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Il castello degli scacchi

Scritto da:  | 5 gennaio 2011 | Nessun Commento | Categoria: Libri

Immaginate di tornare per un istante bambini, ignari di tutte le sfortune del mondo, ignorandone i “perché”. Siete in un inverno freddo, all’interno della vostra casa con un bel camino acceso. Vostro padre vi si avvicina con una scacchiera e vi dice: “Dai, ti insegno a giocare a scacchi!” Ecco che davanti a voi non ci sono dei piccoli pezzi di legno ma degli esseri viventi in carne e ossa che grazie alla magia si animano e incominciano a fronteggiarsi.

Si può dire che Il castello degli scacchi di Carlo Alberto Cavazzoni sia un libro per bambini, se con questo volete dire che è stato scritto per persone che hanno bisogno di tanto amore, cura e fantasia. Il libro infonde calore, sicurezza e tanta giovialità attraverso gli scacchi e per gli scacchi, l’unico gioco in cui la guerra può unire anziché dividere.

Ma Cavazzoni fa qualcosa di più. Attraverso la magia del gioco ci racconta delle vere origini degli scacchi, dell’oscurità della loro nascita e della loro evoluzione. Conoscenze non solo di chi è ben informato, ma di chi è curioso per natura e, grazie a quella, vuole raccontare ciò che sa agli altri. Allo stesso tempo ci conduce al gioco vero e proprio, dopo aver descritto il regno fatato degli scacchi e della sua capitale Scacchipoli. Le regole essenziali vengono spiegate in modo elementare e, al contempo elegante. Utili, per l’insegnamento, i diagrammi. In generale, si può dire che il Castello sia una rara unità di insegnamento e godimento dove l’uno implica e richiede l’altro e viceversa.

Impossibile non spendere due parole per le splendide illustrazioni. In un film si diceva che quando si parla, bisognerebbe esser tanto chiari da farsi capire da un bambino. Forse, anche quando si disegna dovrebbe valere questa regola, non per svilire la chiarezza, ma per nobilitarla. Illustrazioni per bambini o piuttosto per adulti sensibili e capaci ancora di addentrarsi nel mondo vacillante della fantasia. La fantasia, quella autentica, ci fa vacillare perché abbiamo costruito un mondo rigido, fatto di sola realtà. Ma la verità è che fa sentire bene non il ritornare bambini, piuttosto riscoprire la nostra ingenuità di fronte al mondo.

Dicevamo prima che è un libro per bambini, nel senso di persone bisognose di amore e fantasia. Ma siamo sicuri che siano solo i piccoli ad averne bisogno?

avatar Scritto da: Giangiuseppe Pili (Qui gli altri suoi articoli)


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