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Gambetti e delitti

Scritto da:  | 28 ottobre 2011 | Categoria: Libri

Alla fine di un romanzo poliziesco, come alla fine di una partita a scacchi, non c’è nulla in «più» rispetto al punto di partenza. Semplicemente, a una certa situazione ne succede un’altra, con la differenza che quest’ultima soddisfa l’intelligenza.
(Thomas Narcejac)

In principio fu Edgar Allan Poe, con I delitti della rue Morgue. E benché gli scacchi ne uscissero sorprendentemente ridimensionati rispetto alla dama, la loro fortuna all’interno del romanzo giallo assumeva i contorni di un destino. Tante le analogie che legano questi due giochi, che comportano analisi e sintesi, calcolo e strategia, intuizione ed un pizzico di buona sorte. Giallo e scacchi andranno a braccetto con Agatha Christie, Ellery Queen, Rex Stout, Raymond Chandler ed altri ancora sino ai nostri Giorgio Scerbanenco, Fabio Lotti, Roberto Carboni e Duilio Chiarle.

Nino Grasso con il suo “Gambetti e delitti” (Edizioni Ediscere, 2011) entra di diritto e con pieno merito in questo club esclusivo. Tre racconti come tre fasi della partita scandiscono il cammino dei due protagonisti assoluti: il sovrintendente di polizia William Topcliffe ed il campione di scacchi russo Fedor Velimirov. Tre casi da risolvere in un’Inghilterra che rievoca la “golden age” del romanzo giallo, nella sonnolenta provincia del Devonshire, tra cianuro e vecchi merletti, sale da tè e maggiordomi inguantati, sedute spiritiche e lettere anonime.

Niente di più lontano dai barbosi legal thriller o dai cruenti serial killer, imperversanti in libreria. Questo tuffo nel passato rappresenta uno splendido omaggio al giallo “cerebrale” alla Conan Doyle, dove ogni minima traccia di sangue o violenza è cancellata, cauterizzata, disinfettata nella sublimazione purificante del trionfo della logica scientifica, positivistica, diremmo quasi scacchistica. Quantunque Velimirov sia un avversatore di Tarrasch! Singolare davvero, questo personaggio perfettamente riuscito, di campione di scacchi improvvisato detective, caso forse unico nella letteratura di tal genere: ascoltiamolo qui in una sua elucubrazione, tratta dal secondo racconto.

«È questa vera e propria “magia del pensiero” l’aspetto degli scacchi che più adoro… la capacità del pensiero di diventare spettacolo, di sovvertire l’apparenza, di sconvolgere le normali, banali leggi della realtà; in una parola di rendere possibile l’impossibile.»

Costante è la confutazione delle teorie di Topcliffe, incapaci di orientarsi nei dedali del calcolo e di scarnificare all’osso il problema centrale. Deliberatamente l’autore sceglie le tematiche borgesiane del labirinto con false uscite come errori di calcolo, vicoli ciechi come zugzwang improvvisi, confini invalicabili come inappellabili stalli.

Gli scacchi, naturalmente, impreziosiscono il tutto. Gemme della scacchiera come la Alekhine-Sämisch, Berlino 1923 e la Alekhine-Koltanowski, Londra 1932 compaiono in appendice assieme alla famosa “partita delle cinque regine”, clamoroso caso di falso storico, svelato solo dopo decenni di distanza. Ogni citazione di Nino Grasso, Candidato Maestro più volte campione provinciale di Avellino, denota assoluta competenza in materia, una vera boccata d’ossigeno per il lettore spesso alle prese con improvvisati cultori delle sessantaquattro caselle. I suoi prologhi ai racconti e la stessa introduzione al libro prendono per mano il lettore meno esperto, offrendo il supporto di un filo di Arianna per affrontare l’impresa del giallo.

All’affermazione di Thomas Narcejac, per cui “la lettura di un romanzo poliziesco è divertente, ma non ci porta alcun arricchimento”, Nino Grasso così risponde e conclude:

In effetti il giallo, come gli scacchi, è un gioco. E il bello dei giochi è proprio che non hanno alcun bisogno di arricchire, per essere amati. Basta il piacere di giocare. C’è forse un arricchimento che valga di più?”

avatar Scritto da: Riccardo Del Dotto (Qui gli altri suoi articoli)


2 Commenti a Gambetti e delitti

  1. avatar
    Mongo 28 ottobre 2011 at 00:28

    Me lo farò portare da Babbo natale. Muoio dalla voglia di leggerlo…
    Ops, c’è già un morto prima della prima pagina!! :mrgreen:




    0
  2. avatar
    barbara 28 ottobre 2011 at 09:18

    Fai veramente venire la voglia di leggere subito il libro…
    🙄




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