche una mossa migliore non avrebbe salvato la partita del nero [30) ..., Rb8; 31)Tee8, b6; 32) Txc8+, Rb7; con forte vantaggio per il bianco].31) Txc8+, … ; con l’ultima mossa Lenin è riuscito a pareggiare i conti: donna e cavallo per due torri e cavallo…. Ho pensato le stesse mosse di Lenin!! Mi sento un po’ come un grande rivoluzionario, permettetemelo, e facendo il sapientone  dico al vicino: “Vedrai  fra 8 anni che mossona ti gioca questo…“.

Posizione dopo 31) Txc8+, ...;

31)…, Rb7;  32) Tf8, Dd5;  33) Txf4,  Dxa2;  34) Te2,  Dd5; Il nero ha appena cominciato la caccia dei pedoni avversari e se il bianco non gioca con attenzione rischia di perdere anche una delle proprie torri.

Posizione dopo 34) ..., Dd5;

Qui Lenin si immerge in un’altra lunga riflessione per poi giocare una combinazione che lascia gli astanti senza parole ed il giovane avversario con il magone.

35)Te7+!, Ra6; [su 35) ..., Rc6; 36) c4, Dd1+; 37) Rg2, Dd6; 38) Tfe4, b5; 39) T7e6, Dxe6; 40) Txe6+, ...; con vantaggio decisivo per il bianco] 36) Ta4+, Rb5; 37) c4+!, Dxc4; 38) Txc4, …
Ciao la donna!!  L’austriaco (Hitler era nato nei pressi di Linz in Austria e solo nel 1932 con un suo decreto vi pose rimedio proclamandosi cittadino tedesco), testardo come un mulo, continua a giocare, ma è solo uno spreco di tempo; Lenin conosceva già il detto che dice che vincere una partita ‘già vinta’ non sempre è cosa facile, per cui gioca le successive mosse prestando la massima attenzione.
38) …, Rxc4; 39) h4, a5;  40) h5, Rb3; 41) h6, Rxb2; 42) h7, c4; 43) h8=D+, Rb3; 44) Dg8, b5; 45) Te3+, Rb2; 46) Dd5, a4; 47) Dd2+, Ra1; 48) Te1# 1 – 0
Questa è la scacchiera testimone della partita tra Lenin e Hitler
“Non ci posso credere… Scriverò un articolo da premio Pulitzer!!”.
Mentre penso questo non mi accorgo che vengo trascinato dal muoversi del pubblico verso l’uscita del locale e senza sapere il come, mi ritrovo seduto al volante dell’auto di Emmet che, in un battito di ciglia, mi riporta avanti nel tempo, a destinazione.
Arrivato.
Eccitato come non mai, scendo dall’auto ed abbraccio l’euforico Emmet, rimasto in quel di Siena ad aspettarmi, ed incomincio a raccontargli tutta quest’avventura. Lui mi interrompe subito: “Trattieni il fiato, non devi dirmi nulla. E’ al Martin Eden che devi dire tutto… Guarda là, parli del diavolo e lui appare. E’ seduto su quella panchina, vai da lui”.
Mi volto nella direzione indicata da Emmet e vedo il buon Martin che mi sta sorridendo, mi avvicino salutandolo: “Una storia formidabile… Sai quella posizione che mi avevi dato è… E’ la posizione raggiunta nella partita giocata da Lenin contro Hitler… Si, proprio loro; a Vienna nel 1909…”.
Martin Eden mi guarda dritto negli occhi. Il suo sguardo ha un qualche cosa di rasserenante, mi accorgo che ero agitatissimo (chi non lo sarebbe stato, dopo un’esperienza come questa?;NdA) e decido di cercare di calmarmi un po’.
Mongo… Mio caro, non vorrei darti una grossa delusione, ma mi hai portato l’articolo di un ‘farlocco’!”.
“Farlocco?” gli chiedo e lui con un sorriso a 34 denti: “Si, una ‘bufala’… Guarda bene la data dell’incontro…”
Che delusiooone…
Cosa c’entra Trotsky con Bronstejn? Ve lo siete chiesti, vero?
Beh, semplice: il vero nome di Trotsky è nientepopodimeno che Lev Davidovič Bronštejn, David Bronstejn proprio come il grandissimo scacchista.
Coincidenza nella coincidenza, il GM nacque lo stesso giorno in cui la salma mummificata di Lenin veniva esposta per la prima volta, un mese dopo la sua morte, nel mausoleo ai piedi del Cremlino, il 19/02/1924.
avatar Scritto da: Mongo (Qui gli altri suoi articoli)


2 Commenti a Che strana quella notte…

  1. avatar
    Mandriano 16 dicembre 2010 at 14:30

    … Avanti popolo alla riscossa… ;-)

  2. avatar
    jazztrain 16 dicembre 2010 at 18:55

    La vittoria dell’Armata rossa contro le truppe di Von Paulus: La scacchiera? A Stalingrado!

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