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La mossa del cavallo… dalla Liguria alla Sicilia

Scritto da:  | 2 gennaio 2011 | 6 Commenti | Categoria: Libri

Forse il collegamento con gli scacchi è un po’ tirato per i capelli, d’accordo, anzi forse il nostro gioco non c’entra nulla, ma questo giallo di Andrea Camilleri, non poteva sfuggirmi non fosse che per il titolo, pruriginoso per uno scacchista:  “La mossa del cavallo” (Ed. SuperBur Narrativa – Ed. 1999).

Si tratta di un romanzo poliziesco e storico, ambientato nella Sicilia post-unitaria  (esattamente nel 1877), nel quale il padre del Commissario Montalbano, oltre a riproporci le difficoltà lessicali tipiche del proprio schema narrativo, basato sull’utilizzo della lingua siciliana, inserisce qualcosa di nuovo e ancora di più arduo dal punto di vista della comprensione linguistica: il protagonista, benché nato a Vigata (l’immaginaria città nata dalla fantasia di Camilleri, ma che probabilmente può essere individuata in Porto Empedocle o nell’assonante Licata), ha vissuto l’infanzia a Genova, per poi ritornare come funzionario dello Stato (ispettore ai Mulini di Montelusa) nel paese di origine. Proprio da tali improbabili premesse prende il via un avvincente e, in alcuni passaggi, spassoso  racconto.

Per dimostrare la “zeneisità” di Giovanni Bovara, questo è il nome del protagonista, e come questi sia un uomo del nord, l’autore, nel corso di tutta la prima parte del romanzo, gli fa svolgere il suo dialogo interiore in lingua ligure. Dalla lettura dell’opera sarà facile comprendere come, per la loro complessità, quella siciliana e quella ligure sono vere e proprie lingue e non semplici dialetti. Come ho già ammesso in premessa, questo giallo non ha molto a che veder con gli scacchi giocati, ma l’utilizzo del movimento del pezzo degli scacchi per indicare una mossa inattesa o anomala è molto intrigante ed è la vera chiave di lettura di questo avvincente romanzo. Nell’edizione in mio possesso (ottobre 2000) è presente, a guisa di prefazione e per fornire al profano un piccolo bagaglio tecnico per comprendere cosa si intenda per mossa del cavallo, un breve passaggio,  tratto dal “Manuale degli scacchi” di A. Karpov,  nel quale si fa riferimento proprio a questo pezzo anomalo. Ecco ciò che lega questo giallo agli scacchi ma vi assicuro che per la comprensione dell’intreccio non è poco.  Tornando, brevemente, alla trama, il romanzo è basato sull’arrivo in paese di questo nuovo ispettore dei mulini, che è chiamato a sostituire il suo predecessore ucciso in circostanze misteriose, che a sua volta aveva ricoperto tale ruolo successivamente alla morte, anch’essa violenta, di un altro ispettore. Bovara, il protagonista, è deciso a svolgere il suo lavoro in maniera integerrima e senza sottostare alle “abitudini” del luogo. Da quel momento inizia a conoscere i personaggi della zona: il boss, il prete – sensibile al fascino femminile – la vedova e la sua padrona di casa, di cui si invaghisce, altri soggetti di scarso valore umano e morale. La tensione è palpabile e tutti si aspettano che qualcosa accada a questo integerrimo servitore dello Stato, perché ciò è nella logica delle cose. L’occasione è data dall’assassinio del prete di cui  Bovara è casualmente spettatore. È lui a fornire la testimonianza decisiva del fatto, ma così facendo presta il fianco ad una serie di attacchi proditorii che danno la stura ad intrecci che sembrano inestricabili per lui, uomo del nord, e che lo condurranno  in prigione per l’omicidio del presule. Sarà proprio la “mossa del cavallo” che indicherà al protagonista la strategia,  la strada da seguire per uscire indenne dalla trappola e che stupirà il lettore. Non voglio togliere a chi volesse leggere il romanzo la gioia e il divertimento del finale, anche se posso anticipare che sarà piuttosto amaro. Buona lettura.

avatar Scritto da: Zenone (Qui gli altri suoi articoli)


6 Commenti a La mossa del cavallo… dalla Liguria alla Sicilia

  1. avatar
    Jazztrain 2 gennaio 2011 at 08:43

    Non mi pare affatto tirato per i capelli il collegamento con il gioco, il titolo di un romanzo ha una logica. Se Camilleri ha utilizzato come metafora la mossa del cavallo è evidente che si è ispirato al nostro gioco.




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  2. avatar
    Rino E. 2 gennaio 2011 at 09:18

    Ottima recensione. Misurata, equilibrata, sintetica, stilisticamente ineccepibile. Sarà difficile di domenica trovare una libreria aperta ma mi è venuta voglia di leggere questo libro di Camilleri.




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  3. avatar
    Martin Eden 2 gennaio 2011 at 09:20

    Zenone?!? Semplicemente una delle nostre penne migliori! 🙂




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  4. avatar
    tamerlano 2 gennaio 2011 at 11:55

    Camilleri si è ispirato esattamente al gioco degli scacchi e in questo giallo anche al rovesciamento dei ruoli (il testimone che viene fatto passare per colpevole e che, per salvarsi, non va diritto all’obiettivo muovendosi in modo diretto come la Torre ma di ‘sghimbescio’ come il Cavallo, per non far capire le sue intenzioni).

    In precedenza anche Vittorio Foa (Torino, 18/9/1910 – Formia (LT), 20/10/2008) politico, giornalista e scrittore italiano, esponente del pensiero di sinistra (fonte wikipedia) con il “Il Cavallo e La Torre”, libro autobiografico e metafora della strategia politica; il titolo si riallaccia al gioco degli scacchi: la pesante torre e il leggero cavallo. La mano del giocatore conduce la sorte della scacchiera mediante il movimento dei pezzi e dei pedoni: il cavallo, che è più mobile, deve aggirare l’ostacolo della torre. L’autore Foa contrappone la mossa del cavallo, che cerca di spiazzare l’avversario trovando soluzioni impreviste, alla rigida logica della torre, destinata a procedere in linea retta verso lo scontro frontale, in cui si vince o si perisce. (tratto dal web ma si trovano decine di opinioni pro e contro il suo modo di fare politica ma, questa, è un’altra materia).

    Tornando al nostro gioco, mi è venuto in mente un finale con pochissimi pezzi (con il Cavallo, ma senza la Torre):

    Bianco: Ra6 Ca2 (2)
    Nero: Re3 ph6 (2)

    In notazione Forsyth:
    8/8/K6p/8/8/4k3/N7/8

    Il diagramma lo trovate anche qui:
    http://www.accademiadelproblema.org/forumtopic.aspx?topic=274

    nel quale il bianco muove e patta.




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  5. avatar
    tamerlano 2 gennaio 2011 at 12:27

    Nella soluzione di questo bel finale (incredibile, capirete dopo il perchè) c’è un modo di ‘procedere’ del Cavallo… che potrebbe essere ‘assimilato’ ad entrambi i testi letterari citati!




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