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il divertimento di imparare

Scritto da:  | 15 maggio 2012 | 5 Commenti | Categoria: Libri

“E’ ciò che pensiamo già di sapere che ci impedisce di imparare cose nuove”
Claude Bernard

Esiste un modo di dire russo che letteralmente recita più o meno così: “Vivi un secolo ed impara un secolo…” Esattamente quanto mi è venuto in mente l’altro giorno al Salone del Libro di Torino nel mio consueto girovagare per stand e bancarelle che ogni anno, a mo’ di magnanimo regalo, concedo con esagerata generosità al mio insaziabile appetito di incurabile bibliofilo…
Ed il libro che nell’occasione mi son trovato per caso a sfogliare è uno degli ultimi editi dall’ottima casa editrice di Glasgow “Quality Chess” e dal titolo “Alterman Gambit Guide – Black Gambits”, e più precisamente il secondo volume scritto dal Grande Maestro ucraino Boris Alterman e dedicato ai Gambetti che il Nero può giocare contro l’Apertura di Re (il primo volume è analogo, trattando quelli a disposizione contro 1.d4).
In qualità di appassionato cultore del sacrificio di Pedone, nelle immacolate vesti del Bianco, il titolo mi ha immediatamente incuriosito nella prospettiva d’un cambio d’abito verso più scuri paludamenti… 😉 Devo dire la verità, avendo studiato opere precedenti scritte da pur ottimi autori, quali per esempio Harding e Nigel Davis, su come il Nero possa a propria volta cedere uno o più Pedoni in fase di apertura, per ricavare se non un vantaggio ma almeno un certa iniziativa, e avendone ricavato una qual certa impressione di perplessità. visti gli impianti proposti. ecco, mi sentivo poco predisposto ad un’ulteriore approfondimento dell’argomento… approccio sbagliatissimo e pregiudizi smentiti alla grande!


Il libro di Alterman infatti appare davvero originale, non solo nella scelta delle aperture proposte (eccole in veloce carrellata: Attacco Marshall, Gambetto Hector, Hector Gambit, Contrattacco Traxler, Gambetto Frankenstein-Dracula, Controgambetto Falkbeer, Gambetto Fromm, Varie ed eventuali) ma soprattutto per l’approccio didattico proposto. Si tratta infatti di un volume ben ponderoso in quanto a contenuti ma la lettura e lo studio scorrono veloci e agili, ogni impianto è introdotto secondo l’ormai collaudato schema delle partite illustrative, con concetti ed idee ben illustrati in maniera chiara ed efficace, senza annoiare il lettore meno esperto con inutili e improbabili lunghissime varianti che difficilmente egli riuscirà a ricordare senza incappare in sviste o dimenticanze, ma in uno stile discorsivo semplice ed illuminante. Particolarmente attrattivo ed utile risulta inoltre la sintesi degli aspetti -soprattutto di carattere strategico- da ricordare a valle di ogni partita commentata: pochi, semplici e chiari …cosa chiedere di meglio?!?
Certo, il giocatore titolato probabilmente storcerà la bocca, ponendosi dei legittimi interrogativi circa il beneficio pratico di un approccio simile contro il granito che il Bianco, da Maestro in su, ci sbatterà in faccia di fronte a questa scelta di approccio e di repertorio, tuttavia, a parte la banale constatazione che per esempio ad un Gambetto Marshall si assiste non raramente anche negli incontri dei top-players, quello che in fondo conta veramente -almeno in tema di aperture- non è tanto ciò che noi studiamo ma quanto e con quale profitto lo approfondiamo, senza poi contare il fattore sorpresa, elemento psicologico da non sottovalutare soprattutto per il giocatore di circolo. Son tre i libri in questa collana sui Gambetti in apertura scritti da Alterman, prendetene almeno uno e poi ditemi se non ne valeva proprio la pena… spunti, idee ed aspetti da approfondire sono proposti nelle pagine di questi tre interessanti volumi in una tale abbondanza che già da sola significa l’arricchimento
dei propri orizzonti scacchistici e anche storici. Divertimento garantito!

avatar Scritto da: Martin (Qui gli altri suoi articoli)


5 Commenti a il divertimento di imparare

  1. avatar
    Del Ponte 15 maggio 2012 at 19:19

    La recensione entusiastica di Martin Eden mi ha convinto. Mi sa che lo prenderò 🙂




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  2. avatar
    Jas Fasola 15 maggio 2012 at 20:23

    Qualche esempio di gambetto promettente alle primissime mosse? 😉




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    • avatar
      Joe Dawson 15 maggio 2012 at 21:06

      …del Gambetto Englund (1.d4 e5?!) che mi dite?!?
      Spero che al buon Martin non capiti mai tra le mani qualche manoscritto originale in svedese del vecchio Fritz Carl Anton altrimenti sicuro che ci ammannisce qualche recensione anche su quello… 😉




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    • avatar
      Casparoff 15 maggio 2012 at 21:18

      1.e4 e5; 2.f4




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      • avatar
        Casparoff 15 maggio 2012 at 21:23

        Poi comprate anche “Gambit Busters” di Sam Collins, Ed. Everyman.
        Così imparate il metodo per confutare i gambetti, con grande delusione dei giocatori da caffè.




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