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William Albert Fairhurst

Scritto da:  | 13 dicembre 2015 | 6 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri
Fairhurst 3Conoscete il Gatto del Cheshire? Sì, proprio lui, uno dei personaggi ideati da Lewis Carroll ed incontrati da Alice nel suo strano viaggio! Sapete cos’è il Cheshire? E’ una contea inglese, situata a nordovest di Londra (un’oretta di autostrada) e circa venti chilometri a sud di Manchester, e nella cui estremità nordorientale si trova la cittadina di Alderley Edge (circa 5000 abitanti), che negli ultimi anni è divenuta la residenza preferita di attori, calciatori, milionari che non vogliano abitare nella capitale. Ovviamente i prezzi delle abitazioni e di tutto il resto sono saliti alle stelle…
Fairhurst 0La situazione non era tale quando, il 21 agosto 1903, vi nacque William Albert Fairhurst. La sua era una famiglia della media borghesia britannica, e William frequentò con lodevole profitto la grammar school locale, mentre la sua vivace curiosità lo spingeva a scandagliare i segreti della biblioteca paterna. A tredici anni si imbattè nella versione inglese dell’opera scacchistica di Tarrasch, ed il suo interesse per il gioco ebbe un’autentica esplosione: influenzato – e lo sarà per sempre – dal dogmatismo del Praceptor Germaniae,  a diciotto anni vinse il Campionato di contea e la sua fama si estese anche al vicino Lancashire, facendo di lui uno dei dilettanti più rilevanti dello scacchismo britannico.
L’università fece di lui un ingegnere, che ben presto si appassionò alla progettazione di ponti e viadotti, ma gli scacchi rimasero presenti nella sua esistenza. Conciliando gli studi e l’inizio dell’attività professionale con l’agonismo scacchistico, il ventiquattrenne William Fairhurst si presentò al torneo di Scarborough del 1927 dove si piazzò al secondo posto dopo il vincitore Colle (da lui battuto nell’incontro diretto) e dove ottenne una prestigiosa vittoria contro Bogoljubov, all’epoca uno dei pretendenti al titolo mondiale. La rivista Chess Amateur gli affidò una rubrica di analisi di partite, ed in quel periodo emerse anche la sua abilità nel gioco alla cieca; nel 1931 si spostò in Scozia per motivi professionali e si impegnò da subito alla riorganizzazione del caotico movimento scacchistico scozzese. Si esibì su dodici scacchiere alla cieca (1932; +9 =3 -0) al Politecnico di Glasgow, e partecipò al primo dei suoi undici Campionati scozzesi; undici campionati, undici vittorie, nell’arco di una trentina d’anni. Un anno dopo (1933) chiuse in parità un match contro il quotatissimo Eliskases.
Fairhurst 1Dal punto di vista professionale, Fairhurst stava acquisendo una reputazione come progettista di ponti, e ciò lo tenne abbastanza lontano da manifestazioni scacchistiche internazionali. Nel ’37, comunque, partecipò, vincendolo, al Campionato Britannico e, tra il 1933 ed il 1968 fu in prima scacchiera, per sei volte, nella squadra scozzese alle manifestazioni olimpiche, togliendosi in una occasione la soddisfazione di battere la stella nascente degli scacchi danesi, Bent Larsen. Alla fine del 1947 il suo nome comparve nel tabellone del tradizionale torneo di Hastings, dove si piazzò a metà classifica, piazzamento che ripetè anche l’anno seguente.
Nel 1950 una strana coincidenza dette origine ad un “Campionato del Commonwealth”; erano presenti in Gran Bretagna, per diversi motivi, i migliori giocatori dell’Impero Britannico, ed Oxford ospitò la manifestazione, arrangiata in tutta fretta dalla Federazione. Fairhurst vinse il torneo, lasciandosi alle spalle tra gli altri Wade e Yanofsky, e la seconda lista diramata dalla FIDE nel ’51 alla voce “Maestri Internazionali” comprendeva quello di William Albert Fairhurst. L’attività professionale, tuttavia, assorbiva gran parte del suo tempo, facendo di lui essenzialmente un dilettante, ma l’ingegnere non dimenticò mai lo scacchista; Fairhurst fu prodigo di tempo e di denaro nel sostenere la Federazione scozzese e nel 1956 ne divenne il presidente, stringendo ottimi e solidi rapporti con la Federazione britannica.
Fairhurst 2Il suo studio professionale, che si avvaleva dell’apporto di altri brillanti progettisti, all’inizio degli anni Sessanta ebbe l’incarico di realizzare il ponte, lungo oltre due chilometri, che doveva unire le sponde della contea di Fife con la città di Dundee, sostituendo il traghetto (“the Fifie”) e nel 1966 l’opera venne inaugurata alla presenza della Regina Madre. La fama del suo studio professionale aveva già da tempo varcato i confini britannici, la ditta Fairhurst & Partners stava stabilendo succursali in ogni parte del mondo, e nel 1970 l’inaugurazione del Kinston Bridge di Glasgow gli procurò un invito in Nuova Zelanda come consulente nella realizzazione di alcuni ponti. Nel frattempo William Fairhurst era stato insignito del cavalierato (CBE) per motivi professionali.
Quasi settantenne, giunto ad Auckland, Fairhurst venne invitato a partecipare al Campionato Scacchistico Neozelandese e si innamorò della regione, stabilendosi in un sobborgo della città e prendendone, dopo breve tempo, la cittadinanza. Fu infatti come cittadino neozelandese che William Fairhurst fece parte della squadra della sua nuova patria all’Olimpiade di Nizza del 1974. A settantuno anni, in prima scacchiera, ottenne un onorevole 40 % dei punti.
La sua fu una pensione dorata, trascorsa nel sobborgo di Auckland, Howick, con vista sulla splendida e bianchissima spiaggia che si affaccia sulla baia di Hauraki. Nel 1980 la ditta da lui fondata inaugurò un nuovo ponte, il Queen Elisabeth II Metro Bridge di Newcastle-upon-Tyne. Due anni dopo, il 13 marzo 1982, William Fairhurst si spegne serenamente nella sua nuova patria neozelandese. La ditta da lui fondata e diretta esiste ancora oggi ed ha quindici succursali in altrettanti Paesi del mondo.
Ecco la partita nella quale Fairhurst sconfisse la campionessa del mondo.


avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


6 Commenti a William Albert Fairhurst

  1. avatar
    Enrico Cecchelli 13 dicembre 2015 at 08:54

    Immenso Paolo. Non conoscevo nulla del giocatore scozzese in merito alla sua vita professionale. Molto interessante. Congratulazioni

  2. avatar
    Fabio Lotti 13 dicembre 2015 at 12:01

    Ancora una bella scoperta. Almeno per me.

  3. avatar
    Mongo 13 dicembre 2015 at 13:13

    Capperi che bel personaggio questo Fairhurst; gli manca solo la convocazione tra i mitici ‘All Black’ per una partita di rugby… 😉

  4. avatar
    Renato 13 dicembre 2015 at 15:47

    Ogni volta sempre più spettacolare!

  5. avatar
    fabrizio 13 dicembre 2015 at 19:09

    Ottimo, come sempre!

  6. avatar
    Roberto Condorelli 14 dicembre 2015 at 11:10

    Davvero molto interessante.

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