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Il re in fuga, chi era?

Scritto da:  | 9 aprile 2012 | 37 Commenti | Categoria: Libri

Dopo “Il gioco immortale” ecco un altro ottimo  libro “per tutti” scritto da un non scacchista: “Re in fuga” di Vittorio Giacopini[1] (ed. Mondadori –  2008, pagg. 275, € 17.50).  L’autore, un giornalista impegnato[2], analizza la vita di quello che è da molti ritenuto il più grande scacchista di tutti i tempi e cerca di restituircelo così com’era, senza lasciarsi travolgere né dal genio del giocatore né dalle miserie dell’uomo. Più che una biografia si tratta di un saggio o forse di un vero e proprio romanzo, così come è stata la vita del grande campione americano, segnata da difficoltà familiari, con una madre spiata dal F.B.I., con una istruzione che ruota solo introno alla scacchiera, con una mania per gli scacchi che lo porta fino all’Olimpo del nostro gioco, con la sua vittoria sul suo alter ego Spasskj, nel 1972, e la sua incomprensibile fuga, le sue paure, la sua travagliata vita sentimentale, le sue fissazioni ed infine la sua morte. Fischer è la contraddizione fatta persona ma è anche un ingenuo e vittima dell’enorme meccanismo politico che ha cavalcato prima e ha subito poi. All’inizio mito della Guerra Fredda per gli Stati Uniti e poi  traditore antisemita, che aveva violato l’embargo giocando nel settembre 1992 l’incontro di rivincita con Spassky a Sveti Stefan, nella Jugoslavia di Milosevic.

Fischer nel 1992

Fischer è stato uno dei personaggi principali del secolo scorso, non solo negli scacchi, e forse oggi, guadandoci indietro, possiamo rendercene davvero conto. E’ un personaggio conosciuto anche ai non addetti ai lavori, simbolo – come sempre si sottolinea – della vittoria  “Stelle e Strisce” su una nazione, l’URSS, che aveva fatto degli scacchi uno dei veicoli per eccellenza della propaganda sovietica. In quel periodo, tra la fine degli anni ’60 e inizio dei ’70, solo un’altra competizione tra i due colossi  è stata più importante cioè la corsa allo spazio. Eppure Fischer è stato, secondo chi scrive queste righe, lo spartiacque degli scacchi moderni. Prima di lui gli scacchi erano vera professione solo per i giocatori di oltre cortina, dopo di lui il professionismo divenne realtà. Quelle sue bizzarre lamentele (allora erano considerate tali) sui premi, sulle luci nella sala da gioco, sulla foggia della scacchiera, sui pezzi o, addirittura, sul tipo di sedia, erano un modo per far pesare l’importanza e la centralità del giocatore  nei confronti degli organizzatori, per alzare la posta in palio, cioè quello che oggi è (dovrebbe essere) ritenuto da tutti normale. Leggere questo libro significa vedere Fischer sotto una luce diversa senz’altro più umana.

Vi lascio con le parole della quarta di copertina che ritengo siano la migliore descrizione che ho letto di Fischer:

L’hanno definito in tanti modi – inaffidabile, istrione, buffonesco, geniale, offensivo, paranoico, cattivo, infantile -, ma in verità è stato soprattutto un maestro della rinuncia o un asceta improbabile. Strano paradosso. Ti blindi dentro un’ossessione per evitare gli altri e aggirare la Storia e ti ritrovi proprio al centro della scena, sotto gli occhi di tutti”.

Buona lettura.


[1] Nato a Roma  nel 1961 è redattore della rivista “Lo Straniero”.

[2] Ha scritto libri di forte impegno politico e sociale tra cui ricordiamo: Scrittori contro la politica (Ed. Bollati Boringhieri, 1999), Una guerra di carta. Il Kosovo e gli intellettuali (Eleuthera 2000), Viaggiatori senza biglietto (Ed L’ancora del Mediterraneo, 2001), No global tra rivolta e retorica (Ed. Eleuthera, 2002), Fuori dal sistema. Le parole della protesta (Ed. Minimumfax, 2004), Al posto della libertà. Breve storia di John Coltrane (Ed. e/o, 2005), Il ladro di suoni (Ed. Fandango, 2009),  L’arte dell’inganno (Ed. Fandango, 2011).

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37 Commenti a Il re in fuga, chi era?

  1. avatar
    alfredo 9 aprile 2012 at 10:20

    letto . voto 4
    per scrivere adeguatamente di fischer bisognava essere Nabokov o zweig .
    non lo consiglio
    tra l’altro è stato oggetto di una sorta di minirecensione di roberto saviano su repubbblica ( rubrica : che libro stai leggendo ? ) che mi ha fatto sbellicare dale risate .
    tranne che di gomorra , di cui sa , saviano al solito parla di cose che non conosce .
    tanto è saviano ed è intoccabile .
    c’è molto di meglio . questo lo lascerei cadere nel dimenticatoio . non aggiunge nulla a bobby se non una trita reiterazione di luoghi comuni . e la scrittura non dico possa dirsi letteratura ma no arriva neppure al livello basico di semplice corretta costruzioni di proposizioni ben fatte .
    bufalino ha scritto alcune cose di scacchi . ma quello era uno scrttore . forse il piu’ grande della seconda metà del 900 italiano.
    da questo libro hanno tratto anche un pezzo teatrale , a bologna . ma è talmente insignificante che penso di non essermi perso nulla andando a spasso per conto mio .




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      v g 18 ottobre 2015 at 22:58

      poraccio




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        Yanez 19 ottobre 2015 at 11:13

        Posso comprendere che l’autore dell’opera non si trovi d’accordo con una recensione o un commento al proprio scritto ma manifestare in modo così laconico le proprie reazioni quanto meno confonde e disorienta, no?




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          alfredo 19 ottobre 2015 at 11:53

          ah il ” poraccio ” sarei io ? 😆 😆 😆
          non si puo’ piu’ neppure espimere un giudizio
          uno scrittore dovrebbe essere comunu sempre grato a chi lo legge ( e io lo ho comprato e letto) e avevo addirittura preso il biglietto er la riduzione tetrale di Bologna .
          ma francamente sono stato amico di gigi Meneghello che volete me ne importi dell epiteto di questo signore
          mi rileggo lo strepitoso incipit di ” libera Nos a malo” e mi è chiara la differenza tra uno scrittore con un ELO di 2700 e un ELO di 1800 – 2000
          L’unica cosa che mi dispiace , mi accorgo ora , è che ci ho incollato su il mio necrologio di Bobby che feci per Repubblica ( per un motivo particolare mi costò una cifra sropositata . Era morto anche lo sceneggiatore Ugo Pirro collaboratore di Repubblica e in pratica non c’era piu’ spazio per necrologi ma alla fine il mio ricordo apparve . Mi costò uno sproposito ma a Bobby glielo dovevo )
          Ieri sono andato al cinema ho visto The program ( il mio primo sport è il ciclismo)
          Piuttosto inconsistente ma a tratti interessante
          Voto 6 + .
          aspetto la reazione di Frears




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            alfredo 19 ottobre 2015 at 12:04

            qualcuno sa quante copie ha venduto questo libro ?




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              DURRENMATT 19 ottobre 2015 at 16:00

              …questa tua “sottile” ironia(un elefante in un negozio di cristalli) giustifica il “poraccio” e svela il tuo castello di carte (risparmiami l’elenco dei tuoi “amici” scrittori/letterati/scienziati/matematici e chi più ne ha più ne metta). Colmo io la tua lacuna…esattamente un anno fa sono stato in Feltrinelli per richiedere una copia di RE IN FUGA da regalare ovviamente.Mi è stato riferito che non vi sono più copie in circolazione.Stessa cosa alla libreria Le due Torri che NOI SCACCHISTI conosciamo bene. Il libro di Giacopini è stato osteggiato sin dall’inizio. Difficoltà a reperire un editore,difficoltà addirittura per le librerie ad incasellarlo(giochi?sport?letteratura?storia?)… secondo te perchè?




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                Chess 19 ottobre 2015 at 16:07

                Non sapevo che il libro di Giacopini fosse stato osteggiato dagli ambienti editoriali o dai critici. Come ho gia’ detto, io l’ho letto e non l’ho tovato cosi’ male, mi e’ sembrata una interpretazione di Fischer come tante altre. Non capisco proprio come possano nascere antipatie editoriali cosi’ pregiudizievoli.




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                alfredo 19 ottobre 2015 at 16:07

                non era ironia ma una semplice curiosità.
                Tu pensi che a me un libro su Bobby di successo non avrebbe fatto piacere ?
                Penso di averlo acquistato il giorno stesso dell’uscita .

                ritengo questo il tributo artistico piu’ bello che mai sia stato tributato a Bobby




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      chess 19 ottobre 2015 at 11:24

      Io non l’ho trovato cosi’ male come libro, puo’ essere benissimo una lettuna di puro intrattenimento. Altri scrittori ovviamente sono di un altro pianeta.
      Saviano e’ intervenuto anche sugli scacchi e su Fischer? Ah, niente di strano! Ad una conferenza sulla manutenzione delle lavatrici, ad esempio, non mi stupirei di una sua dissertazione.




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        alfredo 19 ottobre 2015 at 11:56

        😉
        si e come puoi leggere dimostrando chiaramente di non capire nulla di scacchi e di come giocava Bobby
        Bobby non improvvisava nulla
        non era un solista jazz
        era Bach se vogliamo trovare un paragone musicale




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          chess 19 ottobre 2015 at 12:22

          Ma io non darei molto retta a Saviano: in fondo chi se ne frega!




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            alfredo 19 ottobre 2015 at 12:50

            comunque io avevo preso molto sul serio questo libro .
            lo dimostra il fatto che ci incollai addirittura il pezzetto del mio necrologio su Repubblica in cui lo definivo semplicemente ” artista sublime”
            ecco quello che mi sembra manchi a questo libro è la percezione di questo.
            che Bobby era semplicemente un grandissimo artista , uno dei piu’ grandi del 900
            e il paragone con Bach non è mio .
            E’ di Piergiorgio Odifreddi




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    Zenone 9 aprile 2012 at 11:26

    A me, onestamente, è piaciuto (ma naturalmente non sono Nabokov o Zweig).
    Grazie.




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    Giuliano 9 aprile 2012 at 11:32

    L’ho letto e non l’ho trovato così criticabile, credo che andrebbe letto. Sul fatto che l’autore non sia uno scacchista poco importa, non è un libro di tecnica scacchistica, e il livello della narrazione l’ho trovato apprezzabile. Voto 6.




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    alfredo 9 aprile 2012 at 19:40

    “ROBERTO SAVIANO STA LEGGENDO

    28 giugno 2008 — pagina 42 sezione: ALMANACCO DEI LIBRI

    «è la storia di un’ ossessione, anche per questo mi piace. Bobby Fischer. Re in fuga di Vittorio Giacopini è il ritratto d’ uno scacchista che cerca fino alla fine di liberarsi da un’ ossessione (Mondadori, pagg. 280, euro 17,50). Basterebbe solo una fotografia: Bobby ragazzino mentre fa colazione, la faccia immersa dentro una gigantesca tazza e la mano tesa verso la scacchiera. Un’ attrazione da cui non riuscirà ad affrancarsi. Mi affascina la sua personalità, sgangherata e imprevedibile. Volle salvarsi dal caos della vita trasferendo nel gioco le regole del mondo. Per lui scacchiera era un campo di battaglia. Kissinger volle farne l’ icona dell’ Occidente libero, contro il regime sovietico. Ma lui non si sentiva un simbolo, e odiava Kissinger. Una volta andò a giocare nella Serbia di Milosevic, sfidando l’ embargo degli americani: ne ebbe in cambio un mandato di cattura internazionale. Se i sovietici giocano con la testa dei matematici, Fischer incarna l’ estro del jazzista: improvvisa, sorprende, spiazza. Pur essendo appassionato di scacchi, non riesco mai ad anticiparlo. Attraverso il gioco, cercò di parlare al mondo. Per questo mi convince, come gli scrittori che vanno oltre il frammento». – simonetta fiori
    Saviano parla di quel che sai . da queste poche righe si capisce che di scacchi non capisci assoolutamente nulla .




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    Giuliano 9 aprile 2012 at 21:12

    Infatti Saviano scrive di essere solo un appassionato…




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    alfredo 9 aprile 2012 at 22:13

    ma saviano si lascia andare a giudizi tecnici sul gioco di bobby che non hanno nulla a che fare con il tipo di gioco di bobby ….
    forse si confondeva con tal .
    comunque non lo sopporto , mi sembra chiaro.
    ne hanno fatto un santino .
    scrive male , è in realtà un reazionario che ha il suo momento di gloria
    la letteratura è ben altra cosa rispetto a ganapini e saviano .
    per fortuna
    letteratura sono i libri di houllebecq , mc ewan , sandro veronesi ( grande appassionato e vero esperto di scacchi) ad esempio .
    scrittori veri di fronte a cui un saviano scompare .
    “caos calmo” ( per non parlare de ” le paicelle elementari ) è un libro di spessore letterario e qualtà di scrittura infinitamente superiore a “gomorra” .
    in quanto al libro in questione finirà presto al macero senza rimpianto .




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    Fabio Lotti 10 aprile 2012 at 11:41

    Io mi fido di Zenone.




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    Zenone 10 aprile 2012 at 12:26

    Lotti, grazie della fiducia ma la lettura del libro sarebbe meglio, per avere qualche altro punto di vista.
    A proposito, non sapevo della recensione di Saviano che non mi sembra però sia importante per valutare più o meno positivamente un libro…credo.




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    alfredo 10 aprile 2012 at 18:51

    la recensione la ho recuperata per completezza . la avevo letta dopo aver letto il libro . il problema è un altro e io lo vorrei affrontare per via di letteratura , come diceva il mio amato sciascia . non ci sono forse metodi critici e analitici per definire un libro bello o brutto. ci sono pero’ modi per capire la grandezza di un autore . celine fu un orrido personaggio ma uno scrittore eccelso. uno non puo’ condividere houllebecq ,, neppure io che lo amo, ma è difficile non riconosceglierli una grandezza artistica come poche nel mondo della letteratura . e mi rifersco soprattutto a le particelle elelemtari e piattaforma . due libri fondamentali per capire una quantità incredibile di cose . avendo avut la fortuna di conoscere almeno due dei piu’ grandi crittori italiani posso dire che forse riesco a capire chi ci mrcia su e chi vale . ad esempio paolo giordano e alessandro piperno valgono. ma in italia sembra che gli scrittori siano solo quelli che imperversano da strazio – fazio : gramellini , volo, saviano . fazio uno che credeva che tra il clown brchetti e garry kasparov il ” personaggio” fosse il traformista , non il genio .




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    Tamerlano 10 aprile 2012 at 21:38

    Qualcosa, forse più di qualcosa, mi ‘sfugge’ ma, prima di tutto, vorrei dire che sono abbastanza sicuro che non tutti quelli che scrivono libri sono degli scrittori mentre, ad esempio, Nabokov, Zweig e Bufalino (e anche molti altri) li ritengo grandi scrittori (ovviamente anche quando non scrivono su Fischer o di scacchi!) ma, da quello che ho letto di Saviano (“Vieni via con me” e “La bellezza e l’inferno” ma non “Gomorra”), ovviamente non scrive come i grandi scrittori citati ma non mi dispiace il suo modo di scrivere mentre mi piace di più quello di cui scrive: nel secondo titolo che ho letto andatevi a leggere “Tatanka scatenato”, “Lettera alla mia terra” e “Miriam makeba la rabbia della fratellanza”).

    Anch’io sono daccordo con Zenone (“Leggere questo libro significa vedere Fischer sotto una luce diversa senz’altro più umana”;) ed al libro di Giacopini dò un bel 7 (su 10) proprio perchè scritto da un non scacchista…

    Tra le tante cose che mi ‘sfuggono’, oltre al fatto che dal libro di Giacopini si sia passati a come scrive Saviano (??), c’è sicuramente la risposta alla domanda: “Ma perchè a qualcuno non gli levano di mano il telecomando ?” 😉




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    alfredo 11 aprile 2012 at 10:20

    caro Tamerlano
    ti sei scelto un bel nome ma preferisco parlare con chi usa il proprio nome e mette la propria faccia .
    ho letto il libro di ganapini e come sono solito fare ho conservato tutte le recensioni .
    ero stato invitato anche a bologna , un paio di anni fa , per un pezzo teatrale tratto dallo stesso .
    il pezzetto, non recensione , di saviano ,era solo un contributo , un ” detto per inciso” .
    se la frase ” perchè a qualcuno non levano di mano il telecomabdo era rivolta a me è proprio sbagliata
    in tv io guardo solo il ciclismo …
    comunque ritengo il ” non pertinere ” non un difetto . saviano èstato un inciso ma vedo che in quel BEL sito si puo’ parlare anche di letteratura se si vuole . lo considero una bella cosa .
    non di solo scacchi vivono i nostri neuroni .
    ciao




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    alfredo 11 aprile 2012 at 10:26

    “Se i sovietici giocano con la testa dei matematici, Fischer incarna l’ estro del jazzista: improvvisa, sorprende, spiazza. Pur essendo appassionato di scacchi, non riesco mai ad anticiparlo”
    questa è la frase che da sola dà l’idea di quanto poco capisca saviano di scacchi . ripeto un inciso . ma vedere piu’ lui in tv a ontificae su tutto di quanto abbia fatto pier paolo pasolini in tutta la vita mi dà leggermente sui nervi . il saviano che preferisco è quello che scrive di boxe .li’ si vede che qualcosa capisce . ecco vedrei la boxe anche . se ci fossero ancora pugili veri .




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    Tamerlano 15 aprile 2012 at 18:28

    Caro alfredo,
    scusa il ritardo.

    Tamerlano (solo perchè ha una particolare attinenza con il gioco degli scacchi) è il mio nickname da molti anni e anche qui ho sempre firmato così. Il mio nome è Roberto e sono uno scacchista molto arruginito di Roma e ti confermo che la mia frase ”perchè… telecomando” era rivolta (amichevolmente) a te anche se non ti conosco.

    Aggiungo che sul sito mi interessa leggere di letteratura anche se non sono altezza di parlarne…

    Ciao, Roberto




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    Tamerlano 15 aprile 2012 at 21:27

    Volevo scrivere “Aggiungo che sul sito mi interessa leggere di letteratura anche se non sono ALL’altezza di parlarne…”




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    alfredo 15 aprile 2012 at 21:46

    grazie amico
    Non so se sono all’altezza di parlare di letteratura. Ho avuto peo’ la fortuna di conoscere Bufalino, Meneghello (mio concittadino), e di essere amico per 25 anni di Alda Merini, la piu’ grande poetessa italiana del dopoguerra, con Amelia Rosselli.
    In quanto a Bobby penso di averne un po’ di diritto a parlarne. Alcuni amici di SoloScacchi sanno il motivo.
    Tra un po’ potrò completamente svelarlo. Una bella soddisfazione per me.
    In quanto al “non pertinere” e al “contaminare” li considero pregi, non difetti, mio fratello ha contemporaneamete vinto uno dei più importanti premi di fisica del mondo e il certamen vaticanum, il più’ importante premio di composizione latina. Comunque non di solo scacchi vivono i nostri neuroni ma recenti studi dimostrano che gli scacchi siano la più efficace profilassi contro la demenza. Quindi leggiamo e giochiamo a scacchi. e parliamone senza pregiudizi o preconcetti. Con stima




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      Tamerlano 17 aprile 2012 at 19:08

      grazie a te amico (scacchista),
      con quel ‘curriculum’ di amicizie e conoscenze: “mi arrendo!” 😉

      Scherzi a parte non posso che complimentarmi (confermando che al libro di Giacopini, pur scrivendo quasi niente di nuovo, darei un bel 7 per i motivi già detti) e restare in trepida attesa della ‘scoperta’ del tuo diritto a parlare di Fischer :) :)

      con altrettanta stima,
      Tamerlano




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      Casparoff 17 aprile 2012 at 19:20

      Caro sig. Alfredo,
      Per la verità il premio Philip Morris per la ricerca scientifica e tecnologica (sponsorizzato da una multinazionale delle sigarette) non é ne un premio per la fisica (é piú che altro per l’ingegneria) ne tantomeno tra i piú importanti al mondo. L’attribuzione del premio é solo legata a questioni di business.
      Per quanto attiene il “certamen” poi, risulta che suo fratello ha ricevuto il premio come secondo classificato.
      In quanto a lei, risalendo al nome e cognome, pare – ma voglia cortesemente smentirci – che il suo nome e cognome non compaia nella lista dei giocatori con elo fide, e ne in quella dei giocatori con elo Italia.
      Potrebbe anche avere particolrmente titolo a parlare di scacchi e di Fischer, ma le sue referenze lasciano aperti dei dubbi che ci auguriamo voglia dissipare.
      Transeat (per dirla alla latina) sull’argomento letteratura. Il modo in cui esprime i suoi giudizi e lo stile scrittorico sono un biglietto da visita piú che sufficiente…

      Uno scacchista che si é preso la briga di fare una googlata.




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      Gengis Khan 17 aprile 2012 at 21:48

      Alf, per la sua salute le consiglio di giocare a scacchi giorno e notte.




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    alfredo 15 aprile 2012 at 21:50

    scusa , ma cos’è un telecomando ? 😆




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    Massimo Benedetto 17 aprile 2012 at 18:13

    Non ho letto il libro oggetto della recensione ma a giudicare da essa mi pare che l’autore non aggiunga nulla a quanto è già stato detto e ridetto in innumerevoli testi, scacchistici e non, sulla vita e la personalità di Fischer.
    Attendo con curiosità, qualora il sig. Alfredo ritenga opportuno scriverne (in virtù della sua speciale conoscenza del personaggio Fischer), di leggere qualche particolare e/o episodio inedito riguardante questo grande scacchista.




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    alfredo 20 aprile 2012 at 17:05

    con questo intendo chiudere una disputa
    a) non ho giocato a scacchi a livello agonistico se non in età molto giovane . il mio sport è stato il ciclismo .
    cio’ non toglie che abbia sempre sguito il mondo degli scacchi e sia stato anche medico fsi .
    b) la googlata è stata buona . comunque era solo un esempio di ” non pertinenza” di una persona a me molto cara . penso caro amico ti riferisca al de bello deryco . se vuoi ti posso mandare foto con maedaglia d’oro . ho qua sotto mano il libro ma le fascetta è andata perduta .puo’ essere che sia arrivato secondo , ma la sostanza del concetto che volevo esprimere non cambia .
    il philip morris è un premio di assoluta importanza , ma anche in questo caso era un esempio . la persona in questione ha ricevuto per i suoi fondamentali studi nel campo delle fibre ottiche , dei laser e altro ancora riconoscimenti in tutto il mondo .
    per il resto giudico giudizi gratuiti che lasciano il tempo che trovano quelli di chi si nasconde sotto uno pseudonimo e non mette la propria faccia . io mi presento con il mio vero nome e metto la mia faccia . in quanto a bobby penso di poter dire qualcosa e spulciando , se volete , su questo sito forse troverete qualcosa di mio , considerato da molti abbastanza pregevole . ho letto molti libri di argomento scacchistico, alcuni anche molto belli , come ad esempio la regina degli scacchi . l’intervento su saviano lo ho aggiunto a integrazione . e il mio giudizio su saviano scrittore è quello . se qualcuno avesse citato come scrittore appasssionato di scacchi gesualdo bufalino mi sarei tolto metaforicamente il cappello .
    e con questo , senza rancore e ribadendo stima per molti appassionati di scacchi come me e voi, concludo .




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  19. avatar
    alfredo 20 aprile 2012 at 17:13

    a massimo Benedetto
    non ho conosciuto Fischr anche e sarebbe sato il sogno della mia vita . spero di poter andare a deporre presto un fiore sulla sua tomba . ne ho parlato con un suo amico personale e ho composto una poesia ispirandomi a antologia di spoon river . questa poesia farà da introduzione a un libro di una psichiatra americano di ny in imminente uscita che sarà il primo lavoro ” sistematico” sulla psicopatologia o presunta tale di bobby fischer . il collega americano è giunto a me attraverso una “googlata” .inutile dire che la cosa mi ha fatto molto molto piacere ( come il giudizio del Nobel per l’economia e amico di Fischer , Robert Mundell) . chi volesse leggere questo è il riferimento.come vedete non ho proprio nulla da nascondere
    http://history.chessdom.com/fischer-spassky-match




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  20. avatar
    alfredo 20 aprile 2012 at 17:21

    a kasparoff
    rileggendomi devo dire che , per dirla con altan , mi chiedo chi possa essere il mandante degli errori che faccio .
    rileggendomi me ne accorgoma scrivo molto spesso di getto in piccole pause , staro’ piu’ attento e cerchero’ di esprimermi in maniera piu’ conosona.
    come vedi accetto critiche e qualsiasi tipo di discussione . preferirei semplicemente sapere anch’io con chi ho il piacere di parlare e lascerei da parte provocazione o battute . tutto qui




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  21. avatar
    alfredo 20 aprile 2012 at 18:12

    finalmente ora ho un attimo di tempo .
    ho visto le ” firme” del sito
    3 sono cari amici , sicuramente competenti , che possono se non altro testimoniare la mia conoscenza ” storica” degli scacchi . Ripeto la mia esperienza come giocatore è stata di breve periodo e lntana nel tempo .
    l’unica cosa che posso dire su Bobby è il giudizio di un caro amico , Enrico Paoli , che lo conobbe .
    quando chiesi al GM come fosse Fischer ( parlavamo in veneto” mi disse semplicemente ” un rustego” .
    non sarà molto ma per me è un bel ricordo .




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  22. avatar
    DURRENMATT 19 ottobre 2015 at 15:30

    …RE IN FUGA,a mio avviso il miglior libro scritto su Bobby(e ne andrebbe fiero), cerca di dare una risposta a dei vuoti di senso.Il Leopardiano …”Dimmi,che fai tu Luna in ciel?”…non vi dice nulla?Comunque da SCACCHISTA ringrazio Vittorio Giacopini per la sua fatica….P.S. quando si parla di Roberto Saviano bisogna sciacquarsi la bocca!!




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    alfredo 19 ottobre 2015 at 16:10

    Ripeto non sono uno scacchista attivo , caro Dürrenmatt .
    ma se ti capita di andare ad un torneo ed incontrare ad esempio Michele Godena puoi benissimo chiedergli se sono quel che tu dici senza conoscermi




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