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i Maestri di Milano: Alfred Rubinstein

Scritto da:  | 15 settembre 2014 | 88 Commenti | Categoria: C'era una volta, Italiani, Personaggi

i Maestri di Milano 2

Alfred Rubinstein è probabilmente il maestro di Milano che ho visto più spesso, ma forse anche quello di cui so meno.

Non figura nel Dizionario enciclopedico degli scacchi di Porreca, per cui non so nemmeno le date di nascita e di morte e come e quando sia diventato maestro.

Comunque doveva essere nato ai primi del ‘900, di media statura, viso rotondo, calvo con capelli bianchi sui lati e dietro, con una notevole pancia, ma agile nei movimenti.

Sia in piedi che alla scacchiera stava sempre con la schiena dritta e con in viso una espressione imperturbabile, per descrivere l’impressione che mi trasmetteva con un aggettivo direi solido, massiccio.

Non so che mestiere facesse per vivere, o se fosse in pensione ne se fosse sposato e se avesse figli.

Naturalmente dal cognome era ebreo, ma allora non c’era questo ossessivo richiamo all’olocausto e ingenuamente non ci avevo fatto caso. Adesso che me ne sono reso conto, mi è venuta la curiosità di sapere come se la fosse cavata durante la guerra e da una lettera di Foà citata da Soloscacchi ho scoperto che era rimasto nascosto a Milano e che in quel periodo campava vendendo calze.

Quindi era in Italia da molti anni e parlava bene l’italiano, ma dall’accento doveva essere di origine straniera, probabilmente tedesco.

Foà era un giocatore di prima nazionale che conoscevo benissimo, una mia vittima fissa nei lampo e semilampo, anche lui ovviamente ebreo, cosa di cui mi sono reso conto solo adesso.

Quando andavo in Scacchistica Rubinstein c’era quasi sempre, ma con lui avrò scambiato al massimo qualche parola.

In genere giocava lampo credo quasi sempre per una piccola posta, non ha mai partecipato al Campionato di Milano o ad altri tornei in città o fuori, ma a volte giocava in tornei lampo o semilampo a Milano.

Lo incontrai qualche volta lampo ed ho sicuramente sempre perso; era molto veloce, nel gioco lampo per me era fuori portata, ma con tempo lungo contavo di giocarci alla pari.

Con il bianco giocava la partita di donna, impianti solidi senza impegnarsi in seguiti teorici, col nero adottava regolarmente la siciliana Nimzovich, con 2 …Cf6.

Questa apertura mi impressionò abbastanza e visto che gli avversari non trovavano modo di metterlo in difficoltà la adottai a volte anche in partite di torneo, con l’idea si uscire dalle vie più battute della siciliana; però i miei risultati non furono particolarmente brillanti.

Sulla sua attività in tornei ufficiali, ho scoperto un risultato prestigioso, la vittoria in prima scacchiera nel Campionato Italiano a Squadre del 1961 a Cremona con la Scacchistica Milanese, formazione Rubinstein, Ferruccio Castiglioni, Lilloni, Contedini, Ferrantes.

i Maestri di Milano 6

Sono rimasto molto sorpreso di scoprire che ha partecipato al torneo di La Spezia nel !973; non me lo vedo a partecipare a sue spese ad un torneo fuori Milano. In quel periodo ero militare, quindi non conosco i retroscena, per spiegarmelo ho anche pensato che fosse stato sponsorizzato da Palladino o addirittura che fosse un altro Rubinstein, il cognome non è rarissimo, ma non ce ne sono altri attivi in quel periodo in Italia, dovrebbe essere proprio lui.

Come per Monticelli anche per Rubinstein la scelta della partita è obbligata, é l’unica da lui vinta che conosco.

L’avversario, Giubbolini è un giocatore che ha avuto la sfortuna di essere promosso maestro; sarebbe stato un candidato di medio livello, così invece era unanimemente ritenuto il maestro più debole in circolazione, ambitissimo degli accoppiamenti col sistema svizzero.

Bisogna ricordare che allora il punteggio Elo non esisteva e per le promozioni vigeva un criterio “tutto o niente” 1 per i maestri 2 per i candidati; quindi incontrare Tatai o Giubbolini agli effetti della promozione era esattamente la stessa cosa.

Aggiungo che in quel periodo i torneo erano pochi, i maestri in attività tutti forti, i candidati migliori non riuscivano a passare ed erano forti anche loro, con la conseguenza che in quel periodo le promozioni da candidato a maestro erano una o due all’anno e forse ci furono anche anni senza promozioni.

Io ho incontrato due volte Giubbolini e ho sempre vinto senza molta fatica.

i Maestri di Milano 3

Alfred Rubinstein vs. Ilio Giubbolini  

La Spezia, 1973

1.Cf3 d5 2.d4 Cf6 3.c4 e6 4.Cc3 c6 5.Ag5 

Posizione dopo 5.Ag5

Posizione dopo 5.Ag5

l’apertura è giocata da Rubinstein in modo un po’ approssimativo, un ibrido tra slava e ortodossa; teoriche erano 5 e3 o 5 Db3.

5…dxc4 6.a4 

con 6 e4 si rientrava in una variante complicatissima della semislava; ammesso che lo sapesse, sicuramente Rubinstein non voleva lanciarsi in una disputa teorica.

6…Cbd7 

meglio 6…Ab4; 7 e3 b5; mantenendo il pedone di vantaggio.

7.e3 Da5 8.Axf6 Cxf6 9.Axc4 Ab4 10.O-O 

Posizione dopo 10.0-0

Posizione dopo 10.0-0

Rubinstein sacrifica un pedone; il mio PC preferisce 10 Tc1 o 10 Dc2 ma il compenso per il pedone è indubbio, anche se forse non del tutto sufficiente. Non se se io avrei avuto il coraggio di sacrificare; forse lo avrei fatto dopo lunga riflessione e pieno di dubbi. Probabilmente Rubinstein non ha perso tempo a calcolare molto, si è fidato dell’istinto.

10…Axc3 11.bxc3 Dxc3 12.Ce5 Da5 13.f4 O-O 14.Db3 Ce4 

Posizione dopo 14...Ce4

Posizione dopo 14…Ce4

qui e nelle due mosse successive Giubbolini gioca la mossa migliore suggerita dal mio PC; purtroppo per lui in questo caso dire “gioca come il computer” non è un complimento; era impossibile calcolare tutto, ma il ritardo di sviluppo doveva far suonare un campanello d’allarme. Era meglio 14… Cd5; 15 e4 f6!; e il nero è in vantaggio.

15.Dc2 Cd2 

meglio 15…f5; con parità.

16.Ad3 Cxf1 

ultima occasione: con 16…f5; 17 Tfd1 Ce4; 18 Axe4 fxe4; 19 Dxa4 il nero restituisce il pedone, sta peggio, ma sopravvive (forse).

17.Axh7+ Rh8 18.Txf1 

Posizione dopo 18.Txf1

Posizione dopo 18.Txf1

Il mio PC comincia a sospettare che non tutto sia a posto per il nero e valuta la posizione in parità. In realtà i buoi sono scappati da un pezzo.

18…f5 

Non è la difesa migliore, ma 17…Dd8; o altre mosse resistono solo poco più a lungo.

19.Ag6 Tf6 20.De2 Rg8 21.Dh5 Txg6 22.Cxg6 Rf7 23.Ce5+ Re7 24.Dh4+ Re8 25.Dh8+ Re7 26.Dxg7+ Rd6 27.Cc4+

27.Cc4+ e il Nero abbandona

27.Cc4+ e il Nero abbandona

e il nero abbandona. Il massacro è concluso, non mi meraviglierebbe se Rubinstein avesse usato solo un quarto d’ora del suo tempo per tutta la partita.

1-0

La partita è spettacolare, l’esecuzione lineare ed elegante, ma guardiamo un po’ la posizione alla diciottesima mossa. Per la qualità in più il nero ha l’arrocco indebolito dalla mancanza del pedone “h”, solo una torre in difesa dell’arrocco contro tutti e quattro i pezzi del bianco, la torre a8 e l’alfiere c8 completamente fuori gioco.

È così sorprendente che l’attacco fosse imparabile?

Non vorrei che i miei commenti disincantati diano l’impressione che avessi una bassa considerazione di Rubinstein; credo che valesse pienamente il titolo di maestro, possedeva un solido mestiere ed era un avversario ostico per chiunque.

Ho parlato male di Giubbolini e per non sentirmi in colpa aggiungerò quella che penso si possa considerare “l’immortale” di Giubbolini.

È fuori tema, ma non importa, anzi le cose più interessanti di SoloScacchi sono quelle fuori tema.

i Maestri di Milano 1

Ilio Giubbolini vs. Fiorentino Palmiotto

Sottomarina, Campionato italiano, 1970

1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.Ag5 e6 7.f4 b5 8.e5

Posizione dopo 8.e5

Posizione dopo 8.e5

la mia impressione è che sia un approccio un po’ troppo violento per essere buono, ma è la variante principale, non mi permetto di criticare.

8…dxe5 9.fxe5 Dc7 10.De2 

ci sono molte altre possibilità, la principale è 10 exf6 ma si può anche “sviluppare” l’alfiere con 10 Axb5 ; un sacrificio molto pericoloso impossibile dare un giudizio.

10…Cfd7 11.O-O-O Ab7 12.Cf5! 

Posizione dopo 12.Cf5!

Posizione dopo 12.Cf5!

in partite di questo tipo ci si chiede sempre se siano mosse teoriche frutto di analisi pubblicate su libri o riviste; qui che sia stata trovata sulla scacchiera o studiata a casa il merito va dato a Giubbolini perché sul data base ho trovato altre partite tutte successive, quindi dovrebbe essere stato il primo a giocare questa mossa.

12…exf5 13.e6 Cf6 14.Axf6 gxf6 15.Dh5 Ab4 16.Axb5+! 

Posizione dopo 16.Axb5+!

Posizione dopo 16.Axb5+!

mossa tipica di queste posizioni, ma il sacrificio di un secondo pezzo fa sempre una certa impressione.

16…axb5 17.exf7+ Rf8 18.The1 Ca6?

Posizione dopo 18...Ca6?

Posizione dopo 18…Ca6?

Bisognava spostare il cavallo per controllare l’ottava traversa ed è comprensibile che Palmiotto non volesse ostruire la settima per poter prendere con la donna il pedone f7. Anche 18…Rg7 era meglio, ma la mossa giusta era 18…Cd7! giocata nella Bonfà – Tatai Cotronei 1978. La partita continuò con 19 Te8+ Rg7; 20 Td3 Df4+; 21 Rb1 Ce5; 22 Tg3+ Cg4; 23 a3 Tf8; il bianco abbandona. Tatai era al Campionato Italiano del 1970 (lo ha vinto) quindi aveva certamente visto la partita di Giubbolini e si sarà preparato, dato che questa apertura era nel suo repertorio col nero.

19.Te8+ Rg7 20.Dxf5 Dxf7?

Posizione dopo 20...Dxf7?

Posizione dopo 20…Dxf7?

Con 20… Dc5; il bianco deve scegliere se continuare l’attacco con esito incerto con 21 Tg8+ Thxg8; 22 fxg8=D Rxg8; 23 De6+ Rg7; 24 Td7 o se cercare un finale salvabile con 21 Td7 Tf8; 22 Dg4+ Dg5+; 23 Dxg5 fxg5; 24 Txb7 Axc3; 25 bxc3 Tb8;

21.Dg4+ Dg6 22.Td7+ Rh6 23.Dh4+ Dh5 24.Dxf6+

26.Dxf6+ eil Nero abbandona

26.Dxf6+ e il Nero abbandona

Il nero abbandona perché è forzato il matto in due.

1-0

Anche se ad una analisi rigorosa i sacrifici non sono del tutto corretti, l’attacco è coraggioso, la difesa difficile e la vittoria meritata.

Una partita molto bella, Giubbolini sarà anche stato un maestro debole, ma era pur sempre un maestro!

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avatar Scritto da: Giancarlo Castiglioni (Qui gli altri suoi articoli)


88 Commenti a i Maestri di Milano: Alfred Rubinstein

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    Massimiliano Orsi 15 settembre 2014 at 11:08

    Credo che in realtà Rubinstein abbia partecipato a più di un Campionato di Milano. Dovrebbe addirittura aver vinto la 14^ e la 16^ edizione, rispettivamente nel 1955 e nel 1957. Mi risulta anche 3° classificato nella 5^ edizione del 1946, vinta da un altro Castiglioni, Ferruccio.

    Dopo molte partecipazioni in tornei a squadre, ha preso parte a numerose edizioni del Campionato Italiano Seniores dal 1978 fino al 1990. Uno dei suoi ultimi tornei deve essere stato il Campionato Mondiale Seniores di Bad Liebenzell nel 1996:
    http://www.teleschach.de/aktuelles/badli-12.htm




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    DURRENMATT 15 settembre 2014 at 15:22

    …articolo schietto, sincero e senza fronzoli.Un vero e proprio modello di precisione. Quel tuo militaresco “solido,massiccio” mi piace assai… ricorda i bei tempi andati.Grazie per la condivisione.




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    Giancarlo Castiglioni 16 settembre 2014 at 09:10

    Naturalmente mi riferivo ai Campionati di Milano del periodo in cui giocavo io.
    Niente male i 5 punti nel mondiale seniores 1996, tra l’altro con un Sonneborg alto.
    Doveva avere più di 80 anni, probabilmente era più vicino ai ’90.
    Nella classifica di quel mondiale un’altra mia vecchia conoscenza, Berlaki; abbiamo giocato insieme in un torneo a La Spezia, ma non ci siamo incontrati.
    Scrivetemi se avete altre notizie su Rubinstein, mi interessano.




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      Marco 28 luglio 2015 at 11:04

      Sono il figlio maggiore di Alfred Rubinstein. Ovviamente avrei molte cose da raccontare su mio padre: Nato a Chemnitz nel Settembre 1911, è stato Maestro di Scacchi in Germania a 17 anni conseguendo lo stesso titolo successivamente in Italia. La famiglia fu sterminata nei campi di concentramento durante la guerra, lui era in Italia per motivi di studio (era Ingegnere tessile) ed era riuscito ad avere documenti da cui risultava essere Alfredo Mamolino nato a Sorrento. La scampò per un pelo e si sposò nel 1946 a Milano. Il suo periodo migliore come scacchista fu negli anni dopo la guerra, ed era considerato uno dei migliori in Italia.




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        mauro berni 30 luglio 2015 at 16:16

        Signor Marco Rubinstein, vorrei porle due domande:
        1) Sono rimasti moduli o trascrizioni di partite di suo padre, in particolare, ma non solo, dei campionati italiani a squadre degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta o del torneo di Selezione Nazionale di Bologna 1949, a parte le poche già note?
        2) Cosa mi può eventualmente dire, se lo ritiene opportuno, di questa testimonianza rilasciata da Leonardo Foà più di trent’anni fa?
        “Rubinstein è riuscito a scamparla vivendo qui e lì, lo stavano scoprendo quando poi è finita, quando venne la Liberazione nell’Aprile del 1945. Doveva scappare, ma doveva anche guadagnare da vivere e commerciava in calze, io avevo un impiego, poi, dopo l’8 settembre 1943, sono fuggito, mentre lui è rimasto dal 1943 al 1945, tutto il periodo dell’occupazione nazista a Milano, è riuscito a scamparla, ma sapeva che stavano per prenderlo, …gli avranno fatto qualche domanda… ci sarà stata qualche spiata… lui riuscì a tener duro fino all’aprile del 1945”.




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          Marco 31 luglio 2015 at 07:21

          Purtroppo non ho documenti relativi alle partite di papà.Delle sue poche cose rimaste, a parte una valanga di libri, c’è poco che riguarda i suoi trascorsi scacchistici.
          Durante la guerra aveva conosciuto mia madre e si era procurato documenti falsi. Come facesse a farsi passare da napoletano, con il nome di Alfredo Mamolino di Sorrento è un bel exploit, dato che aveva un accento tedesco molto marcato. In effetti mi raccontava che durante la guerra l’aveva scampata più volte per un pelo, ma è sempre riuscito a cavarsela. Durante la guerra probabilmente era aiutato dalla famiglia, benestante,che purtroppo fu annientata nei campi di concentramento tedeschi tranne una sorella, Elena, sposata in Inghilterra. A Milano si arrangiava anche dando lezioni private di lingua tedesca. L’attività con le calze inizia dopo la guerra, nei primi anni ’50 aveva una fabbrichetta di calze da donna (fu lui ad inventare i collant…;) che purtroppo dopo pochi anni fallì. Successivamente aprì una piccola ditta di import_export con il nome di MARO (Marco e Roberto, i figli), che gli dava da vivere decorosamente.Andò in pensione a metà anni ’70, partecipando ancora a numerosi campionati italiani Senior vincendone anche qualcuno.




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            mauro berni 31 luglio 2015 at 10:33

            Grazie per la risposta, naturalmente, e per i chiarimenti.




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    Enrico Cecchelli 16 settembre 2014 at 10:11

    Carissimo Castiglioni , mi permetto di darti del tu e mi complimento per il bell’articolo che arricchisce ulteriormente la nostra conoscenza di maestri
    dimenticati o poco conosciuti.
    Volevo soltanto puntualizzare che, pur riconoscendo che non sia mai stato un “fulmine di guerra”, il tuo giudizio su Giubbolini ( “il più debole dei maestri in circolazione e un candidato maestro di livello medio”;) forse è troppo severo e riduttivo.
    I suoi anni migliori furono dal 1960 al 1975 circa dopodichè necessariamente le sue motivazioni e la sua forza ebbero un calo ma mi piace ricordare alcune sue performances ( fonte Chicco e Rosino):

    1°-2°( con Primavera ) SEMIFINALE 25° CAMPIONATO ITALIANO ( su 22 giocatori )
    PARTECIPAZIONE AL 25° C.I. ( anche se ultimo)
    PARTECIPAZIONE AL 30° C.I. ( quartultimo ma vedere i nomi dei partecipanti)
    PARTECIPAZIONE AL 31° C.I. ( 12°- 15° con Magrin, Norcia, Romi ma davanti a gente
    come Palmiotto, Rosino,Calapso,dietro a giganti dello scacchismo italiano)
    Vittoria nel C.I. Squadre per Corrispondenza del 1977 ( ASI)

    Rapportato ai giorni nostri 3 partecipazioni alla fase finale del C.I. credo siano prestazioni di tutto rispetto e che molti di noi ed io per primo ( io sì un Candidato Maestro di medio-basso livello ) mi sogno di ottenere. Oltre a questo ricordo un 6° e un 7° posto ( 1976 e 1977 al Torneo Internazionale di Imperia ( risultati che non si ottengono per caso ) ed un 10° posto nel 1964 dove Faraci nel suo libro documenta vittorie contro Zichichi, Wagmasn, Romi, Fleischmann, Magrin. Sperando che le mie puntualizzazioni non appaiano polemiche, ancora un saluto ed i miei rinnovati complimenti per l’articolo.




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    alfredo 16 settembre 2014 at 13:47

    Caro Gaincarlo
    anch io so poco del mio omonino Rubinstein anche se fu sicuramente una figura di rilievo negli scacchi a Milano negli anni 50 – 70
    Non so che lavoro facesse .
    Quando iniziai a curiosare nella seconda metà degli anni 60 ne fui colpito .
    Pensavo fosse Akiba rubinstein !
    su quella strana discontinua ma a tratti interessante rivista che fu ” scacchi e Scienze applicate” ho trovato notizie su di lui desunte da una intervista con Foà , come lui ebreo .
    Era sicuramente un fortissimo giocatore lampo . Un campionato lampo milanese del 57 mi sembra lo vede vincitore con 14 /15 .
    Vi è anche una sua foto , l’unica che conosco , che lo ritrae mi sembra nel 1964 con la squadra Milanese ( Ferrantes , Foaà stesso , Contedini piu’ un paio di altri personaggi uno non identificato)
    Si trattava di una trasferta a Friburgo . Adolivio mi racconto’ come lui 17 enne o 18 enne venne affidato dai genitori alla amorevole assistenza di Ferrantes .
    a Friburgo poi’ racconta Foà successe quello che successe a me .
    Si aspettavano che l A . Rubinstein preannunciato fosse Akiba Rubinstein ( che aveva abbandonato gli scacchi da piu’ di 30 anni e morto un paio di anni prima)
    Era piu’ o meno come me lo ricordo al piu’ incontro
    in milanese si direbbe un tipo ” tracagnotto”
    Farò la scansione di questo articolo (che contiene anche altre cose interessanti) e te lo invierò in pvt .
    magari potresti fare qualche integrazione .
    Comunque lo ricordo attivo anche fuori di Milano .
    Ad esempio lo ricordo partecipante ( e con buon risultato) a un torneo organizzato dalla rivista Panorama a Levico Terme
    Se ne parla su un fascicolo de l’IS della metà deegli anni 70 .
    Ho appena ordinato la storia della SSM di Sanvito
    Magari nel lavoro di Sanvito ci sarà qualche ulteriore notizia su Alfred Rubinstein .
    Potrei fare qualche ricerca tramite la comunità ebraica di milano ma il cognome Rubinstein è molto diffuso ….




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    Jas Fasola 16 settembre 2014 at 14:39

    C’e’ la serie di libri di Gino de Felice “Chess Results”, si trova anche su internet qui http://www.4shared.com/office/xI6RMUEL/Chess_Results1956-1960.html

    Milano – Riga Milano, 27-28/10/1957

    Ferrantes Giovanni – Tal Mikhail 0-2
    Castiglioni Ferruccio – Gipslis Aivars 0-2
    Rubinstein Alfred – Klavins Janis 0,5 – 1,5
    Contedini Ennio – Aleksandrov Alexander 1,5 – 0,5
    Liberatori – Solmanis 0 – 2
    Totale 2 – 8

    Milano – Slavija Milano, 29/9/1958

    Rubinstein Alfred – Matulovic Milan 0-1
    Castiglioni Ferruccio – Ciric Dragoljub 0,5




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    Renato Andreoli 16 settembre 2014 at 14:40

    Ero presente a quel torneo “Panorama” di Levico Terme e mi ricordo vagamente di Alfredo – mi pare di ricordare che figurava col nome italiano – Rubinstein. Si classificò quarto, mentre il torneo fu vinto da Martorelli.




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    alfredo 16 settembre 2014 at 18:59

    Esatto !
    su l’IS c’è anche una sua partita piuttosto interessante .
    purtroppo mi sembra sia in un anno in cui non ho l’annata rilegata per cui non trovo al momento la partita .
    appena posso mandero’ a Giancarlo la foto con Rubinstein
    da quel che se ricava piuttosto attivo e valido nella vita scacchistica degli anni 50 – 70 .
    Ciao Renato 🙂




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    Renato Andreoli 16 settembre 2014 at 20:22

    Era il Torneo Panorama 1978 (26 agosto-2 settembre), diretto dal maestro Ferrantes. Vi partecipai da nc e ne ho ritrovato la classifica su un vecchio quaderno dove sono riportate le mosse delle mie partite. Il cognome Rubinstein, ed il nome con l’iniziale a, non mancò di fare una certa impressione anche su di me; mi faceva pensare non solo ad Akiba Rubinstein, ma anche ad Arthur Rubinstein che a quel tempo era forse il più famoso pianista vivente.
    Aveva il diritto di partecipare al torneo chi risolveva una serie di problemi pubblicati sulla rivista Panorama. Alcuni solutori venivano sorteggiati per il soggiorno gratuito nella località trentina.
    Partecipai anche ad un’edizione successiva della manifestazione e di questo secondo torneo ricordo un divertente aneddoto. Nella foto ufficiale dei premiati, pubblicata insieme con la classifica su Panorama, mancava clamorosamente proprio il vincitore, un giovane scacchista friulano: era in congedo dal lavoro per malattia!




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    Ramon 16 settembre 2014 at 21:16

    Un applauso a chi è in grado di localizzare con esattezza (senza ricorrere a Google!) le ultime due foto dell’articolo di Giancarlo, e menzione speciale a chi riesce a dir qualcosa circa la foto seguente (senza avvalersi degli aiuti digitali di cui sopra 😉 )

    Foto misteriosa...




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      Zenone 17 settembre 2014 at 08:30

      Non lo è senz’altro…ma mi emoziona sufficientemente da dire che mi piacerebbe fosse “La casa in mezzo al verde…” della Via Gluck.




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        alfredo 17 settembre 2014 at 10:28

        non so a che periodo le foto si riferiscono .
        sto riguarando il film ” la vita agra” con il grandissimo Ugo Tognazzi trattodall’omonimo capolavoro di Luciano Bianciardi .
        Quelle foto mi fanno venire un po’ in mente quel periodo anni 50 -60 e il bianco nero di quel belissimo film




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      Giancarlo Castiglioni 17 settembre 2014 at 09:28

      E’ in via Lorenteggio, adesso è in mezzo allo spartitraffico.
      Le case in fondo sono in quella che adesso è piazza Bolivar.
      La foto con “Catramina Bertelli” mi pare sia viale Monza.
      L’altra è in fondo a Via Leoncavallo, Piazza Sire Raul.
      Volevo complimentarmi per le bellissime fotografie.




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        alfredo 17 settembre 2014 at 19:08

        davvero belle.
        Autore?
        anni?




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        Ramon 17 settembre 2014 at 20:49

        Esatto! Una cosa che mi ha sempre incuriosito particolarmente, in tutti gli anni che ho vissuto a Milano (città che amo moltissimo), è che non ho mai incontrato nessuno che pronunciasse esattamente Bolívar con l’accento sulla i, tutti lo pronunciano con l’accento sulla o 😯




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    alfredo 16 settembre 2014 at 22:22

    Rubinstein era Maestro
    in quel torneo arrivo’ 4 – 6 su 94 giocatori tra cui parecchi maestri
    si svolse anche un torneo lampo
    in uno di questi si distinse una giovane promessa di Berbenno
    questa è la partita che ho trovato di Alfredo Rubinstein , una sconfitta contro un giocatore inferiore he sicuramente ha influito non poco sulla sua classifica finale
    Tripoli – Rubinstein Levico Terme 78
    1) Cf3 d5
    2)d4 Cf6
    3)c4 e6
    4)Cc3 c6
    5)Ag5 Ae7
    6)e3 Cbd7
    7)Tc1 0-0
    8)a3 dxc4
    9)Axc4 h6
    10)Ah4 Cd5
    11 ) Ag3 c7f6
    12) Ad3 Ad6
    13) Ce5 Ce8
    14)0-0 Axe5
    15)Axe5 f6
    16)Ag3 De7
    17)Dh5 f5
    18)Ae5 Cdf6
    19)Dh4 Df7
    20)f4 Cd7
    21)Tf3 Cxe5
    22) dxe5 Cc7
    23)Tg3 Rh8
    24)Ae2 Dg8
    25)Tg6 Rh7
    26)Ah5 Ad7
    27)De7 Ae8
    28)Txh6 Rxh6
    29)Dg5+ Rh7
    30)Ag6 + Axg6
    31)Dh4 il Nero abbandona
    10)




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    alfredo 16 settembre 2014 at 22:26

    Per la scansione con la foto di Rubinstein abbiate un po’ di pazienza .
    Spero comunque di trovare partite migliori i questa .
    Comunque stiamo ricostruendo un poco della storia di questo giocatore che pur avendo visto molte volte mi è sconosciuto o quasi come persona .
    ah la govane promessa non ando male neppure nel torneo classico vinto dal futuro MI Martorelli




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    Ivano E. Pollini 16 settembre 2014 at 22:52

    Caro Castiglioni,

    sicuramente ti devo aver visto alla Scacchistica Milanese perché il tuo viso non mi è nuovo.

    Provo a darti alcuni dettagli su Alfredo Rubinstein, che vedevo spesso alla Scacchistica di Milano, ma di cui si sapeva poco.

    A me aveva detto un paio di volte di essere stato alla Scuola di Nimzowitsch in Germania per tre mesi. Mi salutava sempre in modo allegro-ironico con la sua frase prediletta: “Ecco arrivano i forti!” Figurati, detto da lui! Un giorno mentre “studiavo” il difficile finale “Regina contro Torre” (alcune posizioni di patta e regola delle 50 mosse da rispettare) ha voluto mostrarmi come era facilmente vinto. E infatti l’aveva ha vinto verso la 40-45 mossa (non molto facilmente), ma io lo incalzavo, ricordandogli la regola “50 mosse” e questo lo faceva arrabbiare, si confondeva e doveva ripetere alcune varianti (e io gli contavo le mosse!). Ricordo anche che al gioco lampo batteva chiunque (o quasi) alla Scacchistica e che più di una volta aveva vinto il primo premio al “torneo lampo” di Milano (sponsorizzato dalla Pirelli), premio che pare fosse intorno alle 5oo mila lire!
    Tuttavia, a me interessa più sapere di Foà! A me risulta che fosse un forte I Nazionale, un Ingegnere di Napoli trapiantato a Milano. Lui giocava spesso con Rubinstein e ogni tanto lo batteva. Qualche volta Rubinstein, impallidiva, si alzava dal tavolo e se ne andava. Con Foà, ammesso che sia la stessa persona, ho invece giocato molte volte. Inizialmente giocare con lui era come andare a lezione: ogni sconfitta una nuova lezione. Poi ero un pò migliorato.Ma non so se parliamo della stessa persona.

    Comunque il tuo articolo mi è molto piaciuto e mi ha fatto riandare col pensiero ad un periodo di “scacchi spensierati” (anni 70-80), quando si vinceva e si perdeva allegramente.

    Complimenti

    Ciao

    IEP




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    alfredo 16 settembre 2014 at 23:08

    Bello il ricordo di Ivano
    comunque di Rubinstein c’è traccia anche su
    http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=120639

    Si puo’ supporre che fosse nato tra il 1900 – 1910 in Germania dove ha comunque giocato a scacchi e poi si sia trasferito per qualche motivo in Italia ( a mio parere al’inizio degli anni 50)
    tassello per tassello si continua .
    il difficile è trovare una partita vinta da A . ubinstein oltre a quella con Giubbolni .
    Comunque negli anni 60 con Contedini Guido Cappello Bonfioli Ferruccio Castiglioni uno dei migliori giocatori di Milano




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    alfredo 16 settembre 2014 at 23:11

    Per Ivano
    ti mandero’ l ‘intervista a Foa pubblicata su Scacchi e scienze applicate .
    Contiene anche un interessante documento storico che ci ricorda uno dei momenti piu’ bui della nostra storia : le leggi razziali .




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    alfredo 16 settembre 2014 at 23:24

    PER IEP

    proprio qui su SoloScacchi (e dove altrimenti?) il giorno 27 1 2013 un articolo del prof. Berni intitolato il “giorno della memoria” incui si parla proprio dell’ingegner Foà prendendo le mosse da quell’articolo. Me lo sono ricordato ora.




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    Jas Fasola 17 settembre 2014 at 09:57

    Alfred Rubinstein vinse i campionati italiani seniores 1983, 1985, 1986 e 1987 che pero’ furono assegnati ad altri non essendo lui italiano
    http://www.federscacchi.it/doc/notcom/d20060306115758_cise2006.pdf




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      Ivano E. Pollini 23 settembre 2014 at 23:02

      Come al solito Jas Fasola, breve, preciso e documentato.

      Chissà perché ho visto solo oggi l’interessante Albo d’Oro riportato nel sito della Federscacchi. Distrazione!

      Strana cosa questa di assegnare ad altri (più di uno) le vittorie di Rubinstein!

      In altri tempi si battevano i Campioni e non si esigeva il titolo (mi riferisco a Pillsbury-Showalter e Lasker Showalter, il leone del Kentucki, Campione degli Stati Uniti, in anni 1890-1900) e qui invece si ottiene un titolo pur essendo arrivati secondi…Bah!




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      Marco 28 luglio 2015 at 11:11

      ha vinto anche qualche campionato italiano subito dopo la guerra.




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    alfredo 17 settembre 2014 at 11:51

    Anche qui un accenno al Maestro Rubinstein , decano dei mondiali juniores

    http://www.centurini.it/arretrati/1996-12.htm

    Si deduce che l anno di nascita il 1911 .
    e potrebbe essere un ultracentenario ….




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    alfredo 17 settembre 2014 at 13:01

    correggo ovviamente” seniores”
    decano degli jiniores sarebbe un interessante ossimoro .
    continua la mia ricerca di qualche vittoria del mio omonimo .
    Vedo speso comparire acanto il nome di Rubinstein quello di Ferruccio Castiglioni .
    Lo conobbi solo superficialmente .
    Ni viene sempre in mente in quanto mori’ per quello che allora chiamavano male incurabie nell’ospedale in cui lavoro .
    Lo segui’ un collega suo amico appassionato di scacchi .
    Questo il motivo per cui venne nell’ospedale in cui lavoro .




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    Massimiliano Orsi 17 settembre 2014 at 13:51

    Due partite vinte da Rubinstein al torneo Nazionale di Bologna del Maggio 1949
    http://www.torneionline.com/loto_tornei_d.php?codice=1949XBO01&tipo=1

    Engalicew Nicola – Rubinstein Alfred
    1. Nf3 Nf6 2. d4 d5 3. c4 e6 4. Nc3 Nbd7 5. Qc2 c6 6. Bf4 Bb4 7. Nd2 Nh5 8. Bg3
    Nxg3 9. hxg3 Nf6 10. e3 Bd7 11. a3 Ba5 12. b4 Bc7 13. Nf3 a5 14. Rc1 Qe7 15.
    Rb1 axb4 16. axb4 Bd6 17. c5 Bc7 18. g4 g6 19. g5 Ng4 20. b5 e5 21. bxc6 bxc6
    22. dxe5 Qxc5 23. Rc1 Ra3 24. Nd2 Bf5 25. Bd3 Nxe3 26. fxe3 Qxe3+ 27. Ne2 Rxd3
    28. Qxc6+ Bd7 29. Qxc7 Qxd2+ 30. Kf1 O-O 31. Qxd7 Re3 32. Re1 Rxe5 33. Rh3 Qxg5
    34. Rf3 Qd2 35. Qc7 Qg5 36. Rb1 Rxe2 37. Rg3 Qf5+ 38. Kxe2 Qxb1 39. Rf3 Re8+
    40. Re3 Rxe3+ 41. Kxe3 Qe4+ 42. Kf2 Kg7 43. Qc3+ d4 44. Qb2 Qe3+ 45. Kf1 h5 0-1

    Ricci Pier Giorgio – Rubinstein Alfred
    1. f4 d5 2. e3 Nf6 3. d4 c6 4. Bd3 Bg4 5. Nf3 e6 6. c3 Nbd7 7. Nbd2 Bd6 8. O-O
    c5 9. h3 Bh5 10. g4 Bg6 11. Be2 cxd4 12. cxd4 Rc8 13. Ne5 Bc2 14. Qe1 a6 15. g5
    Ne4 16. Nxe4 Bxe4 17. Bd2 Nxe5 18. dxe5 Bxe5 19. Bf3 Bxf3 20. Rxf3 Bxb2 21. Rb1
    Rc2 22. e4 O-O 23. Rb3 dxe4 24. R3xb2 Rxb2 25. Rd1 Qd3 26. Bc3 Re2 0-1




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    Massimiliano Orsi 17 settembre 2014 at 14:10

    Nella pagina di Chessgames.com si fa riferimento all’annata 1933 della Wiener Schachzeitung.
    A pag. 108 nel numero di Aprile:

    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno-plus?aid=sze&datum=1933&page=164&size=45

    viene citato un Alfred Rubinstein come vincitore del campionato cittadino di Chemnitz (dal 1953 al 1990 nota come Carl-Marx-Stadt. Se la data di nascita è il 1911, il “nostro” Alfred Rubinstein avrebbe avuto all’epoca 22 anni, un età compatibile con il livello dell’evento.

    Sempre nell’ipotesi che si tratti dello stesso giocatore, e a seguito della vittoria dei Nazionalsocialisti nelle elezioni del Marzo 1933 che avrebbe portato ad un deterioramento delle condizioni di vita per i cittadini tedeschi di religione e cultura ebraica, è probabile che poco dopo si sia trasferito in Italia.




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    alfredo 17 settembre 2014 at 19:04

    Alfred Rubinstein viene citato una sola volta nella storia degli scacchi in talia proprio per la vittoria nel torneo di Bologna del 1949 ( pagina 338)
    Negli anni 60 invece gioco’ parecchie edizioni del CIS volte per la SSM a volte per il circolo ” fenarete” . Con il Fenarete gioco’ anche in squadra con Canal
    Il 1949 fu l’anno anche di uscita di Strategia degli avamposti di Canal




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    Alfredo 17 settembre 2014 at 21:34

    Ecco l’unica foto a me conosciuta del Maestro Rubinstein.
    La Società Scacchistica Milanese a Friburgo
    Nella foto si riconoscono Dal Verme, Foà, Capece, Rubinstein, Ferruccio Castiglioni e
    Contedini oltre a una persona che non sono riuscito a identificare.
    La foto fu scattata al giardino publico di Friburgo dove c’era una scacchiera gigante che non si vede.
    La SSM vinse 4 a 3 e della squadra faceva parte anche il Maestro Bonfioli che non si vede.
    Presunibilmente fu lui a scattare la foto.
    L’unico risultato a me noto è la patta in settima scacchiera tra Foà e tale Hierholfer.
    Nella squadra di Friburgo giocava anche il forte MI ungherese Gerebendi cui ha parlato Tatai, residente a Basilea.
    Sperando di essere stato utile nell’aggiungere qualche tassello alla ricostruzione storica saluto caramente tutti gli amici di SoloScacchi!




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      Giancarlo Castiglioni 18 settembre 2014 at 14:57

      Ovviamente la foto non fu scattata in un giardino pubblico, ma alla stazione, si vede un treno!
      A parte questa pignoleria dopo un po’ mi sono ricordato della persona non identificata. Era spesso in Scacchistica, ma non giocava nei tornei, quindi non ricordo come si chiamava, forse non lo ho mai saputo.
      Non pensavo di suscitare tanto interesse e di riuscire a ricostruire molto di quanto volevo conoscere.
      In sintesi nato nel 1911, forte giocatore fin da giovane, a Chemnitz fino al 1933, successivamente a Milano dove è rimasto durante la guerra, in buona salute e forte giocatore anche negli ultimi anni, morto dopo il 1986.
      Grazie a tutti.




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        alfredo 18 settembre 2014 at 15:17

        Si anch’io sono convinto che sia stata in stazione ma nella breve cronologia che accompagna questa foto ( legata alla carriera scacchistica di Foà ) viene scrito ( seppure in maniera un po’ confusa ) che lo scatto avvenne in un giardino pubblico
        mah .
        per quanto riguarda il giocatore ” non identificato” sembra si chiamasse Coria .
        Lo ricordo anch’io vagamente .
        Comunque una bella storia questa ricostruzione a tasselli
        ora che ho qualche dato in piu’ posso chiedere con migliori speraze ai miei amici della comunità ebraica sperando che abbia lasciato traccia se non qualche figlio e nipote .
        sono queste ricerche che nascono da un piccolo spunto , un ricordo, nulle piu’ , a

        suscitare il mio interesse .

        PS : puo’ essere che il giardino pubblico fosse adiacente alla stazione . Alcune note sono precise come la presenza di Gereben e la patta di Foà ma ripeto scritto in maniera un po’ confusa .
        l’impaginazione ha voluto che la foto sia pubblicata in una pagina e la didascalia 50 pagine dopo!




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      Valdo Eynard 11 agosto 2017 at 16:07

      La persona non identificata tra Dal Verme e Foa potrebbe essere un giovane Lucio Capra originario di Bergamo e trasferitosi a Milano




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        Giancarlo Castiglioni 12 agosto 2017 at 09:03

        Confermo, è sicuramente Capra.
        Non lo avevo riconosciuto, ma era prima nazionale e come forza di gioco paragonabile a Foà e Capece giovanissimo.
        La foto dovrebbe essere inizio anni ’60, tutti sono un po’ più giovani di quando li ho conosciuti io.




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    Ivano E. Pollini 17 settembre 2014 at 22:01

    Si, Alfredo, riconosco Foa’ e Rubinstein!

    Grazie per questa foto che ho appena salvato.

    Sapessi che piacere mi fa!

    Sono molto contento di aver giocato innumerevoli partite con Foà a quel tempo.

    Era piuttosto modesto e non sapevo che fosse così “importante”!

    Ricordo che era un avversario piuttosto rapido e difficile nelle partite a 15′ e che nei tornei domenicali molto spesso vinceva un premio, spesso il primo premio.

    Giocava quasi sempre con Rubinstein. Gli altri giocatori della Scacchistica tendevano a evitarlo. Quando lo vedevo “disoccupato” gli chiedevo sempre di giocare.

    Avevo piacere di giocare con lui, per la sua bravura e bonomia. Quando perdevo mi spiegava cosa che non andava nelle mie partite. Se pensavo troppo mi diceva:”Coraggio!” sorridendo!

    Mi era molto simpatico.

    Mi sentivo come un pò “adottato” da lui e la cosa non mi dispiaceva.

    Mi avevi promesso un articolo, ma questa foto mi basta.

    Grazie Alfredo

    Ciao




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      Ivano E. Pollini 18 settembre 2014 at 21:38

      Per gli amici di SoloScacchi:

      confermo che Alfredo MANTIENE le promesse (articolo, foto).

      Mi invierà le foto di Foà a casa!

      Un grande regalo.

      Grazie Alfredo!




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        alfredo 19 settembre 2014 at 12:14

        caro Ivano
        cerco sempre di mantenere le promesse
        in realtà qua non ho ancora mantenuto una promessa .
        una risposta all’amico Franco de Sio sul lavoro del nostro comune amico Preparata .
        Il problema è che io quella risposta al momento non ce l’ho
        e se ce l’avesse qualcuno è una risposta che varrebbe un Nobel! 😆




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          fds 19 settembre 2014 at 13:46

          😆

          Ciao




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    Jas Fasola 17 settembre 2014 at 22:47

    Proprio oggi quel mio amico italiano mi ha raccontato di aver conosciuto l’ing. Foa’. Una volta, intorno al 1990 probabilmente, Foa’ gli disse che viveva al residence Leonardo da Vinci (quello del famoso torneo). Era in pensione e senza famiglia e la’ servito e riverito si trovava molto bene. Era una persona simpatica, per quanto riguarda le sue doti scacchistiche, mi ha detto che e’ meglio non approfondire.




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    mauro berni 18 settembre 2014 at 10:56

    Vado a memoria e quindi potrebbe esserci qualche imprecisione. Rubinstein giocò il torneo lampo di contorno all’Aprile Scacchistico Milanese del 1938. Quando morì fu pubblicato il necrologio sull’Italia Scacchistica, con data e luogo di nascita, che non ricordo, e la partita Engalicev-Rubinstein con i commenti d’epoca; purtroppo, nella confusione della mia libreria, non so ritrovare quel fascicolo. Quanto ad eventuali moglie e figli, nel commento al mio articolo che Alfredo ha ricordato,la nipote Silvia ringrazia la redazione per i ricordi su suo nonno. La redazione stessa potrebbe contattare Silvia, sarebbe contenta dell’articolo.




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    alfredo 18 settembre 2014 at 15:20

    Cerchero’ di contattare questa Silvia
    ne potrebbe nascere un libretto a piu’ mani …
    l’idea mi intriga parecchio
    ciao Mauro !




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      alfredo 19 settembre 2014 at 20:08

      Proprio oggi mi è arrivato il libro sula storia della scacchistica milanese dal 1881 agli anni 60 (prima parte)
      purtroppo non contiene nessuna partita né di Rubinstein né Foà che comunque neli anni 50 60 erano due colonne della SSM ( anche se con qualche deviazione di Rubinstein verso il Fenarete ) .
      incredibilmente sono a questo punto a conoscenza di un maggior numero di partite di Foà che di Rubinstein .
      Foà a mio parere non era affatto debole
      Al CI milanese del 63vinto da Guido Cappello davanti al CI in carica ing . Ennio Contedini impose la patta allo stesso con il N. con una certa autorevolezza . Riproporro’ la partita e i passi del lavoro di Sanvito in cui viene citato Rubinstein




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    mauro berni 18 settembre 2014 at 16:38

    Aggiungerei anche questa, che riunisce i due maestri sinora oggetto degli interessanti articoli di Castiglioni. Bonfioli fa la partita, ma Rubinstein vince.
    Rubinstein-Bonfioli, Varese-Ambrosiano, Milano 4/11/1953, La
    Scacchiera 1953, pag.263, note di Bonfioli
    1 Cf3 Cf6 2 d4 e6 3 c4 Ab4+ 4 Cc3 0-0 5 a3 A:C+ 6 b:A d6 7 Dc2 Cbd7
    8 e4 e5 9 Ad3 b6!
    Il N ha trattato l’apertura con più accuratezza dell’avversario e il
    fianchetto rappresenta ora la più stringente contro misura alla precoce
    occupazione del centro. Il B naturalmente non può spingere in d5, se non
    vuol staticizzare tutto il proprio schieramento, con il molesto P
    doppiato, lasciando al N l’ottimo punto c5 per i suoi CC e le forti case
    di manovra a6 e c8 per il suo A, dopo sviluppata la Ta8.
    10 0-0 Ab7 11 Te1 Te8 12 a4 a5 13 Ab2?
    Questa mossa che non sviluppa affatto il pezzo e non permette neppure lo
    sviluppo della Ta1- per gl’immediati pericoli dell’attacco nero- sarà per
    il B causa di grossi guai.
    13…Cf8 14 Cd2 Ce6 15 g3 h6 16 f3 Ch5 17 Cf1 Df6 18 Df2 Cg5 19 Rg2
    De6 20 Ce3 g6 21 Cd5 Tac8 22 Ac1 Ch3!
    Nonostante la superiorità posizionale, non è facile per il N trovare un
    tratto che conservi decisamente l’iniziativa. La continuazione del testo
    implica già il sacrificio che si compirà alla 28a mossa e che un seguito
    corretto avrebbe dimostrato pienamente giustificato.
    23 Dc2 g5 24 Ce3 e:D 25 Cf5
    Una replica spontanea, e anche promettente.
    25…Cg7 26 Ad2 C:C 27 e:C Df6 28 R:C
    Il B affronta fiducioso la bufera. D’altra parte, la minaccia …g4 era
    pressante e la parata 28 g4 avrebbe concesso nuovo vigore all’attacco
    nero, dopo 28…Cf4+ 29 A:C g:A.
    28…A:f 29 g4 h5 30 g:h Dh6 31 Rg3 D:h 32 Tg1!
    Sembra la difesa più spiritosa contro la minaccia 32…Ac6, seguita da Df3
    matto o Dh4 matto. Infatti ora potrebbe seguire 32…Ac6 33 A:g! D:A? 34
    Rf2 oppure 33…Df3+ 34 Rh4 f6 35 Ah6+! Rh7 36 Dd2!, oppure 33…f6 34
    Dd1.
    32…f6?
    …eppure c’era adesso una via per voncere rapidamente, resa possibile
    dall’acquisito dominio della colonna e: 32…Ae2!, minacciando lo scacco
    in f3. Qualche variante: a) 33 Ae4 d3 e vince b) 33 A:g Df3+ 34 Rh4 A:A
    35 Af6+ Rf8 36 Ag7+ Re7 37 Tae1+ Rd7 e vince. Non resta che c) 33 A:A
    T:A- min. Dh4+ e Tf2 matto- 34 Tg2 Tce8 – min. Dh4+ Te3+ Te3 matto- 35 Dd3
    Dh4+ 36 Rf3 Tf2+! 37 T:T Dh3 matto.
    33 h3 Ac6 34 Taf1 Te7 35 Dd1 Dh4+ 36 Rh2 d:c 37 Tg4 Dh6
    Dh5? 38 T:g+!.
    38 A:c Te3 39 Tg3?
    La mossa conseguente e corretta era 39 h4!
    39…Tce8?
    Il N aveva ancora a questo punto una carta buona, tirando nuovamente in
    ballo la maestà avversaria. Dopo 39…T:T 40 R:T Te8! la posizione bianca
    sembra insostenibile: a) 41 Ad2 Dh4+ 42 Rh2 Dd4! minacciando D:A e De5.
    b) 41 Dd2 Dh4+ 42 Rh2 g4 e vince. c) 41 Tf3 Dh4+ 42 Rh2 Te3! e vince.
    40 Dg4 T8e7 41 Ad4
    Il B prende ora l’iniziativa e conquistando il controllo della linea “e”
    vince rapidamente.
    41…Te1 42 T:T T:T 43 Tg1 Te7 44 Dg3 A:a 45 Te1 Dg7 46 Te6! T:T 47
    f:T c5? 48 Ac3
    Si poteva chiudere elegantemente con 48 D:D c:A 49 Dd8+ Df8 50 e7 De8
    51 Ag6!.
    48…De7 49 Dg4 Ac6 50 Df5 1-0

    Se non erro, Rubinstein visse qualche anno a Sesto Calende, ciò che sphiegherebbe la sua prima scacchiera per Varese.
    Infine, Trabattoni aveva parlato della sua partita con Rubinstein, CIS Reggio Emilia 1972. Se ne sa qualcosa?




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      Giancarlo Castiglioni 19 settembre 2014 at 00:29

      La partita finì pari al nomento di sospendere con Trabattoni in minimo vantaggio.




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        alfredo 19 settembre 2014 at 08:55

        Invochiamo la sempre magustrale ” pennellata” di Franco …. 😉




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      Massimiliano Orsi 19 settembre 2014 at 10:59

      Si conosce anche l’evento in cui fu giocata? Si tratta forse del torneo USI a squadre?




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        mauro berni 19 settembre 2014 at 16:45

        Se il riferimento è alla Rubinstein-Bonfioli, si tratta di un incontro amichevole tra i due circoli. Infatti è di novembre, mentre il campionato USI a squadre, che a memoria direi solo lampo, è di maggio.




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    mauro berni 18 settembre 2014 at 18:09

    Mi è venuta in mente un’altra cosa, riguardo all’archivio FSI.
    La partita di finale di Coppa Lombardia 1951, non è Paoli-Rubinstein, ma Rubinstein-Paoli 0-1, come la stessa Italia Scacchistica che l’aveva pubblicata specificava in un numero successivo.




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    alfredo 18 settembre 2014 at 19:29

    Tutte le volte che vedo il Leonardo da Vinci ridotto a un rudere miviene il magone .
    eppure li si svolse il primo supertorneo della storia , un torneo con tutti SUPERGM o quasi
    Li’ si ebbe la prima sconfitta di Karpov da campione del mondo
    Li’ venne giocata una Portisch – Gligoric che fu un autentico capolavoro .
    Io andavo al liceo li’ vicino e al sabato andavamo a vedere l’ultimo allenamento delle squadre di serie A che li’ alloggiavano in previsione della partita della domenica contro Milan o Inter
    Li’ alloggiò anche la nazionale brasiliana di Calcio in tournè per l’Europa prima dei mondiali di Argentina
    Senza contare il CIS del 74 e il match Mariotti Durao .
    Mi piacerebbe che proseguisse questa ricerca raccolta di partite del Maestro Alfredo Rubinstein




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    alfredo 19 settembre 2014 at 12:02

    Fab Fab a 20 punti Elo da Magnus
    Magnus avrà il mondiale con Wishy che secondo me non sarà una passeggiata ( visto come sta andando Wishy a Bilbao )
    Accetto scommesse su un ” sorpasso” di Fab entro il 2014 :mrgreen:




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    Mongo 19 settembre 2014 at 14:01

    @Giancarlo Castiglioni: Dopo i ‘colpi bassi’ che ci siamo scambiati attorno all’articolo ripubblicato l’11 settembre, tolgo i guantoni per fare ‘chapeau’ a questo tuo pezzo. 😉




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      Giancarlo Castiglioni 20 settembre 2014 at 14:11

      Ti ringrazio, per me le idee politiche diverse non influenzano i rapporti personali.
      Colgo l’occasione per una precisazione.
      Sono pacifista per motivi razionali, non ideologici o morali.
      Guerre e rivoluzioni si lasciano dietro quasi sempre problemi più grossi di quelli che dovevano risolvere.




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        alfredo 20 settembre 2014 at 14:53

        Inervengo ma non voglio suscitare polemica alcuna .
        Non è una questione semantica ma sostanziale
        La Guerra è una cosa ( ad esempio l’aggressione da parte tedesca di territori polacchi ,o qualsiasi esempio tu voglia portare in tempi recenti . purtroppo gli esempi non mancano )
        La rivoluzione un’altra ( la rivoluzione dei garofani in Portogallo ad esempio …anche se in questo caso userei forse la locuzione rivoluzione pacifica o transizione. come quella pacifica che portò in maniera pacifica alla fine del comunismo nella ex Cecoslovacchia e alla successiva divisione in due stati sovrani )
        Che poi vi siano guerre nate da rivoluzioni è una constatazione .
        Ma il discorso è tale che nessuno , che io sappia , ha mai trovato il filo d’ Arianna per uscire da questo labiririnto .
        E penso che mai nessuno lo troverà
        Poi il termine ” rivoluzione ” deve essere ulteriormente specificato
        Penso alla ” rivoluzione industriale” inglese , alla rivoluzione tecnologica o alla rivoluzione nel campo delle telecomunicazioni di cui siamo stati spettatori ( e chi anche in qualche grado protagonista)
        Ma penso ce tu ti riferisca alle rivoluzioni ” politiche ” e/ o sociali ” cruente” .
        Ma ripeto discorso troppo complesso .
        Almeno per le mie modeste capacità




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          Giancarlo Castiglioni 21 settembre 2014 at 21:00

          Ovviamente mi riferivo a rivoluzioni politiche e sociali.
          Per chiarire il mio pensiero ritengo estremamente positiva la rivoluzione francese, tuttavia sono seguiti venti anni di guerre.
          Discutibile che fosse una conseguenza inevitabile, ma le cose sono andate così.
          Forse continuando con i “despoti illuminati” della seconda metà del ‘700 si sarebbe arrivati agli stessi risultati, con meno guerre e meno distruttive.
          Nella storia il progresso ha i suoi tempi e i governi dovrebbero cercare di uniformarsi.
          Cercare di anticiparli è altrettanto pericoloso e distruttivo che rimanere indietro.




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            alfredo 22 settembre 2014 at 09:08

            Anche se la pensiamo in maniera diversa mi piacerebbe proseguire anche questo discorso ma in questa maniera è un po’ difficile .
            Quando mi riferivo alle guerre che seguono le rivoluzioni mi riferivo proprio alla rivoluzione francese .
            Una rivoluzione sicuramente ” cruenta” molto cruenta ma che ha cambiato ( in meglio9 il mondo




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  33. avatar
    alfredo 20 settembre 2014 at 13:41

    Nella storia della SSM Sanvito cita un giocatore che anche Giancarlo ricorderà
    Emanuele SCARDUELLI
    a mio modo di vedere fortissimo ma per qualche motivo poco incline all’agonismo.
    te lo ricordi ?
    entro nella SSM adiittura negli anni 20 su interssamento addirittur del Padulli
    Ea una presenza fissa .
    Ricordo il mecrologio sulla IS una ventina di anni fa , mi sembra
    Giancarlo o qualcun altro se lo ricorda ?
    Io lo ricordo giocare proprio contro Rubinstein e devo dire che il soprannome che si portava addosso un altisonante ” il picolo Lasker ” insomma non ea del tutto infondato .
    Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha delle sue partite .




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      Giancarlo Castiglioni 20 settembre 2014 at 13:56

      Lo ricordo molto bene.
      Non so che categoria avesse, forse era solo sociale, ma valeva un buon candidato.
      Era molto spesso in Scacchistica e sia io che Caselli, non perdevamo occasione di sfidarlo per fare un buon allenamento.
      Lui accettava sempre, ma preferiva giocare con avversari più malleabili e si spazientiva se pensavo troppo, visto che giocavamo sempre senza orologio.
      In quel periodo non ha mai giocato tornei o incontri a squadre.




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        Ivano E. Pollini 21 settembre 2014 at 00:08

        Lo ricordo bene anch’io!

        Era già avanti con l’età.

        I suoi occhi neri penetranti, un tic fastidioso ad una mano (forse un accenno di Parkinson), sempre ben vestito, un’aria molto seria che quasi incuteva timore, taciturno e cortese, ma anche distaccato.

        Credo che fumasse dei sigari (forse dei toscani).

        Non l’ho quasi mai visto giocare, ma dai commenti che faceva si capiva che “sapeva molto di scacchi”.

        Si diceva che fosse stato una seconda Nazionale, ma, a giudicare dagli standard di oggi, doveva essere perlomeno una forte prima Nazionale o un CM.

        Spesso si sedeva vicino ad osservare le partite dei vari giocatori, le mie e quelle di altri giocatori. Molto corretto, non faceva commenti fino alla fine, ma poi ti mostrava con sicurezza e autorità come andava giocato e vinto quel finale che TU avevi SOLO pattato. Oppure ti mostrava possibili combinazione che TU avevi trascurato.

        Era molto considerato alla Scacchistica. Sicuramente aveva avuto (e credo avesse ancora) una forte passione per il gioco. Ma nessuno conosceva il suo passato di giocatore o sapeva darmi informazioni sul suo Curriculum!

        Era un pò “misterioso”, ma assicuro, che i suoi giudizi sulle posizioni sulla scacchiera che esaminava, o analizzava, erano rapidi e corretti

        Mi avevano anche colpito i giudizi “taglienti” che talvolta manifestava verso quei giocatori che, a suo dire, non rispettavano l'”etica” del gioco (mosse rifatte, poco rispetto per l’avversario, atteggiamenti presuntuosi o arroganti), il che mi faceva intuire che per lui gli scacchi non erano stati “un semplice gioco come gli altri”.

        Tuttavia, per sue ragioni personali, non giocava tornei e spesso rifiutava di giocare.

        Oggi forse comincio a capire perché…

        Saluti a tutti e, in particolare, ad Alfredo!




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          Giancarlo Castiglioni 21 settembre 2014 at 20:41

          Probabilmente Ivano si riferisce ad anni successivi, nel periodo a cui mi riferisco io, diciamo dal ’66 al ’74 giocava spesso e con tutti.
          Come ho già detto lo valutavo a livello di candidato; sia io che Caselli eravamo spesso messi in difficoltà e per vincere si doveva sudare.




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            Jas Fasola 21 settembre 2014 at 21:14

            se lui giocava come un candidato ma voi lo battevate questo significa che eravate maestri? 😉




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              Giancarlo Castiglioni 22 settembre 2014 at 09:03

              Non lo battevamo sempre, sia io che Caselli eravamo candidati “di fascia alta” e Caselli è diventato maestro poco dopo.
              Poi noi eravamo giocatori in attività agonistica, lui no.




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                Jas Fasola 22 settembre 2014 at 14:38

                mah, nel ’74 Caselli era sociale o forse terza nazionale.
                Inoltre mi dicono che gli avversari con cui Scarduelli amava giocare erano esperti della “profilassi” (1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. h3 h6 4. a3 etc.), sfido che con loro si trovava cosi’ bene 😆
                Il fatto che fosse molto stimato non significava che fosse un giocatore forte, era forte per quell’ambiente 😉 .




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                  alfredo 22 settembre 2014 at 17:16

                  anche un certo aaron era esperto della profilassi
                  mi dicono alcuni miei amici che lo hanno conosciuto che pero’ era abbast




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                  Giancarlo Castiglioni 22 settembre 2014 at 18:41

                  Non so quando Caselli sia passato di categoria comunque vinceva tornei lampo e semilampo e mi ha battuto più volte nel Campionato di Milano.




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            Ivano E. Pollini 21 settembre 2014 at 22:02

            Si! è vero! tra il 1966 e il 1974 non giocavo quasi più.

            Leggevo i manuali di Nimzo, Capa e Lasker.

            In particolare, adesso ricordo, in quegli anni avevo cominciato a studiare Reuben Fine – GM ed autore.

            Fine, come autore non mi entusiasmava molto (salvo per il suo “Basic Chess Endings”;).

            Fine non era sempre molto preciso(!)e spesso mi dava l’impressione di improvvisazione e fretta!

            Per esempio, “Ideas behind Chess Openings” – molto consigliato da Fischer – non lo avevo trovato così notevole come proclamato. – Il suo “Psychology of the Chess Player” poi NON mi è mai piaciuto e l’ho sempre trovato piuttosto approssimativo! E lui era uno psichiatra!

            Tuttavia, intorno al 1980 avevo ricominciatoun pò a giocare.

            Si hai ragione! Infatti Scarduelli giocava ogni tanto, ma SOLO (e poco) coi suoi “pari” e amici.

            Io non l’ho mai visto giocare con la maggior parte dei “giovani” della Scacchistica.

            Giovani si fa per dire: io avevo intorno ai 40 anni!

            Insomma Giancarlo Castiglioni hai creato un bel punto di accumulazione di interesse col tuo semplice articolo.

            Che dire? complimenti per il tuo intuito!

            Ciao!




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              alfredo 22 settembre 2014 at 08:50

              Fine era un giocatore fortissimo che Kasparov mette tra
              i suoi ” great predecessors” per il suo score contro i
              campioni del mondo .
              Ho preso anche il suo trattato di psicanalisi che a me sembra
              un trattato di ” corbellerie”
              ho un giudizio oramai consolidato sulla psicanalisi che
              ricalca quello di Nabokov
              ” la psicanalisi è quella cosa che pretende di curare
              spalmando miti greci sulle parti intime” .
              Davvero una bella discussione .
              è scattato il fattore X
              anche per me Scarduelli era abbastanza misterioso ,
              ne intuivo la forza ma non riuscivo a capire perchè come mai
              fose cosi’ restio a giocare in maniera agonistica .
              mi sembrava piu’ un ” esteta ” . Aveva una eccessiva tendenza
              al perfezionismo forse ( il fatto che poi fosse uno studista rafforza in me
              in me questa impressione ).
              Ma secondo molti sarebbe stato uno dei migliori giocatori milanesi .
              mi riprometto di recuperare il necrologio apparso su l’IS




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  34. avatar
    alfredo 20 settembre 2014 at 14:11

    Davvero un peccato
    a mio avvio ( e non solo mio . La pensa cosi’ anche il mio collega Francesco Berni Primario pneumologo in pensione dell’ospedale in cui lavoro ) .
    Sarebbe stato , se agonisticamente attivo , uno di migliori giocatori milanesi .
    Ricordo che quando giocava tamburellava con le unghie sul tavolo dei motivetti , ma senza minimamente infastidire .
    Peno che gioco’ addirittura i simultanea contro Alekhine quando il grande venne a Milano nel 22
    Ma quanti grandi ha ospitato la milanese nella sua grande storia!




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  35. avatar
    alfredo 20 settembre 2014 at 16:54

    Errata corrige
    Scarduelli si chiamava UGO .
    ho trovato sue tracce come studista .
    c’è qualcuno che possa portare alla luce qualche suo studio ?




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  36. avatar
    Ivano E. Pollini 21 settembre 2014 at 00:24

    Buona sera, Jas Fasola!

    Grazie peril suo contributo.

    Vedo solo ora che la posizione N° 32 – Ugo Scarduelli, Italia Scacchistica 1946, chiarisce in parte chi era questo giocatore.

    Un altro passo avanti…Rubinstein, Foà, Scaduelli…




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      Jas Fasola 21 settembre 2014 at 18:25

      dovere, il sig. Scarduelli lo conosceva anche il mio amico 🙂




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        Ivano E. Pollini 21 settembre 2014 at 19:33

        Salve Jas!

        Ma quanti amici ha? 😕

        Alfredo è interessato a una ricerca su Scarduelli. Prova vedere se può aiutarlo.

        Io purtroppo non ne so molto

        Ciao 😛




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      mauro berni 22 settembre 2014 at 16:33

      Per una volta mi faccio il tamburino da solo. Tra due-tre giorni dovrebbe comparire sul notiziario del Centurini un mio articolo che riguarda anche Foà.




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        alfredo 22 settembre 2014 at 16:51

        la cosa rallegra i molti che lo hanno conosciuto .
        me compreso .
        aspettiamo il link ovviamente 😉




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          mauro berni 22 settembre 2014 at 17:04

          http://www.centurini.it e poi andare sul notiziario settimanale. Di norma esce il mercoledì, talvolta con un po’ di ritardo.




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            alfredo 22 settembre 2014 at 21:47

            Già altre volte ero andato sul sito del Centurini e avevo letto i tuoi contributi con grande interesse .
            Spero che tu possa portare a termine in forma di libro la storia del Centurini che affiancherò alla storia della SSM .
            Anche li’ tanti bei nomi e storie interessanti .
            In particolare io tovo affascinanti le visite e le simultanee dei gandissimi fatte in questi circoli
            Mi prenoto già una copia . 😉
            ciao Mauro ! 😉




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  37. avatar
    alfredo 21 settembre 2014 at 18:12

    Mi piacerebbe che la posizione dello studio di Scarduelli fosse ” diagrammata” . A mio parere molto piacevole e sicuramente opera di uno che di scacchi ne capiva .
    Cerchero’ sulle varie dizioni rilegate de l’IS . Ricordo benissimo che fu data notizia della sua morte e fu pubblicata una fotografia .
    Il quanto il so movimento alla mano ricordo che era una sua caratteristica . Non aveva secondo me le caratteristiche però del Parkinson .




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  38. avatar
    Luigi Ruvolo 9 febbraio 2015 at 21:17

    Posso fornire qualche modesto contributo al ricordo del maestro Rubinstein che ho avuto il piacere di conoscere quando la Scacchistica aveva sede in Via San Maurilio.

    Era stato sposato e all’epoca era probabilmente vedovo. Veniva talvolta al Circolo con il figlio, di circa una trentina d’anni. Poi un brutto giorno questi è mancato, annegato in mare.

    Ricordo anche che un giorno mi disse che da ragazzo era stato adottato scacchisticamente da Nimzowitsch che, con il permesso paterno, se lo era portato con sè come spettatore in alcuni tornei e che pure avendo fama di uomo scorbutico con il giovane Rubinstein era stato paterno e protettivo. Rammento inoltre che aveva dato il suo nome ad una sottovariante dell’Indiana Benoni, tanto che in un libro dedicato a questa apertura la sua linea veniva citata, mi pare in commento ad una partita di Tal.
    Negli ultimi anni soggiornò in un residence in zona Loreto a Milano in cui soggiornava anche un mio ex collega che la sera giocava una partita con lui e mi diceva che pure essendo un completo dilettante, Rubinstein lo trattava con un rispetto assoluto.
    Non so in quale anno il maestro sia mancato, quello che so è che lo ricordo con affetto.




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      Marco 28 luglio 2015 at 11:20

      sento di dover smentire di essere annegato in mare… forse si confonde con qualcun altro!




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        Galeazzo 28 luglio 2015 at 13:24

        🙂




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          Luigi Ruvolo 15 agosto 2015 at 19:29

          Leggo solo ora la replica, garbata ed ironica, a quello che mi era stato riferito in un tempo lontano.

          Mi scuso per l’infelicità della notizia da me diffusa.

          Cordialmente.




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  39. avatar
    Attilio Vittadini 22 gennaio 2016 at 19:42

    Mi ha fatto veramente piacere leggere tante notizie relative ad A.Rubinstein che tutti conoscevamo ed apprezzavamo dai tempi lontani in cui la S.S.Milanese si trovava in via Tadino. Forse posso aggiungere qualche paricolare di cui non ho trovato traccia negli interventi precedenti. Allora, primi anni 60 si sapeva che Rubinstein malgrado l’indubbia forza, fosse solo candidato maestro e non partecipava più a tornei in seguito ad un episodio avvenuto a un campionato italiano, non ricordo di che anno. Sia lui che Porreca avevano vinto le due semifinali ma Rubinstein era stato escluso dal match finale con Porreca in quanto non italiano. Ricordo che si poteva incontralo quotidianamente al circolo dove praticamente non perdeva mai, cosicchè nessuno ha avuto dei dubbi sull’identità di un certo A.R. quando sul Corriere della Sera è apparso un trafiletto in cui si affermava che la moglie del medesimo aveva ottenuto il divorzio per la troppa assiduità del marito col gioco degli scacchi. Ovviamente ho perso anch’io molte partite lampo contro Rubinstein, tutte tranne una e penso che quella notte il suddetto non abbia dormito dal disappunto. Lo ricordo anche come giocatore di bridge. Io ero alle prime armi e subivo spesso i suoi rimbrotti: “Quante prese vuole fare lei con asso di picche!”. Per tanti anni poi lo ho perso di vista finchè un giorno non lo ho reincontrato su un tram. Era contento perchè suo figlio era tornato in Italia per assisterlo nella vecchiaia.




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