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Porreca e Calapso

Scritto da:  | 16 agosto 2012 | 6 Commenti | Categoria: C'era una volta, Curiosità, Italiani, Personaggi, Profili

SoloScacchi ha pensato di istituire una nuova rubrica (“Illo tempore”), o, più precisamente, di riproporre ai lettori l’estratto di qualche articolo apparso lo scorso secolo nelle apposite rubriche che importanti quotidiani e riviste hanno avuto e a lungo mantenuto (e alcuni editori hanno conservato per parecchi anni questa piacevole consuetudine che rappresentava, per molti di noi, un immancabile e attesissimo appuntamento settimanale).

Oggi, grazie a (o per colpa di?) Internet, tali rubriche sono man mano sparite quasi definitivamente.

Questa nostra iniziativa vuole anche essere un modo per rendere omaggio, grazie al taglio giornalistico e alla narrazione al presente, a personaggi, a maestri e a momenti particolari del mondo degli scacchi, italiano e non, appartenenti ad un passato che adesso ci pare sicuramente abbastanza lontano e talvolta poco luminoso, ma al quale è sempre opportuno accostarsi con rispetto, interesse e curiosità.

Il maestro Remo Calapso

Quello che vi presento oggi è un articolo di Giorgio Porreca (di lui ne vedremo altri) apparso sul quotidiano “Il Tempo” di Roma ai primi di giugno del 1977, articolo in cui lo scrittore e maestro napoletano commemorava la figura di Remo Calapso, deceduto poco più di due anni prima.

Ricordo che Remo Calapso (1905-1975) è stato un forte giocatore siciliano, tra l’altro maestro di Nestler, e che ottenne discreti risultati in tornei e campionati nazionali intorno alla metà degli anni 20 e poi ancora (il ritorno da pensionato) dopo la metà degli anni 60.

Scriveva Adriano Chicco “Il campionato italiano del 1966, svoltosi a Rovigo, fu vinto da Giustolisi davanti a Napolitano e ad un anziano maestro da poco ritornato molto attivo, Remo Calapso”.

Nel 1967 a Venezia, già sessantaduenne, fermò sulla patta Petrosjan e sconfisse Janosevic. Ludech Pachman, nel suo articolo “Das internazionale Turnier in Venedig” (Schach Echo) segnala che “il maestro italiano Calapso lottò bene contro il campione del mondo, conseguendo una onorevolissima patta: aveva le lacrime agli occhi dalla commozione e difficilmente potrà dimenticare questo grande momento della sua carriera scacchistica”. (A Venezia, dove fino a qualche anno prima Calapso aveva lavorato come funzionario della Corte dei Conti, s’impose l’olandese Donner, in stato di grazia con 11 su 13 ed un punto di vantaggio su Evans e Petrosjan).

Ma leggiamo insieme le parole di Porreca:

“Con una cerimonia semplice ma profondamente significativa, svoltasi l’altra domenica presso l’aula magna dell’Istituto S.Maria in viale Manzoni., gli scacchisti romani hanno degnamente ricordato il maestro Remo Calapso, scomparso nel maggio di due anni fa.

Hanno preso la parola il professor Attilio Glorioso, presidente del Circolo scacchistico S.Maria, e il professor Gennaro Siviero, promotore delle edizioni “Scacco!”.

Quindi i professori Vincenzo Nestler ed Enzo Giudici, autori di un ampio profilo su Calapso apparso di recente nella collana “I maestri italiani”, hanno ricordato la figura dell’amico, sottolineandone il carattere leale e fermo come uomo e come giocatore.

Abbiamo definito significativo questo atto di omaggio verso il maestro romano (romano di adozione perché Calapso visse a lungo tra Messina e Palermo, N.d.R.), perché la figura di Calapso può essere assunta ad esempio in fatto sia di tecnica scacchistica che di etica sportiva.

In un’epoca in cui anche da noi si va diffondendo la tendenza a coltivare gli scacchi a livello professionistico, la modestia e la correttezza di un dilettante come Calapso possono costituire un costante punto di riferimento.

Ricordiamo lo stile di Calapso con una partita istruttiva per l’impostazione strategica e per la chiusura combinativa. (qui il suo avversario è il maestro Lilio Teani di Massa, le note sono naturalmente dello stesso Porreca, N.d.R.).

Calapso-Teani (Francese, La Spezia 1972)

1.e4,e6 2.d4,d5 3.Cc3,dxe4 4.Cxe4Ae7 5.Cf3,Cf6 6.Ad3,Cbd7 7.c3,0-0 (meglio non dare così presto l’indirizzo del proprio Re. Sia 7…b6 che 7…Cxe4 erano preferibili) 8.Cxf6+,Axf6 9.Dc2 (preparando con guadagno di tempo l’arrocco lungo), 9…h6 10.Af4,Te8 11.0-0-0,c6 (si doveva giocare attivamente 11…c5 12.dxc5,Da5) 12.Rb1,b5 (è evidente che il Nero ha perso la battaglia strategica; ed infatti il Bianco non dovrà giocare nemmeno una mossa difensiva) 13.h4,Db6 14.g4,e5 (cercando di provocare una mischia) 15.The1,Cf8 16.dxe5,Axg4 17.exf6,Axf3 18.fxg7,Rxg7 (il Nero faceva ora affidamento sull’attacco portato contro la Torre d1 per prendere una boccata d’ossigeno)

Posizione dopo 18...Rg7

19.Txe8!,Axd1 (al Nero non resta che verificare l’esattezza della combinazione; dopo 19…Txe8 20.Tg1+,Rh8 21.Axh6,Ce6 22.Af5 non ci sarebbe stata infatti difesa) 20.Axh6+,Rf6 (forzata) 21.Dxd1,Txe8 22.Df3+,Re6 23.Df5+,Rd6 24.Axf8+! (semplice e decisiva), 24…Txf8 25.Df6+,Rd5

26.De7!, abbandona.

Infatti per evitare il matto bisogna perdere materiale; per esempio 26…Dc5 27.Ae4+,Rc4 28.b3+.

Una condotta di gioco davvero energica da parte di Calapso.”

il maestro Lilio Teani di Massa

Purtroppo, per problemi familiari Remo Calapso dovette ritirarsi da quel 19° Festival di La Spezia dopo il 3° turno (p.1,5). Il torneo fu vinto dal mai abbastanza compianto Cosulich (p.7 su 9). Scorrendo la classifica leggiamo i nomi di personaggi che hanno fatto la storia dei festival italiani, e ben altro, nell’ultimo trentennio del 20° secolo: Vujovic (che giunse 3° grazie ad una partita che ribaltò clamorosamente contro Micheli dopo essersi rifiutato, sembra, di muovere un pezzo già toccato), Berlacki, Fricker, i nostri Capece (buon 4°), Micheli appunto, Natalucci, GP Rossi, Manzardo, Lattarulo, in prima classe c’era il torinese Ponzetto, ecc….

Quarant’anni esatti sono trascorsi da quel torneo, una vita, ma forse qualcuno dei partecipanti, se leggerà queste brevi note, potrà avere ancora qualche aneddoto o episodio da raccontarci qui. E’un po’ come se battessi un colpo per Adolivio….

Ed infine, visto che abbiamo parlato di La Spezia, non dimentichiamoci di quello che su queste colonne è stato definito “l’imperdibile”, ovvero “La storia degli scacchi a La Spezia dall’Ottocento ai nostri giorni”, prima e meritoria opera (ma non ultima, aspettatevi presto delle grandi sorprese!) del nostro MF Claudio Sericano.

avatar Scritto da: Marramaquís (Qui gli altri suoi articoli)


6 Commenti a Porreca e Calapso

  1. avatar
    Mongo 16 agosto 2012 at 01:00

    Senza parole… Un emozionante tuffo nel passato. 😎

    • avatar
      Luca Monti 17 agosto 2012 at 21:28

      É vero Mongo.Marramaquis è una bandiera di SoloScacchi svettante
      che non potrà mai essere ammainata.Al tuo pari,ancor prima che bravi redattori,siete delle splendide persone.

  2. avatar
    Ragonese 16 agosto 2012 at 18:18

    Complimenti, ricordare il passato è importante.
    Il Circolo S.Maria nel 1978 organizzò l’Open Calapso, promotori i già citati Glorioso, Nestler e Giudici. 120 partecipanti per un torneo non omologato. Arbitri Joseph Liedl e Rosario Lucio Ragonese.

  3. avatar
    Ramon 17 agosto 2012 at 00:27

    Un altro importante contributo da parte del nostro insostituibile Marramaquìs!
    Rimanete sintonizzati su SoloScacchi perché questo mese di agosto sarà ancora molto caldo in quanto a pezzi sfornati… 😉

  4. avatar
    Fabio Lotti 17 agosto 2012 at 08:12

    Sempre bello rivivere le emozioni del passato.

  5. avatar
    Mauro Berni 17 agosto 2012 at 12:17

    Articolo eccellente, complimenti.
    Se mi è consentita solo una modesta rettifica la partita riportata non è stata disputata durante il Festival citato ma nella successiva semifinale del Campionato Italiano come attestato a pag. 205 del numero di giugno del 1972 di “Scacco”.

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