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Polimi: scacchi all’università!

Scritto da:  | 11 gennaio 2016 | 9 Commenti | Categoria: Le Interviste

Polimi 4Vagabondando per l’Italia dal 2006, ormai dieci lunghi anni, giocando a scacchi dal 2002, ho avuto modo di conoscere direttamente alcune realtà universitarie. Ho vissuto in diverse città, Cagliari, Siena e Milano. Grazie agli scacchi ho anche avuto modo di confrontarmi con tante altre persone ed esperienze di tante altre località italiane, importanti e meno importanti per lo scacchismo italiano. Non mi sono fatto mancare niente: gioco per corrispondenza, corso per arbitri, corso per istruttori e pubblicazioni. Ho fatto la conoscenza di alcuni intraprendenti scacchisti, istruttori e arbitri. Ma ho sempre sentito il rimpianto di non aver avuto il modo di vivere appieno l’esperienza scacchistica nelle università.
La realtà dei fatti è che gli scacchi vivono di scacchisti in erba, neofiti e curiosi totalmente avulsi dalla realtà dei circoli, luoghi in cui si trovano soprattutto persone della fascia di età che va dai 5 e i 18 anni e dai 50-60 fino agli over 80 e, possibilmente, maschi. Nell’interregno della fascia di età che va dai 18 ai 50 anni (per essere generosi) persone se ne vedono poche. Ci si racconta un sacco di storie per spiegare (e scusare) la latitanza della fascia di età più produttiva in ogni settore della vita di un Paese: appunto, sono impegnati a far vivere un Paese che non si può pretendere che facciano vivere anche gli scacchi. Poi i bambini sono gioiosi e gli anziani sereni! Inoltre, tra i 18 e i 60 si gioca la propria vita: si trova il compagno/compagna e se non si trova, pazienza, ma ci devi provare; si trova il lavoro e se non lo trovi lo devi cercare e per chi studia… be’, non si può pretendere che prenda troppo sul serio gli scacchi che, piaccia o non piaccia, richiede ore seduti su una sedia. Non l’ideale per chi ci sta, su una sedia, per delle ore. Sicché, insomma, gli universitari sono dei paria del mondo scacchistico.

Polimi 2
E’ inutile che riporti in questa sede tutti i miei sforzi per mostrare come gli scacchi siano un fenomeno sociale ampio e trasversale. Non si discute che l’agonismo abbia anche una ragion d’essere, ma non è mai stata la ragione per cui milioni di persone si confrontano sui tavoli da gioco. Non posso neppure riportare le mie esperienze personali, che dimostrano come gli scacchi siano un gioco che coinvolge le persone più diverse, che crea contatti molteplici e trasversali. Ma posso dire che ho sempre sentito l’intima esigenza di ritrovare, almeno di quando in quando, compagni di università all’interno del mondo scacchistico.
Quando ho ricevuto la telefonata di Carlo Vimercati, presidente dell’associazione giovanile riconosciuta ufficialmente dal Politecnico di Milano nell’Albo delle Associazioni Studentesche, ho finalmente scoperto che esiste qualcosa di simile a quello che avevo sperato di trovare. Dopo aver avuto un primo scambio telefonico, ho deciso di sondare il terreno in incognito e mi sono recato al politecnico di Milano, fra l’altro vicinissimo alla mia residenza (una volta tanto!).
Era un uggioso giovedì pomeriggio e ho trovato sei ragazzi intenti a giocare a scacchi all’interno del cortile interno del politecnico, vicino a piazzale Leonardo. E’ stata letteralmente un’emozione, perché non avevo mai visto niente di simile, quasi mi fossi trovato in una realtà totalmente diversa da quella quotidiana. Ho così avuto modo di giocare alcune partite e ho fatto immediatamente amicizia con alcuni di loro. Non sarà così inutile dire che tanti sono stati i ragazzi che si sono avvicinati anche solo per guardare, curiosare e domandare: questo perché gli scacchi hanno un appeal potente, una tradizione solida e una capacità di coinvolgere, se hanno il coraggio di uscire allo scoperto e non presentarsi sempre e solo come un gioco per una ristretta cerchia di supercervelli. La musica classica sperimentale più spinta è più apprezzata dai bambini perché liberi dai pregiudizi. Così per gli scacchi: i maggiori sostenitori degli scacchi sono proprio i non scacchisti e bisognerebbe capirlo una volta per sempre.

Polimi 3Dopo aver fatto conoscenza diretta e indiretta dei giovani appassionati di questo circolo, spronato proprio da uno di essi con cui ho stretto un legame di amicizia, un giovane indiano che ho portato anche a giocare al Crespi di Milano arrivando terzo all’open C, ho partecipato anche al torneo natalizio, conseguendo un bel risultato. Ma il vero risultato è stato giocare in quel torneo, in cui una quarantina di persone, per lo più universitari, si sono confrontati al loro livello di gioco, per pura passione e divertimento. Spazio per l’agonismo, ma non solo.
A seguito di questo primo approccio, mi sono ripromesso di diffondere la notizia dell’esistenza di questo ritrovo, ancora non ufficialmente riconosciuto come ASD e circolo vero e proprio. Mi sono adoperato già in diversi modi ma ho colto oggi l’opportunità di scrivere un pezzo su di loro, proprio perché mi sembra un atto dovuto ad una iniziativa coraggiosa quanto intelligente.
Ho così concertato una breve intervista a Carlo Vimercati.

G: Innanzi tutto, cosa è Scacchi Polimi?
C: Scacchi Polimi è una “realtà universitaria di Scacchi” di cui vado molto fiero. E’ un’associazione giovanile composta da studenti, riconosciuta ufficialmente da Politecnico di Milano nell’Albo delle Associazioni Studentesche. L’iniziativa ha preso piede ad ottobre 2014 dopo una serie di primi incontri in Università tenuti dai soci fondatori, Marco Casadei ed io. L’idea era quella di intercettare sia giocatori navigati, che semplici appassionati e diffondere il gioco all’interno dell’università. Nello specifico di supportare i giocatori di circolo che passando dal Liceo all’Università subiscono un po’ un salto nel vuoto perché di colpo si trovano senza tutele particolari da parte della Federazione Italiana Scacchi.

G: Quindi siete un circolo ufficiale della federazione?
C: Non siamo ufficialmente un circolo ma ci piacerebbe diventarlo, in quanto non siamo ancora una ASD, anche se ne abbiamo la struttura formale, avendo sia uno statuto che un consiglio direttivo. Abbiamo un ottimo rapporto con Accademia Scacchi Milano, che ci ha aiutato a muovere i primi passi, e a cui tutt’ora ci appoggiamo per iscrivere una squadra “Scacchi Polimi” al prossimo C.I.S. 2016.

G: Quali sono i vostri intenti?
C: Lo scopo di Scacchi Polimi è di portare gli scacchi all’interno dell’università. Vorremmo cercare di dare importanza allo scacchismo universitario e diffondere il gioco supportando in particolare quella fascia di giocatori tra i 18 e 30 anni che tanto ci piacerebbe vedere numerosa nei circoli di scacchi. Ci piacerebbe poter diventare un punto di rifermento per chi, come noi, volesse tentare una simile iniziativa. Vogliamo offrire il nostro supporto ed aiuto logistico allo scopo di far nascere altri movimenti universitari simili. Non nascondo che un nostro progetto a lungo termine sarebbe quello di vedere nascere un Campionato a Squadre dedicato alle Università C.U.S. (Campionato Universitario a Squadre) in collaborazione con la Federazione Italiana Scacchi.

G: Quali sono state le vostre attività principali?
C: Le attività più importanti svolte fino ad ora:
 -Abbiamo partecipato ad Ottobre 2015 al Torneo a Squadre di Pianoro, portando 4 squadre e vincendo con la nostra squadra di punta il primo premio di categoria (“I Polli Tecnici” fascia B [1600-1900 Elo medio] con Ludovico Bargeri CM, Marco Casadei 1N, Marcello Bolognini 2N).
-Abbiamo organizzato una serie di tornei semilampo denominati Happy Chess Hour caratterizzati da un’apericena e torneo semilampo a seguire (10 min +3 sec, 6 turni) presso Accademia Scacchi Milano.    
-Abbiamo organizzato una serie di “Tornei Studenteschi” direttamente alla prestigiosa sede del Politecnico di Milano (25 min, 6 turni).

G: Cosa avete in programma per i prossimi mesi?
C: Ciclo di Conferenze a tema Scacchistico tenute al Politecnico di Milano dal Ph.D. Giangiuseppe Pili e da Walter Ravagnati (Marzo-Aprile).
-Partecipazione di una Squadra “Scacchi Polimi” al C.I.S. in serie promozione.
-Corso di Scacchi avanzato dedicato ad i nostri soci (3N-CM) tenuto dal Maestro Matteo Zoldan (per info e costi scriveteci: scacchi.polimi@gmail.com oppure alla pagina facebook aperta a tutti: “Scacchi Polimi”) e sono solo alcune delle attività proposte. Continueremo, come sempre, i nostri incontri settimanali al Politecnico e i nostri periodici tornei (“Happy Chess Hour” e “Torneo Studenteschi”;). Il nostro obiettivo è di fornire un ottimo prodotto, ad un prezzo competitivo e tanto tanto divertimento!

G: Vorresti segnalare qualcuno in particolare?
C: Ci terrei a ringraziare Accademia Scacchi Milano e nello specifico Francesco Gervasio e Walter Ravagnati, per il supporto e la fiducia concessi fino ad ora.

Colgo l’occasione per fare i miei più sinceri auguri a Carlo Vimercati e Marco Casadei, in qualità dei rappresentati di questa realtà scacchistica universitaria. Spero caldamente che una simile iniziativa possa essere un esempio per quanti credono negli scacchi e nel fatto che l’università possa dare il suo contributo allo scacchismo, come per tutto il resto. Perché se è vero che l’innovazione viene da quella fascia di età, questo non può essere falso proprio nel nostro gioco!

Polimi 1

avatar Scritto da: Giangiuseppe Pili (Qui gli altri suoi articoli)


9 Commenti a Polimi: scacchi all’università!

  1. avatar
    danilo 11 gennaio 2016 at 21:23

    Ciao Giangiuseppe
    ti faccio tanti auguri per la tua nuova iniziativa.
    spero nascano nuove idee e una politica free di condivisione
    e non solo le solite cose che si vedono nei circoli
    buona fortuna 😎




    0
    • avatar
      Giangiuseppe Pili 11 gennaio 2016 at 21:33

      Caro Danilo,

      Qua il merito non è mio, ma di quei ragazzi che si sono dati da fare e hanno creato questa nuova dinamica viva e in crescita! Da parte mia, ho soltanto scritto l’articolo, che vi invito anche a condividere, così da dare una mano a Carlo e Marco, agli Scacchi Polimi e agli scacchi tutti!




      0
    • avatar
      Augusto 12 gennaio 2016 at 08:49

      @ danilo:
      ma quale “free”… hai letto i nomi? quante persone conosci che si muovono realmente free?




      0
      • avatar
        MrChessProjects 12 gennaio 2016 at 19:12

        Sarebbe interessante di fronte ad affermazioni simili avere il piacere di vedere anche un nome e un cognome. Troppo semplice scrivere falsità e per di più farlo da anonimi.

        Partiamo dal generale per arrivare al particolare:in Italia il nostro intero movimento è’ ancora basato sul volontariato su tante persone appassionate che dedicano decine e decine di ore per amore degli scacchi. Arriviamo ora al particolare di nome e cognomi se ne potrebbero fare a iosa ma per stare all’attualità mi viene subito in mente Giovanni Longo, l’organizzatore della recente simultanea/record che ha visto protagonista MF Luca Moroni.

        Vogliamo parlare Walter Ravagnati che ho l’onore di conoscere da oltre 30 anni il quale nella sua vita ha dedicato e continua a dedicare centinaia, di ore all’anno agli scacchi come dirigente, istruttore arbitro.

        Arriviamo infine al sottoscritto è’ sempre antipatico dover parlare di se’ stessi ma lo è’ ancora di più fare i conti in tasca agli altri per di più senza sapere di cosa si stia parlando: ebbene nonostante io creda che certe cose vadano fatte con serietà e professionalità non sono certo un professionista nel settore scacchistico.

        E le posso assicurare che anche io ogni hanno investo centinaia di ore del mio tempo senza alcun ritorno economico e per pura passione, lo stesso motivo per cui sin dalla sua fondazione obbligo il consiglio direttivo di Chess Projects ad investire risorse economiche e di tempo in manifestazioni, come il ciclo di tornei svolti l’anno scorso in piazza Gae Aulenti a Milano, la Finale Regionale del CISU16, la squadra agonistica praticità te al CIS, senza alcuna speranza di ottenere ritorni economici ma con la certezza di doversi fare un mazzo tanto.

        Almeno però ci riserviamo il diritto di decidere noi le attività promozionali e pro bono quando farle e a beneficio di chi.

        Per concludere come nota a margine mi piacerebbe sapere se davvero ci sono persone che credono che un movimento scacchistico possa crescere solo sulla base dell’attività che qui impropriamente si identifica di identica come FREE.

        Passo e chiudo.

        M.Z.




        0
  2. avatar
    paolo bagnoli 11 gennaio 2016 at 21:48

    … se posso essere utile…
    Complimenti e auguri!
    Paolo




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  3. avatar
    Yanez 12 gennaio 2016 at 07:17

    Bellissima iniziativa, bravi!




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  4. avatar
    Fabio Lotti 12 gennaio 2016 at 11:18

    Complimenti, Giangiuseppe a te e ai ragazzi.




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    • avatar
      Giangiuseppe Pili 12 gennaio 2016 at 13:33

      Grazie a voi. E, caro Fabio, colgo l’occasione per fare un mio ultimo saluto alla: “vecchia quercia”, un uomo memorabile.




      0
  5. avatar
    Fabio Lotti 12 gennaio 2016 at 17:57

    Chi vuole rileggere quel pezzettino in suo onore qui http://soloscacchi.altervista.org/?p=46940




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