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“Rita Gramignani è la nuova campionessa”

Scritto da:  | 9 ottobre 2013 | 18 Commenti | Categoria: C'era una volta, Italiani, Personaggi, Scacchi in Rosa

Rita Gramignani 2

E’ un numero speciale, questo, della nostra rubrica. Speciale perché, una volta tanto, parliamo di scacchiste donne, e speciale perché fra pochi giorni compirà 70 anni una delle signore simbolo del movimento femminile italiano.

Facciamo insieme, per cominciare, un bel balzo all’indietro, un balzo di 40 anni esatti. Era d’estate. Era l’estate del 1973 quando Roberto Palombi (ma non solo lui, è chiaro), attraverso la sua rubrica settimanale sul “Paese Sera”, faceva conoscere ai suoi lettori e agli appassionati di scacchi non troppo “addetti ai lavori” (ovvero quelli come me) una mamma campionessa.

La mamma era Rita Gramignani.

La notizia, come sempre a firma “PAR”, così recitava:

La manifestazione più importante tra i tornei di campionato di categoria svoltisi a Zeri, il primo campionato italiano femminile, ha rivelato un nome del tutto nuovo nel campo delle scacchiste italiane: Rita Gramignani di La Spezia. In lizza da un anno solamente, la campionessa spezzina è stata una vera rivelazione ed ha ampiamente dimostrato di aver saputo mettere a frutto gli insegnamenti del nazionale Da Pozzo.

La gara si presentava chiusa ad ogni sorpresa per la presenza di Daniela Romano di Roma, la prima donna in Italia a raggiungere la seconda categoria nazionale (la stessa di Angelo Cillo, per intenderci). Un recente parto e la tensione di una gara che non concedeva spazio ad errori hanno tagliato fuori Daniela dalla vittoria finale.

Per contro, Rita Gramignani, con una condotta di gioco esemplare ha portato in porto (per una spezzina è proprio il caso di dirlo) una vittoria ambitissima superando nell’incontro diretto la temuta rivale.

La neo-campionessa ha 30 anni, è madre di due bambini ed ha il padre e il marito ambedue giocatori di scacchi. Delle altre concorrenti si è messa in luce la milanese Angeleri, mentre ha deluso la bolognese Micheli.

LA CLASSIFICA FINALE:

Gramignani (La Spezia) punti 6,5 su 7; Romano (Roma) p.6; Angeleri (Milano) p.5; Micheli (Bologna) e Rupeni (Trieste) p.3; Da Riva (Milano) p.2; Catalfamo (Moncalieri) p.1,5; Vittori (La Spezia) p.1”.

N.B.: Palombi definiva quello di Coloretta di Zeri del 1973 il “primo campionato italiano femminile”. In realtà oggi la storiografia ufficiale lo considera giustamente il terzo, attribuendo validità a due precedenti manifestazioni, entrambe vinte dalla indimenticabile fiorentina Clarice Benini, a Milano nel 1938 e a Roma nel 1939. Nel ‘38 la Benini con 8 punti su 8 precedette Nelly Lanza e altre 3 giocatrici; nel ‘39 fece appena 7,5 su 8, a causa di una patta con la stessa Lanza, seconda.

Rita Gramignani 1Rita Gramignani 7

Una carriera, quella di Rita Gramignani, iniziata quindi non da “enfant prodige”, anzi assai tardi, ma rapida e poi costante nel tempo, e pertanto ancor più meritoria ed esemplare.

Negli anni successivi al 1973 Rita si è riconfermata infatti giocatrice molto valida, talmente valida da riuscire a rivincere il massimo titolo nazionale per altre 8 volte (1975, 76, 80, 83, 87, 89, 91 e 92: meglio di lei ha saputo fare soltanto Stefano Tatai in campo maschile). E’ quasi superfluo aggiungere che negli anni in cui non vinceva la Gramignani il titolo era sistematicamente appannaggio di un’altra fortissima giocatrice sua amica-rivale, la triestina, classe 56, Barbara Pernici.

Rita è stata, e lo è tuttora, fra le più conosciute portabandiera degli italici scacchi al femminile, avendo partecipato a ben sette edizioni delle Olimpiadi, oltre ad essere l’indiscussa “regina degli scacchi” del triangolo tosco-ligure Pisa-Massa-La Spezia.

Nel 1976 Rita Gramignani sconfisse per 3 a 2 la turca Gulumser Ylmaz nello “zonale” di Milano (tutte vittorie col nero, come ci ricorda Claudio Sericano), qualificandosi per il forte interzonale di Roosendaal, che vide il successo a pari-merito di Kushnir e Akhmilovskaia. Nello stesso anno ottenne un ragguardevole risultato anche alle Olimpiadi di Haifa, con un 6,5 su 11 in prima scacchiera, e come capitana.

Era il 1978, quando rese omaggio a “Rita Nazionale” anche il grande Giorgio Porreca, in un breve articolo che apparve su “Scacco!”. Questo:

Per parecchio tempo dire “scacchista” al femminile è equivalso a dire Rita Gramignani. Non che non ci fossero in Italia altre giocatrici capaci di continuare il precorso tracciato dalla grande Benini, ma quasi nessuna di esse aveva il coraggio di affrontare gli scacchi a livello propriamente competitivo. Un giorno nei tornei apparve una giovane spezzina: due figli, un forte temperamento e tanta passione per gli scacchi. E i risultati tenacemente perseguiti arrivarono veloci ed abbondanti: titoli di campionessa italiana, maggior Elo tra le nostre scacchiste, percentuale superlativa all’Olimpiade di Haifa, partecipazione, unica a tutt’oggi, ad un torneo interzonale. Da qualche tempo però Rita è stata impegnata da alcuni problemi di salute, e il rendimento sportivo ne ha risentito visibilmente. Lo si è visto al campionato di Latina dove, malgrado il forte impegno, non è riuscita ad esprimersi sui livelli abituali. Ma proprio il fatto che ella abbia voluto partecipare ad una prova per la quale non poteva essere preparata è la conferma che niente può piegare la passione scacchistica della spezzina ed è la migliore garanzia per un ritorno della Gramignani ai suoi reali valori.

Rita Gramignani 9

Spostiamoci in avanti di qualche anno: nel numero 17 della rivista “Due Alfieri”, marzo-aprile 1981, troviamo un’interessante (e rara) intervista a Rita, opera di Angelo Bruni. Di essa riporto qui parte della premessa e alcuni tra i passaggi più rappresentativi.

“…Il suo fu un inizio fulminante: cominciò a dedicarsi agli scacchi nel 1973 e nello stesso anno conquista il suo primo titolo italiano. L’anno dopo è seconda, ma nel 75, a Valenza Po, lo scettro torna saldamente in sue mani e nel 76 a Bari rinnova il successo… Il 1976 è l’anno di grazia: zonale, Olimpiadi, poi al torneo di S.Giuseppe di La Spezia conquista di forza la prima categoria. Ma proprio dell’Olimpiade di Haifa le brucia ancora un brutto ricordo, il ricordo di una partita stravinta sulla scacchiera e invece perduta per il tempo, buttando via così il titolo di MI FIDE. Nel 77 trionfa in un torneo-lampo su 28 giocatori (unica donna!). A Cattolica (78) e a Bratto (79) è seconda nel campionato italiano, ma nel 1980 a Latina giunge puntuale la riconferma del titolo”.

Rita Gramignani 8D.:Quando si è resa conto di poter svolgere attività scacchistica ad alto livello?

R.:Nel 1976,dopo aver vinto lo zonale a Milano, il campionato, conseguito la prima categoria, e dopo il settimo posto sulle prime 28 scacchiere ad Haifa.

D.:Vedrebbe con piacere l’introduzione dell’insegnamento degli scacchi nelle scuole?

R.:Sì, personalmente ho tenuto corsi per tre anni nelle scuole sperimentali. Gratis, naturalmente! E’ stato constatato che i ragazzi che avevano seguito corsi di scacchi hanno poi conseguito migliori risultati anche nelle altre materie.

D.:Quali sono le cause della minima partecipazione femminile al mondo degli scacchi in Italia? R.:occorre molta propaganda. Con la propaganda salta fuori lo spirito di emulazione. Per esempio, Sara Simeoni furoreggia nel salto in alto? Ecco allora che tantissime ragazzine sognano d’imitarla e si accostano all’atletica leggera… Se la FSI inviasse più spesso all’estero le migliori giocatrici italiane, meglio ancora se organizzasse tornei in Italia propagandandoli adeguatamente, sono certa che il proselitismo scacchistico femminile ne avrebbe tutto da guadagnare…… Io sarei ben felice se in Italia vi fossero una cinquantina di scacchiste in grado di battersi ad armi pari con me e con Barbara Pernici. Ma non è così, e non per colpa mia.

D.: Che posto occupano gli scacchi nella sua vita di tutti i giorni?

R.:oltre alle ore di studio (2-3 al giorno in vista di tornei importanti), ho la mia attività: studio ortodonzia e lavoro saltuariamente in uno studio dentistico. La mia giornata-tipo si svolge in famiglia: ho due bellissimi bambini che assorbono tutto il mio tempo. Ed ho pure una grande casa da accudire. Sono donna, prima che giocatrice di scacchi”.

A proposito del mancato titolo di MI femminile, la stessa “Due Alfieri” pubblicò, nel numero di novembre-dicembre 1982, la famigerata partita, quella con la spagnola Ferrer.

Ecco il diagramma sulla posizione finale.

(Gramignani-Ferrer, Haifa 1976)

(Gramignani-Ferrer, Haifa 1976)

Così era scritto su “Due Alfieri”:

“….. In questa posizione di superiorità materiale e posizionale, cadde la bandierina! …. Se Rita avesse conseguito quella vittoria, avrebbe ottenuto il 70% dei punti e il titolo di MI. Un vero peccato, per di più se si tiene conto, come narrano le cronache del tempo, del fatto che sarebbe bastato che l’azzurra avesse segnato delle lineette sul formulario, anziché le mosse, per giungere indenne al controllo del tempo. Emozione dell’esordio olimpico e anche un pizzico d’inesperienza!”.

Rita Gramignani 3Bisogna attendere parecchi anni per vedere Rita fregiarsi, finalmente e giustamente, almeno del titolo di CM. Quindi, da quell’intervista, facciamo un salto in avanti di altri 8 anni e passiamo al campionato italiano femminile del 1989, tenutosi ad Aosta in concomitanza con un super-torneo magistrale che segnò l’esplosione di un’altra giovane promessa azzurra, quel Michele Godena, allora ventiduenne, che vinse il torneo precedendo il russo Bareev. Stavolta a parlare non è Roberto Palombi, ma Adolivio Capece:

La magnifica prestazione di Godena (clamoroso, fantastico, eccezionale) non deve tuttavia mettere in ombra il campionato femminile, che ha visto al via 16 giocatrici, con molte facce nuove. Per la settima volta in 16 edizioni ha vinto Rita Gramignani, imbattuta, con 6,5 punti su 8, e grande protagonista è stata la tredicenne torinese Monica Deantoni, seconda con 6 punti e pure imbattuta; la Deantoni, pattato l’incontro diretto con la Gramignani, ha tenuto testa a Rita fino all’ultimo turno, poi si è concessa una patta prudenziale, che le assicurava comunque l’ambita promozione a CM, lasciando via libera alla spezzina, anche lei promossa Candidato”.

E’ il momento di un altro bel balzo nel tempo. Dal 1973-1976 al 1982, al 1989 e adesso al 2013: Rita Gramignani è sempre sulla breccia e sempre giocatrice attiva, benché non più giovanissima. E sempre con l’immutato entusiasmo e sorriso. Nello scorso giugno (ed è solo un esempio), come ci informa Claudio Sericano nel suo “ApuanaSoloScacchi”, Rita è giunta ottima terza nella quindicesima edizione del “Bagno Maddalena”, un forte torneo “rapid” cui hanno partecipato due MF, un M e 9 CM. Insomma, lei è forte come e più che nel 1973.

Eccola qui, impegnata in una prova piuttosto ardua contro il vincitore della manifestazione, uno che in genere è più inattaccabile del marmo di Carrara. Indovinate chi è.

Rita Gramignani 5

E tu, cserica, cosa ci puoi raccontare di Rita?

Parlare di una persona che conosco bene è una delle cose che mi riesce peggio, ma un fatto è certo: la passione per gli scacchi che ha Rita l’hanno avuta in pochi. Si è forgiata in un circolo, quello di La Spezia, che all’epoca aveva talenti di livello nazionale (come Albano). Ha imparato il gioco dal padre Renato, che era un buon giocatore attivo negli anni 50; peccato che i suoi primi tornei siano datati soltanto inizio anni 70. Ma le sue qualità sono dimostrate dal fatto che già al primo torneo ufficiale divenne campionessa italiana. Rita è sempre stata personaggio, amica di tutti e benvoluta da tutti”.

E qui di seguito vediamo la Rita Nazionale durante la premiazione dello stesso torneo.

Rita Gramignani 4

Ma il miglior premio per Rita dovrebbe essere l’assegnazione del titolo di Maestro. Anzitutto perché se lo merita e lo vale, poi per tutto quello che lei ha fatto e rappresentato per il movimento scacchistico femminile italiano. Chi può meglio definirsi Maestro (o Maestra) se non lei?

Sarebbe un bel regalo per il suo settantesimo compleanno, che cade il prossimo 12 ottobre. Non vi sembra?

O forse si ritiene che certi titoli debbano essere per forza riservati soltanto a coloro che sanno tutto sulla difesa Semislava e che, nei tornei giusti e al momento giusto, riescono sapientemente a strappare decisivi mezzi punti a giocatori più qualificati ma un poco distratti o un tantino benevoli?

Mi auguro di no.

avatar Scritto da: Marramaquís (Qui gli altri suoi articoli)


18 Commenti a “Rita Gramignani è la nuova campionessa”

  1. avatar
    Marramaquìs 9 ottobre 2013 at 12:24

    Ringrazio il MF Claudio Sericano, che mi ha fornito un significativo aiuto nella preparazione del presente articolo.

  2. avatar
    Mongo 9 ottobre 2013 at 17:40

    Io ringrazio Marramaquis per questo bellissimo affresco e tanti auguri alla Rita.

    • avatar
      Jas Fasola 9 ottobre 2013 at 19:21

      mi associo 🙂

  3. avatar
    Enrico Cecchelli 9 ottobre 2013 at 19:37

    Idem

    • avatar
      alfredo 11 ottobre 2013 at 19:45

      idem

  4. avatar
    Zenone 9 ottobre 2013 at 21:01

    Per chi, come me, ha frequentato e frequenta i tornei della Toscana e della Liguria, incrociare i pezzi con Rita Gramignani (e perdere) è frequentissimo. La sua capacità di socializzare e di trasmettere la sua passione per gli scacchi è il suo “marchio di fabbrica”. C’è poi da parlare della sua forza di gioco, notevolissima anche nelle cadenze veloci. Credo che sia il prototipo italiano della vera giocatrice e appassionata di scacchi, capace di discutere anche animatamente, per una posizione, con chiunque: donne, uomini, schiappe e campioni come lei.
    Gramignani Maestro!
    Quindi lascio la firma.
    Alessandro Colosimo

  5. avatar
    Marco 10 ottobre 2013 at 00:49

    Posso aggiungere all’articolo di Marramaquis alcuni ricordi sparsi di vecchio giocatore spezzino.
    Ricordo il ritrovarci a giocare a scacchi al Dopolavoro Termomeccanica, assieme a molti ragazzi attratti dagli articoli su Fischer (era il 72?) e contagiati dall’entusiasmo con cui Rita giocava e analizzava partite, l’appuntamento era praticamente quotidiano e poche volte ho sentito dire “Come mai oggi non si vede la Rita?”
    Ricordo quando organizzavamo tornei semilampo ed i negozianti, le ditte ed i responsabili degli Enti Pubblici spezzini cercavano di nascondersi .. ma la Rita non cedeva e, disperati, cedevano alla sua passione ed entusiasmo fornendoci sempre coppe, medaglie e premi in natura
    Ricordo quando una sede storica del circolo di scacchi, il Dopolavoro Dipendenti Marina, voleva limitare l’accesso alla sala scacchi solo ai loro dipendenti, illusi! Rita inizio una battaglia con Ammiragli ed amministratori ed alla fine la partita ebbe il seguente esito : Marina Militare – Rita : 0-1

    Basta ricordi e passiamo ad oggi, la mia opinione sul titolo di maestro?
    Secondo voi una giocatrice che oggi avesse vinto NOVE Campionati Italiani assoluti, a quanti tornei sarebbe invitata dalla FSI, e quante volte la Federazione cercherebbe di valorizzarla facendola partecipare a stage e tornei internazionali? La risposta nel 2013 è TANTI .. TANTI .. TANTI! Ma la sfortuna di Rita è quella di avere DOMINATO nello scacchismo femminile in anni .. diciamo con una diversa gestione della FSI. Forse lo scacchismo italiano potrebbe farsi perdonare con un titolo di Maestro ampiamente meritato.

    Auguri Rita

  6. avatar
    Marramaquìs 10 ottobre 2013 at 10:13

    Grazie a tutti, a Marco e ai suoi bei ricordi in particolare. E speriamo che in Federazione qualcuno ci legga e ci ascolti.

  7. avatar
    Giangiuseppe Pili 11 ottobre 2013 at 12:27

    Un articolo che ho letto con molto interesse. Effettivamente, è difficile reperire con facilità informazioni e conoscenze su giocatrici, a meno che non si è molto interessati. Ancora oggi, probabilmente, costituiscono uno degli aspetti problematici del movimento scacchistico. E’ evidente che ce n’è ancora troppo poche… E anche la visibilità delle campionesse è spesso oscurata da altri eventi o campioni. Dalla mia esperienza personale, posso dire che le donne sono ai margini dei circoli sia in senso verticale che orizzontale. E’ evidente che siamo ancora lontani da una possibile parità . Un ottimo articolo, ben scritto e utile in tanti sensi.

  8. avatar
    Giangiuseppe Pili 11 ottobre 2013 at 12:28

    Dimenticavo: complimenti alla campionessa! Che, senz’altro, ha ottenuto risultati straordinari.

  9. avatar
    Icilio Zoppas 12 ottobre 2013 at 00:20

    Probabilmente sono il primo a fare gli auguri alla Campionessa.
    Ad multos annos

  10. avatar
    Sissi 12 ottobre 2013 at 18:24

    Happy Birthday alla mia super mamma nonché super campionessa love Sissi

  11. avatar
    Filologo 12 ottobre 2013 at 19:12

    Tanti auguri di cuore a Rita Gramignani: l’ho vista in azione in qualche festival a Gaeta negli anni ’80, e la sua scacchiera richiamava sempre molti spettatori. Più di recente ricordo come un’altra pluricampionessa, Maria De Rosa, dicesse di averla incontrata in vacanza e di averla trovata ancora in gran forma.

    • avatar
      Roberto Messa 12 ottobre 2013 at 20:13

      Esatto, in un’intervista a Bratto 2010, quando vinse il suo secondo titolo, Mariagrazia disse:
      «Voglio raccontare una cosa. Quest’anno a Castellammare di Stabia è venuta in vacanza la più volte campionessa italiana Rita Gramignani, poiché anch’io ero in vacanza, con la mia famiglia, in una località vicina, ci siamo incontrate a abbiamo giocato lampo».
      E chi ha vinto?
      «Un po’ ciascuno».

  12. avatar
    Roberto Messa 12 ottobre 2013 at 21:52

    L’11 ottobre 1983 (esattamente 30 anni fa!) qui a Brescia si concluse il match di spareggio tra Rita Gramignani e Rosaria Iacono per il titolo italiano. Vincendo le ultime due partite Rita si aggiudicò il quinto titolo e con esso la qualificazione al torneo zonale, prima fase del camp. del mondo femminile. Poco fa ho sfogliato la cartelletta in cui all’epoca avevo raccolto tutti gli articoli che – in qualità di “ufficio stampa” – ero riuscito a reperire: 20 ritagli, dal Giornale di Brescia al Corriere della Sera, dal Mattino di Napoli al Giornale di Montanelli, al Messaggero… Le foto sono troppo sgranate (la qualità di stampa sui quotidiani era quella che era negli anni Ottanta) e non meritano di essere scannerizzate. Di queste foto magari ho anche gli originali, ma chissà dove… In compenso i giornali di cui sopra riportano quasi tutte le partite della sfida, non credo che siano nei database e magari un giorno le digitalizzerò.

  13. avatar
    pasquale colucci 13 ottobre 2013 at 15:35

    Tantissimi cari auguri alla RITA NAZIONALE da parte mia e da tutti i telescacchisti dell’Asigc !!!

    • avatar
      Antonio 24 ottobre 2013 at 18:00

      Mi associo a quanti chiedono per Rita il meritatissimo titolo ad honorem . La ricordo con tanta simpatia e Le auguro ancora tante, ma tante soddisfazioni scachistiche . Forza Rita, gioca per il titolo italiano degli over 60 alla prossima occasione . Ce la puoi fare benissimo. Te lo assicuro. A. Pipitone

  14. avatar
    Luca Monti 2 novembre 2013 at 11:44

    Auguri alla Signora Gramignani che mai ho conosciuto.Dagli interventi leggo che oltre
    alle qualità scacchistiche è persona che si lascia amare per quelle umane; bene,
    anzi molto bene. Applaudo alla iniziativa del compilatore l’articolo.

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