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Gli scacchi dei Templari

Scritto da:  | 5 febbraio 2011 | 11 Commenti | Categoria: Libri

Queste righe mi sono state suggerite dalla lettura di un “giallo” che mi è stato recentemente prestato: “Il simbolo perduto”di Dan Brown (ed . Mondatori, anno 2009, pagg. 604, € 20.40). Come ho già avuto modo di scrivere su questo blog, non amo particolarmente il modo di narrare di questo scrittore, dal punto di vista strettamente letterario, ma è innegabile che sia dotato di una tecnica capace di costringere alla lettura dei suoi romanzi, “facili” ma di gran presa per il lettore. Naturalmente in quest’opera non si parla di scacchi ma, come suggerisce il titolo, di simboli; e quale miglior gioco se non gli scacchi, mi sono chiesto, rappresenta l’universo simbolico? Prima di continuare dobbiamo chiarire cosa sia intenda per “simbolo”. È una parola derivata dal latino “Symbolum” e, ancor prima, dal greco σύμβολον cioè súmbolon. Senza entrare nell’etimologia, in Grecia il “súmbolon” era una sorta di tessera in terracotta che due soggetti, per siglare un accordo, spezzavano, conservandone ognuno una parte. In pratica, come è facile comprendere, ogni metà rappresentava il tutto, cioè l’accordo. Simbolo è un segno, un oggetto che oltre al suo significato intrinseco rappresenta anche altro. Ma il nostro gioco è anche “simbolo” di altro  ? Magari di qualcosa di assolutamente distante dalla sua essenza? Dopo una breve ricerca, io, novello Robert Langdon (cioè il professore di simbologia ad Harvard, protagonista del romanzo), ho scoperto cose interessanti che vorrei condividere con voi. Il viaggio inizia in Toscana – non poteva essere diversamente perché in questa Regione vivo -, ma credo che potesse rivelarsi analogamente fruttuoso anche in altre terre, per esempio la Liguria, l’Emilia-Romagna, l’Umbra, l’Abruzzo, il Piemonte ecc.  Diciamo che siamo giunti in una frazione del Comune di Bagni di Lucca: Vico Pancellorum. Qui è presente la Chiesa di S. Paolo Apostolo, risalente al 873 circa d.C., sulla cui facciata sono visibili alcuni simboli tra cui un cavaliere con la spada e una scacchiera. Tutte queste rappresentazioni sono in altorilievo ma solo il cavaliere con la spada risulta cancellato o comunque non più leggibile (qui il mio pensiero va a “Qui necavit equitem”, proprio come nel romanzo “La tavola Fiamminga[qui la recensione di Soloscacchi]). L’elemento più rilevante per noi è comunque la scacchiera – raramente rappresentata sugli edifici destinati a qualsiasi culto -, sembra che proprio questa sia la prima raffigurazione che si conosca in Italia presente su una chiesa. Per capirne la presenza bisogna probabilmente risalire al forte legame che questo simbolo riveste per i “Pauperes commilitones Christi templique Salomonis” cioè i “Poveri Compagni d’armi in Cristo e del Tempio di Salomone”, conosciuti come Templari (ecco ancora Dan Brown…).

Libro de los juegos - Templari che giocano a scacchi

La scacchiera rappresenta infatti, con il suo bicolore, l’eterno dualismo: bene e male, maschio e femmina, luce e tenebra ecc. Così come la scacchiera anche lo stendardo di battaglia dei Templari, detto Beauceant, era bianco e nero, in pratica ricorda l’orientale “Yin e Yang” e forse, a questo punto, non tanto casualmente considerando l’origine del nostro gioco, il “64” – cioè il numero delle caselle di una scacchiera – rappresenta, in alcune tradizioni orientali, il numero della realizzazione dell’unità cosmica.

Beauceant

Gli scacchi rivestivano quindi, per questi cavalieri, un significato spirituale e simbolico molto forte: il Re è, evidentemente, l’elemento maschile cioè il Sole; la Regina è l’elemento femminile, quindi la Luna; la Torre è Saturno; l’Alfiere è Giove – il potere spirituale -; il Cavallo è Marte; il Pedone, infine, è l’uomo che, qualora riesca a superare tutti gli ostacoli sulla scacchiera, termina il suo percorso d’iniziazione che lo conduce alla trasformazione alchemica di se stesso in Regina. E’ il ritorno al Femminino sacro universale (questa volta è Dan Brown del “Codice Da Vinci”). Nelle mie brevi ricerche ho acquisito notizie della presenza in altre chiese della Toscana di simboli che rimandano alla rappresentazione della scacchiera:

  • Pieve di S. Agata (frazione di Scarperia, in Mugello [FI] ) di cui si hanno notizie fin dal 984 d.C., anche se è stata rifatta probabilmente alla fine del  XII secolo
  • Chiesa romanica dell’ XI sec.di Bagni di Lucca(LU): sulla facciata-insieme ad altri singolari simboli-campeggia una scacchiera

Altre chiese, con scacchiere rappresentate, si trovano in diverse regioni:

  • Duomo di Genova, presente una scacchiera all’esterno, facciata laterale sinistra
  • Duomo di Crema, sul campanile è presente una scacchiera con otto caselle per otto
  • Basilica di S. Ambrogio a Milano, in cui è ripetuta più volte la scacchiera (all’esterno e all’interno)
  • Chiesa di San Savino (PC), riprodotta una scacchiera all’interno su un tappeto musivo
  • Canossa (RE), frazione Votigno, è incastonata una scacchiera a caselle bianche e nere

Naturalmente molta è la pubblicistica – libri, siti internet, periodici ma anche film…- che tratta dei Templari ma non tutta è consigliabile o comunque attendibile; ad approfondimenti molto professionali, che trattano l’argomento dal punto di vista storiografico e teologico, senza dimenticare quindi che si tratta di un ordine religioso, fanno da contraltare trattazioni meno rispettose, anche per i fruitori, e in alcuni casi pervase dall’odor di zolfo. Poi ci sono autori che usano i Templari e le leggende che nei secoli si sono raccontate su questi monaci-guerrieri, per alimentare le loro fantasie artistiche… un po’ come fa Dan Brown.

Vorrei però rivolgere un invito a chi ha avuto la bontà di leggere queste righe, segnalate monumenti, chiese o altri luoghi di culto che “nascondono” scacchi e scacchiere per stilare una sorta di interessante mappatura.

avatar Scritto da: Zenone (Qui gli altri suoi articoli)


11 Commenti a Gli scacchi dei Templari

  1. avatar
    Mongo 5 febbraio 2011 at 12:11

    Al momento ti segnalo questo bel libro del Maestro Leoncini: ‘Natura simbolica del gioco degli scacchi’. Lo trovi c/o ‘Le 2 Torri’, costa € 7,00.
    Dimenticavo: grazie per l’interessante pezzo che hai scritto.




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  2. avatar
    Zenone 5 febbraio 2011 at 13:49

    Grazie a te per la segnalazione! Come ho scritto è stato un interessamento casuale che mi ha portato a scrivere questo pezzo, dettato dalla lettura del romanzo di Dan Brown e la ricera di collegamenti tra scacchi e simboli. Non mancherò di acquistare il libro del M° Leoncini.
    Grazie




    0
  3. avatar
    Marramaquìs 5 febbraio 2011 at 15:20

    Raccolgo volentieri l’invito di Zenone e del suo interessante articolo: girerò quindi per Roma alla ricerca (non facile) di connubi fra arte, storia e scacchi. Acquisterò pure il libro di Leoncini suggerito da Mongo. Invece, penso che mai acquisterò qualcosa del Brown Dan, che sinceramente detesto.




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  4. avatar
    stefano 7 febbraio 2011 at 10:42

    Condivido la diffidenza per la letteratura deteriore intorno al tema. Per questo, vi segnalo l’edizione in facsimile del “Libellus de moribus hominum et officiis nobilium ac popularium super ludo scachorum” di Jacopo da Cessole, stupendo e interessantissimo manoscritto della fine del XIII secolo conservato in Biblioteca Apostolica Vaticana (Pal.lat.961). Il frate domenicano paragona la scacchiera alla Città e assegna a ciscuna figura del Gioco un preciso valore morale e funzione sociale.E’ pubblicato da Scrinium (www.scrinium.org).




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      Zenone 7 febbraio 2011 at 21:48

      Sono andato sul sito che http://www.scrinium.org ed è davvero interessante. La ricerca non è stata facile, comunque per chi fosse interessato il “Libellus de moribus hominum et officiis nobilium ac popularium super ludo scachorum” di Jacopo da Cessole, si trova nella sezione progetti.
      Quando ho letto che la scacchiera veniva paragonata alla Città non ho potuto ripendare a “Le Città Invisibili” di Italo Calvino di cui ho scritto su questo blog l’anno passato (leggi qui l’articolo).
      Grazie per la segnalazione.




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    ElDiego 7 febbraio 2011 at 18:23

    Grazie per l’interessante articolo 😉




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    Tiziana 27 febbraio 2015 at 10:47

    Vorrei segnalarvi ” il gioco delle perle di vetro” di Herman Hesse il libro che ha fatto scattare dentro di me l’idea che questo gioco nascondesse qualcosa di più di un semplice passatempo ludico.La scacchiera qui ha otto piani (otto dimensioni? Vibrazioni, frequenze, cimatica) e da qui si è aperto un mondo o meglio una matassa che vorrei districare, accenno brevemente in un veloce Brainstorming: Può la scacchiera essere una griglia bidimensionale di qualcosa di multidimensionale?( esempio il pentagono è un modo di rappresentare un cubo su due dimensioni!), oppure simbologia dove posizione e direzionalità sottolineano i poli dell’energia da usare… e per cosa? E’ una scala sonica, un codice che ripropone sequenze dodecafoniche? Chi l’ha ideata ha sicuramente utilizzato un rapporto frazionario femminile e maschile usato nella scienza sonica infatti tutti ii rapporti nella scacchiera mantengono rapporti vibrazionali presenti in tutte le cattedrali medioevali e in numerosi monumenti antichi: Ricordo che l’informazione sonica può essere trasformata a seconda delle esigenze in Geometria, Architettura, Musica, gioco, pittura è camaleontica. Anche Leonardo e il suo amico Luca Pacioli religioso, matematico ed economista italiano, autore della Summa de Arithmetica, Geometria, Proportioni e Proportionalità e della Divina Proportione,si sono interessati ampiamente all’argomento. (http://www.abocamuseum.it/it/editoria/pubblicazioni/libri/gli-scacchi-di-luca-pacioli/)

    Vorrei suggerire un testo di Lorena Bianchi ” la chiave del sigillo”.

    oppure” Notre Dame di Collemaggio di G.Capecchi e Maria Grazia Lopardi.

    Anche il quadrato di SATOR, una ricorrente iscrizione latina in forma di quadrato magico è visibile accanto alla scacchiera su un numero sorprendente di reperti archeologici sparsi un po’ ovunque in Europa e mette in evidenza la natura Speculare di ogni cosa ( particelle /antiparticelle , spin … ecc e qui entriamo in fisica.. fisica quantistica e si apre un altro mondo ….Un abbraccio a tutti ” i Pellegrini d’oriente “.




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  7. avatar
    Tiziana 27 febbraio 2015 at 10:47

    Vorrei segnalarvi ” il gioco delle perle di vetro” di Herman Hesse il libro che ha fatto scattare dentro di me l’idea che questo gioco nascondesse qualcosa di più di un semplice passatempo ludico.La scacchiera qui ha otto piani (otto dimensioni? Vibrazioni, frequenze, cimatica) e da qui si è aperto un mondo o meglio una matassa che vorrei districare, accenno brevemente in un veloce Brainstorming: Può la scacchiera essere una griglia bidimensionale di qualcosa di multidimensionale?( esempio il pentagono è un modo di rappresentare un cubo su due dimensioni!), oppure simbologia dove posizione e direzionalità sottolineano i poli dell’energia da usare… e per cosa? E’ una scala sonica, un codice che ripropone sequenze dodecafoniche? Chi l’ha ideata ha sicuramente utilizzato un rapporto frazionario femminile e maschile usato nella scienza sonica infatti tutti ii rapporti nella scacchiera mantengono rapporti vibrazionali presenti in tutte le cattedrali medioevali e in numerosi monumenti antichi: Ricordo che l’informazione sonica può essere trasformata a seconda delle esigenze in Geometria, Architettura, Musica, gioco, pittura è camaleontica. Anche Leonardo e il suo amico Luca Pacioli religioso, matematico ed economista italiano, autore della Summa de Arithmetica, Geometria, Proportioni e Proportionalità e della Divina Proportione,si sono interessati ampiamente all’argomento. (http://www.abocamuseum.it/it/editoria/pubblicazioni/libri/gli-scacchi-di-luca-pacioli/)

    Vorrei suggerire un testo di Lorena Bianchi ” la chiave del sigillo”.

    oppure” Notre Dame di Collemaggio di G.Capecchi e Maria Grazia Lopardi.

    Anche il quadrato di SATOR, una ricorrente iscrizione latina in forma di quadrato magico è visibile accanto alla scacchiera su un numero sorprendente di reperti archeologici sparsi un po’ ovunque in Europa e mette in evidenza la natura Speculare di ogni cosa ( particelle /antiparticelle , spin … ecc e qui entriamo in fisica.. fisica quantistica e si apre un altro mondo ….Un 😉 abbraccio a tutti ” i Pellegrini d’oriente “.




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      DURRENMATT 27 febbraio 2015 at 15:30

      …ho fatto considerazioni analoghe visitando anni fa Castel del Monte,un vero e proprio scrigno. Tempo fa un lettore ha postato su questo blog qualcosa del genere a proposito di Fischer.Se non ricordo male è stato spernacchiato e messo alla berlina da fantomatici “esperti” di fisica quantistica…P.S. a proposito di fisica quantistica ti consiglio di non farne cenno su questo blog.Sempre i soliti esperti per “osmosi”(pare ci siano anche alcuni collezionisti di “Le scienze” anche se,detto tra noi, i “Quaderni” sono leggermente meglio) hanno proibito la trattazione dell’argomento perchè,pare, ben introdotti nell’èlite mondiale dei fisici(sic!).Per questo ho sempre evitato di citare,quando se n’è presentata l’occasione, il modello ORCH-OR. Sarebbe stato come l’argento per i vampiri…da shock anafilattico(per gli “esperti” intendo!). 😉




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  8. avatar
    Tamerlano 27 febbraio 2015 at 21:30

    Buonasera, per chi è interessato alle scacchiere nelle chiese e anche altrove può trovarne nel volume “L’Italia a Scacchi – Guida turistica ai luoghi degli scacchi” di Roberto Cassano e Mario Leoncini, Editore LE DUE TORRI, 2014, pagine 202; per tutte le informazioni http://www.scacco.it/it/italia-a-scacchi




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  9. avatar
    giancarlo 25 novembre 2015 at 12:10

    Gentili, qualcuno ha informazioni circa la più antica rappresentazione di una scacchiera 64 sia in Italia che in Europa/mondo?

    E’ per uno studio che sto effettuando sul simbolo.

    Grazie a tutti




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