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C’era l’Inferno in via de’ Giudei

Scritto da:  | 20 gennaio 2011 | Categoria: Libri

“Bologna è una donna emiliana di zigomo forte,
Bologna capace d’amore, capace di morte,
che sa quel che conta e che vale, che sa dov’è il sugo del sale,
che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita.”

(Francesco Guccini, Bologna)

Bologna la grassa, osterie, lambrusco, salami in vetrina, odore di festa. Bologna ferita, colpita al cuore, con un orologio fermo da più di trent’anni a ricordare il folle massacro. Bologna capace d’amore, capace di morte, come canta Guccini, dal suo sguardo neutrale di “modenese volgare”.

Via de’ Giudei, via dell’Inferno, strade non troppo distanti da via Valdonica, teatro dell’omicidio di Marco Biagi. Strade che se percorse di notte possono sferzarti un brivido alla schiena come una folata di vento all’improvviso.

Conosce bene queste strade Roberto Carboni, taxista bolognese, scopertosi brillante narratore della storia noir C’era l’Inferno in via de’Giudei (Giraldi editore, 2009).

Romanzo breve o lungo racconto che sia, il libro ha una storia che convince e sa attrarre da subito il lettore con ritmo serrato e pungente. Pur senza un protagonista.

Si incontrano uno strano giudice con moglie e figlia a seguito, un talentuoso pianista jazz di sottofondo, un sognatore sbagliato, un ottuso guardaspalle, un nonno ormai partito di testa, un clochard occasionale comparsa, un sicario in fuga senza ritorno, uomini alle calcagna, criminali da strapazzo o investigatori privati senza tanti scrupoli. Un sottobosco sommerso, notturno, maledetto, sbucato fuori direttamente dall’Inferno, locale jazz di via de’Giudei.

C’è la Bologna dei romanzi di Loriano Macchiavelli, con uno stile efficace che rimanda a Carlo Lucarelli; tuttavia l’effetto globale ricorda da vicino lo stile di Giorgio Scerbanenco, assoluto maestro del noir all’italiana. Come in Scerbanenco, in Carboni non ci sono eroi, il discrimine tra bene e male è labile ed imprevedibile, nessuna redenzione sfiora l’orizzonte degli eventi. “La vita è un pozzo delle meraviglie, c’è dentro di tutto, stracci, brillanti e coltellate alla gola.”, avrebbe chiosato l’autore di I milanesi ammazzano al sabato.

Ci siano permessi solo un paio di appunti: i colpi di scena potevano funzionare perfettamente anche senza un eccessivo ricorso alle coincidenze improbabili, che si verificano solo nei romanzi d’appendice. Una tirata d’orecchi ai correttori di bozze, che si sono lasciati sfuggire qualche orrore ortografico di troppo, che colpisce come un pugno in un occhio. La critica non tocca minimamente l’autore, ribadiamolo. Nanda Pivano ricordava come giganti quali Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald abbisognassero di ottimi cesellatori per eliminare le imperfezioni.

E gli scacchi? Anch’io mi aspettavo che sbucassero fuori da un momento all’altro nel romanzo che dà il titolo al libro. Per loro c’è spazio invece in uno dei racconti conclusivi, che confermano Carboni autore poliedrico e non solo di genere.

Vladimir Nabokov, punto di riferimento di Carboni, con La Difesa di Luzhin avrà forse offerto lo spunto per Una vita in bianco e nero, dove gli scacchi la fanno da padrone.

L’autore, terza nazionale con una buona tranche Fide alle spalle, si tuffa nel gioco in modo competente, al contrario di tanti improvvisati cultori delle sessantaquattro caselle. Un esempio:

“La differenza tra sapere la teoria e non saperla? È come andare, in un giorno di pioggia, durante l’ora di punta, in una grande metropoli straniera e fare a gara con un taxista indigeno a chi arriva prima in un posto che voi non conoscete e lui sì.”

Figura centrale della storia è Anna, Judit Polgar della Bassa Padana, che ci ricorda da vicino la protagonista del romanzo La regina degli scacchi di Walter Tevis. Quando la letteratura, che arriva sempre prima sulla realtà delle cose, risarcisce le donne di ciò che secoli di storia scacchistica hanno loro ingiustamente tolto. Le luci della ribalta.

avatar Scritto da: Riccardo Del Dotto (Qui gli altri suoi articoli)


13 Commenti a C’era l’Inferno in via de’ Giudei

  1. avatar
    matteo brizzi 20 gennaio 2011 at 15:49

    Bello Ricca!!!!! ora uno di questi gg ne scrivo uno anke io… c’ho ancora da pensare su cosa… O su Brizzi-Soventi o su un argomento generale… secondo te qual è mijore???? stammi bene




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    • avatar
      Bilguer74 20 gennaio 2011 at 19:37

      Grande Matteo! Non puoi immaginare con quale piacere ho letto il tuo commento! Qualsiasi argomento va bene. Scegli quello per il quale senti crescere l’ispirazione. Pensaci e ripensaci. E la scelta sarà quella giusta. Come per la mossa migliore.
      Ti aspettiamo presto al circolo, tutti quanti con grandissimo affetto! Un abbraccio grande grande!




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  2. avatar
    Luca Monti 20 gennaio 2011 at 17:26

    Complimenti Bilguer,mostri talento anche nelle recensioni.Tra l’altro
    mi pare che anche Via dei Giudei sia citata nella bellissima Scirocco
    di Francesco.




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      Bilguer74 20 gennaio 2011 at 19:30

      “E in via dei Giudei volavan velieri come in un porto canale.”
      Verissimo, Luca. Grazie per i tuoi interventi sempre acuti!




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  3. avatar
    Fabio Lotti 20 gennaio 2011 at 18:51

    Grande Riccardo! Vedo che sei esperto anche di gialli. Se vuoi farmi una visita ogni tanto sono anche qui http://blog.librimondadori.it/blogs/ilgiallomondadori/2010/12/13/scorribande-giallistiche/ insieme con il mio nipotino!!!. Tra gli “Extra” puoi trovare anche altri interventi. Invito rivolto a tutti quanti della banda… 🙂
    P.S. In un prossimo articolo citato pure il blog.




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  4. avatar
    Fabio Lotti 20 gennaio 2011 at 18:54

    Ad essere preciso, Riccardo, ho citato un tuo pezzo. Quando verrà pubblicato ti/vi avverto.




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      Bilguer74 20 gennaio 2011 at 20:33

      Carissimo Fabio,
      grazie mille, ma non mi sento affatto un esperto di gialli. In questo campo tu sei chiaramente un Maestro… mentre io al massimo una Prima Sociale! 🙂
      Ho letto il tuo pezzo dove con mia grande sorpresa le citazioni ad argomento scacchistico sono davvero numerosissime. Attendo con curiosità la prossima citazione. Saluti anche al simpaticissimo nipotino! A presto!




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    Giovanni Innocenti 20 gennaio 2011 at 20:41

    Un’altra stupenda perla di Riccardo!




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  6. avatar
    lazzarini paolo 20 gennaio 2011 at 20:58

    Ciao riccardo, scusami ma volevo solamente salutare Matteo.




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      matteo brizzi 22 gennaio 2011 at 19:54

      grazie barbara!!!!! in bocca al lupo ad irene e sabrina per il provinciale!!!!!!!




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  7. avatar
    Fabio Lotti 20 gennaio 2011 at 22:41

    Caro Riccardo
    un articolo più completo di citazioni sul rapporto giallo-scacchi su “Scacchierando” tra qualche tempo e spero proprio che fra questi due blog ai quali collaboro ci sia una sana, amichevole competizione. E, possibilmente, una proficua collaborazione.




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  8. avatar
    jazztrain 20 gennaio 2011 at 23:21

    Notevole articolo di Bilguer74, come sempre è un piacere leggere i suoi articoli.




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    Bilguer74 21 gennaio 2011 at 09:56

    Grazie Jazztrain, nel libro c’è anche ampio spazio per la musica jazz, tua grande passione! Te lo consiglio…




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