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Codex, seconda parte

Scritto da:  | 2 Febbraio 2016 | 2 Commenti | Categoria: Racconti
Codex 4“Bene, fin qui siamo arrivati” commentai “e lei è andato ben oltre le mie conoscenze. Mi sta forse suggerendo qualcosa?”
Proruppe in una forte risata: “Sì, certamente, come ha fatto ad indovinare?”
“Be’, non era difficile” borbottai “Il mio compito, se ben capisco, sarebbe quello di scoprire come queste carte” ed indicai i fogli che giacevano sul tavolino “siano arrivate a Parigi”.
“No, no, il suo compito sarebbe quello di… raccontare, scrivere”
Lo fissai con uno sguardo interrogativo: “Raccontare? Perché?”
“Perchè nella mia posizione, con la mia notorietà, non posso rischiare di essere dileggiato nel rendere noto a tutti un ignoto manoscritto di Leonardo, LEONARDO!, che parla di scacchi. Ad ogni angolo di strada troverei qualche erudito che negherebbe l’autenticità di questi fogli, o li metterebbe comunque in discussione, mentre io sono fermamente convinto della loro autenticità”
“Ah, finalmente capisco, lei mi vuole mandare in… avanscoperta”
“Be’, se la vuole definire così non posso che essere d’accordo. Vede” e mi guardò con due occhi di ghiaccio “ho ottantotto anni, il mio unico figlio è morto alcuni anni fa ed i suoi due figli, miei nipoti, stanno mandando avanti l’azienda nel migliore dei modi. Potrei godermi attimo per attimo gli ultimi momenti di vita che mi rimangono, coltivando la bellezza” e con un largo gesto della mano indico l’intera biblioteca “ma qualche tempo fa i medici hanno pronunciato la mia sentenza di morte”
Mi irrigidii sulla poltrona: “Non…”
“Cancro” mi interruppe “Forse ho ancora due o tre mesi di vita, ed è proprio questa circostanza che mi ha indotto a convocare proprio lei” Trasse un profondo respiro e continuò: “Non le ho ancora narrato il resto della storia, ed è indispensabile che lei venga messo al corrente di tutto ciò che riguarda questi fogli”
Codex 6Ero imbarazzato, confuso, mille pensieri mi passavano per la testa. L’anziano signore proseguì nel suo racconto: “Francesco, come lo ho già detto, presiede alle esequie ed alla tumulazione del Maestro ad Amboise, rientra a Vaprio d’Adda ed inizia una attenta e rigorosa catalogazione delle carte del Maestro. Sposa Angiola Landriani e le fa mettere al mondo otto figli, mentre la sua villa viene visitata da artisti, cronisti e studiosi, che hanno la facoltà di esaminare di persona le numerose carte di Leonardo. Nessuno di questi, tuttavia, fa menzione di uno scritto a carattere scacchistico di Leonardo e la faccenda è abbastanza singolare, vista la scrupolosità con la quale Francesco Melzi cataloga il tutto. Queste carte sono state tumulate col morto ad Amboise? Sono state trafugate quando nel corso dei disordini dovuti agli Ugonotti la tomba venne violata? E se tale ipotesi è vera, perchè Melzi lascia queste carte nella tomba e non le porta a Vaprio con tutte le altre?”
La domanda era chiara, e provai ad azzardare un’ipotesi: “Forse Melzi le riteneva… ehm, futili e disdicevoli alla memoria del Maestro, tanto da occultarle?”
“Bravo! E’ ciò che ho pensato anch’io!” Le sue parole vennero interrotte da una serie di violenti colpi di tosse che rallentarono e si conclusero con un “mi scusi”.
“Non deve scusarsi, ma…”
“Mi lasci concludere, la prego. Una cinquantina d’anni dopo la morte di Leonardo anche Melzi muore, ed il suo primogenito, Orazio, cede l’intera raccolta leonardesca a Pompeo Leoni, uno scultore ‘ufficiale’ del re di Spagna e collezionista d’arte, in cambio di prebende ed incarichi di prestigio nel senato milanese. Leoni si impadronisce del tutto, fino a quando, non molti anni dopo, viene privato degli incarichi ufficiali e si trova a corto di denaro. E’ a questo punto che il carteggio leonardesco si disperde: Leoni ha necessità di quattrini, e vende a spizzichi e bocconi l’intera raccolta… e qui mi fermo”
Rimasi interdetto. “E queste carte?” dissi indicando il fascio di fogli. “Vengono dal saccheggio di Amboise o dalla raccolta di Melzi? E se è giusta la seconda ipotesi, per la quale io propendo, come hanno fatto ad arrivare a Parigi dove lei le ha trovate?”
“Eh, già, c’è un buco di quasi quattro secoli ed è proprio lei che deve colmare questo… buco”
“Come?”
“Inventi, immagini, formuli ipotesi, anche le più spinte”
 (continua)
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avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


2 Commenti a Codex, seconda parte

  1. avatar
    fabrizio 2 Febbraio 2016 at 09:56

    Allora è un vizio! 😉 😉 Quante puntate ancora?

  2. avatar
    Fabio Lotti 5 Febbraio 2016 at 09:19

    Fantasia e ricerca storica a braccetto. O vediamo come va a finire…
    Approfitto di questo intervento per invitare te e gli altri amici scacchisti qui http://theblogaroundthecorner.it/2016/02/letture-al-gabinetto-di-fabio-lotti-febbraio-2016/ . Venite a trovarmi!

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