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Mosse invisibili

Scritto da:  | 24 settembre 2011 | 5 Commenti | Categoria: Libri, Recensioni


Desidero presentare questo libro con la minor enfasi e retorica possibile giacché si tratta di un’opera che parla da sola. Basta infatti prenderlo in mano e sfogliarne le prime pagine per rendersi immediatamente conto del valore e dell’originalità soprattutto.
Ma andiamo con ordine e partiamo …dalla fine, cioè da un caso eclatante di cecità scacchistica occorso proprio pochi giorni fa ad un “campionissimo” del calibro di Ivanchuk nella sfortunata semifinale della World-Cup appena terminata a Khanty contro Alexander Grishuk.

Svidler - Ivanchuk, World Cup 2011. Posizione dopo 33.Th2

Con la “semplice” 33…f4 Ivanchuk avrebbe virtualmente costretto all’abbandono il pur fortissimo avversario, invece gioca l’incredibile 33…Txc7??? e dopo 34.Dxg6 l’ancor più incredibile 34…Tc1+??? a cui ovviamente segue 35.Axc1 con alluvione di lacrime da parte di Ivanchuk per l’incredibile occasione sprecata.

Ebbene, chi di noi può affermare di non aver mai vissuto una frustrazione simile? Di non aver mai gettato alle ortiche una partita vinta?? Fuoriclasse del calibro di Chigorin e Kramnik son rimasti ustionati da episodi simili, a scapito di poste altissime, e come allora, alla luce di episodi simili, non aspettarsi la domanda legittima: “è mai possibile far sviste di questo tipo??”

“Quale la spiegazione??”

E’ questo l’interrogativo di fondo che sta alla base di quest’opera eccellente di edita dalla prestigiosa casa editrice olandese New in Chess, che ha per obiettivo quello di analizzare e spiegare come sia possibile che giocatori anche di primo piano, affermati campioni, possano incorrere in sviste di tale gravità.
Di psicologia applicata agli scacchi hanno scritto e dissertato fior di studiosi e professionisti, autori esperti quali Nicolaj Krogius, Pal Benko, Angus Dunnington, Amatzia Avni, Przewoznick e Soszynski hanno in passato approfondito la questione sotto i più svariati aspetti, chi con più successo, chi con meno. A brillare invece per lucidità di trattamento, chiarezza espositiva e numero di esempi presentati e analizzati sono invece Emmanuel Neiman e Yochanan Afek.
Prima di presentare un esempio tratto la libro eccone il sommario:

  • Parte I – Invisibilità oggettive
  • Capitolo 1 – Mosse difficili da trovare
    A – Mosse tranquille
    B – Le intermedie – il “desperado”
    C – Allineamento
    D – Dimenticare le regole
    E – Posizioni tranquille
  • Capitolo 2 – Mosse invisibili geometriche
    A – L’effetto orizzontale
    B – Il Circuito (Torre, Alfiere, Donna)
    C – Cambiare ala
    D – Le ritirate
    E – Il Cavallo indietreggia
    F – Inchiodatura e autoinchiodatura
    G – Mosse geometriche
  • Parte II – Invisibilità soggettive
  • Capitolo 3 – Mosse invisibili per cause posizionali
    A – Strutture pedonali
    B – L’indebolimento della difesa del Re
    C – Cambi inattesi
    D – Posizioni atipiche dei Pezzi
    E – Mosse antisviluppo
    F – L’immagine residua
  • Capitolo 4 – Mosse invisibili per cause psicologiche
    A – Il risultato già in tasca
    B – Sviste nelle sfide di Campionato del Mondo
    C – Avanzate in difesa
    D – Ritirate in attacco
  • Esercizi
    Soluzioni

E per citare un episodio che vede per protagonista ancora il buon Ivanchuk, mostriamo l’esempio introduttivo all’interessantissima sezione denominata “L’effetto orizzontale” e significativamente illustrata in questi termini dagli autori: “Le mosse orizzontali sono in assoluto tra le più difficili da vedere, spesso additate quali esempi di cecità totale dei principianti, ma che anche a livello di professionisti mietono vittime illustri…”

il Nero muove e vince

“Il Bianco è in vantaggio di due Pedoni ma la sua posizione appare quanto mai critica. Il Re Bianco è circondato dai Pezzi nemici, tra essi la Donna Nera, senza vie di fuga trovandosi la casa e2 sotto controllo dell’Alfiere g4. L’unica protezione contro il matto immediato è il Cavallo in g3. Per di più i Pezzi Bianchi sono sparpagliati sulla scacchiera senza criterio. Da notare la posizione indifesa della Torre in d3 e dell’Alfiere in b5. Alla luce di queste considerazioni ci si può quindi chiedere se per caso non ci troviamo in presenza di un allineamento… eccolo infatti! Sulla quinta traversa ed anche se in partita, con otto minuti sull’orologio, il Nero se l’è fatto sfuggire optando per il perpetuo con 34…Dh3+ 35.Rg1 Dh2+ 36.Rf1 Dh3+ 37.Rg1 Dh2+ avrebbe invece potuto vincere mediante:

34. … Th6-h5!
35. De5-e4

(35.Cxh5? Dh1 con matto)
35. … Th5xb5

con facile vittoria per via del vantaggio di materiale e prospettive di attacco decisivo.”

In conclusione, come lo ha già definito il mitico Lubosh Kavalek nella sua eccellente rubrica sull’Huffington Post, “un libro strepitoso”!

avatar Scritto da: Martin (Qui gli altri suoi articoli)


5 Commenti a Mosse invisibili

  1. avatar
    IronButterfly 24 settembre 2011 at 11:51

    >>“è mai possibile far sviste di questo tipo??”
    >>“Quale la spiegazione??”

    Bisogna dividere il discorso in due parti.
    La preparazione di un giocatore non professionista e
    la prepazione di un giocatore professionista.

    E’ ovvio che quella del giocatore professionista è diversa e molto più complessa rispetto a quella del giocatore meno titolato.

    Nell’ambito della sua preparazione, un giocatore di livello avanzato, deve affrontare una specifica preparazione per riuscire a trovare e giocare con successo quelle mosse molto difficili da trovare di cui tu parli nell’articolo. E’ proprio previsto e non mi sembra che sia facoltativo.

    L’esempio di Ivanchuck, secondo me, non rientra in questo ambito, e quindi la spiegazione deve essere ricercata altrove.

    Per quanto riguarda, invece, l’esempio 34…Th5 è perfettamente calzante.

    Ripeto, esiste una specifica preparazione che ti da la possibilità di trovare questo genere di mosse.

    Non sono in grado di stabilire (potete bene capire il perchè) quale sia il livello minimo che prevede un certo tipo di preparazione.

    Qualche anno fa sono andato al ristorante con Karpov, ed abbiamo parlato di preparazione per un capionato del mondo (a dir la verità lui parlava ed io ascoltavo).

    Nei mesi seguenti, andando a rivedere le partite del mio interlocutore, ho notato che aveva fatto (fra le moltissime altre) una particolare preparazione per la ricerca di queste mosse “difficili”….che lo saranno per noi, ma che lui trova benissimo.

  2. avatar
    paolo bagnoli 25 settembre 2011 at 16:50

    La mia serie “Scacchi matti” è senza dubbio una piccola antologia di mosse invisibili e ritengo che tale invisibilità sia dovuta ad un cumulo di concause (tempo, stanchezza, necessità di punti in classifica, eccetera, compreso l’attacco di gotta che andava molto di moda nell’Ottocento).
    Se il testo citato ne chiarisce le reali cause ben venga…

  3. avatar
    Un lettore 27 settembre 2011 at 18:26

    Un buon articolo, ben scritto.

  4. avatar
    Yanez 24 gennaio 2012 at 07:24

    Una segnalazione: il bel libro di Emmanuel Neiman e Yochanan Afek è stato inserito nella shortlist dei tre libri candidati al prestigioso titolo di “Book of the Year” per il 2011.
    Questo il link per esprimere il proprio voto.

    • avatar
      Ramon 2 febbraio 2012 at 22:51

      And the winner is… proprio lui! 😛

      Libro dell’anno 2011! Qui la proclamazione.

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