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La tattica, grammatica degli scacchi

Scritto da:  | 7 marzo 2012 | 8 Commenti | Categoria: Libri

“La grammatica, che sa dettar legge persino ai re”
(Molière, Le donne saccenti, 1672)

Prendendo spunto da alcune interessanti osservazioni proposte nei giorni scorsi circa l’apprendimento delle lingue desidero proseguire l’analogia con il mondo degli scacchi per presentare alcuni bei testi di tattica recentemente pubblicati. Insistendo infatti sul parallelismo tra lo studio di una nuova lingua ed il linguaggio degli scacchi appare suggestivo, nonché di fatto estremamente utile dal punto di vista pratico, considerare la tattica come la grammatica degli scacchi.
Chi infatti riuscirebbe ad esprimersi con profitto e chiarezza, specialmente per iscritto, in una lingua in cui non ne padroneggia con sicurezza la grammatica?!? Gli errori finirebbero per inficiare le idee pur se originali, la prosa per il lettore verrebbe ad essere ingolfata e poco scorrevole, scarsamente appetibile nel suo complesso ed alla fine probabilmente modesta la soddisfazione ed il beneficio nel gusto del lettore. Di contro una buona grammatica consente di sviluppare una sintassi articolata ed efficace, di esprimer concetti ed idee nella maniera più lineare ed alla fine affascinante, coi contenuti ben evidenziati nell’opportuno risalto.
Concetti semplici e scontati, lo sappiamo tutti… eppure come non è facile parlare ed esprimersi nella nostra lingua, l’italiano, e probabilmente ancor meno in quelle straniere, così, spesso, non è affatto facile esprimere sulla scacchiera concetti ed idee che magari sentiamo appartenerci, per cui nondimeno proviamo entusiasmo e predisposizione.
Un esempio su tutti?!? Le nostre aperture preferite: arriviamo allegri e baldanzosi alla scacchiera, ci sediamo per giocare di buon impeto una Spagnola o una Siciliana, sappiamo tutto, ma proprio tutto, sul Gambetto Marshall o sul Pedone Avvelenato eppure poi, all’atto pratico, quel Pedone ceduto in nome della gloria, tra i meandri dei problemi quotidiani di quella che è la partita nel suo svolgimento concreto, si rivelerà spesso decisivo, e per un qualche imprevisto, per una nostra inavvertibile leggerezza o imprecisione, perché magari abbiamo confuso un congiuntivo arriverà puntuale la doccia fredda ed il castigo impietoso dell’avversario… Tanta teoria, grandi ideali e poi nella pratica 0 a 1 e tutti a casa: molto deludente, vero?
Ebbene la grammatica va imparata, preposizioni, verbi e declinazioni idem, così come le tabelline della moltiplicazione, chi non le sa è difficile che riesca a calcolare poi la derivata di una funzione in un punto: sono gli strumenti del linguaggio, occorre saperli, e anche bene, di qui non si scappa.
Ecco allora, per nostra fortuna, tanti bei testi che ci aiutano conducendoci per mano, passo dopo passo in questo affascinante percorso didattico di apprendimento degli strumenti di base. Di libri sull’argomento ne esistono innumerevoli, alcuni più riusciti, altri meno e sarebbe impresa improba descrive qui pregi e difetti di tutti.
Ci limiteremo pertanto a segnalarne solo due, tra i più recenti apparsi sul mercato, anche a beneficio delle finanze dell’appassionato medio.

Il primo è un vero classico, si tratta della riedizione a cura di New in Chess di quello che è probabilmente è il più completo libro mai scritto sulla tattica. Disponibile nella nostra lingua nell’edizione di Prisma dal titolo “Manuale del gioco combinativo” del grande Yakov Neishtadt, la riedizione in inglese si propone come quella definitiva e più completa esistente in commercio.
Si tratta di un libro magnifico, che prende in esame in gran dettaglio ogni tema tattico, con capitoli in cui partendo da eccellenti esempi illustrativi è sviscerato ogni segreto del tema in questione. Gli esercizi proposti sono tutti accuratamente analizzati, con profondità assoluta e stupefacente. Un libro da leggere e rileggere, e sfido chiunque a dimostrarmi di non esser ancora diventato almeno Candidato Maestro dopo un attento studio di questo formidabile libro.
Non staremo qui a presentare il sommario dell’opera, sarebbe scontato e banale, né staremo a sprecare lusinghe e complimenti che potrebbero apparire soggettivi e fuori luogo ma ci limiteremo a riportare un esempio scelto a caso dal testo.
Lo troviamo a pagina 89 ed è relativo all’incontro disputato a Kiev nel 1937 tra Korchmar e Polyak …Ramón, questo è materiale per i tuoi quiz! 😉

Korchmar - Polyak, Kiev 1937, muove il Bianco

Se non fosse per il Cavallo in d6 il Bianco potrebbe vincere immediatamente con lo scacco di Torre in e8, motivo per il quale di decise a giocare 1.Cb4! Sgombero della colonna d.
1…axb4 2.Dxd6!
Eliminazione del difensore. La Donna non può venir catturata anche se sembra che il Nero possa difendersi contro le varie minacce mediante 2…Dd7.

Posizione dopo 2...Dd7

Ora 3.Dxd7 Txd7 4.Te8+ Rf7 lascia il Nero in vantaggio. Tuttavia la combinazione non si conclude qui. Facendo buon uso delle idee di deviazione e inchiodatura il Bianco mette di nuovo la propria Donna in presa:
3.Dd5!!
Alla cattura della Donna segue 4.Te8+ Tf8 5. Txg7+ e 6.Txf8+. Nel frattempo la minaccia è 4.Txg7+ e dopo 3…g6 si ha 4.Tge3 con successivo matto. L’unica mossa che rimane è 3…Rf8 schiodando la Torre in f7.

Posizione dopo 3...Rf8

4.Txg7!
Ed è un’altra inchiodatura a rivelarsi decisiva. Infatti dopo 4…Txg7 la Donna nera è indifesa. Mentre dopo 4…Dxd5 segue 5.Tg8+! (adescamento)
5…Rxg8 6.Te8+ Tf8 7.Txf8#

Assolutamente stupendo, vero?

Bene il secondo libro che desideriamo segnalare è altrettanto valido e, direi egualmente indispensabile sotto ogni aspetto per migliorare nel proprio cammino scacchistico. Si tratta di un’autentica perla, un piccolo capolavoro da gustare ad ogni pagina ed in cui in ogni parola dell’autore (Martin Weteschnik) traspare la passione e l’amore immenso per l’argomento trattato.
Il titolo è “Chess Tactics from Scratch”, casa editrice Quality Chess, ed in brevissimo tempo questo eccellente volume è già giunto alla seconda edizione, ampliata e arricchita. 344 pagine fresche fresche di stampa (febbraio 2012!) e dense zeppe di altissima qualità (e come infatti non si potrebbe dato l’ambizioso nome dell’editore?!?), e come per il meraviglioso volume di Neishtadt il risultato è garantito: “soddisfatti o rimborsati” …oserei quasi affermare se solo fossi io l’autore!

Ecco, per concludere il nostro articoletto, presentiamo anche per il testo di Weteschnik un esempio affascinante. Si tratta della combinazione conclusiva della Schatz – Giegold, giocata a Hof nel 1928.

Schatz - Giegold, Hof 1928, muove il Nero

1…Dh7+

Il Nero concede al proprio avversario la possibilità di predisporre un’inchiodatura sul proprio Re tuttavia l’inchiodatura sul Re avversario si dimostra assai più forte.

2.Th3 Td1+ 3.Rh2 Th1+!!

Posizione dopo 3...Th1+!!

Ed il Bianco con sommo dispiacere si ritrova a dover constatare che dopo 4.Rxh1 la Donna nera è sì inchiodata ma non immobile. La Torre ed ora anche il Pedone g2 sono inchiodati sul Re bianco. Ne consegue che la Torre bianca in h3 non è difesa e su 4…Dxh3+ il Bianco perde Torre e partita.

Anche questo stupefacente, vero? Ebbene entrambi i libri letteralmente abbondano di esempi meravigliosi come questi due riportati a caso. Due ottimi acquisti la cui lettura ripagherà ampiamente l’investimento fatto!

avatar Scritto da: Martin (Qui gli altri suoi articoli)


8 Commenti a La tattica, grammatica degli scacchi

  1. avatar
    Marramaquìs 7 marzo 2012 at 08:30

    Stupefacente, sì. Mi resta un dubbio: ma a me quelle posizioni sulla scacchiera non sono mai capitate oppure sono capitate e non me ne sono mai accorto? O non potevano capitare perché di solito già uscivo male dall’apertura? O perché non avevo studiato “Chess tactics” né altro del genere? Non mi rispondere, Martin, ti prego.

    • avatar
      Jas Fasola 7 marzo 2012 at 23:01

      Ti rispondo io 😈 .
      Per capirlo devi esaminare le tue partite con un programma, altrimenti probabilmente non avrai una risposta.
      Se giochi su internet puoi richiedere a fine partita una analisi automatica, che viene fatta in pochi minuti.
      Ogni tanto rivedendo le mie partite saltano fuori combinazioni come quella della seconda partita(abbastanza semplice) e praticamente sempre io e il mio avversario non le avevamo viste (ovviamente “solo” perche’ si trattava di lampo :mrgreen: )

      Con le partite di torneo a tempo lungo non e’ cosi’, in primo luogo perche’ ne ho giocate abbastanza poche, poi perche’ spesso sono molto equilibrate e anche rivedendole con i programmi almeno negli ultimi anni non ho trovato combinazioni particolarmente interessanti ne’ per me’ ne’ per i miei avversari.

      Una considerazione sul primo esempio. Sono convinto che quando il Bianco ha giocato 1. Cb4! aveva visto “solo” che a 1. … axb4 poteva seguire 2. Dxd6 ed il Nero non poteva riprendere per il matto. Solo dopo la risposta 2. … Dd7 ha visto 3. Dd5!!, ma anche 3. Dxb4 era una buona mossa “di riserva”. Quindi per me ci sono state due combinazioni brevi. La prima molti l’avrebbero vista, la seconda pochi, pero’ una cosa e’ calcolare pochissime mosse, un’altra cinque o sei mosse con diverse possibilita’.

  2. avatar
    Claudio Evangelisti 7 marzo 2012 at 10:42

    il primo esempio, davvero stupendo, è pubblicato anche sul libro di Koblenz – Teoria e pratica degli scacchi – Mursia 73.

  3. avatar
    Massimo Benedetto 7 marzo 2012 at 12:12

    Ottima recensione di altrettanto ottimi testi sulla tattica.
    Tra i migliori in circolazione, per completezza e qualità del materiale di studio vorrei ricordare anche l’ “Anthology of Chess Combinations” della Sahovsky Informant.
    Come giocatore ho tratto grandi benefici da questo volume: sono appunto diventato CM dopo avergli dedicato appena una quarantina di ore di studio!
    Il metodo è semplice e fu inventato dal grande Botvinnik molti anni fa: si seleziona un certo numero di posizioni di difficoltà crescente (una decina è sufficiente) accomunate dallo stesso tema tattico (secondo il codice del libro) e si riproduce la posizione sulla scacchiera. Ci si munisce poi di orologio, carta e penna, si imposta l’orologio su 10-60′ secondo il grado di difficoltà dell’esercizio, e ci si immerge nel calcolo mentale delle varianti riportandole su carta man mano che la mente le visualizza. Allo scadere del tempo si va a confrontare quanto scritto la soluzione data dal libro.
    All’inizio le discrepanze sono enormi, ma gradualmente ci si affina. Soprattutto il cervello si abitua a calcolare in maniera ordinata e selettiva riducendo lo sforzo per arrivare alla soluzione, ed amplia il proprio “database” dei motivi tattici tipici (es. il “dono greco”;) riducendo i tempi di ricerca della soluzione.
    Sono certo che se un dilettante con un minimo di talento avesse la possibilità di dedicare a questo esercizio almeno 120 ore diventerebbe facilmente Maestro Fide.

  4. avatar
    Aldo 7 marzo 2012 at 19:25

    Grandissimo articolo. Bravo.

  5. avatar
    Giangiuseppe Pili 8 marzo 2012 at 00:37

    Carissimo Martin,

    Le affinità tra “grammatica” e scacchi sono più d’una! Se pensi che un software non è altro che una serie di simboli su regole di trasformazione (computazione), allora l’analogia scacchi-sintassi è immediata: infatti, se un software di scacchi è una sintassi su simboli, e una sintassi su simboli è una grammatica, allora gli scacchi SONO una grammatica o possono essere tradotti in essa mediante una serie di regole di trasformazione.
    D’altra parte, gli scacchi hanno una sintassi, come ho cercato di far vedere nel primo capitolo de… be’, non vorrei anticipare troppo! 😉

    Colgo l’occasione per rassicurarti sul fatto che sto preparando il mio nuovo articolo!

    • avatar
      Massimo Benedetto 8 marzo 2012 at 18:02

      Egregio dott. Pili,
      come suo grande estimatore accolgo la notizia della prossima pubblicazione con grande piacere.
      Gli articoli che ha finora pubblicato su questo sito sono raffinato cibo per l’intelletto.

      • avatar
        Giangiuseppe Pili 8 marzo 2012 at 18:59

        Gentilissimo Massimo,

        La ringrazio per il bel complimento che non va a me ma alla Filosofia di cui sono solo un modesto scrivano!

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