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Quandoque bonus dormitat Capablanca

Scritto da:  | 26 Febbraio 2011 | 6 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Prendendo spunto da una  famosa frase presa dal poeta latino Orazio tratta dall’Epistula ad Pisones conosciuta anche come Ars Poetica dice: “Quandoque bonus dormitat Homerus” (ironia della sorte, un titolo simile è già apparso su Soloscacchi (qui), ho pensato di scrivere un articolo dedicato al sommo José Raul Capablanca. L’affezionato lettore di Soloscacchi potrebbe giustamente insorgere per due motivi:

  1. Ancora un articolo su Capablanca?
  2. Cosa c’entra Omero con Capablanca?

Ebbene, l’idea di questo articolo è semplice: tutti sanno che Capablanca era un genio, sin qui nulla di nuovo; imparò da solo a 4 anni il gioco degli scacchi vedendo suo padre giocare; a 13 anni sfidò in un match il campione di Cuba Corzo, lo sconfigge e diventa Campione di Cuba;  va negli USA e frequenta il Manhattan Chess Club, conosce Frank Marshall, gioca contro di lui in un match e lo batte; va in Europa e vince il torneo di S. Sebastiano nel 1911 e…

Insomma, tutti gli scacchisti conoscono vita, opere e miracoli di quel genio che è stato Capablanca, dedicargli un ennesimo articolo sembra fuori luogo; si sa che Capablanca era un solido giocatore posizionale, che non amava la teoria, che semplificava il gioco e che vinceva regolarmente in finale grazie alla sua formidabile tecnica. Simile stile e perfezione di gioco impressionarono i contemporanei a tal punto che per molti il grande campione cubano non era affatto un essere umano, semmai una formidabile macchina costruita per giocare a  scacchi e per annichilire implacabilmente i propri avversari. Simile definizione potrebbe sembrare eccessiva, non dimentichiamo che furono i suoi contemporanei a definirlo così; fateci caso, cosa direste voi se ci fosse un uomo dotato di innato senso posizionale, capace di imbrigliare con mosse apparentemente semplici il gioco di avversari più smaliziati dal punto di vista tattico, che gioca mosse apparentemente semplici e nello stesso tempo fortissime, capace di sconfiggere con facilità i più forti Maestri del suo tempo? E’ ovvio che un simile individuo venga paragonato ad una macchina scacchistica. A mio avviso, però questa affermazione sembra a dir poco eccessiva e, alla fine, credo che abbia nuociuto parecchio al geniale campione. Se una analizza la vita e il percorso di Capablanca ci accorgiamo che anche lui era un essere umano,  dotato si, di  talento straordinario, ma pur sempre capace di commettere errori, di perdere partite e di, udite udite, fare grossolane sviste come è capitato a tutti i grandi scacchisti della storia del nostro gioco.  Esempi, annce se sono rari, se ne trovano. Tra questi ho trovato  tre partite nelle quali Capablanca commette degli errori semplicemente impensabili e che hanno avuto effetto nella sua brillante carriera. In fondo, come diceva il MI Tibor Károlyi nell’articolo testé citato intitolato Quandoque bonus dormitat Homerus gli errori di Capablanca possono essere parafrasati con Quandoque bonus dormitat Capablanca.

La prima partita che presentiamo è la ventisettesima del match del secolo contro Alekhine; il giocatore russo in quel momento si trovava contro ogni pronostico in vantaggio per 4-2.  Capablanca, che quel giorno era animato da intenzioni bellicose, ha i bianchi e imposta la partita aprendo ancora una volta con 1 d4.  Si gioca l’ennesima Ortodossa; Capablanca passa in vantaggio, stavolta dovrebbe mettere sotto lo sfidante. Alekhine che era un grandissimo lottatore si difende con le unghie e con i denti pur sapendo di essere alle corde.

Posizione dopo 37...Dc1+

Alekhine ha giocato 37…Dc1+ sparando l’ultima cartuccia.  Capablanca invece di giocare 38.Re2 Dxb2+ 39.Rf3 Db3+ 40.Rf2 per poi fuggire in h2 evitando gli scacchi, note di Vasilij Panov , ha giocato l’incredibile 38.Rf2?? Per Alekhine, miracolosamente graziato dal campione in carica, è stato un gioco da ragazzi forzare uno scacco perpetuo salvandosi da una probabile sconfitta. Non è improbabile che questo mancato successo di Capablanca abbia creato le premesse per la vittoria finale di Alekhine nel match.

La seconda svista di Capablanca, ancora più impesnabile di quella fatta nel match contro Alekhine. avvenne nel 1929 durante il torneo di Karlsbad che vide sorprendentemente al primo posto il teorico ipermoderno Aaron Nimzowitsch

Aaron Nimzowitsch

al secondo posto si piazzò Rudolf Spielmann e al terzo posto un deluso Capablanca autore di una prestazione complessivamente altalenante che evidenziò la drammatica crisi della sconfitte del match contro Alekhine. In quel duro torneo Capablanca subì incredibilmente due pesanti sconfitte: la prima da Spielmann che era notoriamente un forte giocatore d’attacco e che lo aveva battuto per la prima volta nel torneo di Bad Kisingen, la seconda invece dal meno titolato maestro tedesco Sämisch che approfittò di un errore più unico che raro fatto dall’ex campione del mondo.

Friedrich Sämisch

Posizione prima di 9...Aa6??

In questa posizione Capablanca, che ha il Nero, gioca la mossa più brutta di tutta la sua carriera scacchistica 9…Aa6?? La partita continuò con 10.Da4 Ab7  11.d5 e il Nero perde nettamente un pezzo senza compenso. Nonostante la svista, la partita continuò sino alla sessantaduesima mossa. (N.B.  L’errore grossolano e l’inaspettata sconfitta contro Samisch più che contro Spielmann, fornirà il pretesto ad Alekhine di evitare il match di rivincita, preferendo come avversario  Efim Bogoljubov al posto di Capablanca. Aggiungo, inoltre, che in quel torneo, il campione cubano si salvò miracolosamente contro avversari del calibro di Euwe, Thomas e Rubinstein. Pattò persino contro il vincitore del torneo Nimzowitsch con il quale aveva regolarmente vinto tutte le volte che si erano incontrati in torneo)

Il terzo grave errore, complessivamente scusabile e umanamente comprensibile rispetto a quello disastroso commesso a Karlsbad fu quello fatto contro il maestro sovietico Riumin. Sembra che il campione cubano fu attratto dall’improvvisa apparizione in sala gioco di una donna bellissima, ironia della sorte evitò di cambiare le donne sulla scacchiera e non si accorse di aver perso maldestramente un pezzo. Per la cronaca questa donna di cui Capablanca si innamorò perdutamente, diventò  la sua seconda moglie. In fondo, al cuor non si comanda!

Capablanca con la seconda moglie, la bellissima Olga

Quandoque bonus dormitat Capablanca, ma in questo caso si dovrebbe dire Umano, troppo umano.

avatar Scritto da: Jazztrain (Qui gli altri suoi articoli)


6 Commenti a Quandoque bonus dormitat Capablanca

  1. avatar
    Fabio Lotti 26 Febbraio 2011 at 09:06

    Tutti hanno bisogno di un pò di riposo…:)

  2. avatar
    alfredo 26 Febbraio 2011 at 09:29

    l’aneddoto della sconfitta contro Riumin è divertente ma bisogna considerare che riumin era un giocatore fortessimo
    solo la morte in giovane età per tbc- mi sembra- gli impedi’ ad arrivare ad alti traguardi

  3. avatar
    Bilguer74 27 Febbraio 2011 at 12:40

    Dietro la sconfitta con Saemisch in effetti si cela un secondo aneddoto al “femminile”, stando ad Esteban Canal. Pare che la sera prima della partita incriminata, Capablanca si intrattenesse con una giovane donzella, quando piombò in albergo la moglie, con tanto di pargoli al seguito. Canal si precipitò in aiuto dell’amico cubano, cercando di far intendere alla moglie di Capablanca di essere lui il cavaliere della ragazza, ma pare che la sera nella stanza d’albergo dell’ex campione del mondo, volassero per diverse ore parole grosse. Un’idea di scrivere un libro sulle sconfitte di Capablanca passò per la mente anche al simpatico Eugene Znosko-Borowski, il quale confessò il progetto al grande cubano, che in tutta riposta gli disse: “Sa,caro amico, anch’io avevo avuto un’idea simile: raccogliere in un libro le vittorie di Znosko-Borovski. Ma ho desistito dall’idea non trovando materiale a sufficienza….”

    • avatar
      cserica 27 Febbraio 2011 at 13:21

      simpatico questo aneddoto, Bilguer, ma Capablanca non ricordava che nel 1913 Znosko-Borovsky gli aveva vinto una bellissima partita, per giunta col nero???

      • avatar
        Jazztrain 27 Febbraio 2011 at 13:39

        Però Znovsko-Borovski scrisse un libro sul mediogioco che fu apprezzato persino da Capablanca!

        “E` pressoché l`unico libro in materia che ritengo meritevole di essere letto”`
        José Raul Capablanca

        Fonte, le Due Torri!

    • avatar
      Jazztrain 27 Febbraio 2011 at 13:32

      Questo secondo aneddoto raccontato da Estaban Canal che partecipò al famoso torneo di Karlsbad 1929 (a tal proposito sarebbe interessante se il direttore cserica scrivesse qualcosa su questa edizione del famosissimo torneo) è altrettanto interessante e credibile conoscendo la fama di donnaiolo da parte del campione cubano,ed è una spiegazione plausibile di una svista così clamorosa. Bellissima la risposta del cubano a Znosko-Borovski! Però, se fate caso, il punto debole, si fa per dire, di Capablanca era la tenuta psicologica. L’errore della ventisettesima partita del match contro Alekhine rivela la personalità dei due grandi giocatori: il campione russo non mollava mai nemmeno quando si trovava in posizione disperata, mentre il cubano si sentiva troppo fiducioso del suo meraviglioso e naturale talento e quando sbagliava andava facilmente in crisi. Nelle altre partite si evidenzia il carattere del giocatore che non è totalmente assorbito del gioco, che ama la bella vita (ci sono aneddoti piccanti su di lui che riguardano anche la famosa sconfitta che subì contro Lasker nel torneo di S. Pietroburgo del 1914), e che sa apprezzare pienamente la vita. Si prova simpatia per un personaggio definito macchina ma che, come tutti gli esseri umani, ogni tanto faceva cilecca.

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