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Fëdor Parfenovič Bohatyrčuk

Scritto da:  | 20 maggio 2014 | 37 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Fëdor Bohatirchuk – Mikhail Botvinnik 1 – 0
URS Ch, 1927 Moscow, Russia

Mikhail Botvinnik – Fëdor Bohatirchuk ½-½
URS Ch, 1931 Moscow, Russia

Fëdor Bohatirchuk – Mikhail Botvinnik 1 – 0
URS Ch, 1933 Leningrad, Russia

Fëdor Bohatirchuk – Mikhail Botvinnik 1 – 0
Moscow, Russia 1935, Round 15

Bohatirchuk 18

Gli inizi

Fedor Parfenovich Bohatirchuk (o Bogatyrchuk, in russo) nasce il 14 Novembre (per altre fonti il 26/27) 1892 a Kiev e cresce scacchisticamente sotto le ali del grande Chigorin che talora accompagna nei tornei e che lo allena diventandone il maestro e risultando determinante nella sua crescita scacchistica e nell’influenzarne lo stile . Nel 1911 vince il Campionato di Kiev giungendo 3° nel 1914 e aggiudicandosi diverse altre edizioni. Partecipa al torneo di Manheim del 1914 e fa parte dei 10 giocatori russi trattenuti allo scoppio della guerra ed internati in Germania ,ma nel Settembre viene rilasciato assieme a Saburov, Alekhine e Koppelman potendo far ritorno in Russia. Nel 1924 giunge 2° al 1° Campionato ucraino a Kiev. Nel 1925 partecipa al mitico Torneo di Mosca dove erano presenti 11 dei migliori 16 giocatori del mondo e termina con un soddisfacente 11° posto su 21, secondo Chessmetrics fornendo una performance Elo di 2628.

Bohatirchuk 11

Bohatirchuk e Bogoljubov

Bohatirchuk 01

Mosca 1925

Secondo Chessmetrics nel 1927, grazie alla performance di Mosca ed alla vittoria nel 5° campionato russo di Mosca del 1927 a pari merito con Romanovsky e ad un ulteriore primo posto a Kiev 1927, Bohatirchuk è tra i primi 15 giocatori al mondo. Nel 1929 vince a Kiev. Giungerà ancora 3°-4° a solo mezzo punto dai vincitori (Levenfisch e Rabinovich ) nel campionato russo del 1934 dopo aver condotto a lungo la classifica ma crollando negli ultimi turni . Nel Torneo Internazionale di Mosca del 1935 si piazzò soltanto al 16° posto ma sconfisse Botvinnik per l’ennesima volta. La partita cadde al 15° turno, sul finire del torneo, e la sconfitta rischiò di pregiudicare seriamente le possibilità di vittoria di Botvinnik che stava conducendo la classifica da solo con mezzo punto di vantaggio sugli inseguitori ( si aggiudicarono il torneo a pari merito Botvinnik e Flohr).

Bohatirchuk 14

Nikolai Krylenko

Nella sua autobiografia Bohatirchuk racconta che dopo la partita egli fu convocato dal Ministro della Giustizia Krylenko che lo ammonì: “Non devi mai più vincere contro Botvinnik“. Non ne ebbe comunque l’opportunità e non fu nemmeno invitato al successivo Torneo del 1936. Altri problemi insorsero nel 1937 quando un gruppo di giovani maestri (Kostantinopolsky, Pogrebyssky e Polyak) firmarono un articolo sul giornale ufficiale del Partito Comunista Ucraino affermando che Bohatirchuk, come personaggio di punta del movimento scacchistico ucraino, spendeva molti rubli nella costruzione del Circolo ma disdegnava di lavorare ed impegnarsi in manifestazioni ed incontri con i giovani del movimento scacchistico locale. Per tutta risposta Bohatirchuk li sconfisse vincendo il Campionato Ucraino del 1937 ed in seguito abbandonò progressivamente l’attività scacchistica per dedicarsi a tempo pieno al suo lavoro di medico e ricercatore. Infatti nel 1938 a Kiev si classifica 2° dietro a Panov nella forte semifinale del campionato russo ma non parteciperà alla fase finale del 1939.

“Persona non grata”

Bohatirchuk 08La storia politica di Bohatirchuk fu piuttosto controversa. Nel 1941, durante l’occupazione nazista di Kiev, prestò servizio come capo della Croce Rossa Ucraina ( al momento ancora una Organizzazione non ufficiale poiché l’Unione Sovietica non aveva firmato la Convenzione di Ginevra ), convinto a ricoprire tale carica in virtù del suo carisma scientifico dagli alti funzionari di una delle due fazioni dell’O.U.N. ( Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini ), quella più moderata e filo-cattolica dei Melnykiti ( in contrapposizione ai Banderiti ) al seguito delle truppe naziste per ripristinare una sorta di governo autonomo in contrapposizione a quello di Stalin. Testimonianze riferiscono che Bohatirchuk ed i suoi collaboratori riuscirono ad aiutare e salvare la vita a molti prigionieri salvandoli dal “Babi Yar” (il tristemente famoso fossato nei pressi di Kiev dove furono rinvenuti i corpi di 36.00 ebrei trucidati dai nazisti e dalla polizia ucraina collaborazionista).

Purtroppo la cosa non sfuggì ai nazisti che, irritati, per alcune settimane rinchiusero Bohatirchk ed i suoi collaboratori in un centro di detenzione della Gestapo. Al riguardo esiste una diretta testimonianza dello scacchista Boris Ratner sul rifugio che Bohatirchuk trovò per la sorella ebrea salvandola dall’esecuzione o dalla deportazione in un campo di sterminio. Scarcerato continuò la sua attività di medico e ricercatore presso l’Istituto di Medicina Sperimentale di Kiev e nel 1942 contribuì a circoscrivere un’epidemia che si stava diffondendo.

Bohatirchuk 15

Bohatirchuk con la moglie Olga (1915)

Bohatirchuk 13

Con l’intera famiglia in Canada (1982)

Quando l’esercito sovietico di liberazione fu alle porte di Kiev, con la famiglia (la moglie Olga e la figlia Tamara Fyodorovna Eletskaya) riparò in Polonia a Cracovia, quindi a Praga e di lì a poco fu contagiato dal carisma e dalle idee indipendentiste del generale Vlasov e del suo “Comitato di Liberazione del Popolo Russo“, al quale aderirono comuni cittadini, esuli, emigrati, esponenti dell’Intellighenzia , prigionieri ed in generale appartenenti alle etnie schiacciate dalla dittatura di Stalin. D’altra parte sarebbe stato molto rischioso restare a Kiev . Erano i tempi in cui essere medico, ingegnere o comunque membro dell’” Intellighenzia era già una “mezza colpa”, un peccato originale di tradimento.

Si consiglia di esprimere un giudizio imparziale du Bohatirchuk prima di vedere le foto.

Bohatirchuk 05Bohatirchuk 10

A causa di tale presa di posizione , anche se non esistono crimini di guerra attribuitigli, Bohatirchuk fu dichiarato “Persona non Grata” e collaboratore dei nazisti. Bohatirchuk fu anche il leader dell’ “Ukrainian National Council” , altro progetto sponsorizzato dai nazisti. In particolare si potrebbe forse affermare che Bohatirchuk non fu né nazista né stalinista in quanto diretto testimone, nella sua nativa Kiev, di orrendi crimini perpetrati da entrambi i regimi totalitari, ma sicuramente era stato diretto testimone, in quanto nativo di Kiev, del tristemente famoso “Holodomor” , l’Olocausto Ucraino, la grande carestia del 1932-33. In tale occasione Stalin aveva deliberatamente affamato i contadini requisendo tutte le derrate alimentari prodotte, compresa la quota necessaria al sostentamento quotidiano e quella relativa alle sementi per la coltivazione dell’anno successivo, perpetrando un vero e proprio genocidio costato la vita a circa 5.000.000 di persone che morirono letteralmente d’inedia!

Bohatirchuk 20

Fëdor Parfenovič Bohatyrčuk (qui in uniforme) è quello seduto sulla sinistra

Qualche altra testimonianza, riprendendo le parole di Primo Levi, parla di una “zona grigia” cui appartenevano molti che senza essere dei veri collaborazionisti, dovevano comunque sopravvivere e decisero di “non far nulla” per tutelare la propria incolumità e quella della famiglia.

Bohatirchuk 03Taimanov riferisce che per molti anni il suo nome fu cancellato dai resoconti, i fogli delle sue partite distrutti e soltanto le tabelle dei tornei sopravvissero laddove il suo nome non poteva essere ”bianchettato”. Bohatirchuk fu dimenticato , come se non fosse mai nato ed esistito . Ancora nel 1954, alle Olimpiadi di Amsterdam, Unzicker raccontò come la delegazione sovietica ignorasse e “tagliasse” il traditore. Riprendiamo dall’articolo di Paolo Bagnoli su Romanovski:

“Quando, in quel 1954, la FIDE prese in esame diverse richieste per l’assegnazione del titolo di Grande Maestro la Federazione Sovietica propose il nome di Romanovski come conseguenza della sua vittoria del ’27, e la FIDE correttamente replicò: “Perchè non anche a Bogatyrchuk?”, visto che i due erano stati giudicati vincitori ex aequo. Piuttosto che far riconoscere il massimo titolo anche al “nemico” Bogatyrchuk, la Federazione dell’URSS ritirò la richiesta a nome di Romanovski, e si deve dire che la faccenda è uno specchio di quanto in basso possa scendere la miseria umana.”

Bohatirchuk 23Si riporta un’altra stucchevole testimonianza di Spassky, che fu ammiratore di Bohatirchuk e lo conobbe in Canada nel 1970. Qualche tempo dopo averlo conosciuto egli mostrò a Botvinnik una cartolina ricevuta da Bohatirchuk commentando “Che persona squisita è questo Bohatirchuk…” . L’incredibile risposta di Botvinnik fu “Vorrei impiccare quest’uomo con le mie mani nel centro della città”

Alla fine della guerra si reca in Germania giungendo in diverse città, come Berlino e Potsdam e per un periodo anche a Monaco, prima di stabilirsi definitivamente a Bayreuth, città controllata dagli americani, nel Maggio 1945. Durante l’immediato periodo postbellico partecipa ad alcuni tornei ma per aggirare i controlli delle autorità sovietiche deve partecipare sotto falso nome adottando quello di Bogenhols ( Bogenko). Negli anni 1946-47 partecipa in Germania a diversi tornei mostrando di essere ancora un forte giocatore nonostante i 50 anni passati (come il 1° posto al Memorial Junge del 1946 ). Al termine del conflitto mondiale alcune nazioni come gli U.S.A, il Canada e l’Inghilterra, decisero di dare asilo ai collaboratori dei nazisti dell’Europa dell’Est , in particolare medici, ingegneri e scienziati, per sfruttare le loro avanzate conoscenze scientifiche nel clima della “guerra fredda“. Fu così che il Canada ospitò alcuni ucraini e che nel 1948 Bohatirchuk vi si trasferì.

Bohatirchuk 17

Campionato Canadese 1951, Bohatirchuk è il secondo dalla destra, prima fila

Il Generale Vlasov

Il generale Andrei Andreievich Vlasov ( 14.09.1900 – 2.08.1946) è stato un personaggio storico sconcertante, ben meritevole, per quanto non scacchista, di figurare nella galleria dei personaggi più incredibili di SoloScacchi.

Andrej WlassowSi iscrive al partito bolscevico nel 1930. Fedelissimo seguace dello stalinismo, beneficiò dell’eliminazione fisica o politica di molti suoi superiori per fare una rapida carriera e diventare uno dei collaboratori militari preferiti del dittatore. La moglie decise di lasciarlo per non metterlo in cattiva luce e pregiudicarne la carriera in quanto discendente di un “kulak“ in un periodo in cui Stalin in Ucraina stava portando avanti la campagna per la collettivizzazione della terra a scapito dei piccoli proprietari terrieri ( i kulaki appunto ). Egli fu decorato personalmente da Stalin con varie onoreficenze tra cui l’Ordine di Lenin, per la valorosa difesa di Mosca e Kiev ed il suo coraggio in battaglia. Nel 1938-39 ricopre un incarico quale consigliere militare di Ciang Kai Scek ed istruttore militare.

Vlasov è quindi un eroe nazionale e gli viene affidato il delicato compito della rottura dell’assedio di Leningrado. Purtroppo l’impresa si risolve in una disfatta. Dopo aver vagato nelle foreste per nascondersi viene catturato da una pattuglia tedesca e finisce in un campo di concentramento. A questo punto si verifica la prima incredibile svolta della sua vita. Non è ancora ben chiaro se Vlasov sia passato al nemico per cattura o per defezione e se la sua diserzione/tradimento fosse dovuta a vendetta per il mancato appoggio nell’impresa , per vero idealismo o per opportunismo. Vlasov era un personaggio molto carismatico ed era contrario alla dittatura di Stalin come molti altri cittadini russi che erano stati assoggettati con la forza ed avevano subito le famose “purghe”. Molti erano i gruppi etnici vessati dal governo , come appunto Il popolo ucraino o i popoli baltici annessi con la forza, i cosacchi del Volga e le comunità musilmane del Caucaso. Vlasov non faceva mistero delle sue idee durante gli interrogatori e così accadde che i nazisti cercarono di sfruttare la sua notorietà, la sua influenza e le sue idee istituendo un “Comitato ed un Esercito Russo di Liberazione” per rovesciare Stalin e liberare i paesi Baltici, da affiancare alla Wehrmacht nella “guerra di liberazione del popolo russo”. Vlasov per amore o per forza aderì al progetto e l’entusiasmo fu rilevante, particolarmente tra i prigionieri dei campi di concentramento che a decine di migliaia inviarono la loro adesione scritta all’arruolamento insieme a volontari ed emigrati russi. Ma anche cittadini comuni, medici, ingegneri e molti appartenenti all’Intellighenzia, aderirono al progetto. Scortato da ufficiali tedeschi fece opera di propaganda anche nella Russia Bianca, in Ucraina e nei villaggi del Nord accolto ovunque con entusiasmo e grandi aspettative. Fu artefice del famoso “Manifesto di Smolensk”, un volantino stampato in milioni di copie e scaricato dall’aviazione nei territori sovietici in seguito al quale molti soldati russi disertarono . Si narra ad esempio che in un solo giorno, il 20.11. si ricevettero 60.000 adesioni ed un intero reparto dell’aviazione sovietica atterrò dietro le linee tedesche unendosi a Vlasov. Bohatirchuk 16Tuttavia al momento di arruolare fattivamente le truppe Hitler, che pare fosse stato tenuto in qualche modo all’oscuro di molti dettagli dell’operazione,si oppose al progetto poiché non si fidava degli slavi che riteneva essere “Untermenschen” ( sottouomini ) ed allora il generale Vlasov fu riportato per qualche mese nel campo di concentramento. Solo nel Luglio del 1944 si rilanciò l’idea di un “esercito russo di liberazione” composto da prigionieri (anche perché compagnie di forze russe erano già incorporate nelle forze regolari tedesche come ad es la tristemente famosa divisione di cosacchi). A Praga nel Novembre 1944 si riunirono tutti i simpatizzanti del progetto e Vlasov ne divenne presidente. Tuttavia nonostante le richieste fossero moltissime i tedeschi non si fidavano ancora appieno e permisero l’allestimento di sole due divisioni per un totale di 36000 uomini , ma nemmeno la Wehrmacht si decise a farlo entrare nella lotta affidandogli compiti di pattugliamento intorno a Praga.

La sconfitta del Reich era già nell’aria e Vlasov capì che forse aveva puntato sul cavallo sbagliato. Alla notizia delle prime truppe alleate in avvicinamento su Praga la popolazione insorse per riceverli e Frank ordinò alla Wehrmacht una cruenta e sanguinosa repressione. Vlasov decise allora di entrare in Praga a fianco degli insorti contro i tedeschi e mantenne l’ordine a Praga presidiandola fino all’arrivo del grosso delle forze alleate. Purtroppo Vlasov doveva subire l’ennesima disillusione poiché le forze alleate che presero in carico la zona furono quelle di Antonov e non di Eisenhower e a Vlasov non restò che tentare la fuga prima dell’arrivo dei russi. Alcuni reparti delle due divisioni riuscirono a consegnarsi agli americani ma la confusione del momento causò situazioni gravi e paradossali. Infatti le truppe di Vlasov consegnatesi agli americani furono dapprima accolte amichevolmente, poi isolate e circondate da unità corrazzate ed infine consegnate ai russi o messe in campi di concentramento. Gli alleati occidentali non avevano nessuna intenzione di pregiudicare i rapporti col forte alleato comunista. Intanto i russi dopo la presa di Berlino si misero sulle tracce di Vlasov, riuscirono infine a trovarlo e a circondarne la colonna motorizzata . Vlasov era cosa certa che partecipasse al convoglio ma non si riuscì a scovarlo finchè non fu trovato un grosso tappeto arrotolato con dentro il ricercato! Molti dei soldati ed ufficiali presagendo la loro fine in mano ai russi si suicidarono. Vlasov e 11 alti ufficiali furono imprigionati nella Lubjanka, processati segretamente per ordine di Stalin nel 1946 e condannati all’impiccagione. Questa è la breve storia del generale Vlasov,eroe, collaborazionista, traditore, opportunista, idealista, ingenuo ? Bohatirchuk fu uno dei pochi (forse il solo secondo alcuni ), tra i firmatari del famoso “Manifesto di Praga” a non essere giustiziato.

La polemica con Pachman

Nel 1949, dalle pagine della rivista “Chess” si accese una feroce polemica che coinvolse molti opinionisti, ed in particolare Ludek Pachmann, Bob Wade e lo stesso Bohatirchuk. Quest’ultimo suscitò un vespaio con alcune affermazioni che non andarono giù agli estimatori del sistema scacchistico sovietico, vuoi per motivi e fede politica, vuoi per convincimenti personali. Bohatirchuk 09Più in particolare Bohatirchuk dichiarava apertamente che i russi erano dei professionisti, regolarmente pagati dal governo tanto che un giovane e promettente maestro, senza alcuna particolare educazione, prima della guerra poteva arrivare a guadagnare anche 2000 rubli, molto di più di un professore universitario , e con qualche articolo o pubblicazione poteva arrivare anche a raddoppiare lo stipendio. Affermava che la propaganda sovietica aveva puntato sugli scacchi e su Botvinnik come alfiere della propria cultura tanto da fornirgli “trainers” e collaboratori che analizzavano per lui e studiavano novità teoriche che venivano testate con altri maestri e la cui natura doveva restare segreta e la pubblicazione proibita fino a che Botvinnik non le avesse impiegate. Bohatirchuk 02Se non si aveva la fortuna di arrivare subito alla vetta esistevano solo due alternative: diventare professionista o abbandonare del tutto gli scacchi “seri”, non esistevano vie di mezzo. Molti scelsero la prima opzione ma molti promettenti maestri non poterono più coltivare il loro hobby come accadde ad esempio per lui ( vedremo in una prossima pubblicazione che anche per Levenfisch accadde la stessa cosa ). Continua Bohatirchuk : “Fino al 1935 cercai di evitare le competizioni minori giocando solo una volta l’anno, in genere il campionato russo. Mi organizzavo in tal senso per non farne risentire il lavoro e la mia professione di medico. Dal 1935 fui obbligato a partecipare ai tornei di allenamento ed a tornei minori e se si svolgevano nella mia città cercai di giocare ma affermai categoricamente che non intendevo andare fuori dalla mia città più di una volta l’anno”. E’ in tale occasione che parla dell’articolo apparso su “Comunist” del 1937 nel quale i tre giovani maestri interpretavano il suo rifiuto a partecipare a tutte le competizioni come disinteresse a far crescere le nuove generazioni. “Subito dopo fui richiamato dal Dipartimento della Propaganda del Partito Comunista che mi rimproverò poichè il mio comportamento aveva fatto “una brutta impressione” ricordandogli quanto il Partito avesse investito negli scacchi per lo sviluppo culturale dei giovani (in realtà per controllare i giovani, plagiarli alle idee comuniste e lasciare loro ben poco tempo per altri pensieri o attività poco auspicabili) e, con velata minaccia, che la recente vittoria su Botvinnik a Mosca 1935 poteva essere spiegata solo in modo negativo per lui. A nulla valsero le mie spiegazioni che la carriera e gli interessi scientifici mi lasciavano ben poco tempo per ciò che per me era un hobby. Mi risposero che l’Unione Sovietica in quel momento era molto più interessata ad accrescere il livello culturale delle masse che ai progressi scientifici. D’altra parte abbiamo visto come i membri dell’ Intellighenzia fossero visti con molto sospetto dal Partito. Agli inizi del 1938 presi parte al mio ultimo torneo, a Kiev, per dedicarmi alla ricerca scientifica sul cancro.”

Prima Wade ed in seguito ancor più decisamente Pachman risposero duramente a Bohatirchuk accusandolo di essere un traditore, un collaborazionista prezzolato dei nazisti e di aver detto cose “disgustose” solo per fare propaganda politica ed antisovietica. La diatriba è ben documentata da E. Winter su Chess Notes N° 2883. Per 30 anni la cosa non ebbe seguito finchè nel 1980 il cerchio si chiuse e sempre dalle pagine di “Chess”, nel numero di Aprile , Jurij Semenko pubblica un articolo (“Reconciliation after Thirty Years”), nel quale riporta una lettera di scuse che Pachmann inviò a Bohatirchuk il 26.01.1979. In questa lettera il campione cecoslovacco fa ammenda delle sue idee politiche giovanili e delle dure parole rivolte al campione ucraino nel 1950, facendo retromarcia su molte delle sue precedenti affermazioni. Anche la figura di Ludek Pachman, con il suo travagliato e conflittuale orientamento politico, meriterebbe di essere approfondita unitamente ai molti successi scacchistici.

Bohatirchuk 04

Medico e attivista politico

Si laurea in Medicina specializzandosi quindi in Radiologia. Durante la guerra civile russa presta servizio in un ospedale militare tra le forze anti-bolsceviche. Fu professore di Anatomia all’istituto dello Sport e di Educazione Fisica di Kiev.Durante la seconda guerra mondiale è a capo della Croce Rossa Ucraina a Kiev e dirige L’Istituto di Medicina Sperimentale di Kiev facendo ricerca sul cancro e contribuendo a circoscrivere una grave epidemia. Una volta in Canada diventa Professore dell’ Università di Ottawa in Anatomia Radiologica e pubblica diversi articoli scientifici. Nel 1955 riceve la Barclay Medal and Award della Britisch Society of Radiology e nel 1960 diventa Membro Onorario della Società di Radiologia Canadese.

Bohatirchuk 22

Nel 1952 è eletto Chairmen al congresso dei Federalisti Democratici Ucraini alle Niagara Falls ed editore capo della pubblicazione dell’Organo Ufficiale “ Skhidnyah “ e “ Federalist Democrat”. Pubblicherà diversi articoli ed un libro sulla storia dell’ODNR ( Movimento di Liberazione dei Popoli Russi ) e sul Manifesto di Praga ( il libro “ My life path to Vlasov and Manifesto of Prague “ nel 1978 ). In alcuni scritti autobiografici affermò di non essere mai stato filo-nazista cercando di presentare l’Organizzazione del generale Vlasov, appoggiata dai nazisti, unicamente come un’alternativa alla stalinismo.

La Carriera:

  • Più volte campione di Kiev ad iniziare dal 1911 (davanti a Bogolyubov, et al.) ed ancora nel 1927 e 1929 con diversi piazzamenti (3° nel 1914, 2° dietro a Vilner nel1924, )
  • 1911 3°-4° al torneo di Saratov
  • 1925 partecipa al fortissimo torneo di Mosca al quale partecipavano i più forti
  • giocatori dell’epoca e giunge a metà classific( 11° ) con una performance Elo
  • di ca 2628 puni che lo colloca tra i 15 più forti giocatori del tempo.
  • Autore del primo libro di scacchi ( Shahy ) in lingua ucraina (1926)
  • 6 partecipazioni al Campionato U.R.S.S.
  • 3° – 5° a Pietrogrado nel Campionato U.R.S.S del 1923
  • 3° – 4° a Mosca nel 1924
  • 1°- 2° nel 1927 a pari merito con Romanovsky
  • 3° – 6° nel 1931 a Mosca
  • 8° a Leningrado nel 1933
  • 3°-4° a Leningrado nel 1934-35 a solo ½ punto dai vincitori Levenfisch e Rabinovich
  • 1° a Mosca in un Torneo Quadrangolare nel 1933 ( 2° Verlinsky )
  • Mosca 1935 soltanto 16° ma autore della famosa e censurata vittoria su Botvinnik.
  • 3° nell 8° Campionato Ucraino del 1936 a Kiev
  • 1° nel 9° Campionato Ucraino del 1937 (2.Pogrebyssky 3.Konstantinopolsky)
  • 1938 giunge 2° dopo Panov a Kiev nella forte Semifinale del Campionato U.R.S.S.
  • ma non partecipa poi alla finale
  • 1944 arriva 2° dietro a Bogoljubov a Raom
  • 1944 patta un match contro S. Popel 2:2
  • 1944 a Praga gioca un serie di 8 partite contro i giocatori locali ( inclusi Kottnauer, Pachmann, Podgorny, Prucha) totalizzando +7 =1 -0
  • Gioca in alcuni tornei tedeschi dell’immediato dopo-guerra sotto il falso nome di Boghols ( Bogenko )
  • 1° nel Klaus Junge Memorial, Regensburg( Ratisbona ) del 1946 (2.Zemgalis, 3.Unzicker)
  • 1947 : 3° nel forte torneo di Kircheim-Teck, 4° a Stuttgart, 6° a Kassel.
  • 1948 arriva in Canada
  • Nel Campionato del Canada ottiene il 2° posto (1949) ad Arvida, 3° (1951) a Vancouver e ancora 3°- 5° ( 1955 ) ad Ottawa.
  • Maestro Internazionale FIDE nel 1954

Bohatirchuk 07

1954 Olimpiadi di Amsterdam (una menzione onorevole a chi individua tra tutti i partecipanti il nostro personaggio)

  • Reppresenta il Canada in 4° scacchiera alle Olimpiadi di Amsterdam, 1954 ed incontra l’Italia ed i nostri Norcia (che viene “miniaturizzato “ 1-0 ) e Scafarelli (0 – 1 ) .
  • Campione Canadese per Corrispondenza (1963, 1964)
  • 1° scacchiera per il Canada alle Olimpiadi per Corrispondenza 1962-1965
  • Maestro Internazionale ICCF 1967
  • Continua a giocare per corrispondenza fino all’età di 85 anni e a tavolino a Ottawa fino a 80 anni e allenò Lawrence Day, I.M., che rappresenterà il Canada ben 13 volte alle Olimpiadi.
  • Ispirò Boris Pasternak per il carattere del Dr Zhivago
  • Muore ad Ottawa il 04 Settembre 1984
  • Nel 2003 viene inserito nel Canadian Chess Hall of Fame

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La vittoria incriminata

Ecco la vittoria su Botvinnik a Mosca 1935 che fece arrabbiare Krylenko commentata dal protagonista

Bohatirchuk vs. Botvinnik 1 – 0
Torneo Internazionale di Mosca 1935, 15° Turno, Partita dei Quattro Cavalli

1.e4 e5 “Botvinnik, dopo aver perso contro di me pesantemente con la difesa Francese tenta ora un’altra apertura” sottolinea orgogliosamente il vincitore 2.Cf3 Cc6 3.Cc3 Cf6 4.Ab5 La vecchia Difesa dei 4 Cavalli che ha fama di non dare più della patta. Ab4 5.0–0 0–0 6.d3 d6 7.Ag5 Axc3 Prima o poi la simmetria va interrotta e questo è il momento giusto, diversamente dopo 7… Ag4 8.Cd5 il Bianco è in vantaggio. 8.bxc3 Come risultato del cambio il Bianco ha una struttura pedonale inferiore ma in compenso ha la coppia degli Alfieri e maggior spazio di manovra per i propri pezzi. Ora cercherà di preparare d4 De7 9.Te1 a6 [“ Una novità di Botvinnik.Cercando di eliminare l’Alfiere delle case bianche. Tuttavia, come dimostra il seguito, il cambio dell’Alfiere non è pericoloso per il Bianco ed anzi grazie ad esso il Bianco consolida il proprio lato di Donna. Più comune è affrontare l’altro Alfiere iniziando con 9… Cd8, preparata dalla mossa precedente. 10.d4 Ce6 11.Ac1 giocata ad es. nella Botvinnik – Reshevsky, Mosca 1948 e Botvinnik – Panov, Leningrado 1939. Bohatirchuk commenta ancora. Questa è una mossa dogmatica tipica del Botvinnik di quel periodo. Cerca di privarmi della coppia degli Alfieri che riteneva mi dessero un piccolo vantaggio. Solo poco tempo prima di questa partita Botvinnik aveva perso un finale nel quale Flohr aveva la coppia degli Alfieri contro i due Cavalli di Botvinnik”. 10.Ac4 Ca5 11.Cd2 Una mossa importante che sottrae il Cavallo ad una possibile inchiodatura in g4 e prepara il suo trasferimento in d5 o f5. h6 12.Ah4 [“ Contro chiunque altro che non fosse stato Botvinni k avrei giocato 12.Axf6, cercando un finale di Cavallo contro Alfiere. Ma avevo un piano specifico contro Botvinnk”.] 12…Ae6 13.Ab3 Cxb3 14.axb3 g5 [Bohatirchuk suggerì 14…Ad7 15.d4 De6 16.d5 De7, con idea di …g5 pur riconoscendo che la mossa, anche se apparentemente coraggiosa è corretta a livello concettuale, poiché l’unica possibilità di controgioco sta sul lato di Re..] 15.Ag3 Ce8 16.d4 f6 17.Cf1 [ Un ‘altra idea era 17.f3 Cg7 18.Af2 Ch5 19.g3, come commentó Bohatirchuk per ostacolare l’immediato attacco ad est del Nero, aggiungendo che il Bianco non teme di entrare in complicazioni.] 17…Cg7 18.c4 Tad8 Bohatirchuk: “ Il Nero non può consentire l’avanzata in c5 “ 19.Ce3 Df7 Il Nero trasferisce la Regina in g6 per far pressione sul pedone d. 20.Te2! [“Con due scopi: tramite Td2, mette sotto pressione la colonna centrale per frenare l’offensiva del Nero sul lato di Re e forzando exd4 e libera la casa e1 per il successivo trasferimento dell’Alfiere; il Bianco esce dall’apertura con un leggero vantaggio. “] 20…Dg6 21.f3 Td7? [Bohatirchuk suggerì essere questa un’imprecisione importante. Era meglio 21…Ch5 22.Td2 Tde8!, e sebbene il Nero abbia una posizione inferiore non si vedono pericoli immediati senza attivare i pezzi bianchi con la presa in d4; 22…Cf4? permette 23.dxe5 fxe5 24.c5, con forte attacco.Dopo circa 9 décadi Houdini indica 24…g4 come unica mossa per sostenere la posizione del Nero.] 22.Td2 Ora il Bianco con 22.d5 Af7 poteva anche chiudere il centro aumentando l’intasamento dei pezzi avversari attorno al Re.exd4 [“ Qui era ancora possibile 22…Tfd8 trasferendo la lotta al centro” Il Bianco può giocare 23.De2 con idea Tad1. A 22…Te7 seguirebbe 23.c5! come indicato nel libro del torneo.] 23.Txd4 Te7 [Se 23…f5 invece di 24.exf5, un’ idea interessante è 24.Ae1!? Te8 25.Ac3 Af7 26.Td2 (o 26.Dd3) 26…fxe4 27.Cg4, con attacco.] 24.Ae1! [“ Per poter liberamente trasferire l’Alfiere su di una diagonale più minacciosa per il Re nero e riservandosi la possibilità di spingere in g4. 24.Cd5 Axd5 25.cxd5 f5 è meno efficace “.] 24…f5 [” La maggior parte dei commentatori affibbiarono un punto di domanda a questa mossa, attribuendole la colpa della sconfitta del Nero. Non sono d’accordo. L’errore sta in tutto il sistema adottato nel suo insieme e nella sua convincente confutazione. Rinunciare a questa mossa, alla scacchiera, nel gioco vivo, per il Nero sarebbe equivalso ad una sconfitta psicologica. Siamo già arrivati ad un punto di non ritorno”..] 25.Ac3 Tfe8 26.Dd3 Intensificando la pressione su f5 che può ulteriormente essere accresciuta con Ta5 con tutti pezzi bianchi attivi.Ac8 [“Botvinnik ha ottenuto tutto quello che per cui ha manovrato ed ora pare guadagni un pedone. Tuttavia ora si verificherà un piccolo miracolo scacchistico che confuta tutti i suoi calcoli”.] 27.Tf1! [“ Una mossa silenziosa che serve a preparare una combinazione ben nascosta. Se subito 27.Cd5 dopo 27…Tf7 si minaccerebbero 28…c5 e 28…Ce6,costringendo la Regina bianca ad indietreggiare. ” Bohatirchuk “]

Posizione dopo 27.Tf1!

Posizione dopo 27.Tf1!

27…fxe4? [ “ Questa apertura della posizione è un errore dopodiché la partita del Nero è forzatamente persa.Dopo 27…Rh7 seguirebbe 28.Ab2 ( con l’idea di Dc3, Cd5) 28…fxe4 29.Txe4 Txe4 30.fxe4 Txe4 31.Cd5 Te6 32.Tf7 e vince “, come commentó Bohatirchuk. Era preferibile 27…Tf7! ed il vantaggio del Bianco sarebbe esiguo dopo ad es. 28.exf5 (28.Td1 f4 29.Cd5 c5 30.Cxf4 Txf4 31.Txd6 Ce6, con gioco complicato.) 28…Axf5 29.Cxf5 Dxf5, ecc.] 28.Txe4 Txe4 29.fxe4 Dxe4 30.Cd5! [“Lo sviluppo logico della posizione, ma le sue mortali conseguenze non erano state previste dodici mosse prima, nemmeno da un meticoloso calcolatore comeBotvinnik. E’ questo il piccolo miracolo ”.] 30…Dxd3 [ “Su 30…Ch5 vince 31.Te1 Dxe1+ 32.Axe1 Txe1+ 33.Rf2 Te6 34.Dd4, o 34.Cxc7 Tf6+ 35.Re1 Cf4 36.Dd2, ecc “.] 31.Cf6+ Rf7 [31…Rh8 32.cxd3 porta ad una letale inchiodatura sul Re nero.] 32.cxd3 Td8? [“ Dopo 32…Te2! segue 33.Ch5+ Cf5 34.Cg3 Tc2 35.Cxf5 Axf5 36.Txf5+ Re6 37.Tf6+ Re7 38.Aa1 Tc1+ 39.Tf1 ed il Bianco vince” segnalò Bohatirchuk, tuttavia garantiscono maggior resistenza 35…Txc3! 36.Cxd6+ Re6 37.Cxc8 Txd3, o 37…Txb3, ecc.] 33.Cd5+ Cf5 [Su 33…Rg6 vince 34.Ce7+ Rh7 35.Tf7, ecc.] 34.g4 Te8 35.gxf5 Te2 36.Tf3 Tc2 37.Ae1 g4 38.Tf1 Botvinnik abbandonó prima di 38…Tb2 39.Ac3 Txb3 40.Te1! Axf5 41.Te7+ Rg8 (41…Rg6 porta ad uno scacco matto in tre mosse con 42.Tg7+) 42.Ag7! Rh7 43.Af8+ Rg8 44.Axh6, con veloce scacco matto , come indicó Bohatirchuk.1-0

Bohatirchuk 12

 

avatar Scritto da: Enrico Cecchelli (Qui gli altri suoi articoli)


37 Commenti a Fëdor Parfenovič Bohatyrčuk

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    Fabio Lotti 20 maggio 2014 at 09:22

    La bestia nera di Botvinnik. Tra l’altro ottimo giocatore per corrispondenza. Bellissimo articolo.




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    alfredo 20 maggio 2014 at 09:56

    che vita!




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    Mongo 20 maggio 2014 at 12:26

    Non si finisce mai di conoscere cose nuove.
    Non conoscevo assolutamente la storia di Vlasov!
    Un pezzo da ‘bacheca’ permanente!!
    😎




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      Giancarlo Castiglioni 21 maggio 2014 at 21:33

      Non mi meraviglia che tu non sapessi nulla di Vlasov; della seconda guerra mondiale vi sono diverse vicende poco conosciute e di cui si cerca di parlare il meno possibile perchè imbarazzanti per tutti.
      Vi fu una vicenda analoga sul fronte opposto, il Feldmaresciallo Paulus che fatto prigioniero a Stalingrado divenne oppositore di Hitler e accettò di fare propaganda per i sovietici.
      In oriente esistevano un governo Cinese e uno indiano dalla parte dei Giapponesi e non potevano definirsi “governi fantoccio” entrambi avevano a capo personalità politiche di primo piano nell’anteguerra.
      In Italia nessuno sa che nei paesi baltici la guerriglia contro i russi andò avanti fino al 1948 1949.




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    Martin 20 maggio 2014 at 21:40

    Grazie Enrico per questo nuovo lavoro preziosissimo…




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    Zenone 20 maggio 2014 at 22:04

    Interessantissimo, davvero complimenti




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    The dark side of the moon 20 maggio 2014 at 23:37

    Bohatyrčuk è stato un uomo che si è trovato nella sua vita, fino a quando non se ne è andato in Canada, nel posto sbagliato al momento sbagliato.
    Ha avuto comunque sempre la fortuna di cavarsela in un modo o nell’altro.
    Questa è la superficiale impressione che ho del personaggio Bohatyrčuk.
    Tuttavia…ad un certo punto della sua storia il destino lo collega al generale Vlasov, un individuo (secondo me) di uno squallore enorme.
    E allora non basta da parte di Bohatyrčuk dire “di non essere mai stato filo-nazista cercando di presentare l’Organizzazione del generale Vlasov, appoggiata dai nazisti, unicamente come un’alternativa alla stalinismo”.
    No, non ci siamo: il signor Bohatyrčuk non mi suscita nessuna stima ne ammirazione, dal mio punto di vista resta un personaggio un po ambiguo.
    Al contrario invece, ho apprezzato molto questo bell’articolo di Enrico Cecchelli al quale vanno i miei complimenti: bravo!




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      lordste 21 maggio 2014 at 15:29

      darkside, il tuo commento è veramente TROPPO superficiale. Mettiti nei panni di Bohatyrchuk, che si vede perseguitato dai sovietici in quanto Ucraino, trova questo “eroe di guerra” che li contrasta e penso in buona fede si trova ad appoggiarlo nonostante l’alleanza con i nazisti (di cui probabilmente ignorava le nefandezze, mentre aveva sotto gli occhi le atrocità di Stalin). Tu che avresti fatto?




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        The dark side of the moon 21 maggio 2014 at 16:08

        Ma quale eroe di guerra?
        Vlasov non lo considero neppure un uomo dal mio punto di vista.
        Dici che Bohatyrchuk ignorava le nefandezze del nazismo?
        Ma dai…devo prendere sul serio la tua frase?
        Ho detto che la mia è una opinione superficiale in quanto, pur conoscendo bene la storia, delle vicissitudini dei personaggi ho letto solo quanto riportato dal racconto di Cecchelli e Bagnoli prima.
        Se dovessi mettermi nei panni di Bohatyrchuk che avrei fatto?
        Non avrei dato la mia adesione a delle idee criminali per combattere un criminale (Stalin).
        Questo è poco ma sicuro come è sicuro.




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          The dark side of the moon 21 maggio 2014 at 16:19

          Ultimissima cosa.
          Premesso che Stalin e Hitler sono stati due tra i peggiori dittatori e criminali della storia contemporanea.
          L’ Unione Sovietica con i sui svariati milioni di vittime è quella che ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane nella seconda guerra mondiale, senza il suo aiuto probabilmente saremmo ancora nelle mani dei nazisti.
          Lo dico senza polemiche e soprattutto con l’intenzioni di non creare noiose discussioni che non c’entrano niente con gli scacchi.




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            Enrico Cecchelli 21 maggio 2014 at 18:03

            Non voglio dare giudizi che possano sembrare politici o politicizzati (mi interesso solo di scacchi!) ma credo che per dare un giudizio ponderato vada riletta la polemica con Pachman dove si parla di pressioni ed ingiustizie che subì già prima della guerra tanto da essere preso di mira anche sul giornale del partito dai suoi giovani colleghi. Secondariamente un medico credo che non possa che essere colpito nel vedere gli effetti dell’“Holdomor” dove milioni di persone morirono di fame senza alcun motivo….Inoltre va considerato che l’Ucraina, e ne vediamo ancora oggi i risultati, è stata storicamente una terra sempre martoriata politicamente. Forse in molti (ed il racconto lo dice) auspicavano un migliore destino per questa terra. Inoltre Vlasov fino ad un certo punto era stato effettivamente considerato un eroe. Certo però la storia, anche se basata sui fatti, si presta spesso ad interpretazioni e letture diverse… Io personalmente non mi sentirei di dare giudizi troppo categorici. Tuttavia anche l’interpretazione più rigida e colpevolista può senz’altro avere le sue argomentazioni.




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              The dark side of the moon 21 maggio 2014 at 19:24

              Giusto, però non si può accettare l’ipotesi che Bohatyrchuk ignorava le nefandezze del nazismo.
              Riguardo la polemica con Pachman, credo che Bohatyrchuk avesse ragione ma quella riguardava gli scacchi mentre sulle questioni politiche di quel triste periodo penso che in ogni caso non si combattere un criminale appoggiandone un altro, questo a prescindere.
              Complimenti ancora per il pezzo (che è la cosa che ci interessa di più) 😉 .




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                Jas Fasola 21 maggio 2014 at 19:38

                Mi associo, ottimo pezzo, penso piacerebbe anche a Smith :mrgreen:




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          lordste 22 maggio 2014 at 09:48

          o cribbio.. non devi “vedere” le cose con gli occhi di adesso. Devi metterti nei panni di Bohatyrchuck, negli anni ’30 e ’40. Per lui il criminale “certo” (perchè ne aveva provato sulla pelle le atrocità) era solo Stalin, e se anche avesse sentito parlare dei crimini nazisti probabilmente avrebbe pensato che era solo propaganda stalinista.
          Vlasov all’epoca era visto come “eroe di guerra” a tutti gli effetti. Quello che fece in seguito, ovviamente, non si sapeva ancora.
          Credo che la tua capacità di valutare i personaggi inserendoli in un corretto contesto storico sia decisamente limitata…




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            nikola 22 maggio 2014 at 10:05

            in effetti lordste non ha tutti i torti. spesso mi è capitato di dare giudizi affrettati su personaggi storici e non, dimenticando che 1) la ‘Storia’ per come la conosciamo ora in quei momenti veniva scritta e non era così semplice decifrare situazioni e personaggi (mica c’era internet e alla voce ‘vlasov’ trovavi scritto ‘criminale’;) 2) è tutto da provare (direi pure indimostrabile) che noi nei loro panni avremmo agito diversamente (sia perchè le cose come sono realmente andate le conosciamo solo per sentito dire, sia perchè dalle nostre poltrone sembra tutto più facile)




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              Michele Panizzi 22 maggio 2014 at 10:57

              La domanda corretta e´ :

              che cosa avresti fatto , sapendo che opporsi
              al dittatore ti fa rischiare LA PELLE?
              Questo e´ l essenziale , da chiarire .
              Si applica anche al caso di Alekhine filo- nazista . Una cosa e´ dire , nel 2014 ,
              (ma anche nel 1946) che ti vuoi opporre
              al nazismo per motivi morali un´ altra
              proprio un altra cosa e´ fare opposizione
              calati nel contesto di sottomissione e
              di rischio . Insomma e´un caso di mossa forzata.




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                Mongo 22 maggio 2014 at 12:30

                Batista non era ne Stalin ne Hitler, forse una brutta e mal riuscita copia di Pinochet, ma era comunque un dittatore fantoccio perché a manovrarlo c’erano gli USA. Ribellarsi a Batista voleva dire ribellarsi al più cattivo oppressore di diritti del mondo. Però ci furono numerosi, in primis, studenti universitari che cercarono di ribellarsi. La svolta avvenne il 27 luglio 1953 quando Fidel Castro ed altri suoi simpatizzanti tentarono un assalto alla caserma Moncada di Santiago. Il movimento che alcuni anni dopo portò in trionfo la Rivoluzione prese il nome di quella giornata (M 26/7).
                Certo ci vuole tanto coraggio e credere in ideali di libertà e fratellanza per iniziare una ribellione e questo che spinse un dottore argentino, di famiglia borghese-progressista, sposato e padre da pochi mesi ad unirsi in Messico al gruppo di Castro che si stava preparando alla spedizione per sbarcare a Cuba ed iniziare la Rivoluzione; il suo nome era Ernesto Guevara de la Serna, gran cavaliere della FIDE (post motem). Nel gruppo c’era anche un italiano, unico europeo, Gino Doné Paro.




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            The dark side of the moon 22 maggio 2014 at 13:49

            La tua valutazione invece non è neanche definibile limitata in quanto nulla.
            Come fai a pensare che Bohatyrchuck probabilmente ignorava le nefandezze del nazismo?
            Comunque siccome ti ho “conosciuto” a Bratto nel 2010 e so che livello di educazione hai, ti invito a non commentare i miei post.
            Ok?




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              The dark side of the moon 22 maggio 2014 at 13:52

              Mongo, ovviamente non mi riferivo a te ma a quel tipo che si firma lordste.




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              lordste 22 maggio 2014 at 16:33

              Scusami ma dato che il tuo commento è pubblico, credo di avere il diritto come te di dire la mia. E ribadisco (come scritto anche da Nikola e soprattutto da Cecchelli) che il tuo giudizio su Bohatyrchuck è IMHO superficiale, non condivisibile e totalmente mancante di inquadramento storico.
              Per quanto riguarda il tuo ultimo sprezzante commento, dato che io ignoro chi tu sia (e non ricordo l’epsodio di Bratto per cui avresti giudicato il mio livello di educazione, al momento comunque superiore al tuo dato che io non ho mai critica te come persona ma solo una tua opinione) ti invito a palesarti




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                The dark side of the moon 22 maggio 2014 at 17:20

                Ci siamo visti in quella pizzeria vicina alla sede di gioco una sera.
                Io ti ho salutato, mi sono presentato e ok.
                Quando sei andato via col tuo amico non ti sei degnato neanche di salutare come nei giorni successivi nei quali ci siamo incrociati di nuovo nei pressi della palestra dove si giocava.
                Do you remember?
                Ti ricordo che se vuoi commentare i miei post deve farlo educatamente.




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                  lordste 23 maggio 2014 at 09:32

                  Scusami ma non ricordo per nulla. So solo che se dovessi fermarmi a salutare sempre tutti quelli che conosco a Bratto (ovvero più della metà dei giocatori e relativi accompagnatori) non avrei il tempo di giocare.
                  Mi pare cmq che i miei commenti sul tuo post siano stati al contempo critici ma educati. MI sono limitato a criticare una opinione secondo me pesantemente sbagliata e superficiale, ma non mi sono mai permesso di attaccarti come persona.




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    Enrico Cecchelli 20 maggio 2014 at 23:50

    Ovviamente la vita e le vicissitudini del personaggio
    si possono prestare alle più diverse interpretazioni
    ed è giusto che ciascuno ne formuli una propria a seconda del suo vissuto, della propria morale, cultura ecc. ecc.
    Per mio conto spero soltanto di essere riuscito, con l’esposizione
    dei fatti la più esaustiva possibile, a darvi gli elementi
    per poterne avere una e magari aver gettato un occhio su di una piccola
    pagina di storia, scacchistica e non.




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    Roberto Messa 21 maggio 2014 at 15:01

    Il grande maestro Ian Rogers (che evidentemente tiene d’occhio SoloScacchi, pur con le difficoltà della lingua) mi ha scritto privatamente la mail che riporto di seguito (ovviamente dopo aver chiesto la sua autorizzazione):

    I was very interested to see the story on Bohatyrčuk – I presume it was based on the biography written about him by a Russian/American historian whose name I have forgotten but who gave a fascinating lecture on him in San Francisco a few years ago.
    The ID card in the article (or one similar) was shown on a slide by the biographer but none at the conference was allowed to take a photo of it until the biography was released.
    One minor point which might be of interest – according to the biographer, Bohatyrčuk was the only prominent person who signed General Vlasov’s Prague statement and was not either shot after the war or later hunted down and killed by the KGB!
    Cheers, Ian




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      Enrico Cecchelli 21 maggio 2014 at 17:41

      Sono contento che un G.M. della levatura di Ian Rogers si interessi
      del nostro sito. La C.I. è stata reperita dal solito fantastico Martin
      ed a lui bisogna chiedere maggiori ragguagli.
      Su Bohatirchuk hanno scritto un articolo l’ICCF Yeremenko oltre agli autori
      Voronkov e Zusmanovich (biografia) mentre un altro articolo è comparso sul numero di “Chess Life” 1984 a firma E.Sztein e L.Cavallaro (Fedor Bohatirchuk: The Forgotten Champion) oltre al resoconto della polemica con Pachman su Chess Notes di Winter integrato dalla lettera di ritrattazione trovata da Michael Negele.




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    Icilio Zoppas 21 maggio 2014 at 16:09

    Forse il ns. è in 3ªfila (non contando come fila le tre persone davanti a destra, una delle quali sembra Paoli), quarto da destra, davanti ad una persona con baffi e cappotto scuro?




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      Enrico Cecchelli 22 maggio 2014 at 09:00

      Bravo Icilio Zoppas. Esatto.




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        alfredo 17 giugno 2014 at 09:06

        anch’io ho riconosciuto il caro amico Paoli…
        questo è uno degli articoli che andrebbe di diritto nella seconda saga di soloscacchi …
        aspettiamo solo 5 anni 😉




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    paolo bagnoli 22 maggio 2014 at 22:11

    Avevo trovato del materiale sul Nostro, ma tu hai voluto veramente strafare! Eccezionale, bravissimo, formidabile! QUESTO è il modo di “vedere” i personaggi!




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      Enrico Cecchelli 22 maggio 2014 at 23:46

      Detto da un maestro come te è un grande onore. Grazie!




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    Luca Monti 4 giugno 2014 at 09:25

    Un affettuoso saluto ad ogni amica ed amico di Solo Scacchi da parte di Luca.
    Elena Grimoldi.




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      Enrico Cecchelli 4 giugno 2014 at 09:32

      Siamo felici di risentirlo.
      I miei personali auguri e saluti




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        Jas Fasola 4 giugno 2014 at 11:28

        anche i miei 🙂




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          fds 4 giugno 2014 at 11:46

          Mi associo, in attesa di leggere il pezzo su Roberto Cosulich.




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      Mongo 4 giugno 2014 at 14:14

      Ciao Luca, ben tornato!! 😎




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    Rolando Dubini 30 ottobre 2015 at 22:25

    Ma questo è un club scacchistico o un covo di neonazisti? Trovo sconcertanti e vergognose le ricostruzioni storiche che giustificano un criminale hitleriano come il generale Vlasov, per non dire di questo ucraino, certo ottimo giocatore, ma per tutto il resto un simpatizzante nazista e un cretino perfetto. Complimenti




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    Giancarlo Castiglioni 31 ottobre 2015 at 13:28

    Non capisco il senso del tuo commento, ammesso che lo abbia.
    Che ti faccia piacere o no Bohatirchuk e Vlasov sono esistiti.
    Secondo te non bisogna parlarne?




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