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Le nostre interviste: Cecilia Alfier

Scritto da:  | 8 agosto 2014 | 8 Commenti | Categoria: Le Interviste

 

 

Ricordo di averti incontrata ad un torneo ad Acqui Terme un paio di anni fa: abbiamo fatto qualche partita come vicini di scacchiera…

Sei Cecilia Alfier, vero?

No, la sua controfigura… Certo che sono io!

Ti ricordo che se vuoi puoi avvalerti di un avvocato…

Il mio avvocato esisterà, ma non è laureato al momento, quindi lasciamo stare

Fai senza, molto bene. Giura di dire la verità, nient’altro che la verità, solo la verità…

Non ti prometto nulla.

Iniziamo con una domanda che non andrebbe mai fatta ad una donna; dove sei nata e quando?

Il 27 marzo 1993 a Piove di Sacco (Padova).

Dai… Sei giovanissima… Che università frequenti?

Lettere Moderne a Padova

Hobbies?

Li sai già.

Ah, gli scacchi… Bene: come, dove, quando e perché hai iniziato a giocare a scacchi?

A sei anni mia mamma mi ha insegnato le mosse, ma nessuno dei miei gioca. Nel 2003 ho deciso che dovevo riparare ad una sconfitta, ma non riesco a rintracciare il mio avversario.

Quale è stato il primo libro di scacchi che hai letto?

‘I Fondamenti degli Scacchi’ di Capablanca.

 E l’ultimo?

Per intero, ‘Scaccomania’ di Richard James e Mike Fox, se potessi li sposerei.

Quando hai iniziato, chi sognavi di diventare e perché?

Sognavo di diventare GM… Poi sono diventata Giovane Marmotta!

Chi sono i giocatori modello per te?

Tal, per ovvi motivi, Daniele Genocchio e Axel Rombaldoni, perché sono degli ottimi insegnanti. Daniele è il mio maestro. Genox, non è colpa tua se sono venuta fuori così :)

Chi vorresti essere?

Una me stessa migliore di come sono ora.

Quanto tempo passi studiando scacchi?

E’ questo il problema, poco o niente, gioco su playchess quando il mouse mi obbedisce e faccio lezione con Daniele quando posso. Devo studiare per l’università.

L’ultimo libro, non scacchistico, che hai letto?

‘Il castello Errante di Howl e i Fiori del Male’, adoro i Fiori del Male.

L’ultimo film visto?

‘The Butler, un maggiordomo alla Casa Bianca’.

L’ultimo CD ascoltato?

Non so, esistono ancora i CD?

La tua partita più bella è stata?

Tempo fa al torneo di Noale, ero di bianco contro una Najdorf, spettacolo!

La partita, invece, che mai avresti voluto giocare?

7 turni su 9 a Fano, campionato femminile 2014.

Apertura, medio-gioco e finale: quali consigli ci puoi dare?

Guardate sul database e ricordate il motto di mio zio (che non sa una mazza di scacchi) “Meglio un arrocco oggi che una gallina domani”.

Hai qualche aneddoto nel cassetto da rivelarci in esclusiva o quasi?

Beh, il problema è che li ho tutti trascritti nelle mie pubblicazioni. Ti dirò solo questo: di recente ho sognato che mi dicevano:  “Ceci, sta esplodendo la crosta terrestre” e io “Sì, ma se è una scusa per farmi arrivare tardi al turno le prendete”.

Sogno nel cassetto?

Avevo già gli aneddoti nel cassetto, ho esaurito lo spazio!

Scusa, ma sai ai nostri lettori un po’ di gossip, ogni tanto, va dato… Permetti qualche domanda personale?

Se proprio devi…

Benissimo, allora procedo…

So che in Italia alcuni scacchisti disabili vorrebbero far nascere un’associazione come è l’IPCA (associazione scacchistica disabili fisici), che poi si affilierà alla FSI/FIDE, che ne pensi?

Io non lo so, cerco di dimenticarmi di essere disabile quando gioco, comunque c’è gente che sta peggio e va aiutata.

Hai possibilità di frequentare un circolo?

Ogni tanto quello di Padova, di Manca e Alessandro Franco, ma online è più comodo.

Come trascorri le tue giornate?

Vado all’università, cazzeggio, studio lettere, scrivo, sto su FB, esco con i miei amici, cose così. Qualche canna ogni tanto (scherzo, mamma!).

Come si comportano i tuoi avversari?

In genere bene, sono io che mi metto a ridere o a piangere apparentemente senza motivo. Non sopporto i ragazzini 1400 che giocano come dei 1800, mi rovinano il torneo.

Cosa sono gli scacchi per te?

Non lo so, a volte una passione, a volte un riempitivo degli spazi vuoti della mia vita, ultimamente l’agonismo è un peso per me.

Sei impegnata sentimentalmente?

Ogni tanto ho qualche tresca, niente di serio…

Con chi?

In genere con tipi già impegnati (risata malefica).

So che sei anche una scrittrice, vero?

Sono più una scrittrice che una scacchista, è dura da ammettere.

‘Fuori dal comune’, il tuo libro, è un’opera autobiografica che ti descrive come una ragazza eccezionale o come una ragazza che abita fuori dalle porte della città? Battuta a parte, scusami, raccontaci del libro.

E’ la mia storia, ma è molto di più, mi sono candidata alle elezioni comunali per provare e sentirmi utile e ho pensato di scrivere tutto. Alcuni personaggi si riconoscono subito, altri sono esasperati/cambiati. Ho accresciuto alla follia una mia cotta adolescenziale. A proposito, quando ero ragazzina mi piaceva un mio compagno di circolo, tale Dragone. Se l’avessi sposato sarei diventata Alfier in Dragone.

Sai che Simenon mentre scriveva un romanzo di Maigret prendeva gli appunti per altri due o tre romanzi; tu ne hai già un altro nel cassetto?

Ho tante idee, una più assurda dell’altra e poi naturalmente c’è il mio capolavoro ‘Scacchi Proibiti’ (un fantasy basato sulla frase di Tal: “Se proibissero gli scacchi per legge, diventerei un fuorilegge”;).

‘Fuori dal Comune’ si può acquistare online, ‘Scacchi Proibiti’ uscirà a breve, a puntate, con quel matto di Valerio Luciani.

Prossimi tornei in programma?

Pensavo di non giocare per un po’, ho l’ultimo anno di lettere alle porte. Il torneo a Fano è stato deludente, ma mi ha aperto gli occhi.

Ciao e grazie della disponibilità.

cecili2a

avatar Scritto da: Mongo (Qui gli altri suoi articoli)


8 Commenti a Le nostre interviste: Cecilia Alfier

  1. avatar
    fds 8 agosto 2014 at 08:37

    Ciao Cecilia.

    Se diminuiscono gli stimoli per l’agonismo, meglio prendersi una pausa. Se invece si è demoralizzati per una competizione andata male (capita), meglio non pensarci e guardare avanti.
    O le due cose sono collegate?

  2. avatar
    fds 8 agosto 2014 at 08:46

    Ciao Mongo.

    I non vedenti hanno la loro associazione e il loro campionato nazionale.
    Tanti anni fa ho arbitrato due volte il campionato nazionale dei non udenti, ma non era una competizione ufficiale (adesso non so).
    Mi chiedevo – e mi chiedo – perché in Italia non esiste qualcosa di simile alla IPCA.
    Immagino che per finalizzare l’idea ci vogliano persone che diano disponibilità e siano disposte a sacrificare tempo e risorse.

    • avatar
      Mongo 8 agosto 2014 at 11:10

      @fds: l’ASCI (Associazione Scacchisti Ciechi Italiani) è affiliata FSI/FIDE ed il suo campionato italiano è valido per le variazione Elo, stessa cosa per l’associazione scacchistica dei sordi.
      Per i disabili fisici il discorso è completamente a zero o quasi. Ne abbiamo parlato a Dresda l’anno passato io e Ruben Bernardi (componente della squadra olimpica dell’IPCA) con l’aiuto di Michele Visco (presidente dell’ICDD – sordi), ma fare una IPCA-Italia in due è impossibile. I disabili scacchisti da me contattati in merito hanno espresso molte perplessità in merito e sono stati ‘spaventati’ dal pericolo della ghettizzazione.
      So che nel 2015 ci saranno i mondiali dei disabili (fisii-‘cecati-sordi) in India e se esistesse una IPCA-Italia che sovvenzionasse, anche solo in parte, le spese per la trasferta, alcuni italiani potrebbero anche pensare di parteciparci. Ai mondiali di Dresda moltissimi giocatori erano spesati dalle rispettive federazioni nazionali relative all’handicap del giocatore e mi pare che pure i nostri sordi ci abbiano partecipato spesati in tutto o almeno in parte.
      Ci sto lavorando su, ma avendo molteplici interessi non sempre riesco a dedicarci il tempo necessario… Se son rose, fioriranno!! 😉

      • avatar
        Roberto Messa 9 agosto 2014 at 11:42

        Entro a gamba tesa e con provocatoria superficialità: ma perché mai volete una associazione/federazione per gli scacchisti disabili fisici? Per i non vedenti l’handicap nel giocare a scacchi è evidente, ma per “voi” (e anche per i non-udenti) non vedo ‘sto gran problema, se non nella sacrosanta rivendicazione di sale torneo senza barriere architettoniche e questioni correlate.

        Tornando a Cecilia, mi piace da morire il suo modo di fare (o di essere??) una “bad girl”, soprattutto dopo aver avuto la fortuna di leggere alcuni suoi brevi racconti “proibiti” che spero non restino inediti.

        • avatar
          Mongo 9 agosto 2014 at 14:16

          Secondo me l’IPCA-Italia dovrebbe essere un imbuto di idee e progetti per migliorare l’integrazione tra disabili fisici e normodotati.
          Ad esempio io vorrei tanto fare un corso per diventare istruttore di scacchi, ma a quello a cui mi ero iscritto, organizzato a Milano c/o un palazzo del CONI,mi pare di ricordare che fosse dalle parti di via Piranesi, non ho potuto seguirlo perché lo tenevano al piano superiore senza ascensore, con una scala impraticabile per tirare su una carrozzina e senza bagni adeguatamente attrezzati. Una vergogna. Penso che le diverse federazioni scacchistiche per ciechi, sordi, disabili fisici, dovrebbero esistere solo come braccia della FSI, cioè interne ad essa, e non come federazione alla FSI affiliate.
          Casca a penello: oggi a Tromso sfida tra disabili fisici e ‘cecati.

  3. avatar
    alfredo 9 agosto 2014 at 12:14

    Sottoscrivo parola per parola quello detto da Roberto .
    Purtroppo sulle barriere architettoniche in Italia siamo molto indietro .
    io in qualche modo ” spero” in futuro in un campione del mondo disabile .
    Una delle parite piu’ belle che abbia mai visto (commentata anche da un Gm ungherese su T e C) è la Sciascin – Korcnoy 1-o
    Sciascin è come Zanardi . Ha perso le gambe in guerra credo
    eppure …
    Anche un campione del mondo cieco penso sia una possibilità .
    ma anch io non credo vi sia bisogno di una federazione o una squadra diverse.
    Oggi ho visto una famosa pubblicità di Toscani .
    tre cuori perfettamente identici
    sotto le scritte : white , black , yellow
    Ecco si potrebbe fare la stessa cosa
    Due cervelli identici
    sotto la scritta ” disabile” – ” abile”
    Hawking o Regge sono due esempi di come anche su una sedia a rotelle si possano raggiungere i vertici della propria specilità

    • avatar
      Jas Fasola 9 agosto 2014 at 12:30
      • avatar
        alfredo 9 agosto 2014 at 12:45

        partitina eh ?
        beh adesso la squadra dei cosiddetti portatori di handycap potrebbe essere rinforzata proprio da il terribile visto che sta su una sedia a rotelle !
        uhm ….racconti proibiti ?
        sarei proprio curioso
        ho visto scrittrici italiane cimentarsi nel genere
        con risultati ridicoli pero!
        che l ‘ Italia abbia trovato la sua Erica Jong ?

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