La sinfonia di scacchi

Scritto da:  | 3 Marzo 2012 | 5 Commenti | Categoria: Scacchi e musica

Gli scacchi, come l’amore e la musica, hanno il potere di rendere gli uomini felici
(Siegbert Tarrasch)

La vicinanza tra scacchi e musica è davvero notevole, e non solo perché molti grandi musicisti sono stati o sono giocatori di scacchi più o meno forti (François-André Danican Philidor, Ennio Morricone, Vladimir Horowitz, Anthony Braxton, Sergei Prokofiev ecc.).

Il punto di contatto tra scacchi e musica è senz’altro da ricercare nel valore estetico di entrambe le discipline. Il bambino che inizia ad avvicinarsi agli scacchi è attratto senz’altro dalla forma dei pezzi, dal loro colore o dal materiale con cui sono lavorati. Questa curiosità estetica permette il primo approccio con gli scacchi, che sarà seguito poi dalla volontà di imparare le regole per poter giocare. Analogamente il bimbo vede inizialmente lo strumento musicale come un oggetto e viene attratto dal suo lato estetico (si può negare la bellezza di un violino, di un oboe o del pianoforte?), poi vorrà imparare a suonare.

Da ciò ricaviamo che gli scacchi e la musica sono inscindibilmente uniti da un preliminare contatto “visivo” e poi da una  meravigliosa alchimia di logica ed estro. Le regole, in entrambi i casi, sono rigide, la tecnica è fondamentale e solo conoscendo appieno questi due aspetti si potrà creare l’opera d’arte, a volte anche infrangendo quegli stessi dogmi (per esempio gli ipermoderni a scacchi e i musicisti futuristi della “noise music” come Luigi Russolo).

Ma tutto questo è teoria, ma come facciamo a vedere materialmente questo legame tra scacchi e musica?

L’unica possibilità è assistere al musical “Chess”. Si tratta di un capolavoro di Tim Rice, autore dei testi (ha scritto anche Jesus Christ Superstar ed Evita, tra gli altri), e degli ABBA (precisamente dei due maschi del gruppo), loro sono le musiche, che l’anno passato ha fatto tappa in Italia con unica data a Trieste.

Il musical ci riporta alle atmosfere della guerra fredda tra USA e URSS con uno scontro tra il campione americano Frederick Trumper (riconosciamo la figura di Fischer) e quello  russo Anatoly Sergievski (in parte ispirata a Spasskij e in parte a quella di Viktor Korchnoj). Le vicende scacchistiche e politiche si intrecciato con la storia d’amore tra la compagna del giocatore americano (una giovane di origini ungheresi) e il campione russo, mentre una scacchiera fa da sfondo ad ogni scena. È sostanzialmente un messaggio di pace quello del musical di Rice e degli ABBA, con i giocatori che si renderanno conto di essere unicamente delle pedine del potere. Per avere un’idea potete dare un’occhiata su “You Tube”…


Vi accorgerete che si tratta di canzoni piuttosto note alla fine degli anni ’80 (l’album è del 1984 mentre il musical è del 1986).

Ancora una volta gli scacchi entrano nell’arte, nella storia e nella vita di tutti i giorni dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, come rappresentino uno dei fili conduttori della cultura dell’umanità.

avatar Scritto da: Zenone (Qui gli altri suoi articoli)


5 Commenti a La sinfonia di scacchi

  1. avatar
    Tamerlano 14 Dicembre 2014 at 15:35

    Leggo solo adesso grazie alla segnalazione di Zenone: hai proprio ragione, gli scacchi sono oltre gioco anche cultura.

  2. avatar
    Luxury Music Academy 2 Luglio 2015 at 23:05

    Un articolo davvero splendido.
    Grazie!
    Colpita anche dal “parallelismo” delle idee. Sono una compositrice e ho scritto delle fantasie sui temi classici e non solo, “Musica a Scacchi: Mozart contro Piazzolla e Beethoven contro Gershwin”.
    Il pensiero di un compositore, secondo me, dovrebbe essere molto simile a quello di un giocatore di scacchi.
    Grazie ancora.
    Valeria Kukushkina.

    Mi piace 1
  3. avatar
    Giorgio Della Rocca 3 Agosto 2022 at 16:30

    Nel corso di un’intervista, rilasciata al musicista Alessandro De Rosa e pubblicata sulla rivista letteraria statunitense “The Paris Review” nel marzo 2019, Ennio Morricone (1928-2020) ha detto: «Con il passare del tempo, ho scoperto che esistono molti punti di contatto tra gli scacchi e il sistema di notazione musicale, impostato com’è nelle durate e nelle altezze. Negli scacchi, le dimensioni rimangono spaziali e il tempo è ciò che i giocatori hanno a disposizione per fare la mossa giusta. Inoltre ci sono combinazioni orizzontali e verticali, diversi motivi grafici, proprio come le note musicali in armonia. E ancora, si possono mettere insieme modelli e rappresentazioni come se fossero parti strumentali di un’orchestra. […]
    Gli scacchi sono parenti della matematica e la matematica, come sosteneva Pitagora [VI-V secolo a.C.], lo è della musica. In particolare di un certo tipo di musica, per esempio quella di Clementi, così legata alla serialità, ai numeri, alle combinazioni… gli stessi elementi-chiave del gioco degli scacchi. In fondo le considero tutte attività creative; alla base sono coinvolti procedimenti grafici e logici che implicano anche la probabilità, l’imprevisto».
    Morricone ha composto altresì l’Inno delle Olimpiadi degli Scacchi svoltesi a Torino nel 2006.

    Sul numero 1/2021 della rivista “SCACCHITALIA”, organo ufficiale della Federazione Scacchistica Italiana,
    è stata pubblicata un’intervista che il tenore e cantante pop Andrea Bocelli, appassionato del Nobil Giuoco,
    ha rilasciato al Grande Maestro di scacchi Roberto Mogranzini.
    Alla domanda su cosa abbiano in comune la musica e gli scacchi, Bocelli ha risposto: «Entrambi sono basati sulla matematica. La musica in effetti è una matematica occulta. Il grande filosofo tedesco Wilhelm von Leibniz [XVII-XVIII secolo] ebbe a dire: “occulto esercizio aritmetico dell’anima che sa numerarsi”, e in effetti è così perché la musica è tutta riducibile a numeri [la Scuola Pitagorica…]. Anche se in modo occulto, perché il motivo per cui un’armonia o una melodia commuovono è misterioso. Eppure tutto è riducibile a numeri, e in questo senso c’è una forte analogia».

    ————————————————————————————————————————————————–

    Ora mi rivolgo esclusivamente a Zenone.
    Io e te abbiamo partecipato all’Open A del XVII Torneo Scacchistico Internazionale “Città di Montecatini Terme” (1-8 agosto 2010), non incontrandoci tuttavia sulla scacchiera.
    Il tuo nickname si riferisce al filosofo Zenone di Elea (V secolo a.C.), allievo di Parmenide di Elea
    (VI-V secolo a.C.) e noto soprattutto per l’ideazione di alcuni paradossi, il più famoso dei quali è quello di Achille e la Tartaruga…?
    (Ho messo alla fine ben tre punti e un punto interrogativo, pensando anche al tuo avatar!)

    • avatar
      Zenone 4 Agosto 2022 at 15:06

      Buongiorno,
      Sì, l’idea di “Zenone” per omaggiare il filosofo e i suoi paradossi mi è sempre piaciuta ma è, come dire, “in seconda battuta”. La verità è che a causa del mio cognome gli amici mi chiamano “Colo'”, come il noto sciatore di nome Zeno. La mia mole ha fatto il resto con il suo accrescitivo “Zenone”.
      Un saluto a tutti gli amici di “Soloscacchi”!

      Mi piace 1
      • avatar
        Giorgio Della Rocca 5 Agosto 2022 at 17:00

        A me, invece, pare più significativa la motivazione che tu consideri secondaria ma, naturalmente, rispetto la tua scelta.
        Giacché nell’articolo è menzionato anche il gruppo musicale pop svedese degli ABBA
        (acronimo formato dalle iniziali dei nomi dei membri: Agnetha, Benny, Björn, Anni-Frid), costituitosi nei primi anni ’70 del secolo scorso, voglio ricordare che nel 1976 il nome fu trasformato in ᗅᗺᗷᗅ, dotato di una simmetria assiale più precisa. Nel 1982, tuttavia, il gruppo si sciolse. Ha ripreso l’attività nel 2018.

        Ti ricambio il saluto.

        Mi piace 1

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