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Il gioco immortale tutto da leggere!

Scritto da:  | 31 marzo 2012 | 10 Commenti | Categoria: Libri

Prima ancora che il titolo è stata la copertina di questo libro ad affascinarmi.  “Il gioco immortale” di David Shenk[1] (Ed. Mondatori, Oscar Storia – 2006, pagg.348, € 12,00) ti chiama dallo scaffale grazie ad un particolare del dipinto “Due giocatori di scacchi” di Paris Bordone[2], nel quale si nota un giovane elegante che ci fissa con sguardo serio o forse, meglio, interrogativo ed il mento appoggiato sulla mano sinistra. Dell’altro giocatore, nella copertina, conosciamo solo la mano destra intenta a muovere un pezzo nero[3]. Osservando la copertina e, soprattutto, lo sguardo del protagonista si ha la sensazione di aver disturbato i due nobiluomini mentre stavano giocando. Ancora si apprezza, tra lo sfondo di una campagna interrotta solo da una lontana costruzione tra gli alberi, ben distante dal silenzio e dalla quiete suggerita dai due scacchisti in primo piano, un lastricato, prospiciente un porticato tipicamente rinascimentale, con un cane che abbaia in direzione di un oste che, scendendo le scale, porta delle coppe – è facile presupporre che contengano vino – al tavolo dove  alcuni uomini sono intenti a giocare a carte.  Si tratta evidentemente di un mezzo che il pittore manierista (ha lavorato con Tiziano) utilizza per far emergere l’aspetto serio ed impegnato del gioco degli scacchi rispetto a quello più ludico e popolano dei giocatori di carte[4]. Insomma, non potevo non prendere in mano questo libro e sfogliarlo, leggendo velocemente la quarta di copertina prima di acquistarlo. L’autore non è uno scacchista, questo è un dato positivo che alimenta la mia curiosità, perché le altre opere elencate sono di carattere medico.  Meglio così perché ho imparato che le opere scritte da non-scacchisti se da un lato cedono qualcosa alla purezza lessicale sono però caratterizzate da una freschezza nel contenuto garantita dall’assenza di sovrastrutture culturali tipiche del professionista della materia. Leggo un passaggio affascinante che sembra concordare con l’opera  scelta per la copertina. “(…) gli scacchi non si limitano a impegnare la mente, se ne impossessano (…)” (!). Penso che questo sia più che sufficiente per l’acquisto.

Finalmente a casa posso impegnarmi in una scorsa più accurata dell’indice ed a qualche assaggio del testo a caso, disordinatamente:

Pag. 134  “Si massacrano l’un l’altro
con grande spreco di rabbia
[…] senza che sia versata
una goccia di sangue

[Abraham Ibn Ezra – Studioso Ebreo del XII sec]

pag. 84  “Nel 1550 S.Teresa d’Avila usò diffusamente li scacchi nel suo scritto didattico “Cammino di perfezione”, per esplorare le dinamiche della preghiera e della contemplazione”.

pag. 58  “L’importanza del ruolo degli scacchi del Medioevo sembrava una storia destinata a rimanere nell’ombra. Se non fosse stato per la perseveranza di un singolo studioso britannico, la maggio parte dei dettagli sarebbe rimasta sepolta sotto i banchi di sabbia del tempo. Per fortuna il minimo che si possa dire di Harold Murray è che fosse un uomo tenace” .

pag. 266  “Sulla strada verso casa, ho fatto due soste. La prima a Ströbeck, il piccolo “villaggio degli scacchi” tedesco di cui il nostro gioco è un segno distintivo da molti secoli (…)  La seconda tappa è stata sullo Strand di Londra, al Simpson’s, l’ancora fiorente pub e ristorante che sorge sul Grand Divan che ospitò la Partita Immortale oltre un secolo e mezzo fa (…;)

L’indice è affascinante, ecco solo alcuni titoli:

  • “L’arma più potente: la conoscenza”;
  • “La casa della saggezza”;
  • “I costumi morali degli uomini e i doveri di nobili e popolani”;
  • “L’opera di Banjamin Franklin”;
  • “L’imperatore e l’immigrato”;
  • “Una sintesi vittoriosa”;
  • “Dividiamo il mondo con un’altra specie che diventa ogni anno più intelligente e indipendente”.

Non mancano alcuni capitoli che ci fanno ricordare che l’autore è un medico, per esempio il capitolo che riguarda gli scacchi e i processi della mente.

In meno di quattrocento pagine l’autore ripercorre lo scibile scacchistico: dalla storia del nostro gioco, che viene letta anche dal punto di vista sociologico, fino alle tematiche più recenti come quelle dei giocatori artificiali.

Anche il lettore più sprovveduto in materia di scacchi si appassiona alla lettura, condotto per mano lungo i capitoli utilizzando le utili appendici su regole e posizioni tipiche nonché i commenti e le spiegazioni di alune partite storiche (la Karpov-Kasparov di Linares 1993, nonché quelle del genio di Paul Morphy).

Non perdetevi, infine, il capitolo “Una sintesi vittoriosa: gli scacchi e i totalitarismi del novecento”.

Infine alcune “chicche”: il commento “passo-passo” della Partita Immortale, che intervalla i capitoli, e il trattato su “La morale degli scacchi” di Benjamin Franklin (1786).

Un’opera completa, interessante e divertente da leggere tutta d’un fiato, anche per chi scacchista non è.

Buona lettura!





[1] La foto dell’autore è tratta dal suo sito http://www.davidshenk.com.

[2] Pittore italiano rinascimentale (Treviso 1500-1571) vissuto a Venezia.

[3] In effetti si tratta di un ritratto di altissimo pregio di questo artista e ben conosciuto dagli amanti della pittura e nel dipinto anche l’altro giocatore è perfettamente rappresentato e sembra avere il medesimo sguardo interrogativo.

[4] riprendendo il quesito di Lotti sull’intelligenza degli scacchisti si può dire che forse non saranno più intelligenti ma certo sono da sempre considerati, anche nel Rinascimento, giocatori “differenti”.

avatar Scritto da: Zenone (Qui gli altri suoi articoli)


10 Commenti a Il gioco immortale tutto da leggere!

  1. avatar
    Marramaquìs 31 marzo 2012 at 20:54

    Corro in libreria appena possibile. Grazie a Zenone per la segnalazione (acc… la rima è stata involontaria!)

  2. avatar
    Pantagruel 1 aprile 2012 at 15:13

    Voglio proprio imitarlo questo Zenone grazie all’ “errore” di Marramaquis:

    Grazie Zenone per la tua segnalazione
    di libri ne hai letti forse un milione

    se fosse vero saresti un cervellone
    ma che tu sia un furbacchione ho l’impressione

    in questo 1° aprile ci vuole un buonetempone
    ed io, se mi permetti, di questo blog sono il vero burlone

    quindi aspetto con ansia un’altra segnalazione
    non scacchi, ti prego, ma ricette per pranzo, cena o colazione!

    • avatar
      Aniello 7 marzo 2014 at 23:18

      Sei un MITO Pantagruel

  3. avatar
    Alberto 2 aprile 2012 at 22:48

    Non vi aspettate nulla di speciale…

  4. avatar
    Pantagruel 3 aprile 2012 at 08:21

    Perché?

  5. avatar
    Ivano E. Pollini 4 aprile 2012 at 11:56

    Conosco il libro (l’ho anche citato), e trovo questa presentazione di Zenone molto interessante. Il quadro complessivo della presentazione è completo e istruttivo.

    Dice Zenone: “Un’opera completa, interessante e divertente da leggere tutta d’un fiato, anche per chi scacchista non è”.

    Beh! Zenone, almeno la conoscenza delle mosse e di alcune nozioni come l’arrocco e lo stallo, ecc. bisognerebbe però conoscerle per poter apprezzare la partita immortale e altre partite storiche,e non, di particolare bellezza e interesse.

    Tuttavia credo di capire cosa Zenone intende dire.

    Mi è anche piaciuto lo stile leggero ed elegante con cui presenta ai lettori questi libro interessante e piacevole.

    Complimenti a Zenone!

    • avatar
      Zenone 4 aprile 2012 at 12:29

      Ringrazio per i complimenti, soprattutto per la “leggerezza” ops: , naturalmente intendevo che è possibile leggere e apprezzare il libro nelle parti discorsive, che sono una grande parte del testo, anche da chi non è completamente addentro al nostro mondo.
      Grazie

  6. avatar
    Fabio Lotti 4 aprile 2012 at 23:03

    Mi accodo ai complimenti.

  7. avatar
    carlo giuseppe bolmida 6 dicembre 2015 at 12:45

    Sono sempre , ancora, uno scacchista, mediocre ma appassionato.
    Ho speso molto denaro e avevo una ricca biblioteca scacchistica, in gran parte letta ma dovuta cedere!
    Questo libro: IL GIOCO IMMORTALE di David Shenk è forse e senza forse il libro che più mi ha coinvolto e divertito.
    La storia è raccontata con cura in modo fresco, accattivante e…divertente! Una GRANDE (piccola-348 pagg.)opera! Per la mia indubbia (87 anni)esperienza scacchistica e bibliofila vi esorto sinceramente a non farvelo scappare!

    • avatar
      DURRENMATT 6 dicembre 2015 at 14:52

      …”Ci fu un periodo che ho amato gli scacchi a tal punto che,se avessi trovato Fischer a letto con la mia donna,sarei andato in punta di piedi in cucina a preparargli una buona tazza di caffè”…Lei è un grande Mr.Bolmida ed è un piacere leggerla.Con stima.

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