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L’estate del ’73

Scritto da:  | 25 luglio 2014 | 46 Commenti | Categoria: C'era una volta, Racconti, Scacchi in Rosa, Zibaldone

Estate 1973 - 11

Anni or sono, gli esami di maturità iniziavano il primo giorno utile di luglio, non esisteva la “terza prova” e all’orale si portavano due materie: una la sceglievi tu e l’altra la commissione e ti veniva comunicata qualche giorno prima dell’orale. La commissione era formata esclusivamente da insegnanti “esterni” più il cosiddetto “membro interno” cioè l’insegnante che il Consiglio di Classe aveva proposto per perorare la dichiarazione di “maturità” degli studenti. Non sembra ma quest’ultimo personaggio aveva un ruolo molto importante soprattutto nel far sì che la seconda materia orale assegnata fosse quella proposta in via ufficiosa dagli studenti. Alla mia classe quell’anno era capitata la prof di francese che di grinta non ne aveva per nulla e, a dire il vero, nemmeno grandi motivi per “difenderci”. Se togliamo Gianni Canova che l’incantava con la sua parlantina, Luigi Passerella nei cui occhi azzurri si perdeva e Alessandro Cereda “tanta mamma” con cui s’incontrava d’estate in quel di Bratto, il resto della classe le era, a dire tanto, indifferente. Fu così che i commissari (a quei tempi giungevano da qualsivoglia latitudine) non particolarmente felici di passare il luglio a Monza, con tante località amene che avevano indicato nei desiderata, pensarono bene di svolgere al meglio il loro lavoro puntando sull’effetto sorpresa. Ovviamente io fui tra coloro che ebbero la materia cambiata…
Credo fosse martedì 17 luglio (io sono nata di 13 e quindi il numero è del tutto ininfluente) ero l’ultima della mattinata, faceva un caldo vero e papà mi aveva accompagnata al “Frisi” per sostenere l’orale della maturità scientifica. Ricordo vagamente ma con un certo disgusto l’ interrogazione di geografia generale, materia che non mi piaceva e non avevo scelto e che, ironia della sorte, mi sono ritrovata in seguito a dover insegnare con il rinnovato nome di Scienze della Terra.

Estate 1973 - 8
Di li’ a qualche giorno seppi di essere “matura” anche se l’indice di maturità era appena accettabile e contraddiceva il mio fin allora più che onorato curriculum scolastico.
In casa non era abitudine premiare per i risultati scolastici che erano sempre stati ritenuti un dovere a fronte della concessa possibilita’ di studiare per cui la proposta di accompagnare Franco a Bamberga nel mese di agosto mi arrivò tanto inaspettata quanto gradita.
In questo devo dire che i miei genitori erano avanti con i tempi: io non ancora compiuto i 19 anni e Franco ne aveva da poco 17, la maggiore età si raggiungeva a 21 e noi andavamo soli in Germania! Oddio, propri soli no perché era tutto organizzato, avrei diviso la camera con Franco che partecipava come rappresentante under 21 (credo) per l’Italia ad un torneo indetto nel corso delle manifestazioni per i 1000 anni della fondazione della città di Bamberga.
Per il viaggio non c’era da preoccuparsi, avremmo raggiunto la Germania direttamente da Villanova di Borca di Cadore dove da una decina di anni passavamo quasi due mesi di vacanza. Villa Ines era praticamente la nostra residenza estiva, alternata a puntate invernali durante le festività natalizie, tanto che il proprietario dell’albergo, il mitico signor De Luca, spiegava ai clienti che la famiglia Trabattoni faceva parte dell’arredamento. Io e Franco eravamo cresciuti giocando con le sue figlie e c’era una gran confidenza tra le nostre famiglie, credo anche che papà avesse contribuito in modo non indifferente alle spese per l’ampliamento del complesso!

Estate 1973 - 2

Mi piaceva la montagna anche perché ritrovavo anno dopo anno amici carissimi ma si sa, da giovani, mai dimostrare troppo entusiasmo per le cose che si fanno in famiglia e quindi la partenza per “il solito posto” e per di più con i genitori , era vissuta come un momento ineluttabile quanto inevitabile.
A distanza di tanti anni continuo a frequentare le Dolomiti e per me non esistono altre montagne, riesco ad emozionarmi ogni volta di fronte la loro maestosità e ringrazio di aver ancora le gambe e i fiato per concedermi escursioni a rifugi in alta quota.

Estate 1973 - 3
Ma torniamo all’estate del 1973, dunque dopo una decina di giorni di montagna, si parte direttamente dal Cadore verso la Pusteria, il Brennero e via per la foresta Nera. Papà e mamma ci accompagnano, quale occasione migliore per rodare la scintillante 132 verde scuro ( il colore l’avevo scelto io) nuova, nuova ?
Inutile nascondere quanto fossimo felici di essere accompagnati dai genitori e quante lacrime versammo quando, il giorno seguente, ripartirono lasciandoci in balia dei tedeschi che, ancora non lo sapevamo, ma un po’ svitati lo erano davvero!
Ricordo quanto fosse stato difficile far capire al ragazzo belga, nonostante il mio ottimo francese, al quale risultava dividere la camera con Trabattoni, che io avrei dormito con mio fratello e quantunque fosse stato, si sarebbe trattato di Franco e non di me.
Superato l’ostacolo fu facile fare amicizia con lui e ricordo alcune serate passate allegramente in compagnia in qualche locale a sentire musica. Ricordo il momento dei pasti quando si barattavano con gli altri partecipanti al torneo, il brodo di mirtilli e la zuppa di lamponi con la frutta, ricordo quando andavamo al mercatino a comprarci cibo “commestibile”, ricordo le gelaterie italiane, la banca in cui eravamo andati a cambiare i soldi e dove ci avevano preso in giro fingendo di non capire, i grandi magazzini in cui passavo gran parte del tempo quando Franco giocava, il parco dove andavo a camminare, le vie con i canali dove mi perdevo ma soprattutto ricordo il regalo di benvenuto ai partecipanti al torneo.

Estate 1973 - 4

E qui smentitemi se l’originalità degli organizzatori non è degna di attenzione… Chiudete gli occhi e visualizzate un parallelepipedo sulla cui base quadrata sono presenti 64 caselle bianche e nere, altezza circa 5 cm, apribile a scorrimento e contenente i due eserciti sotto forma di piccole scatole a loro volta apribili su ognuna delle quali erano disegnati i pezzi degli scacchi. Ad uno sguardo più attento le scatoline si rivelarono in tutto e per tutto scatole di fiammiferi di legno, ognuna di esse ne conteneva diverse decine…
Franco ed io ci guardammo con stupore e con aria interrogativa ci chiedevamo cosa avremmo potuto farne, la nostra intesa era talmente forte, soprattutto quando qualche idea usciva dai canoni del raziocinio che, in men che non si dica, ci trovammo ad infilare monetine ad un distributore di sigarette. Ottimo, avevamo trovato il modo per usare i fiammiferi: accendere sigarette.
Naturalmente non avevamo mai fumato e quindi ci si doveva allenare prima di sfoggiare la nostra abilità durante le serate in compagnia…
Altro piccolo sforzo di immaginazione ed ecco noi due in camera, distesi sul letto a far nuvole di fumo tra un colpo di tosse e l’altro, complimenti davvero!
L’arbitro principale del torneo era Lothar Schmid, lo ricordo come un gentilissimo ed elegante signore, mi accoglieva con un sorriso ogni volta che raggiungevo Franco in sala torneo e si premurava di mettermi al corrente di come “stava”, purtroppo quasi mai bene. Un pomeriggio mi venne incontro con passo deciso, alzando i pollici in segno di vittoria pronunciando col simpatico accento tedesco , che diventava un po’ milanese “Trabatthoeni”.

Estate 1973 - 13
Mi piace pensare che i risultati mediocri di Franco fossero legati alle nostre esperienze di vita… Come dimenticare quella sera in cui ci hanno caricato su una lunga e scassata cabriolet e ci siamo ritrovati, dopo aver scorrazzato vento in faccia e musica a palla, in un locale che oggi potrebbe dirsi un pub ma che di fatto era una sorta di capannone con lunghissime tavolate in legno e altrettanto lunghe panche che appoggiavano su un pavimento ricoperto con sabbia. Inutile dire che lì scorrevano fiumi di birra in boccali da litro.
Sprovveduti un po’, ma tonti no, il solito sguardo d’intesa aveva decretato che, poiché eravamo sicuri che al ritorno avremmo dovuto cavarcela da soli, era necessario che uno dei due rimanesse sobrio. A me gira la testa anche quando respiro i vapori di alcol, figuriamoci a berlo… Porto avanti il mio sacrificio dicendo ai nostri premurosi ospiti che non bevo birra e che gradirei… “VINO ” per la mia amica italiana ordina una voce in tedesco senza ammettere replica alcuna.

Estate 1973 - 12
Mi trovo davanti una bottiglia intera di bianco e il bicchiere pieno tra le mani… brindo con i tedeschi e, approfittando della poca luce nel locale, verso il contenuto a terra. Troppo facile… appena si accorgono che il bicchiere è vuoto, senza sentire parola, me lo riempiono e io ripeto, appena possibile lo stesso gesto. La sabbia si è assorbita il litrozzo e i nostri simpatici amici, allegrotti anziché no, salgono in piedi ai tavoloni cantando e ballando. Il momento è buono, recupero il fratello che aveva assunto le sembianze ma soprattutto l’odore di un boccale e ci fiondiamo fuori all’aria fresca. Non ricordo molto se non le risate a crepapelle che ci siamo fatti mentre camminavamo per chilometri nel tentativo (vincente) di ritrovare il nostro albergo.

Estate 1973 - 6
Come si è intuito il torneo per Franco non è stato un gran successo e noi, sempre solidali nelle idee brillanti, pensiamo di fare una sorpresa ai congiunti e di rientrare un giorno prima senza presenziare alla premiazione.

Estate 1973 - 14
Da Bamberga in treno andiamo a Monaco, nell’attesa della coincidenza per il Brennero ci concediamo anche un giro per la città e una visita in konditorei, arrivati alla frontiera ripartiamo con un locale monorotaia a scartamento ridotto alla volta di Dobbiaco. E’ quasi sera quando arriviamo alla stazione in territorio italiano, potremmo telefonare e farci venire a prendere, noooo, rovineremmo la sorpresa a mamma e papà, di corsa a prendere il pullman per Cortina.
Una volta a Cortina ci aspetta altro bus in direzione Calalzo ed un ultimo chilometro di strada a piedi ma, che gioia presentarci a Villa Ines a ferragosto e in anticipo sui tempi….
Il viaggio Dobbiaco-Cortina è stato il più pericoloso della nostra vita. Eravamo una manciata di passeggeri in balia di un autista probabilmente ubriaco se non fuori di senno. Guidava in un modo che dire spericolato non rende l’idea, qualcuno aveva provato gentilmente a dirgli qualcosa ma invano, le cose erano peggiorate, era seguita una serie di improperi irripetibili
Ci eravamo trovati aggrappati ai sedili con la testa fra le ginocchia sperando di scendere con le nostre gambe dal mezzo prima che diventasse un quarto, un ottavo, un sedicesimo…
Ancora oggi ricordiamo con vero terrore il viaggio con “Fittipaldi” ( soprannome che si era guadagnato l’autista).

Estate 1973 - 1
Alla stazione di Cortina avremmo percorso la dozzina di chilometri rimanente anche a piedi, con le valigie in mano, per la gioia dello scampato pericolo.
Altro sguardo d’intesa, fra poco avremmo avuto una cena decente, la nostra comoda cameretta e le attenzioni dei nostri genitori che dopo una dozzina di giorni, non avrebbero potuto avere regalo più bello che la gioia di riabbracciarci
Fu così che arrivati, come reduci dal fronte, davanti al prato antistante Villa Ines ci sentiamo dire : “e voi che ci fate qui?”
Per farla breve, essendo ferragosto, la nostra camera era stata subaffittata a una coppia di nostri cugini novelli sposi che avevano fatto una sorpresa agli zii (prima di noi!) .
Nonostante le conoscenze del signor De Luca, non si è trovata una stanza libera in nessun dove. Ma poiché a Villa Ines eravamo come l’arredamento, abbiamo passato la notte sui divani, approntati a letti di fortuna, nello studio privato del proprietario ed, ironia della sorte , senza nemmeno poterci fumare una sigaretta!
Ahhhh, la famosa scacchiera con relative scatole di fiammiferi è tuttora a casa di mamma, storico trofeo della nostra estate 1973!

Estate 1973 - 5

avatar Scritto da: Mariateresa Trabattoni (Qui gli altri suoi articoli)


46 Commenti a L’estate del ’73

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    Mongo 25 luglio 2014 at 01:13

    “Mhm… Non ci posso credere!!…” 😉




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    Martin 25 luglio 2014 at 07:13

    Emozionante e delicato… grazie Mariateresa…




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    Doroteo Arango 25 luglio 2014 at 07:14

    Bamberg 1973 e c’era tra i partecipanti anche un certo Larry Christiansen, che peraltro non ha fatto un figurone neppure lui, mica un torneino così… 😉




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    Zenone 25 luglio 2014 at 08:14

    Bellissimo…il ricordo: sano e divertente (mai nostalgico).
    Il vecchio esame di maturità…anch’io scientifico, cambio materia, voto finale inferiore al previsto…
    Malgrado la lunghezza, il racconto si legge bene e con grande godimento!
    Complimenti.




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    alfredo 25 luglio 2014 at 08:38

    che bel racconto
    quando ho visto la prima volta Franco era cosi’….
    ora diciamo che è piu’ affascinante 😉




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    nikola 25 luglio 2014 at 11:17

    godibilissimo racconto, non solo per la scorrevolezza ma anche perchè in parte ambientato in Cadore, terra che anch’io ho frequentato per parecchio tempo.




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    Massimiliano Orsi 25 luglio 2014 at 12:49

    Il torneo a ci si riferisce e’ il:
    III. Internationale Deutsche Jugend-Schach-Einzel-Meisterschaft (ovvero il terzo Campionato Tedesco Giovanile Individuale Internazionale), aperto anche a giocatori non tedeschi e giocato dal 10 al 19 Agosto 1973. Del torneo esiste un libro raccolta dei bollettini, almeno secondo Google Books, e le partite sono reperibili nei database commerciali più diffusi. Ecco il tabellone:

    pos nome fed t01 t02 t03 t04 t05 t06 t07 t08 t10 pti
    —————————————————————————————————-
    1 Feustel Bernd BRD 11B+ 10N+ 8N= 2B- 15B+ 4N+ 3B+ 9B+ 5N= – 7.0
    2 Littlewood Paul E. ENG 5B= 16N+ 15B+ 1N+ 4B= 3N= 8B= 7N= 9B+ – 6.5
    3 Barnes Craig N. USA 15B- 17N+ 14B+ 6N= 5B+ 2B= 1N- 10N+ 4N= – 5.5
    4 Van der Linde Meindert NED 21B+ 13N= 5B+ 8B+ 2N= 1B- 9N= 6N= 3B= – 5.5
    5 Marschner Juergen BRD 2N= 19B+ 4N- 22B+ 3N- 10B= 12N+ 8B+ 1B= – 5.5
    6 Bassler Markus BRD 9N- 7B+ 18N+ 3B= 8N- 13N= 16B+ 4B= 12N+ – 5.5
    7 Christiansen Larry M USA 22N- 6N- 17B+ 14N= 11B= 21N+ 13B+ 2B= 8N+ – 5.5
    8 Pablo Marin Alejandro ESP 17B+ 9N+ 1B= 4N- 6B+ 12B= 2N= 5N- 7B- – 4.5
    9 Silberring Paul — 6B+ 8B- 12N= 10N= 13B+ 14N+ 4B= 1N- 2N- – 4.5
    10 Kjoernsberg Kenneth — 12N+ 1B- 13N= 9B= 16N+ 5N= 11B= 3B- 14N= – 4.5
    11 Prundeanu Horia ROU 1N- 12B- 20N= 19B+ 7N= 17B+ 10N= 14N= 15N= – 4.5
    12 Hartmann Wolfram BRD 10B- 11N+ 9B= 16N= 21B+ 8N= 5B- 18N+ 6B- – 4.5
    13 Buchenthal Dieter BRD 20N+ 4B= 10B= 15N= 9N- 6B= 7N- 16N= 22B+ – 4.5
    14 Treppner Gerd BRD 19N= 18B= 3N- 7B= 22N+ 9B- 21B+ 11B= 10B= – 4.5
    15 Seyfried Claus BRD 3N+ 22B+ 2N- 13B= 1N- 16B- 18B- 20N+ 11B= – 4.0
    16 De Rache Robert — 18N= 2B- 19N+ 12B= 10B- 15N+ 6N- 13B= 20B= – 4.0
    17 Weber Robert — 8N- 3B- 7N- 20B+ 18N+ 11N- 19B- 22B+ 21N+ – 4.0
    18 Tudhope Douglas — 16B= 14N= 6B- 21N= 17B- 20B+ 15N+ 12B- 19N- – 3.5
    19 Nilsen Kjell — 14B= 5N- 16B- 11N- 20N- 22B= 17N+ 21N= 18B+ – 3.5
    20 Trabattoni Franco ITA 13B- 21N- 11B= 17N- 19B+ 18N- 22N+ 15B- 16N= – 3.0
    21 Beierle Christoph — 4N- 20B+ 22N= 18B= 12N- 7B- 14N- 19B= 17B- – 2.5
    22 Alkaersig Ole DEN 7B+ 15N- 21B= 5N- 14B- 19N= 20B- 17N- 13N- – 2.0

    La carriera di Mariateresa Trabattoni è invece di più difficile rintracciabilità. Personalmente sono riuscito a trovare alcune partecipazioni al Campionato della Brianza (l’ultima nel 1994), due match Piemonte-Lombardia nel 1972 e nel 1973 come rappresentante femminile e il torneo femminile a Rovigo nel 1976 (vinto da Barbara Pernici).




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      Franco Trabattoni 25 luglio 2014 at 17:18

      Eh, eh, eh: preciso, come sempre, il nostro Massimiliano; e in questo caso anche un po’ perfido…Per abbozzare un modesto tentativo di difesa ho appena mandato due pgn a Martin, che spero pubblicherà. Non sono di questo torneo (sul quale, per quello che mi riguarda, è meglio calare un velo pietoso); ma occhio ai nomi degli avversari.




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        Franco Trabattoni 25 luglio 2014 at 22:06

        Aggiungo, su quel torneo, qualche curiosità. Il tedesco Bernd Feustel, vincitore della gara, trattava le aperture come un giocatore da caffé, rintanandosi in difesa fin dall’inizio e piazzando i suoi pezzi nelle prime due traverse, protetti dai pedoni (che ovviamente per lo più spingeva di un passo solo). Questa bella strategia lo portava spesso a dover giocare posizioni abbastanza disgustose, se non sotto il profilo strategico (come dimostrato dai motori, negli scacchi gli schemi ammissibili sono molto più numerosi di quello che si credeva), almeno sotto quello estetico. Eppure quasi sempre riusciva a spuntarla in contropiede. Un paio anni dopo ho chiesto a Hübner, di cui nel frattempo ero diventato amico, se lo conosceva, e che cosa ne pensava. Si limitò a un eloquente gesto della mano. E in effetti la carriera scacchistica di Feustel è stata piuttosto modesta. Per cui il suo risultato in quel torneo è e rimane, per me, un mistero. Lo stesso dicasi del deludente risultato di Christiansen, già allora in teoria ben più forte di tutti noi: due zeri di partenza, fra cui uno contro il danese Alkaersig, che era davvero piuttosto scarso (non a caso è l’unico che sono riuscito a battere in quello sciagurato torneo). Ultima curiosità. A Bamberg quella volta mi hanno insegnato un strana variante degli scacchi con le seguenti regole:
        1: il nero parte con tutti i pezzi, mentre il bianco ha solo il Re e i quattro pedoni c,d,e,f
        2: il bianco fa due mosse alla volta, il nero una
        3: si può mangiare il re
        4: è lecito che la posizione sia illegale (ad esempio, con il Re bianco sotto scacco) dopo la prima mossa del bianco; ma dopo la seconda tutto deve essere in ordine.
        Se provare a giocare, vi accorgete che è molto più facile, almeno all’inizio, che vinca il Bianco (Christiansen, ad esempio, non riusciva a capacitarsi che il nero dovesse perdere, e passava ore e ore a tentare di dimostrare il contrario).




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      Giorgio Piva 25 luglio 2014 at 19:31

      Sono certo (per ricordo personale) che ha partecipato (credo col fratello) ad almeno uno dei tornei di Marina Romea di metà anni settanta: non dovrebbe essere impossibile rintracciare anno, categoria, risultato.




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        Mariateresa 25 luglio 2014 at 23:52

        Ho giocato a Marina Romea nel 1976 ( effettivamente ero con Franco) ,categoria terza nazionale, il risultato si legge a fondo classifica Lo stesso anno a Rovigo e quindi a Venezia . In precedenza a Caorle, Imperia e Torino ( credo 1972)




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          Giorgio Piva 28 luglio 2014 at 16:38

          Ciò significa che dovremmo aver giocato nello stesso torneo 2 volte (particolare che non ricordavo): ho giocato infatti nel 3ªclasse A (così al tempo si chiamava il torneo riservato alle terze nazionali) sia a Marina Romea che a Rovigo ’76 (il famoso torneo del terremoto!) in cui sono riuscito a conseguire la 2ªnazionale.
          Quel torneo di Rovigo fu vinto da un giocatore (con cui persi) che successivamente avrebbe fatto strada finendo col militare pure in Nazionale!
          Chi indovina di chi si tratta?




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            Mariateresa 28 luglio 2014 at 17:46

            Potrebbe essere : Rossi Carlo?
            A Rovigo ho giocato nel torneo femminile
            Ricordo molto bene il pomeriggio in cui sollevando la testa, che tenevo incorniciata tra le mani, dalla scacchiera ,vidi i maestosi lampadari oscillare. Pensai di stare male ma poi mi accorsi che i giocatori correvano verso l’uscita, mentre una voce , alzandosi su tutte, urlava: “terremoto, Piccinin ferma gli orologi”!!!




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              Giorgio Piva 28 luglio 2014 at 18:33

              No, non si tratta di un veneto!
              A proposito del terremoto, i lampadari mettevano effettivamente paura, ma ancora di più la recente memoria di quanto capitato in Friuli qualche mese prima: ricordo che nel fuggi-fuggi generale, mentre tentavo di guadagnare l’uscita ad andatura normale, sono stato travolto da un signore sovrappeso che, correndo, era scivolato alle mie spalle; poi, una volta fuori, rammento Cosulich letteralmente salito in preda al panico sulla statua al centro della piazza antistante…




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                Giorgio Piva 30 luglio 2014 at 19:05

                Per chiunque fosse incuriosito (probabilmente nessuno), il vincitore di quel lontano torneo di 3ªclasse fu:
                Gianlazzaro Sanna di Cagliari.




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                  Franco Trabattoni 30 luglio 2014 at 21:47

                  In realtà mia sorella ed io ci stavamo ancora pensando…Ma non ci saremmo mai arrivati!




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              Franco Trabattoni 28 luglio 2014 at 21:37

              L’“urlatore”, se non ricordo male, era l’italo-panamense Roberto Paniagua. Qualche mese dopo ci siamo incontrati a Tripoli. Dopo una settimana buona di astinenza (in Libia allora – ora non so – l’alcool era rigorosamente proibito) Paniagua, ormai sull’orlo di una crisi di nevi, si aggirava per l’albergo piagnucolando tra sé e sé: “non è possibile…nemmeno un goccio di Vecchia Romagna…”




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                Alfredo 31 luglio 2014 at 21:49

                lo ricordo il panamense Paniagua .
                Tra l’altro era un buon giocatore.
                In uno dei miei pochi tornei giocati prima di un turno chiesi all’ex campione di Rischiatutto Cillo con chi avrebbe giocato.
                Mi rispose che il suo avversario “batteva bandiera panamense”
                chissa che fine ha fatto…
                qualcuno ha ancora notizie di lui? ogni tanto sento un cognome simile ma non credo sia lui che oramai deve essere sulla settantina …
                un saluto dalla terra dei troll.
                sto valutando seriamente di volare a Tromso per le olimpiadi …..anche se il mare mi aspetterebbe.
                che dolce dilemmma…
                ciao Franco 😡




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                  Jas Fasola 31 luglio 2014 at 22:22
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                  Giorgio Gozzi 1 agosto 2014 at 17:59

                  Di Paniagua, che ha partecipato anche alla 23esima edizione del torneo di Capodanno di Reggio Emilia, ho trovato queste tracce:
                  foto di un torneo nel vicentino del 2008

                  http://www.vicenzascacchi.it/old/foto/big/weekend2008_Xia-Paniagua_big.jpg

                  una partita commentata di Vibo Valentia contro Vujovic del 1979 e nell’articolo si dice che Paniagua ha 54 anni e 2 figli e vive in Yugoslavia
                  Il sito sembra nuovo (editoriale del 2014) ma l’articolo della partita non c’è scritto quando è stato pubblicato e non ho trovato l’anno di nascita di Paniagua. La Yugoslavia è un pò che non c’è.

                  e dulcis in fundo una mail chissà quanto valida che porta un “doc” iniziale…che sia un tuo collega?

                  https://www.flickr.com/photos/rupertomiller/sets/72157622496338983/comments/




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                  Giorgio Gozzi 1 agosto 2014 at 18:00

                  dimenticavo il link della partita commentata

                  http://www.escaquesy2k.esy.es/centroam/Partidas01.htm




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                  Alfredo 2 agosto 2014 at 00:13

                  Rivedendo la partita ( grazie Giorgio) ricordo chiaramente che era stato vice arbitro della semifinale mondiale Portisch Hubnner giocatasi ad Abano Terme 1980 e di cui seguii direttamente tutte le partite .
                  a volte ero il solo spettatore e vicino a me si sedeva Hort che era il secondo di Hubner .
                  Portisch Hubner Hort . Che giocatori i e che personalita pero .
                  il math fu vinto da Hubner che peroö poi ebbe un tracollo nervoso nela finale contro il terribile a Merano
                  Mamma mia quanti ricordi . Ricordo benissimo che era agosto o ettembre e io me ne stavo a Padova a preparare un esame . nel primo pomeriggio prendevo il pullman che portava ad Abano Terme.
                  comunque mare .
                  oggi ho vissuto una esperienza fantastica . Terne Laguna Blu qua vicino tra le piuö belle del mondo .
                  Le piu belle sono quelle di Vals in Svizzera dell architetto premio pritzker , lequivalente del Nobel , Peter Zumthor.
                  Una esperienza che consiglio a tutti . sembra proprio come nel film ” Coccon” . Dopo una giornata cosi ti senti 10 anni di meno .




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    fds 25 luglio 2014 at 13:14

    Bel racconto, che mi riportato alla mente ricordi che iniziano a sbiadirsi.
    Negli ultimi due anni di scuola ebbi un’insegnante che, da subito, aveva deciso che ero un inguaribile asino. Il quarto anno mi rimandò a settembre (l’attuale debito formativo). Mi presentai all’esame di riparazione esattamente con le stesse conoscenze che avevo a maggio, e a fine prova mi mise (finalmente) un buon voto, ben superiore alla sufficienza. La cosa invero mi infastidì non poco. L’anno successivo stessa solfa: alla fine del quadrimestre avevo una sola insufficienza…
    Decisi di dimostrarle che era solo una prevenuta non adatta al ruolo. Portai la sua materia come prima scelta alla maturità!
    Presi il secondo voto di tutta la scuola e, il giorno che erano stati pubblicati i risultati, la incrociai davanti al portone.
    Non mi nascose la sua meraviglia per il risultato che avevo conseguito. Indubbiamente le si deve riconoscere coerenza.




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      Mariateresa 25 luglio 2014 at 19:36

      Il tuo ( posso?) scritto, ha risvegliato il ricordo volutamente allontanato della prof di matematica del secondo anno di liceo . La tizia si era messa in mente che i miei voti negli scritti fossero frutto di copiature e per sostenere la sua tesi mi interrogava in continuazione. …..
      ……..Torneo di scacchi al liceo, io studentessa di seconda lo vinco, lei mi guarda con disprezzo e dice: ” ma per giocare a scacchi si deve essere intelligenti!”
      Non so come ma le ho risposto : ” gioca anche lei?”
      ……Non ho avuto l’esame a settembre e nel triennio ho cambiato insegnante……. ❓




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        fds 25 luglio 2014 at 20:05

        Ciao Mariateresa.

        Certo che puoi – anzi devi – darmi del tu: sul web è d’obbligo.
        A quanto pare è inevitabile, per chiunque, incrociare un/una cretino/a quando si è in posizione particolarmente subordinata.
        A scuola prima o poi passa, in altri ambiti diventa dura… 😉

        Franco De Sio




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          alfredo 25 luglio 2014 at 21:02

          Nessuno ha letto il saggio dell’ecnomista Carmo Maria Cipolla ” allegro ma non troppo”
          l’infuenza del cretino sull’economia.
          Ieri ho visto in piena azione il perfetto cretino .
          Con un atto solo capace di creare 10 guai
          una specie di Schettino della edicina
          non fosse irriguardoso il paragone per Schettino :mrgreen:




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            DURRENMATT 26 luglio 2014 at 20:05

            …”Colui che è capace di cogliere in uno sguardo l’insieme è dialettico[filosofo],chi no, non lo è”…molto simile alla Quarta Legge Fondametale…diciamo che Cipolla ha scoperto l’acqua calda!…P.S. racconto molto bello, complimenti.




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              alfredo 27 luglio 2014 at 12:43

              avrà anche scoperto l’acqua calda ma il suo saggio è molto divetente.
              Come è molto divertente la ” prevalenza del cretino ” di Fruttero e Lucentini
              PS : conconrdo sul raccordo … la mia era solo una personalissima digressione
              Ma l’esempio è stato perfettamente eclatante che me lo ricordero’ per tutta la vita .
              Con un solo atto provocare 10 guai
              Ci sono momenti in cui l’opera del cretino raggiunge gli apici dell’opera d’arte




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              • avatar
                Enrico Cecchelli 27 luglio 2014 at 14:45

                Ciao Alfredo ,
                per restare parzialmente in tema consiglio un racconto /saggio di Musil letto qualche manciata di lustri or sono che mi pare si chiamasse ” Elogio della stupidita’”…. molto intrigante e divertente.




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                  alfredo 27 luglio 2014 at 18:47

                  Caro Enrico
                  ti scriverò in privato poi , da collega , il motivo del contendere .
                  Il saggio di Musil penso di Averlo .
                  Il problema è trovarlo.i miei ibri sono tutti in ordine sparso .
                  Ad esempio adesso guardando vedo Sftefano Benni vicino a Wittgenstein ( comnune stefano Benni scrive da dio. è veramente uno dei piu’ grand scrittori Italiani altro che Camilleri)
                  Con questo post vorrei chiedere una cosa agli amici di Soloscacchi
                  Penso dopodomani sarò sulla tomba di Bobby Fischer
                  Lascero sulla tomba di Bobby un ricordo a nome di tutti gli amici di Soloscacchi
                  Ma ho visto che nella chiesa vicina c’è un registro con i nomi delle persone ce hanno reso omaggio a Bobby
                  Anche Kasparov
                  Se qualcuno vuole che metta il suo nome con il mio me lo dica e lo farò .
                  Idealmente Bobby per sempre nei nostri cuori .
                  Adesso parte la ricerca del saggio di Musil
                  Fisicamente ho ben presente il libro, anhe la copertina
                  Trovarlo altro discorso




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  9. avatar
    alfredo 25 luglio 2014 at 19:38

    Mi sembra che Maria Teresa giocoò anche il CIS femminile 74 o no ?
    ciao Franco ti ho visto a Bergamo ma eri troppo impegnato 😉
    ti devo una risposta .
    il problema è che non ce l’ ho !
    consolante che non ce la abbia ancora nessuno




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      fds 25 luglio 2014 at 20:12

      Sei passato per Bergamo e non mi hai fatto un fischio? Potevamo cenare insieme, come ho fatto con tanti amici che man mano venivano a trovarmi.

      Ero impegnato a far cosa, oltre che raccogliere le ordinazioni e far servire the e caffè? :mrgreen: In pratica ho fatto il maître di sala per tutto il torneo.

      Buon viaggio, in attesa di un gustoso report!




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        alfredo 25 luglio 2014 at 20:58

        essi
        ero li’ il turno di Jobava Almasi , Brunello Vocaturo , Sutovsky – Nepo .
        sono arrivato che le partite erano appena comiciate .
        ho visto che sei un perfetto barman :mrgreen:




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          alfredo 25 luglio 2014 at 21:08

          ma chi era il nergo che ha fato la prima mossa ?




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            fds 25 luglio 2014 at 22:21

            Se ne hai voglia, guarda questo:
            http://tinyurl.com/npxwa4c
            Vive a Bergamo, ed era reduce da Wimbledon.

            Ad ogni turno vi è stata una personalità locale che ha fatto la prima mossa.
            Il più simpatico e stato il pluri campione mondiale Giacomo Agostini. Quando gli è stato discretamente riferito che doveva muovere di Donna di due passi, non ha esitato. Ha preso la Donna e l’ha spostata di due caselle!!!




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              Alfredo 2 agosto 2014 at 00:19

              Franco guarda che mi sarebbe piaciuto moltissimo passare la serata con te .
              il problema era che ero reduce da 12 ore in piedi in PS ….sono venuto pur rimanendo in poö deluso poi di non vedere in azione Wesley SO ma gli occhi mi facevano pupi pupi .
              Molto tesa la partita tra i due italiani
              comunqye avevo cappito che era un tennista ma non mi sembrava tanto a Feder Nadal o Djokovic .
              Ho visto anchöio recentemente Agostini per una manifestazione monzese . caspita 72 anni portati divinamente!!!




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  10. avatar
    alfredo 25 luglio 2014 at 19:41

    Scusate ma passare il luglio a monza e bellissimo !!!!
    io lo faccio da trent’anni .
    Ma dopo domani in Islanda a rendere omaggio a Bobby .
    Vorrei fare un omaggio collettivo con gli amici di soloscacchi .
    Non è facilissimo comunque giungere a Selfoss dalla capitale ma anche a piedi ci vado !!!




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      alfredo 2 agosto 2014 at 00:15

      Mi dicono che con Monza alluvionata il luglio di questöanno a Monza non sia stato molto esaltante
      ma fortunatamente sono scapate prima che il Lambro esondasse ….




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  11. avatar
    Mongo 26 luglio 2014 at 13:05

    @Fuser: ottima idea. Buon viaggio! 😉




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  12. avatar
    paolo bagnoli 27 luglio 2014 at 00:04

    Anch’io giocai un torneo nell’estate del ’73: Marina Romea. Lo vinsi (+6 =2 -0) ma non posso menarne vanto, visto che era debolissimo!




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  13. avatar
    fds 27 luglio 2014 at 15:10

    Un riassunto di “Allegro ma non troppo”, Carlo M. Cipolla, Ed. Il Mulino

    Prima Legge
    Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:
    a) persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio;
    b) giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni.
    E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.

    Seconda Legge
    La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l’aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.
    Se studiamo la percentuale di stupidi fra i bidelli che puliscono le classi dopo che se ne sono andati alunni e maestri, scopriremo che è molto più alta di quello che pensavamo. Potremmo supporre che è in relazione con il basso livello culturale o col fatto che le persone non stupide hanno maggiori opportunità di avere buoni lavori. Però se analizziamo gli studenti ed i professori universitari (o i programmatori di software) la percentuale è esattamente la stessa.
    Le femministe militanti potranno arrabbiarsi, ma la percentuale di stupidi è la stessa in ambo i sessi (o in tutti i sessi a seconda di come si considerano).
    Non si può trovare nessuna differenza del fattore Y nelle razze, condizioni etniche, educazione, eccetera.

    Terza Legge
    Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

    Quarta Legge
    Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

    Quinta Legge
    La persona stupida é il tipo di persona più pericolosa che esista.
    Questa è probabilmente la più comprensibile delle leggi per la conoscenza comune che la gente intelligente, per quanto possano essere ostili, sono prevedibili mentre gli stupidi non lo sono.

    Inoltre il Corollario di base: “Una persona stupida è più pericolosa di un bandito” conduce all’essenza della Teoria del Cipolla. Esistono quattro tipi di persone in dipendenza del loro comportamento in una transazione:
    – Disgraziato (Sfortunato): chi con la sua azione tende a causare danno a sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro
    – Intelligente: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro
    – Bandito: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma allo stesso tempo danneggia qualcun altro
    – Stupido: chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o
    addirittura subendo una perdita.

    Infine, il Corollario di Livraghi alla Prima Legge di Cipolla: in ognuno di noi c’è un fattore di stupidità, che è sempre più grande di quanto supponiamo.




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  14. avatar
    paolo bagnoli 27 luglio 2014 at 17:08

    “In una gerarchia, ognuno tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza” (Parkinson)




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  15. avatar
    Marramaquis 27 luglio 2014 at 19:25

    Per Alfredo: stavolta non potrai esimerti (magari sull’aereo, durante la via del ritorno) dal prepararci un articolo su Bobby e su questa tua esperienza.
    Buon viaggio!!




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  16. avatar
    alfredo 27 luglio 2014 at 20:22

    assolutamente si
    per fds .
    Qualche giorno fa ho visto nella maniera piu’ lampante in vita mia uno STUPIDO in azione .
    il libro di Cipolla lo avevo letto anni fa . Lo ho riletto in quanto mi è stata regalata la nuova edizione con i bellissimi disegni di Pericoli
    Per Marramaquis : sicuramente faro’ un reortage dei luoghi islandesi di Bobby




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