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Jerzy Lewi

Scritto da:  | 5 dicembre 2014 | 21 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Jerzy Lewi 6

partita Lewi-Witkowski, torneo di Lublino 1969

Posizione dopo 11.Cc3

Posizione dopo 11.Cc3

Uno dei maggiori talenti scacchistici polacchi del dopoguerra fu Jerzy Lewi.
Di famiglia ebrea, Lewi nacque il 22 aprile 1949 a Wrocław (Breslavia). Non molto alto, magro, scuro di capelli, si trasferì successivamente a Bydgoszcz facendo parte del circolo OKO Caissa. Nel gennaio 1963 si tennero i campionati juniores della città e Lewi era il favorito. Invece vinse Konikowski e Lewi fu solo quinto. Così Konikowski descrive il gioco di Lewi in quel torneo: “Lewi era il favorito. Invece vinsi io con 8,5 su 9 e lui fu quinto con 5 punti. Nella nostra partita vinsi facilmente con quello che allora era il mio maggiore rivale. Semplicemente sottovalutava i suoi avversari. Questo era un suo grande difetto. Giocava velocemente facendo per questo motivo degli errori. Cominciava a pensare solo nelle posizioni critiche, quando era già difficile trovare qualcosa di ragionevole”.

Jerzy Lewi 3

Pochi mesi dopo Lewi si trasferì a Varsavia e qui il suo talento mise le ali. Poter giocare con i migliori giocatori polacchi diede presto i suoi effetti. Vinse i campionati juniores nazionali del 1965 (davanti a Pytel e Konikowski). L’anno successivo vinse ancora i campionati juniores, a Polanica Zdrój, con 8 su 10. Racconta ancora Konikowski, che allora arrivò sesto: “Ricordo che la nostra partita ebbe un percorso drammatico. Contro l’estindiana giocai all’attacco la variante dei quattro pedoni. Lewi non giocò correttamente l’apertura e presto cadde in una posizione persa. Dopo aver conquistato la Qualità cominciai a giocare con leggerezza. Qui Lewi mostrò il suo vero talento. Complicò così tanto la partita che nel momento critico sbagliai e persi. Lewi in quel torneo giocò così anche altre volte. Era debole in apertura, mentre invece ci era superiore per talento tattico. In posizioni perse faceva mosse originali dopodichè i suoi avversari cominciavano a perdere il filo della partita”.

Jerzy Lewi 1

Lewi vinse il campionato juniores cinque volte consecutivamente, dal 1965 al 1969.

Jerzy Lewi 7Campionato polacco juniores 1965. Lewi è il secondo seduto da destra.

Jerzy Lewi 13

Polanica Zdrój 1966. Lewi è il ragazzo in primo piano con la maglietta a righe orizzontali.

Nel 1967 partecipò al campionato europeo juniores a Groningen. Il torneo ebbe una prima fase eliminatoria su sette turni. I primi otto parteciparono alla finale A.

Jerzy Lewi 14La classifica finale fu: 1. Karpov 5,5/7, 2 Adorjan 5 3 Lewi 4 4-5 Zara, Timman 3,5 6-8 Ligterink, Hostalet e Moles 2.

Jerzy Lewi 9

Lewi ebbe posizione migliore per molte mosse nella sua partita con Karpov, tanto da rifiutare una proposta di patta. Poi perse. All’ultimo turno Lewi si giocò una medaglia con Timman.

Timman – Lewi, Groningen 1967

Posizione dopo 22.Tb5

Posizione dopo 22.Tb5

22. … Cxd4! 23. Cxd4 Dc3! (minaccia De1 matto) 24. Cc2 Tc8 25. Td5?! (25. Axe7 Dxc2=+) Af8 26. Dxa7? (26. Dd7 Dxc2 27. Td2 Dc7 con discreto vantaggio del Nero) Dxc2 27. Dd7 De2 0-1

Nel luglio 1969 vinse il torneo internazionale di Lublino con 8/11, davanti a Gipslis 7,5, Barczay e Fuchs 7.

In agosto partecipò al torneo di Polanica Zdrój. La classifica completa del torneo vinto da Barczay davanti a Saidy, Krogius e Ivkov, in cui arrivò undicesimo, la riportò sulla cartolina inviata a Konikowski. Nella stessa sottolineava come fosse andato bene con i migliori – patta con Barczay, vittorie con Saidy e Ivkov (“il maggior successo della mia vita”), mentre avesse perso diversi punti con gli altri.

Jerzy Lewi 10

Lo stesso anno oltre al campionato juniores Lewi vinse anche il campionato assoluto polacco (davanti a Jan Adamski) ottenendo così il diritto di giocare il torneo zonale a Atene.

Jerzy Lewi 12Michalak-Lewi campionato juniores 1966

Sembrava l’inizio di una folgorante carriera ma le cose andarono diversamente. Lewi terminò solo undicesimo su diciotto, rifiutò di tornare in patria e decise di andare a vivere in Svezia, a Lund. In Polonia il suo nome venne censurato e per molti anni non vennero pubblicate notizie al suo riguardo.

A Lund studiò matematica e giocò con successo nei campionati svedesi a squadre. Vinse nel 1970 il campionato svedese lampo. Lo stesso anno nel torneo di Stoccolma arrivò quinto, dopo Ivkov, Bilek, Andersson e Olsson e davanti a Lehman e Westerinen.

In realtà fin dal suo arrivo in Svezia Lewi non si trovò bene in quella nazione. Rolf Martens, campione di Svezia 1967, lo ha ricordato con simpatia, tuttavia sottolineando che gli dava l’impressione di essere una persona che non sapeva cosa fare nel futuro. Su questa sua incertezza deve avere avuto effetto anche il fatto che la mamma di Lewi fosse emigrata nel 1968 da Varsavia in Israele.

Jerzy Lewi 4Jerzy Lewi 5

Lewi si guadagnò da vivere lavorando saltuariamente in ospedale ma soprattutto giocando lampo nella popolare caffetteria “Ateneum”, incrementando il valore della posta con “kontra” e “rekontra”.

Un suo collega di circolo, Lennart Jonsson, ha raccontato: “pochi mesi prima della sua morte, Lewi ha cominciato a soffermarsi in profondità su un problema filosofico – quale è il senso della vita? Spesso si vedeva passeggiare leggendo un libro tenuto in mano e senza prestare attenzione ai dintorni. Era capace di sedere per ore in un pub e leggere. Camminava anche al buio per strade riservate al traffico veicolare. Era così vicino al suicidio come altrimenti non avrebbe potuto essere”.

Jerzy Lewi morì a 23 anni travolto da un’auto il 30 ottobre 1972 a Lund. Solo allora i suoi vecchi amici polacchi scoprirono che il suo primo nome era Wiktor.

Jerzy Lewi 2

La tomba nel cimitero ebraico di Malmö

avatar Scritto da: Jas Fasola (Qui gli altri suoi articoli)


21 Commenti a Jerzy Lewi

  1. avatar
    Yanez 5 dicembre 2014 at 21:26

    Eccellente!! Questo è super-Jas! 😉

  2. avatar
    mauro berni 5 dicembre 2014 at 21:33

    Ottimo.

    • avatar
      Marramaquis 5 dicembre 2014 at 22:03

      Concordo!

  3. avatar
    paolo bagnoli 5 dicembre 2014 at 22:34

    Grazie Jas per questo ritratto di uno dei tanti “sconosciuti”!

  4. avatar
    Zenone 6 dicembre 2014 at 09:47

    Credo che questa sia cultura, anche non scacchistica. Grazie

  5. avatar
    alfredo 6 dicembre 2014 at 10:06

    Grazie Jas
    Davvero

  6. avatar
    Mongo 6 dicembre 2014 at 11:49

    Bello il simbolo della casa editrice. Un cavallo alato, con al posto delle ali le pagine di un libro. 😎

  7. avatar
    Amica di Alessio 6 dicembre 2014 at 11:58

    E’ amaro apprendere dello spezzarsi di una giovane vita :uno spreco irrimediabile.
    Ovunque ora sia auguro da lui lontana ogni forma d’inquietudine.Grazie Jas Fasola
    per il delicato racconto.

    • avatar
      Valerio 6 dicembre 2014 at 12:00

      sì, anche a me è piaciuto moltissimo.

  8. avatar
    Enrico Cecchelli 6 dicembre 2014 at 12:35

    Complimentissimi a Jas!! Non conoscevo affatto questo campione!
    Chissà quanti sono i pressochè sconosciuti campioni del mondo “in pectore” che per le più disparate ragioni (morte prematura, motivi di salute, essersi dedicati ad altri interessi ecc. ecc.), non hanno potuto lasciare il loro sigillo sulla storia del nostro gioco. Tempo fa mi ero imbattuto in alcuni interessantissimi articoli di E. Winter sui “GENI DEGLI SCACCHI” che di quando
    in quando teneva aggiornati sulla sua famosa rubrica…

  9. avatar
    Marco Nebuloni 6 dicembre 2014 at 14:37

    Lavoro semplicemente da applausi,scritto col cuore.

  10. avatar
    Jas Fasola 6 dicembre 2014 at 15:33

    Ringrazio tutti per i complimenti e Martin per l’eccellente impaginazione.

    La storia di Jerzy Lewi è una storia triste, anche più del poco che ho raccontato (tra l’altro crebbe senza papà – non so il motivo). Il libro che si vede nelle due fotografie chiede se sia stato vittima del marzo 1968. Allora vi furono in diverse città polacche manifestazioni studentesche che furono soppresse brutalmente dalla milizia. Lewi aveva il cognome sbagliato, forse, e venne messo sotto osservazione dal regime. Poco dopo la madre emigrò in Israele e lui in Svezia.
    La sua storia è la storia di tanti altri, purtroppo!

    Athen (o Ateneum) erano e sono dei locali adibiti a sale di lettura per studenti a Lund. La caffetteria è questa:
    Athen
    il suo sito questo: http://af.lu.se/verksamhet/athen/

  11. avatar
    The dark side of the moon 6 dicembre 2014 at 21:37

    Bravo Jas, sempre un piacere leggerti 😉

  12. avatar
    Graziano Masi 7 dicembre 2014 at 08:43

    Fa riflettere di come a volte sia tormentoso vivere.

  13. avatar
    alfredo 7 dicembre 2014 at 16:09

    Per amore della precisione a quei tempi il cognome di Adorjan era ancora Jocha (lo cambiò poi in Adorjan qualche anno piu’ tardi)
    Nel suo libro “Scacchi primo amore” Karpov parla in maniera abbastanza esauriente di questo torneo (Groningen 67 – 68) ma non cita Lewi.
    In questo torneo si incontrarono per la prima volta Karpov e Timman.

  14. avatar
    Alfredo 8 dicembre 2014 at 18:55

    Caro Jas
    il satanasso ti ha raccontato qualcosa di lui ?
    Il libro è reperibile da qualche parte .
    Anni fa sono stato al cinitero ebraico di Malmo ma non sapevo nulla di questo giocatore
    Almeno ha una dignitosa sepoltura
    Se penso a un genio come Planinc finito in una fossa comune ….

  15. avatar
    alfredo 8 dicembre 2014 at 19:33

    Caro Jas
    vi sono motivi per credere che Lewy si sia in realtà suicidato ?
    A quel che ho potuto leggere era un giovane molto molto tormentato e infelice .

  16. avatar
    alfredo 8 dicembre 2014 at 20:20

    Un vero peccato
    ma molto graziosa la posizione finale di Stallo .

  17. avatar
    Tamerlano 14 dicembre 2014 at 09:20

    Leggo soltanto adesso questo bel pezzo e seppur ‘in ritardo’ faccio i miei complimeti all’autore.

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