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Tre di fila

Tre di fila 3Per il terzo anno di fila ho partecipato al Campionato italiano Master nella squadra della Società Scacchistica Triestina. Come l’anno scorso, quelle che ho giocato a Civitanova Marche resteranno quasi sicuramente le mie uniche quattro partite di torneo di tutto il 2016.

La nostra squadra è composta da quattro dilettanti assoluti, ormai prossimi alla sessantina, con in prima scacchiera un giovane grande maestro professionista, con il quale abbiamo il piacere di trascorrere le serate del campionato analizzando le nostre partite. Già questa delizia vale la spesa della trasferta (parlo per me e per i miei compagni di squadra Stefano de Eccher, Manlio Lostuzzi e Diego Cherin). Quest’anno Gianni Decleva, presidente della gloriosa Scacchistica Triestina 1904 dopo una lunga carriera da telecronista sportivo in RAI, ha pensato di “vitaminizzare” la formazione inserendo il giovanissimo Alberto Barp, un sedicenne bellunese molto promettente. Come previsto, Alberto ha giocato meglio di me e dei miei quasi coetanei, tra l’altro ha strappato una bella patta al GM Sabino Brunello.

Il grande maestro “storico” della Triestina è lo sloveno Luka Lenic, ma questa volta non ha potuto essere della brigata, perché sta per diventare papà, o forse lo è diventato proprio in questi giorni. A sostituirlo più che degnamente è arrivato da Fiume il giovane GM Marin Bosiocic, che parla volentieri in italiano e che ho conosciuto quale vincitore del festival di Trieste nel settembre 2015 (qui la fotogallery). Negli ultimi giorni è arrivato a fare il tifo il suo mentore Goran Antunac, 71enne maestro internazionale di Zagabria, che si trovava nelle Marche per motivi famigliari e di lavoro. Naturalmente Goran ci ha allietato con i suoi ricordi su grandi personaggi e tornei dell’ex Jugoslavia, per esempio sulla figura problematica di Albin Planinc.

Avete già capito dove sto andando a parare: a me questo campionato melting pot piace. Si può discutere sui regolamenti (per esempio trovo interessante l’idea di squadre da sei con almeno un giovane e una donna) ma anche così com’è lo considero una fonte di esperienze umane e scacchistiche che non scambierei per altre formule che reputo anacronistiche o “provinciali”, quando l’ambiente degli scacchi è ovunque sempre più cosmopolita.

E non mi piace il termine “mercenari” che ho letto qui in SoloScacchi. Per dirla tutta mi suona offensivo, sarà perché sono stato io stesso un giocatore professionista in anni lontani del secolo scorso, sarà perché con i professionisti italiani di oggi ho rapporti di amicizia o quantomeno di stima.

Comunque basta guardare il tabellone per rendersi conto che in quasi tutte le squadre del Master e del femminile convivono con reciproco vantaggio dilettanti e professionisti, giovani e vecchi, indigeni e oriundi. Solo per dirne una, a Civitanova Marche abbiamo visto Boris Gelfand giocare lampo con Francesco Rambaldi.

Tre di fila 6A proposito di Rambaldi, la sua drammatica partita contro Luca Shytaj ha deciso l’incontro diretto tra Chieti e Obiettivo Risarcimento, al quarto turno.

Dopo la quarta ora di gioco Daniele Vocaturo aveva posizione inguardabile e un pedone in meno contro Axel Rombaldoni, mentre sulla quarta scacchiera della corazzata padovana Francesco Rambaldi difendeva una posizione sull’orlo del precipizio contro Luca Shytaj. Nella concitazione dello zeitnot, per due volte a Rambaldi si è offerta l’occasione di forzare la patta per ripetizione, ma il capitano Gaetano Quaranta gli diceva di continuare a giocare per la vittoria, non vedendo che nello stesso momento Vocaturo era stato graziato da un Axel insolitamente confuso nell’esecuzione tecnica.

Così, in breve, si è consumata la doppia sconfitta della partita di Rambaldi e della squadra favoritissima dai pronostici.

separator4GM Francesco Rambaldi vs. IM Luca Shytaj, 0-1
Civitanova Marche, “CIS Master”, 2016

1.e4 Cf6 2.e5 Cd5 3.d4 d6 4.Cf3 dxe5 5.Cxe5 c6 6.Ae2 Af5 7.O-O Cd7 8.Cf3 e6 9.c4 C5f6 10.Cc3 Ad6 11.Ch4 Ag6 12.g3 Da5 13.Ae3 Ah5 14.g4 g5 15.Cg2 Ag6 16.c5 Ae7 17.Axg5 h5 18.f3 e5 19.a3 Dc7 20.b4 Td8 21.d5 cxd5 22.Ce3 Db8 23.Ab5 Rf8 24.Axd7 Txd7 25.Axf6 Axf6 26.Ccxd5 hxg4 27.De2 Ag5 28.fxg4 Dd8 29.Tad1 Th3 30.Rg2 Txe3 31.Cxe3 Ae4+ 32.Rg1 Ad3 33.Df2 Axf1 34.Txf1 Af4 35.Cg2 Td2 36.Df3 Dd4+ 37.Rh1 Db2 38.Dxb7 Tf2 39.Tg1 Dc2 40.Te1 De2 41.Tg1 e4 42.Dd5 Df3

Posizione dopo 42...Df3

Posizione dopo 42…Df3

43.c6?

Il Bianco poteva già forzare la patta con 43. Dd8+ come pure con 43. Df5. [43.Dd8+ Rg7 44.Dd4+ Rg8 45.Dd8+ Rg7] [43.Df5 Txg2 44.Txg2 Df1+ 45.Tg1 Df3+]

43…Tc2?

Shitaj non coglie l’occasione di chiudere brillantemente con 43… Ae3! che minaccia matto in tre mosse (con Dxg2+!) e controlla la casa d4, rendendo impossibile lo scacco perpetuo con Dd8+ e Dd4+. [43…Dh3? 44.Dh5] [43…Ae3! 44.Dd6+ Rg8 45.h4 [45.c7 Dxg2+ 46.Txg2 Tf1+ 47.Tg1 Txg1#] [45.Dg3 Tf1] 45…Txg2 46.Txg2 Df1+ 47.Rh2 Af4+]

44.Dd8+ Rg7 45.Dd4+ Rg8 46.Dd8+ Rg7

Posizione dopo 46...Rg7

Posizione dopo 46…Rg7

47.g5?!

E’ questo il momento cruciale della partita e di tutto il Campionato Master 2016. [47.Dd4+ Rg8 48.Df6 Txg2 49.Txg2 Dd1+ 50.Tg1 Df3+]

47…Ae5 48.Dd5 Ac7! 49.Dd4+ Rg8 50.Dxa7

[50.Df6 Ab6 51.Dxf3 exf3 52.Ch4 Axg1 53.Rxg1 Txc6 54.Cxf3 Tc3]

50…Axh2!

L’occasione che Shytaj aspettava, il Bianco non può più salvarsi.

51.g6

[51.Rxh2 Dh5+ 52.Rg3 Dxg5+ 53.Rh3 [53.Rh2 Dh4#] 53…Tc3+ e vince]

51…Axg1 52.Dxf7+ Dxf7 53.gxf7+ Rxf7 54.Rxg1 Txc6 55.Cf4 Ta6 56.Cd5 Txa3 57.Rf2 Re6 58.Cb6 Tb3 59.Re2 Re5 60.Cc4+ Rf4 0-1

separator4

Nei turni rimanenti Chieti ha amministrato il vantaggio chiudendo con sei vittorie e un pareggio di squadra, trascinata soprattutto dai fratelli Rombaldoni, entrambi imbattuti (Axel con 5,5 punti su 7 e Denis 5 su 6).

Due parole infine sulla storica doppietta del Circolo Scacchi R. Fischer di Chieti. Per il club presieduto da Andrea Rebeggiani questo è il secondo scudetto assoluto (il primo lo conquistò nel 2008, quando schierò in prima scacchiera Judith Polgar) e il settimo femminile consecutivo.

Tre di fila 7La GM tedesca Elisabeth Paehtz (anni 31, Elo 2489) con il maestro internazionale Iart Luca Shytaj. Shytaj è nato in Albania nel 1986; sei anni dopo la sua famiglia si è trasferita a Bari e in seguito (nel 2007), Luca ha acquisito la doppia cittadinanza italiana e albanese. Laureatosi in biologia molecolare all’Università La Sapienza di Roma, Shytaj è balzato agli onori delle cronache nel 2013, poiché durante il dottorato ha condotto delle ricerche in un laboratorio statunitense che hanno prodotto importanti sviluppi per una possibile terapia per l’AIDS (cfr. qui).

Luca ed Elisabeth si sono sposati a Erfurt nel settembre del 2015 e attualmente vivono a Roma; probabilmente si trasferiranno presto presso una sede universitaria all’estero.

separator4E, per concludere in bellezza, alcune foto dei premiati:

Tre di fila 1Tre di fila 2Tre di fila 5Tre di fila 4

avatar Scritto da: IM Roberto Messa (Qui gli altri suoi articoli)


8 Commenti a Tre di fila

  1. avatar
    alfredo 3 maggio 2016 at 08:13

    Caro Roberto
    non so se avevi letto il mio post ma la mia è una idea di cullo d tempi non sospetti e che esposi oramai anni fa al compianto Palladino ( quando non c’era questa invasione di super , ma ricordo che già per il CIS la SSM ingaggio’ un certo Ljuboievic che perse una partita con Tatai) .
    trovo anacronistico e un po’ avvilente che le donne siano ” confinate” in un loro campionato quando nei tornei hanno dimostrato di combattere ad armi pari . A differenza dei nostri tempi” quando già il vedere una donna sulla scacchiera era un evento
    Mi è piaciiuto avere notizie di Goran Antunac , forte MI , che era una ” firma” della ” Rivista degli cacchi e del bridge” uscita per qualche nuero , pubblicata a Napoli e diretta dal maestro Dario Cecaro .
    Purtropo non ho piu’ quei fascicoli ma ricordo interessanti articoli sul gambetto di Budapest , un articolo del maestro internazionale canadese Day etc …




    0
    • avatar
      Roberto Messa 3 maggio 2016 at 13:32

      Certo, leggo tutti i commenti qui su SoloScacchi. A proposito del Campionato femminile, la notizia positiva è che quest’anno le squadre al via sono state 8, mentre l’anno scorso furono 5 e nel 2014 solo 4 (penso fu il record negativo).




      0
  2. avatar
    The dark side of the moon 3 maggio 2016 at 14:53

    Il termine “mercenari” comunque era riferito agli stranieri.
    Avevo sentito dire che dal prossimo anno ci sarebbero state delle modifiche sul numero di giocatori esteri.
    Ora ne può giocare 1 su quattro per squadra però se ne possono schierare molti in rosa e questo secondo me non va bene, penalizza i giovani italiani.
    E’ vero che nel 2017 addirittura ne possono giocare 2 su quattro nello stesso match?
    Non sarebbe meglio rimanere con questa formula e magari ridurre il numero di giocatori stranieri in rosa, magari due?
    Riguardo le donne le farei giocare insieme agli uomini invece, poi chi si vuole giocare il femminile può benissimo giocarlo.

    PS.
    Ciao Roberto, volevo passare a salutarti ma quest’anno ho desistito 😐




    0
    • avatar
      Roberto Messa 3 maggio 2016 at 15:53

      Il motivo per cui nel Campionato italiano a squadre si possono tesserare molti stranieri ha una sua ragion d’essere per via del regolamento dell’European Club Cup (la coppa dei campioni) dove si gioca su 6 scacchiere e per non pagare pesanti penali bisogna portare solo giocatori che abbiano disputato almeno due partite nei campionati nazionali di club. Per questo motivo Obiettivo Risarcimento ogni anno porta al Master svariati GM a cui fa disputare il minimo delle partite necessarie.
      Sono invece d’accordo sul fatto che sarebbe stato meglio rimanere sulla regola di far giocare al massimo uno straniero per volta, ma la FSI ha così deliberato, a partire dal 2017.
      Non capisco la tua osservazione sul femminile: è dai tempi di Vera Menchik e di Clarice Benini che le donne possono giocare nei tornei e campionati “assoluti”. Anche nel nostro Master è successo, e (mi pare) non solo nel caso di Judith Polgar che nel 2011 giocò e vinse col Chieti. La vera questione è se abolire o meno i campionati femminili: la FIDE (e di conseguenza la FSI) non ci pensano nemmeno lontanamente e le giocatrici non sembrano molto favorevoli, in primo luogo le professioniste, per motivi che è facile immaginare.
      P.S. allora quando anni fa giocavo nella squadra del Lugano ero anch’io un mercenario. Anzi uno di quei “bastardi senza gloria” a cui accennava Durrenmatt in un suo geniale commento di uno o due mesi fa (e dico geniale senza ironia, perché i film di Tarantino mi piacciono quasi tutti, questo in particolare).




      0
  3. avatar
    Roberto Messa 3 maggio 2016 at 14:59

    Un’altra postilla sul femminile: Elisabeth è stata una delle quattro giocatrici che hanno concluso a punteggio pieno: sulla prima scacchiera di Lazio Scacchi A, Paehtz ha fatto 4 su 4 (performance 2664, inclusa la vittoria sulla numero uno del Chieti, la forte polacca Monika Socko). Ancor meglio ha fatto Olga Zimina (seconda scacchiera del Chieti): 6 vittorie su 6 e performance 2685. Anche Roberta Messina (Lazio Scacchi A) ed Eugenia Di Primio (Chieti) hanno fatto l’en plein (4 punti su 4 e 3 su 3 rispettivamente) ma giocando sulla scacchiera inferiore.




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  4. avatar
    The dark side of the moon 3 maggio 2016 at 18:22

    Ho sbagliato io allora.
    Avevo visto nell’assoluto le squadre composte di soli uomini e allora ho dedotto che le donne potevano disputare solo il loro campionato.
    Ma è possibile che nessuna squadra nel Master abbia tesserato una donna?
    Ps.
    Padova allora è stata penalizzata dal suo capitano… (col senno del poi).
    Correggetemi se sbaglio.
    Rambaldi è nettamente più forte del suo capitano, il capitano ha l’ultima parola ma se il giocatore in questione sente che la partita non può vincerla, perchè non pattarla?




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    • avatar
      Roberto Messa 3 maggio 2016 at 18:56

      L’input del capitano non è mai vincolante e nessun capitano quando dice che alla squadra serve una vittoria intende prevaricare il giocatore, che ovviamente “sente” la sua partita meglio di chiunque altro. In questo caso come in tanti altri, data la tensione del momento, la posizione complicata e il fatto che ormai giocassero solo con l’incremento, Rambaldi ha correttamente ritenuto che valesse la pena continuare, perché l’avversario poteva benissimo sbagliare.
      Mi ricorda un episodio di una settimana prima, nel quadrangolare a squadre di La Tour-de-Peilz dove ero io capitano della squadra giovanile italiana. In uno dei tre match a cadenza rapida i nostri erano sotto e Lorenzo Lodici aveva la ripetizione di mosse in una posizione “incasinata” in cui aveva sacrificato un pezzo. Mi ha chiesto se poteva fare patta e io gli ho solo detto che se lui avesse spartito il punto avremmo perso il match. Lorenzo ha deciso di continuare e dopo un’altra dozzina di mosse ha perso. La prima cosa che gli ho detto è stata: ” Bravo, la sconfitta non è colpa tua, ti sei sacrificato per la squadra”.




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  5. avatar
    The dark side of the moon 3 maggio 2016 at 19:33

    Chiaro che l’imput del capitano non sia vincolante, però quando ti si dice “di continuare a giocare per la vittoria” (non vedendo che Vocaturo era già stato graziato)…un poco di pressione in più ce l’hai.
    Poi magari Rambaldi sperava in un errore dell’avversario e si sentiva di continuare…
    Sono presupposizioni che sto facendo senza assolutamente nessuna critica o polemica nei confronti di nessuno.
    E’ facile parlare ora e dire che Rambaldi col suo capitano dovevano prendere la patta.
    Nello sport come nella vita ci sta l’errore, Padova voleva vincere e ha perso.
    Tutto qui.
    Nella tua esperienza di La Tour-de-Peilz il match era comunque perso e Lodici giustamente ci ha provato.
    Come capitano hai fatto quello che “teoricamente” andava fatto e ciò che hai detto al ragazzo al termine dell’incontro ti fa onore 😉




    0

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