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Didí, Duda, Doda… e forse anche…

Scritto da:  | 27 marzo 2014 | 53 Commenti | Categoria: Attualità, Campionati, Internazionale

Solito giochino… non son scacchisti, occhio! 😉

Vava

Lo avete  riconosciuto?!? Certo che no… era difficile, si tratta però di un grande, di un Campione del Mondo, bicampeao per la precisione, in Svezia nel 1958 e in Cile nel 1962, Edvaldo Izidio Neto in arte semplicemente Vavá.

E questo?

Didi

Forse ancora più grande… il suo soprannome infatti era il principe etiope, per l’eleganza del tocco… Valdir Pereira, meglio noto con lo pseudonimo di Didí.

Poi c’è lui… che non ha bisogno di presentazioni…

Pelé

Semplicemente Edson Arantes do Nascimento, ovvero Pelé.

Ma ce ne siamo dimenticato uno, che per un certo momento, in una certa città è stato addirittura superiore ai tre suddetti Messi insieme…

Cané

Sì, superiore certamente in altezza… Faustino Jarbas meglio noto come Cané “l’attaccante di cui si diceva che a Rio de Janeiro giocasse 4 partite in 2 giorni”

Didì, Vavà e Pelè

Ma torniamo a noi, lasciamo stare Didí e occupiamoci di Duda, Campionato Polacco di scacchi in corso qui a Varsavia in questi giorni. Primo turno:

Assoluto. Iniziano con una vittoria due tra i favoriti, Wojtaszek e Krasenkow, e il più giovane, Duda. Pareggia il campione in carica Soćko mentre perde il nr due del tabellone Bartel. Perde anche il veterano Adamski.

Femminile. Nell’unico scontro tra big vince la Zawadzka con la Szczepkowska-Horowska. Vincono anche Soćko e Kulon mentre perde la numero due Rajlich (come Bartel cerca di vincere e sbaglia).

GM Duda (2563) vs. MI Wieczorek (2407)

1.e4 c5 2. Cf3 e6 3. d4 cxd4 4. Cxd4 Cc6 5 Cc3 Dc7 6. Ae2 a6 7. 0-0 Cf6 8. Ae3 Ab4 9. Cxc6 bxc6 10. f4

Un sacrificio di pedone giocato molto raramente, di solito si preferisce 10. Ca4 o 10. Dd4.

10…Axc3

Ai campionati europei under 18 dello scorso anno l’avversario di Duda aveva preferito 10. … d5, a cui era seguito 11. e5 Cd7 12. Ca4 Ae7 13. c4 (Duda-Amstadt, 1-0 in 48 mosse).

11. bxc3 Cxe4 12. Af3 Cd6 13. Ac5 Cb7 14. Ad4 0-0 15. Dd2 c5?

Non è una buona idea aprire la diagonale a8-f3 all’alfiere bianco. Adesso il Nero sarà costretto a difendersi sui due lati. Dopo 15…d5 il gioco sarebbe stato circa pari.

16. Ae5 Da5 17. Tab1 d5 18. f5 Dd8 19. fxe6 fxe6

Posizione dopo 19...fxe6

Posizione dopo 19…fxe6

20. Ah5!!

Il piano del Bianco: scambiare le torri, prendere possesso della colonna f, dare lo scacco in f7, il Re nero non può andare in f8 e se va in h8 prende matto. Semplice, vero? Non c’è difesa.

20. … Cd6 21. Txf8+ Dxf8 22. Tf1 De7 23. Df4 Ce4 24. Af7+ Rh8 25. Dh6 1-0

Posizione dopo 25.Dh6

25.Dh6 e il Nero abbandona

Su 25…Cf6 (25. … Dg5 26. Ag6 e matto in poche mosse) seguirebbe infatti 26. Txf6 Tb8 27. Tf4 e un rapido matto.

separator4

Oltre a Didí e Duda ci sarebbe anche Doda ma di lei parliamo la prossima volta anche perché…

Doda…anche perché per questi giorni circola voce di un arrivo imminente… questo sì un personaggio davvero importante!

Dudu in arrivo

Proprio lui… Dudu!!! in sala di gioco, tra partecipanti e organizzatori, c’è grande trepidazione! 😉

Nell’attesa si è comunque disputato il secondo turno:

Assoluto. Una delle partite più interessanti è stata quella in seconda scacchiera tra Krasenkow e Duda.Sembrava l’esperienza dovesse avere la meglio sulla gioventù ma alla fine la partita è terminata in parità. Dopo due turni solo Markowski, già cinque volte campione polacco, è a punteggio pieno. Il veterano Adamski fa muovere la sua classifica con una patta.

Femminile. Nessuna sorpresa particolare, in testa con due punti sono Monika Soćko e Jolanta Zawadzka.

Krasenkow-Duda

E siccome tre senza due non v’è eccoci allora qui a raccontare il terzo turno…

Assoluto. Sempre al comando Markowski, che però dopo la patta di oggi con Wojtaszek viene raggiunto da Krasenkow, Gajewski e Duda che vincono le loro partite e sono a due e mezzo.

Femminile. Continuano a vincere la Soćko e la Zawadzka, che hanno tre punti, seguite dalla Kulon a due punti.

Il premio per la migliore partita del giorno. Per il primo turno è stato assegnato alla Jakubiec, per il secondo a Markowski. Per il terzo ci sono tre partite in lizza, dicono gli organizzatori. A me è piaciuta molto la vittoria di Bartosz Soćko con Dariusz Świercz, praticamente perfetta. Interessante quella di Duda con due sacrifici, prima di qualità (corretto ma pattante come l’alternativa) e poi di alfiere che non viene accettato (probabilmente correttamente) ma poi a seguito di un errore del suo avversario (Jakubowski) l’attacco diventa imparabile.

Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas01Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas03Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas02Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas04Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas05Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas06Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas07Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas08Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas09Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas10Campionato polacco 2014 - terzo turno by Jas11

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53 Commenti a Didí, Duda, Doda… e forse anche…

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    paolo bagnoli 26 marzo 2014 at 23:05

    Di polacche conosco soltanto la ragazza di mio figlio, e vi garantico che fa concorrenza a quella della foto!
    Beato lui….




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    Jas Fasola 26 marzo 2014 at 23:18

    La parte calcistica, quella di alto profilo, è a firma di Martin, ovviamente :mrgreen:
    Duda e soprattutto Doda invece li ho messi io 😉




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    Joe Dawson 27 marzo 2014 at 00:20

    Martin? Alto profilo?!? Forse l’unica cosa di spessore, se ti riferisci a lui, sono le lenti degli occhiali… 😉




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      Mongo 27 marzo 2014 at 15:21

      Mi aspettavo anche Nené, padre e figlio!! :mrgreen:




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    INSALA' 27 marzo 2014 at 16:21

    …quel Brasile comprendeva anche GARRINCHA (grave dimenticanza, Carissimi della Redazione). In un’epoca “piatta” come la nostra portare esempi di CREATIVITA’ fa bene alla salute mentale degli scacchisti (Jadoubovich compresi). Proprio il Brasile è il paese in cui la refrattarietà sudamericana a un calcio pianificato e organizzato (alla Carlsen per intenderci) trova ragioni illuminanti. Tutto dipende dalla figura del MALANDRO, un personaggio del folklore nazionale di origine africana, tanto da avere molti tratti in comune con l’Anansi ghanese, il dio-buffone trasformato in Giamaica in Anancy, di cui Usain Bolt è l’incarnazione. Il Malandro -discendente di antenati schiavi e molto amato nelle favelas- è un povero che tiene alla libertà anarcoide più di tutto: considerando la disciplina “una cosa buona per mediocri”, è un truffatore che ama lavorare “da solo”, unica vera vocazione artistica la capoeira, misto di danza e arte marziale sempre di origine africana (angolana). Tutti i grandi campioni verdeoro sono stati, più o meno, dei malandros, da Pelè a Garrincha, su cui circola un aneddoto leggendario; un allenatore che aveva appena esaltato lo schema europeo della “sovrapposizione” si sente rispondere: ” la sovrapposizione è quel che Garrincha riesce a fare da solo”. Calcio e antropologia sono una cosa sola. Pasolini addirittura coniò il termine PODEMA come analogia al fonema della lingua scritta- parlata, proprio perchè considerava il calcio una vera e propria lingua. Spesso osservo Carlsen chino sulla scacchiera e penso: quale “cavolo” è il suo riferimento antropologico? E’ forse nato sotto il cavolo (scusate la doppietta”;)? Che racconta quando gioca? Che lingua usa? Ma, soprattutto…parla?




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      Enrico Cecchelli 27 marzo 2014 at 16:31

      Quella nazionale era tutta mitica… e allora lo stratosferico terzino Djalma Santos? E Zito?




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        alfredo 27 marzo 2014 at 21:33

        Djalma Santos ❓
        Il “Tassotti ” Carioca :mrgreen:
        Io ai mondiali tifo sempre Brasile
        Ma sono ” giustificato”
        Mia nomma paterna era brasiliana di San Paolo .
        Ho 1/4 di sangue brasiliano nelle vene 😆
        peccato che al di là del grande Mecking il Brasile non abbia prodotti campioni di scacchi . ha prodotto campioni dell’automobilismo e un grandissimo architetto quale oscar Nyemaier ( da non confondere con il giocatore del Barca…;)ma campioni di scacchi no , eccetto Mequinho .
        Era talmente ” tifoso” di Mecking che avevo cosi’ chiamato un mio gatto all’inizio degli anni 70




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          alfredo 27 marzo 2014 at 21:35

          Il capitano di quella nazionale , Bellini , è morto qualche giorno fa .
          Ah Paolo ed Enrico : un caro saluto 😀




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    pablo 27 marzo 2014 at 16:38

    …Gilmar,Nilton Santos,Djalma Santos,Zito,Bellini,Orlando,Garrincha,Didi,Vava,Pelè,Zagallo…
    …Brasile campione del mondo …mondiali giocati in Svezia estate 1958…i miei primi mondiali in TV (avevo 10 anni)…chi li vide dovrebbe ricordare che, nella presentazione delle squadre immediatamente prima dell’inizio di ciascuna partita,le formazioni erano rappresentate da un disegno caricaturale degli undici giocatori…




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      INSALA' 27 marzo 2014 at 20:14

      …accostare i campioni brasiliani con gli scacchi “new age” è stato un azzardo. Meglio, un confronto impietoso! Il calcio brasiliano è sentimento. L’EMOZIONE la si trova in quei numeri divini che partono dal cervello e dai piedi, in quei giocatori che rubano il tempo, giocano musicalmente in levare mai in battere. La loro palla viaggia velocissima eppure la squadra sembra lenta come il samba. L’EMOZIONE, questo è il punto. Parlando degli scacchi “new age”, si continua a ripetere tediosamente la solita filastrocca: per comprenderli appieno, per assaporarne il nettare divino, per evidenziarne le fini sfumature bisogna esser ben allenati, culturalmente preparati, essere dei palati fini,avere l’occhio clinico. Che Baggianata, direbbe il Maestro! Carmelo Bene a proposito della partita di calcio come divertimento, in un libro -Discorso su due piedi (il calcio)- scritto con Enrico Ghezzi, diceva: “Non c’è bisogno d’esser intenditore. E’ la sintonia con il fiato sospeso, nostro e di tutti gli spettatori. E’ una questione di EMOZIONE”…appunto l’EMOZIONE. La stessa che, nel lontano 1972, ha unito tutti noi,intenditori,spingilegno,ignoranti del gioco quando quel “degenere” di Bobby Fischer ha realizzato l’impensabileortare gli scacchi per le strade, renderli popolari. Di questo abbisognano gli scacchi; di figli “degeneri”, di non classificati dispensatori di EMOZIONI semplicemente perchè…SIMILIA SIMILIBUS CURANTUR!




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        Martin Eden 27 marzo 2014 at 21:39

        caro Insalà, scusa se intervengo, non in merito a quello che scrivi ma su come lo fai: gradirei, come ti è stato chiesto più volte da più parti, che almeno ti firmassi col tuo vero nome e cognome e che informassi noi della redazione del blog di chi sei veramente, altrimenti davvero ti invito a postare i tuoi interventi su altri spazi diversi da questo.
        Qui tutti sono liberi di esprimere le proprie idee ma, come abbiamo esposto più e più volte, in diversi contesti, vale la regola implicita del reciproco rispetto e se anche qualcuno preferisce adoperare uno pseudonimo di fantasia è cortesia avvisare delle proprie reali generalità gli amministratori del blog onde non metterci in imbarazzo nei confronti degli amici che qui si confrontano, anche spesso in conflitto, ma sempre e comunque con estrema civiltà e rispetto delle norme civili che stanno alla base di una sana e costruttiva discussione.
        Grazie, saluti.




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          INSALA' 28 marzo 2014 at 14:44

          …Caro Eden Martin vorrei raccontarti un aneddoto prima di congedarmi definitivamente da Soloscacchi(come commentatore ovvio mai come lettore!).Odifreddi, il celebre matematico e saggista rivelò qualche hanno fa la sua “avversione” per i forum on-line. Da cosa discendeva tutto ciò? E’ presto detto. Il nostro stava lavorando su alcune idee da inserire in un suo libro per cui decise di verificarle partecipando (con uno pseudonimo) ad un forum di un noto blog a contenuto matematico. Non l’avesse mai fatto! Per farla breve: l’iniziale calorosa accoglienza si tramutò, ben presto, in un violento ostracismo. E’ vero, gli scritti postati dall’illustre matematico erano taglienti, estremamente provocatori, dissimulavano persino ma pensava:” sono tra matematici o pseudo-tali perbacco!Sicuramente sapranno, costoro, “disossare” le mie provocazioni. In fondo si provoca per stimolare la discussione. Almeno così si opera tra individui intelligenti”. E, invece,si scatenò l’inferno con inviti espliciti a “far le valige” perchè non gradito. A questo punto Odifreddi decise di prendere il toro per le corna rivelando la propria identità. Peggio che andar di notte! La comparsa del suo nome trasformò il forum in un girone dantesco. Tacciato di mitomania e pesantemente insultato realizzò che il suo tempo nel forum era finito. Decise di sbaraccare riservandosi, però, di render pubblica quella sua amara esperienza (cosa che puntualmente avvenne). Lascio immaginare il seguito della storia. Credo, caro Eden Martin, di aver dato risposta alla tua legittima richiesta. Le acque chete, caratteristica saliente dei mondi borghesi,non costituiscono il mio brodo di coltura per cui mi ritiro in buon ordine. Tuttavia vorrei metterti in guardia:tra i commentatori vi sono dei “giovinastri” che in realtà sono delle vere e proprie bombe ad orologeria pronte ad esplodere. Si tratta di soggetti ineducati, ignoranti, polemisti sotto mentite spoglie e, soprattutto, fanno “squadra” all’occorrenza (il che li rende estremamente pericolosi per la pax del blog da te tanto bramata). Quindi, i dispensatori di “zuccherini” stiano in guardia nel dar credito a siffatti personaggi, vere e proprie gramigne, perchè megafono di un’avanguardia malata. Per cui ti consiglio, caro Eden Martin, di inserire la registrazione obbligatoria; renderà il blog più ospitale e il forum più “borghese”. In fondo è questo l’obiettivo. Auguro ogni bene.




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            alfredo 29 marzo 2014 at 06:57

            Mi ero ripromesso di non rispondere piu’ a nessun interveto del signor Insalà ( e lo avevo fatto per giorni) ma questa è una tentazione ( addirittura il ” commiato”;) troppo grossa a cui non posso resistere .
            Evidentemente il sig . INSALA’ nutre ammirazione per il prof. Odifreddi ( a cui in fondo si paragona) e da tempo ha catalogato me tra i “soggett ineducati , ignoranti etc.. Anzi io penso di essere ai suoi occhi proprio l’eesmplare piu’ rappresentativo di quella che lui chiama l” avanguardia malata”
            Ebbene il professor Odifreddi è un mio caro amico da molti anni .
            Mi ha insegnato molte cose e abbiamo insieme fatto anche cose interessanti .
            Se c’è una cosa che il prof .Odifreddi ( anche se siamo amici io lo chiamo sempre professore) non sopporta sono i personaggi che usano un linguaggio fumoso, esoterico, iniziatico, pieno di citazioni.
            Come quello del signor Insalà .
            Se io , da lei tanto disprezzato da lei signor Insalà appartengo alla categoria dei ” soggetti ineducati , ignoranti , rappresentanti di un’avanguardia malata ( che cosa voglia dire poi ? ) Lo chieda proprio al prof . Odifreddi .
            E chieda che opinione ha di me , dottor Alfredo Pasin , dell’arc. Mary Gargaro e anche di Billo ( già che ci siamo. Conosce anche lui) .
            Non abbiamo bisogno di nasconderci dietro nick , noi
            usiamo le nostre facce e i nostri nomi
            Se c’è una qualità che ha il prof . Odifreddi è quella di riconoscere chi ci ” marcia su e chi vale” ( è il verso di una canzone di Vecchioni) .
            Ma forse questa persona che Lei evidentemente ammira e a cui si sente affine ( un suo ” pari intellettualmente , diciamo) è talmente sprovveduta da mettere il mio nome tra le persone che ringrazia per un libro assieme a premi Nobel e studiosi di ovvio spessore internazionale .
            Il disprezzo che lei ha ei miei confronti è una medaglia.
            Tengo molto di piu’ all’affetto alla stima alla considerazione di una persona come quella a cui lei, evidentemente si sente accomunato e per cui considera dei ” paria” quelli come me .
            Ma conoscendolo bene Le assicuro che il prof Odifreddi non ha nulla da spartire con Lei
            E soprattutto ha un dono preziosissimo che lei non possiede neppure in minima quantità.
            Quello del senso dell’umorismo .
            Lei non ne possiede neppure in briciolo come non possiede neppure il senso del ridicolo a cui si è esposto pubblicando quel post su scacchi e fisica quantistica .
            Ha fatto morire dal ridere decine di miei amici fisici quantistici di levatura mondiale (che conosco per semplici motivi famigliari)
            E’ uno scritto privo di qualsiasi logica a cui ho evitato accuratamente di rispondere in quanto mi ero prefissato di non prenderla piu’ in considerzione .
            Una insala-ta di parole , pretenziosa ma irrilevante . Come era pretenziosa la risposta ” pneumologica” che ha voluto darmi ” ex cathaedra” sulla possibile malattia di Lipschutz .
            Non crede che una risposta simile la avrei potuta facilmente trovare su qualsiasi trattato?
            Cultura ” di plastica” per l’appunto .
            Comunque sentirò la sua mancanza.
            come tutte le persone mancanti del tutto del senso dell’umorismo era un finissimo umorista involontario , come dimostrato per l’apputo dalla sua spatafiata ( a Milano diciamo cosi’ ) sulla fisica quantistica .
            CULTURA DI PLASTICA . la congedo usando , per una volta , usando anch’io le maiuscole .
            Mi dicono che usare le maiuscole è come urlare .
            Ah ecco .Il prof Odifreddi non alza mai la voce .
            Figurarsi se urla .
            Un’altra cosa che non ha in comune per lei .
            Ma anche senza questa dubbia qualità è diventato uno dei piu’ influenti intellettuali italiani .
            E non aggiungo altro . anche se ho la mente brulicante di bature sarcastiche .




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    Jas Fasola 28 marzo 2014 at 00:18

    Certo che Markowski e’ forte. Con il Nero, in posizione aperta, regala quattro tempi a Wojtaszek (!) con Tc8-c7-c8 e Rg8-h8-g8 sfidandolo a fare qualcosa. E patta!




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    Yanez 28 marzo 2014 at 01:10

    Video e foto, grazie Jas… e per quella di Adamski doppio grazie! 😉




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    alfredo 28 marzo 2014 at 04:51

    il satanasso fa paura solo a vederlo 😯
    capisco perchè Fischer lo abbia sempre accuratamente evitato 😆




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    Mongo 28 marzo 2014 at 12:14

    Secondo me è un errore per Varsavia occidentalizzarsi in questo modo!!
    Grazie Jas per gli aggiornamenti e, ovvio, forza satanasso Adamski. 😎




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    alfredo 28 marzo 2014 at 17:15

    nel breve filmato girato dalla finestra a Varsavia si vede l’imponente Casa della cultura e poco vicino il grattacielo di Libeskind .
    una ” contrapposizione dialettica” , come dicono i colti nei libri di architettura veramente interessante e il qualche modo simbolica della occidentalizazione di questa splendida città
    gli interventi nelle città di questi architeti ( gli ” archistars” ) in qualche modono tendono poi ad omologare le città .
    Come è successo anche a Milano con il nuovo quartere Isola – Porta Garibaldi .




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    alfredo 28 marzo 2014 at 17:17
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      Mongo 28 marzo 2014 at 18:32

      Ci avrei scommesso ❗ 😉




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    alfredo 28 marzo 2014 at 19:33

    ma anche Josè Altafini … e quel carognone di Amarildo
    e Dida Cafu e Kakà .Ma questa è storia recente :mrgreen:




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    Franco Trabattoni 28 marzo 2014 at 21:09

    Intervengo a gamba tesa, da vero profano, per affermare perentoriamente l’unica verità calcistica di cui sono del tutto sicuro. Amarildo e il “futbol” hanno litigato da piccoli, e non si sono mai riconciliati. Credo che sia in assoluto il brasiliano più somaro che abbiamo visto sui nostri campi di calcio.




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      alfredo 29 marzo 2014 at 08:05

      caro Franco
      in effettti io ricordo l’Amarildo ” carogna” non il goleador .
      Penso abbia ancora il record di giornate di squalifica in Italia .
      un altro carioca che ricordo è Dirceu ( compianto) con il suo tiro incredibile .
      per altro tipo di carioca chiedere a Marrazzo 😉




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        alfredo 29 marzo 2014 at 08:19

        comunque di piu’ scarsi di Amarildo mi ricordo Andrade , Renato Portaluppi della Roma ( vero marramaquis? ) per non dire di un certo Luis Slivio ( che sembra non fosse neppure un giocatore , in Brasile)
        Ma qualcuno si ricorda gli autogol di Niccolai ❓ 😀




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          franco trabattoni 29 marzo 2014 at 10:33

          Purtroppo la mia competenza calcistica si ferma ai prini ammi ’70. Per ragioni di cui magari parlerò un’altra volta, quand’ero ragazzino passavo quasi tutte le domeniche pomeriggio a San Siro, a vedere indistintamente sia il Milan sia l’Inter (anche se in famiglia siamo milanisti: ci fu persino un Trabattoni, seregnese come noi, presidente del Milan negli anni ’50). Bene, Amarildo giocava così. Attendeva il pallone sulla trequarti, standosene ben fermo con le spalle rivolte alla porta avversaria, subito davanti a un terzino che lo marcava a vista (Amarildo era reduce dalla vittoria ai mondiali del ’62, e dunque giunse in Italia, credo nel ’64, sovrastimato; nel Milan di quegli anni l’avvicendamento Altafini/Amarildo fu sinonimo del binomio successo/insuccesso). Quando il pallone gli arrivava, invece di toccarlo con destrezza per saltare il difensore in velocità (o per smarcare un compagno), si girava lentamente con la palla al piende e si impegnava in un fumoso tentativo di dribbling. Che però non gli riusciva quasi mai; e quando pure gli riusciva, essendo Amarildo lento come una lumaca, non accadeva mai che si lberasse del tutto del difensore, perché questi lo rincorreva, lo raggiungeva facilmente, e gli si parava davanti un’altra volta; e così via, fino a che lo stordito brasileiro non perdeva definitivamente il pallone. Passare la palla a un compagno, ovviamente, neanche parlarne. Insomma, un vero genio del calcio.




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            alfredo 29 marzo 2014 at 10:51

            pero’ comunque anche Amarildo una cosa buona la fece
            segno’ il Gol con cui il Milan vinse la coppa Italia del 67 – 68 ( mi sembra a Padova o comunque a Padova .
            Fu l’inzio del grande ciclo del Milan a cui il nostro eroe non potè contribuire .
            Nereo Rocco che non era fesso capi’ presto che ” el xera un mona” e pretese un centravanti vero .
            E questa volta al milan videro giusto e presero Angelo Benedicto Sormani .
            Un brasiliano a metà , bianco ma che il gol li faceva ❗




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    Bernardo 28 marzo 2014 at 22:06

    io ricordo come un vero disastro ambulante anche il centravanti del Brazil ’82 che in mezzo a una squadra di fuoriclasse sembrava davvero capitato lì per caso… gli altri erano Zico, Socrates, Falcao, Junior e via dicendo… lui Serginho, ve lo ricordate?!? Alto e allampanato ma la negazione assoluta per il calcio!

    Invece mi ha sempre sorpreso Toninho Cerezo, anche lui dall’andatura apparentemente sgraziata e difettosa eppure assolutamente indispensabile in ogni manovra di tutte le squadre di cui ha vestito la casacca…




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      alfredo 29 marzo 2014 at 16:14

      in effetti il Brasile era talmente forte che pensava di poter benissimo giocare e vincere il Mondiale senza portiere e senza centravanti .
      ad eccezione del Brasile del 70 ( il portiere era Felix , come il gatto) poi mi ricordo di un altro buon portiere ( Leao mi sembra) e poi Taffarel e Dida ( forse la hanno capita ..)
      comunque se uno pensa al Brasile 70
      Jairzinho , Gerson , Tostao , Pelè , Rivelino 😯
      ma chi li poteva fermare questi mostri .
      La nostra sorte in finale era segnata
      E poi Valcareggi – Tafazzi che rinuncia in finale a Gianni Rivera ❗




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      alfredo 30 marzo 2014 at 01:21

      a Bernardo : lo sai che tra l’altro era un avanzo di galera Serginho ❓
      Doveva stare in galera per botte alla moglie ma in Brasile fecero di tutto per portarlo ai mondiali .
      Cerezo era veramente fenomenale .
      Tra l’altro sembra che quando venne in Italia fosse già sulla quarantina




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        Bernardo 30 marzo 2014 at 08:49

        Ma come si chiamava il portiere verdeoro che nell’82 prese i tre gol da Pablito? Sai che proprio non riesco a ricordarmi il nome?
        Leao sì che era un gran portiere…




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          Filologo 30 marzo 2014 at 09:54

          Valdir Peres. Era davvero scarso: a parte Pablito, prese un gol allucinante dall’Unione Sovietica.




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    Jas Fasola 28 marzo 2014 at 23:08

    ok ok, capito l’antifona, o Duda sara’ un asso o non ci si ricordera’ di lui…
    intanto chissa’ che la Redazione metta in campo anche una fuoriclasse 😉




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      Mongo 29 marzo 2014 at 20:48

      Una è già stata ‘matitata’ dal nostro Moise e prestissimo la potrai conoscere. ❗




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        Jas Fasola 29 marzo 2014 at 21:48

        Se e’ polacca la conosco gia’ :mrgreen:




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    Marramaquis 29 marzo 2014 at 22:04

    Di giocatori di scacchi ne capisco poco, tanto meno dei polacchi. Ma negli anni di Franco Trabattoni ricordo un gran portiere di calcio, a torto da qualcuno bistrattato. Era Ian Tomaszewsky.
    Spesso nel calcio sono stati i mass-media (e la fortuna)a creare eroi e brocchi. Andrade sapeva giocare a pallone, ma non sapeva affatto difendersi dai critici.
    La critica per forza deve trovare un capro espiatorio, e questi di solito è il più fragile fra i tanti, non il più brocco.
    A proposito di portieri, quello a cui ho visto (e non solo in TV ma all’Olimpico) fare le parate più incredibili è stato senz’altro Pizzaballa. Non so se ve lo ricordate. Ma basta una papera per farsi una pessima fama. Zoff, ad esempio, non faceva mai papere per la semplice ragione che non prendeva mai il minimo rischio, non perché fosse migliore di tanti altri.




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    franco trabattoni 29 marzo 2014 at 23:06

    E chi non si ricorda Pizzaballa?




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    alfredo 30 marzo 2014 at 01:17

    Caro Franco
    coincidenze veramente curiose .
    Stavo leggendo un giallo e avevo in sottofondo Rai Sport ( in attesa di vedere la cronaca di una corsa ciclistica )
    Scorrevano le immagini dei mondiali del Cile 62 . Bianco e nero sgranatissimo .
    Partita di quarti di finale : Brasile – Spagna
    Il commentatore inizia : Il Brasile non puo’ far giocare lo squalificato Pelè . AL SUO POSTO IL FENOMENALE VENTUNENNE AMARILDO CHE NON LO FARA CERTO RIMPIANGERE ❗
    e cavolo Amarildo che segna anche il gol della vittoria :mrgreen:
    Comunque che spettacolo era Garrincha .
    Pizzaballa passò anche dal Milan . Non era affatto considerato scarso .Dopo Albertosi Zoff e Vieri veniva lui ( e Cudicini)
    Quello che dice Marramaquis è vero.
    Sto curando la sorella di un giocatore molto noto circa venti anni fa.
    Ai tempi era dipinto come oggi Balotelli . uno stereotipo
    In realtà è una persona mite ed educatissima , giorno e notte vicino alla sorella , purtroppo morente ( con lui l’altro fratello , anche lui ex calciatore di serie A) .
    Una vicinanza discreta , dolcissima , commovente .
    Non mi sembra certo il testa di cazzo di cui parlavano i giornali




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  19. avatar
    alfredo 30 marzo 2014 at 01:31

    ai mondiali del 78 ne fece di papere Zoff
    e anche il goal di Magath contro l’amburgo nell’ 83 lo ha sulla coscienza lui
    Fece una parata strepitosa su Cerezo al mondiale dell’82
    Quando io però già tenevo Brasile 😆




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    Renato Andreoli 30 marzo 2014 at 10:22

    Qualche tempo fa mi è capitato di vedere un’intervista a Dino Zoff nella quale parla senza peli sulla lingua e si toglie non dei sassolini ma dei macigni dalle scarpe.
    Sul gol di Magath, per esempio. Chissà quante volte è passato in televisione! E ogni volta si parla di un tiraccio da trenta metri.
    Guardate le immagini, dice Zoff: è un tiro dal limite dell’area! Ed è vero.




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  21. avatar
    alfredo 30 marzo 2014 at 10:58

    ho riguardato ed è proprio vero :mrgreen:
    ma sai quel gol per noi non juventini fu un sogno .
    quella era una juve veramente fortissima ma quella sera andò in campo come dovessere sbrigare una formalità.
    Comunque Magath è oramai entrato nell’ “immaginario collettivo ” di noi non juventini .
    E per di piu’ come saprai è un grande appassionato di scacchi .
    Un altro grande appassionato di scacchi era il grande regista dell’ Argentina Ardiles che è molto amico di Quinteros .
    buona giornata Renato
    Buona giornata Filologo
    Ma nel 78 sui gol dell’Olanda colpa ne ha ( anche il pallone aveva a volte traiettorie imprevedibili però).
    ma in fondo il mondiale del 78 lo dobbiamo a lui .
    Quella parata sulla linea sul colpo di testa di Cerezo vale i tre gol dell’ efebo di Prato ( cosi’ Brera chiamava Pablito)




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      Jas Fasola 30 marzo 2014 at 11:06

      Ultima riga: Col cavolo! 😆

      ma se Zibi’ non fosse stato squalificato… 🙁




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  22. avatar
    alfredo 30 marzo 2014 at 11:15

    col cavolo cosa Jas ❓
    comunque Renato ( e Zoff oviamente) ha ragione

    i difensori della Juve dovevano stenderlo prima …
    Zoff avrebbe dovuto fare una superparata .
    Ma per quelle ci voleva Albetosi .
    Zoff era strepitosamente normale .
    I portieri mi hanno sempre affascinato ( e non hanno affascinato solo me )
    dai tempi di Jascin prima e Banks poi .
    Forse il ricordo del tipo che abitava davanti a casa mia quando ero piccolo che era stato portiere dell’ Inter con Meazza . Valentino Degani .
    Ricordo il mio stupore quando a San Siro fecero un minuto di silenzio per lui .
    per me era solo il vicino di casa in fondo …
    ( fu tra l’altro il primo in Italia a fare le ” parate in presa alta ” sui cross . Una cosa che per esempio Albertosi non faceva mai preferendo ribattere di pugno fino a centrocampo! )
    Certo Zibi’ era molto forte …. ma non so perché preferivo la figlia ❗ 😉




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  23. avatar
    alfredinho 30 marzo 2014 at 11:24

    Noi carioca ancora adesso quando sentiamo il nome Pablito Rossi siamo presi da convulsioni ( come quando sentiamo il nome dell’uruguagio che ci segnò al Marcanà nella finale dei mondiali del 50)
    e voi polacchi ?
    Pablito ve ne mise dentro due e via a casa anche voi o sbaglio ❓ :mrgreen:




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      Jas Fasola 30 marzo 2014 at 11:28

      prima pero’ ci dovettero tagliare le ali (Zibi’ 🙁 )




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  24. avatar
    alfredao 30 marzo 2014 at 11:32

    Zibi’ sarebbe stato preso tranquillamente a botte come Maradona e il nostro grandissimo Zico 😆
    te lo ricordi Gentile ❓
    un super – satanasso




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  25. avatar
    alfredo 30 marzo 2014 at 11:52

    Caro Franco
    sembra comunque che Altafini non cambiò aria per motivi tecnici ma extracalcistici 😉
    L’amico Mongo si ricorderà certo di Esnaider . Non si capiva bene cosa ci facesse alla juve .
    Ma sembra che , pur non ricordandosi di lui nulla come giocatori , i compagni di squadra se lo ricordano bene per la discreta fama di ” grattasoffitti” che si fecero durante la sua permanenza
    Leggenda vuole che non gliene sia mancata una all’appello
    Anche alcuni dei figli di alcuni giocatori biondi della juve sono un po’ troppo scuretti 😉




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  26. avatar
    alfredo 30 marzo 2014 at 12:12

    Per chi non se lo ricorda questo è Esnaider
    la vergogna di famiglia , mia nipote rubentina , dice che è stato il piu’ forte giocatore della rubentus prima dell’arrivo di Llorente.
    Mi chiedo quali siano criteri tecnici della mia ( bellissima peraltro . Notoriamente la piu’ bella ragazza di Asti) nipote degenere 😆




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  27. avatar
    Mongo 31 marzo 2014 at 10:56

    Esnaider fece poco, cioè nulla, perché spompato dal troppo ‘allenamento’!! ;O)




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  28. avatar
    alfredo 31 marzo 2014 at 12:49

    ancora adesso molti si chiedono come mai fosse cosi’ contento quando i compagni di squadra venivano chiamati in nazionale!
    Come era molto contento dicono un cd “centravanti di manovra” della Fiorentina ( noto anche per i suoi calci di rigore tirati ” da fermo” ) quando il regista della stessa veniva chiamato in nazionale
    qualche tempo dopo si capi’ il perchè del motivo di un suo repentino trasferimento al Perugia ( dove fece bene)
    PS : Mongo non credi che questa sia cultura calcistica ?




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  29. avatar
    Jas Fasola 21 dicembre 2014 at 21:04

    e Duda oggi vince il Campionato europeo rapid 🙂
    Decisiva la vittoria su Navara all’ultimo turno.
    http://www.chessarbiter.com/turnieje/2014/ti_4165/final_standings&11.html




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  30. avatar
    Jas Fasola 21 dicembre 2014 at 21:13

    veramente in forma i polacchi con quattro giocatori tra i primi sei e davanti al neocampione russo Lysyj ottavo. Eccellente Monika Socko che come sostiene dimostra di essere più forte del marito facendo ben 8,5 su 11 (vittorie con Bologan e Shimanov)




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  31. avatar
    Jas Fasola 2 febbraio 2016 at 19:37

    Ieri a Gibilterra Gledura ha mostrato (giocando con Anand) come si vince il finale di re e pedoni con il proprio re meglio piazzato. La Zhukova non deve avere visto quella partita (??) perchè oggi con Duda ha fatto la stessa fine di Anand in un finale specchio di quello.

    http://www.chessbomb.com/arena/2016-gibraltar-m/07-Gledura_Benjamin-Anand_Viswanathan

    http://www.chessbomb.com/arena/2016-gibraltar-m/08-Duda_Jan_Krzysztof-Zhukova_Natalia




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      Mongo 2 febbraio 2016 at 23:03

      … intanto Anand, quatto quatto, è uscito dalla top 10 live!! 😕




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