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Bari 1971

Scritto da:  | 2 gennaio 2017 | 37 Commenti | Categoria: C'era una volta, Italiani, Partite, Partite commentate, Tornei

bari-06L’articolo “Qualcosa di interessante…” mi ha fatto tornare in mente l’unico mio studio pubblicato.
Dico pubblicato e non composto perché è nato in modo del tutto casuale dalle mie analisi post mortem su una mia partita giocata nel luglio 1971 nella semifinale del campionato italiano a Bari.
La partita in se non è niente di eccezionale, ma quello che è interessante è il finale o meglio quello che sarebbe potuto succedere se nel finale avessi giocato un’altra mossa.
Naturalmente mi sono tornati in mente tanti ricordi legati a questo torneo, uno di quelli in cui mi sono divertito di più a parte l’aspetto scacchistico.
Ero in gruppo con Magrini, mio cugino Enrico Benso, Cangiotti e altri che si univano di volta in volta; il divertimento era assicurato, eravamo alloggiati tutti insieme alla casa dello studente, la sera cambiavamo sempre ristorante, si mangiava bene con abbondanti bevute. Lo stile di vita non incise negativamente sul nostro gioco, Cangiotti vinse il torneo di seconda classe.
Una menzione particolare merita Grossetti, vulcanico antiquario di Milano che aveva pochi anni più di noi, giocatore principiante entusiasta e debolissimo, che era arrivato viaggiando a 250 km/ora sulla Napoli Bari con la sua Mercedes 500. Peccato che malgrado un po’ tutti cercassero di aiutarlo, non mostrasse alcun progresso scacchistico per cui abbandonò il gioco dopo poco tempo.
Da ricordare anche Douglas Scotti, giocatore altrettanto debole e simpatico; finirono appaiati nelle retrovie del torneo di terza classe.
Non mi interessa farne una cronaca del torneo, voglio raccontarlo dal mio punto di vista da quanto mi ricordo.

bari-11Si giocava in una bella sede, una grande sala al Circolo Canottieri sul porto, con grandi vetrate e senza condizionamento; il risultato in luglio era un caldo pazzesco, il sudore mi colava negli occhi, ma allora eravamo abituati a giocare il condizioni al limite dell’agibilità, capitava spesso.
Potevo scegliere tra il torneo principale e la Semifinale del Campionato Italiano; non ebbi dubbi ad andare sul concreto scegliendo la seconda opzione dove avevo qualche possibilità di qualificarmi e buone speranze di entrare nei premi, come infatti avvenne. Nel torneo principale potevo puntare a qualche vittoria prestigiosa, ma al meglio sarei finito a centro classifica; invece Magrini cercò la gloria e combinò poco.
Nel torneo principale l’evento che polarizzò l’attenzione di tutti fu la sconfitta di Mariotti con il veterano Calapso (66 anni) in uno dei primi turni; ecco la partita:

Remo Calapso – Sergio Mariotti, 1-0, (Tre Cavalli)
Bari 1971

1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Cc3 g6

Posizione dopo 3...g6

Posizione dopo 3…g6

Mariotti gioca una variante minore che lascia più possibilità di complicare; potrebbe essere una buona alternativa, è meglio di quanto non sembri, anche se non la giocherebbero a livello di super grandi maestri. Io dopo la mossa standard 3…Cf6 mi sono sempre trovato male con nero, ho una forte tendenza ad andare in posizioni inferiori dove non so cosa fare.

4.Ab5

non molto incisiva, la via più battuta è 4 d4; mi piace 4 h4 che ha dato buoni risultati ma Calapso non la avrebbe mai giocata. Non porta al tipo di partita di suo gradimento, preferiva posizioni chiuse a sviluppo lento, non per niente era soprannominato pedonicchio.

4…Ag7 5.a3

Posizione dopo 5.a3

Posizione dopo 5.a3

altra mossa lenta in stile Calapso.

5…Cd4 6.Ac4 d6 7.Cxd4 exd4 8.Df3 Cf6 9.Cd5 Cg4 10.Ae2 c6

senza far niente di trascendentale il nero sta leggermente meglio.

11.Cf4 De7 12.O-O Ae5!

Posizione dopo 12...Ae5!

Posizione dopo 12…Ae5!

e5 è la casa ideale per il cavallo, ma in questo caso è molto meglio metterci l’alfiere; si minaccia 13…g5.

13.g3

per parare la minaccia 13…g5 era obbligatorio 13 h3; si sta peggio e probabilmente contro Mariotti si perde lo stesso, ma dopo la mossa giocata non c’è scampo, anche se l’attacco non è semplice.

13…h5 14.Cd3 h4 15.h3 Ch2!!

Posizione dopo 15...Ch2!!

Posizione dopo 15…Ch2!!

bel sacrificio non facile da calcolare fino in fondo.

16.Rxh2 hxg3+ 17.Rg1 g2?

dopo aver montato un brillante attacco vincente, Mariotti perde il filo; era molto più forte 16…Txh3; 17 Cxe5 Dxe5; 18 d3 gxf2; 19 Dxf2 Tg3+; 20 Rh1 Dh8+; e prende la donna per la torre. Così si perde quasi tutto il vantaggio.

18.Te1 Ah2+?

Posizione dopo 18...Ah2?

Posizione dopo 18…Ah2?

qui Mariotti esagera! Anche così si prende la donna, ma dando troppi pezzi; era molto più semplice 18…Txh3; 19 Cxe5 Txf3; e anche se il vantaggio del nero è minimo in partita probabilmente si vince. Oppure ci si poteva lanciare in una avventura per guadagnare una torre con 19 …Th1+; 20 Rxg2 Txe1; dove si dovrebbe riuscire a recuperare la torre incastrata tra i pezzi bianchi arrivando ad un finale dove il vantaggio è minimo.

19.Rxh2 Txh3+ 20.Dxh3 Axh3 21.Rxh3 Dg5?

Posizione dopo 21...Dg5?

Posizione dopo 21…Dg5?

l’ultima occasione era 21…Dxe5; 22 f3 Df5+; 23 Rxg2 Dg5+; forzando il perpetuo; possibile che con poco tempo anche lui Mariotti non si sia accorto che l’inchiodatura della donna sul Re non funziona per DxT e promozione, ma credo più probabile che giocasse ancora per vincere speculando sullo zeitnot di Calapso.
A questo punto si sparse la notizia che Mariotti era in difficoltà e intorno alla scacchiera si addensò una folla; da qui in avanti non ha molto senso analizzare in modo approfondito; il vantaggio del bianco è piccolo ma quanto basta per vincere; tutti e due a volte non fanno la mossa più precisa, ma sempre mosse abbastanza buone da non cambiare il risultato.
Calapso era un buon lampista, ma nessuno degli spettatori pensava che ce la avrebbe fatta.

22.Ag4 Re7 23.f3 g1D 24.Txg1 f5 25.Cf2 d3 26.Rg2 Tf8 27.cxd3 fxg4 28.Cxg4 Db5 29.Tf1 Dxd3 30.a4 Dc2 31.Ta3 Th8 32.Te3 Dxa4 33.Tfe1 Db5 34.e5 d5 35.e6 d4 36.Te4 Dh5 37.d3

Posizione dopo 37.d3

Posizione dopo 37.d3

Calapso malgrado lo zeitnot, l’età, il caldo infernale e le 5 ore di gioco ha mantenuto il sangue freddo ed è riuscito a sviluppare l’ultimo pezzo, la vittoria è ormai in vista.

37…Dh3+ 38.Rf2 Th5 39.Af4 c5 40.Ag3 Tf5 41.b4 b6 42.Ta1 a5 43.bxa5 bxa5 44.Txa5 Dh1 45.Ta7+

45.Ta7+ e il Nero abbandona

45.Ta7+ e il Nero abbandona

superato il controllo di tempo Mariotti abbandona.

1-0

Dopo la partita ricordo Mariotti furibondo e Calapso raggiante; i complimenti che tutti facevano a Calapso aumentavano ancora di più la rabbia di Mariotti, che promise vendetta. Nei turni successivo si sfogò contro i malcapitati avversari e vinse ugualmente il torneo con 7 su 9 anche se a pari punti con Forintos con cui fece patta credo all’ultimo turno. Ai posti d’onore Martinovich con 6 ½ 2 Cosulich a 6 punti.

bari-03Per quanto riguarda il mio torneo, rovinai tutto già al primo turno nelle ultime mosse prima del controllo di tempo, perdendo con Silli un finale di torri vinto; una partita da vincere contro un avversario largamente alla mia portata.
Mi rifeci nei turni successivi contro le giovani promesse veneziane Guaglianone e Santolini allora forse ancora 1a nazionale.
Mi ricordo il commento dopo partita di Santolini, massacrato posizionalmente: “è stato come affondare il coltello nel burro”.
Poi la patta fortunosa del terzo turno che vedremo avanti, qualche altra vittoria fino alla battuta d’arresto con il mio concittadino Natalucci; gli incontri fuori casa con i giocatori di Milano mi sono spesso andati male.
Per finire incontrai un altro maestro della vecchia guardia, Magrin. Naturalmente ci provai, ma lui mi fece un buon sacrificio di qualità che dovetti restituire per evitare guai peggiori e la partita finì patta.
Tutto sommato fu uno dei miei tornei migliori. Mancai la qualificazione, sarebbe stato chiedere troppo, ma entrai nei premi e questo era l’obbiettivo minimo.
Come in altri miei tornei sono sempre rimasto subito dietro alle posizioni di testa senza riuscire a raggiungerle; rimane l’amarezza di avere in fondo mancato l’occasione, di avere fatto trenta ma non trentuno. Beh non esageriamo, più che 30 diciamo 27 o 28.
Si qualificarono per la finale Masera con 7 punti, Amadesi, Dell’Accio, Paolo Perinelli con 6½; seguivano Palmiotto a 6, io Ierco, Lattarulo e Gianpiero Rossi a 5½.
Ed ecco la mia partita:

Fiorentino Palmiotto – Giancarlo Castiglioni, 1/2-1/2, (Caro-Kann)
Bari 1971

1.e4 c6 2.d4 d5 3.Cc3 dxe4 4.Cxe4 Cf6

Posizione dopo 4...Cf6

Posizione dopo 4…Cf6

in quel periodo giocavo normalmente la Caro Kann e questa variante per cercare di vincere. Probabilmente una decisione psicologicamente sbagliata; con Palmiotto sarebbe stato meglio la variante principale e lasciare a lui il compito di forzare per vincere.

5.Cxf6+ gxf6

non è un gran che, a volte funziona puntando sulla colonna aperta quando il bianco arrocca corto; arroccando lungo, come farà Palmiotto, il nero ha pedoni deboli sul lato di Re in cambio di niente. Però è peggio 5…exf6 versione simmetrica peggiorata della Spagnola col cambio dove il nero non ha nemmeno la coppia degli alfieri; si direbbe che il nero punta ad un finale inferiore, l’unica contropartita è la posizione solida.

6.Cf3 Ag4 7.Ae2 Dc7 8.Ae3 Cd7 9.Ch4 Axe2 10.Dxe2 e6 11.O-O-O O-O-O 12.Rb1 Rb8 13.c4 Ae7?

Posizione dopo 13...Ae7?

Posizione dopo 13…Ae7?

sembra una normale mossa di sviluppo, invece è l’inizio di tutti i guai. Si doveva giocare 11…c5 per impedire c5 del bianco.

14.Dh5 f5 15.g3 Tdf8

il guaio è la diagonale nera, non esistono mosse soddisfacenti, difficile suggerire altre mosse forse 15…Ra8 era la meno peggio.

16.Af4 Ad6 17.Ah6 Cf6 18.Dg5 Ce4 19.De3 Ra8

non si può spostare la torre altrimenti con 20 c5 si perde almeno un pezzo per l’infilata Re e Donna sulla diagonale nera. Adesso con la qualità in meno la partita è persa; allora in queste posizioni riuscivo a resistere a lungo, una capacità che si è ridotta col passare degli anni.

20.Axf8 Txf8 21.f4

Posizione dopo 21.f4

Posizione dopo 21.f4

più raffinata 21 f3 Cf6; 22 Cg2 per rimettere in gioco il cavallo, come suggerito dal PC.

21…c5 22.d5 Ae7 23.Cf3 Af6 24.Ce5?!

Non era necessario dare il pedone per eliminare il fastidioso alfiere nero ben piazzato sulla diagonale; secondo il PC il vantaggio bianco rimane quasi invariato, ma adesso al bianco basta qualche imprecisione per rendere la vittoria difficile.

24…Axe5 25.fxe5 Dxe5 26.The1 h5 27.Dxc5 Dxb2+ 28.Rxb2 Cxc5 29.Te5 b6 30.Rc2 Rb7 31.Td4 Tg8 32.Th4?

Posizione dopo 32.Th4?

Posizione dopo 32.Th4?

Palmiotto era un giocatore più a suo agio in posizioni confuse con combinazioni tattiche e qui ha cincischiato un po’ andando a spasso sulla scacchiera con le sue torri; era meglio 32 Tf4 così si perde quasi tutto il vantaggio.

32…Tg4 33.dxe6 fxe6 34.Te3 Tg5

da considerare il cambio 34…Txh4; 35 gxh4 Ce4 che potrebbe pareggiare puntando sui due pedoni neri liberi uniti e sui pedoni bianchi doppiati sulla colonna h. È un finale difficile da valutare e con poco tempo mi è sembrato più sicuro mantenere le due torri.

35.Te1 Rc7 36.Rd2 Rd6 37.Td4+ Re7 38.Td1 Tg4 39.Rc3 Txd4?

Posizione dopo 39...Txd4?

Posizione dopo 39…Txd4?

se volevo cambiare le torri era meglio farlo prima. Dovevo attuare il mio piano originale di spingere il pedone h con 39…Ce4+; 40 Rb4 a5+; 41 Ra3 Rf6; 42 Te1 h4; con almeno parità e anche possibilità di vincere.

40.Txd4 Cd7 41.Rb4 a6 42.Th4 Cf6 43.c5 Cd5+ 44.Ra4?

il pedone c libero è pericoloso; bastava semplicemente 44 Rc4 bxc5; 45 Rxc5 per vincere senza troppa fatica.

44…bxc5 45.Txh5 c4

Posizione dopo 45...c4

Posizione dopo 45…c4

siamo arrivati al controllo del tempo. Io avevo forse un minuto, il mio avversario oltre mezz’ora. Palmiotto si alza dalla sedia, si guarda in giro con aria soddisfatta, borbotta qualcosa del tipo “Adesso voglio pensarci con calma” e chiama l’arbitro per chiedere la busta. Si siede di nuovo, pensa qualche minuto e mette la mossa in busta accollandosi la differenza di tempo. La ripresa era il mattino dopo, nella sera analizzai la partita con Natalucci e Magrini, il verdetto non lasciava dubbi: ero spacciato.

46.Th4?

la mossa in busta, ovviamente sbagliata, un classico. C’erano diverse mosse vincenti, la più semplice era 46 Th7+ Rd6 47 Ta7 catturando il pedone a6 e facendo partire il pedone h, ma anche 46 h4 subito andava bene. Io mi trovai con le mie analisi serali azzerate, ma conoscevo la posizione, sapevo cosa dovevo fare.

46…e5 47.Th5 Re6 48.Th6+ Rd7 49.Ra3?

Posizione dopo 49.Ra3

Posizione dopo 49.Ra3

 ci si doveva rassegnare a 49 Th7+ dando il perpetuo con gli scacchi laterali; con una qualità in più e posizione vinta poche mosse prima non era una decisione facile. Anche nelle mosse successive gli scacchi laterali davano al bianco qualche possibilità in più.

49…e4 50.Rb2 e3 51.Rc1 c3 52.Rd1 Cb4 53.Th7+ Rd6 54.Th8 c2+ 55.Rc1 e2 56.Te8 Cd3+ 57.Rxc2 e1D 58.Txe1 Cxe1+ 59.Rc3 Rc5

ho sempre pensato che questa mossa fosse l’errore decisivo e che la mossa vincente fosse 59…Cf3 60 h4 f4!; come vedremo dopo. In realtà le due mosse sono equivalenti, due strade per vincere ugualmente difficili.

60.h4 Cf3 61.Rd3 Rd5 62.Re3 Ch2 63.Rf4 Re6 64.Rg5 Re5?

Posizione dopo 64...Re5?

Posizione dopo 64…Re5?

ormai era rassegnato alla patta che mi andava bene, perché alla ripresa ero sicuro di perdere, ma avrei dovuto giocare 64…Cf3+ che vinceva sia con la banale:
1) 65 Rf4 Cd4; 66 g4 fxg4; 67 Rxg4 Ce4; perché il cavallo fa in tempo a catturare il pedone “a” mentre il Re ferma il pedone “h” libero.
O con la più difficile:
2) 65 Rg6 Cxh4+!; 66 gxh4 f4; 67 h5 f3; 68 h6 f2; 69 h7 f1=D 70 h8=D Dg2+; 71 Rh6 Dh3+; 72 Rg7 Dg4+; 73 Rh6 Dh4+; 74 Rg7 Dg5+; 75 Rh7 Rf7; e vince solo per la presenza del pedone a2! Senza ci sarebbe 76 Df8+ Rxf8; stallo!
Purtroppo ho visto solo fino alla contemporanea promozione a donna; peccato sarebbe stata una conclusione elegante.

Ma ancora più elegante poteva essere la conclusione se alla 59ª mossa avessi giocato 59…Cf3 al posto di 59…Rc5; chiedo al lettore di armarsi di pazienza, ne vale la pena, ma per non abusare ho riportato solo le varianti principali.
Il seguito sarebbe stato:

59…Cf3; 60 h4 f4; 61 gxf4 Cxh4; 62 Rd4 Cf5+; 63 Re4 Re6; con 2 diramazioni:

1) 64 Rd3 Rd5; 65 Rc3 Rc5; 66 Rd3 Cd6; 67 Rc3 a5; 68 Rb3 Cf5; 69 Rc3 a4; 70 Rd3 Rb4; 71 Rc2 Ra3; 72 Rb1 Cd4; 73 Ra1…; Il cavallo deve bloccare il pedone e Re bianco si è rifugiato nell’angolo, come si potrà stanarlo?
73…Rb4; 74 Rb2 Rc4; 75 Ra1 Rc3; 76 Rb1 Cf5; 77 Rc1 a3; 78 Rb1 Rd2; 79 Ra1 …; adesso bisogna evitare lo stallo:
79…Ce3; 80 Rb1 Cd5; 81 f5 Cc3+; 82 Ra1 Rc1; 83 f6 Cb5; f7 Cd4; 85 f8=D Cc2 matto! Giusto in tempo.
2) 64 a3 a5; 65 a4 Cg7; 66 Rd4 Rd6; 67 Rc4 Rc6; 68 Rd4 Ce6+; 69 Re5 Cc5; 70 f5 Cxa4; 71 f6 Cc5; 72 f7 Cd7+; e adesso come si continua? Il pedone bianco è arrivato in settima, il cavallo è tornato appena in tempo per fermarlo, ma adesso è bloccato e il pedone di torre da solo non vince.
Niente paura basta continuare e tutto si incastra miracolosamente.
73 Rd4 Rb5; 74 Rc3 a4; 75 Rb2 Rb4; 76 Ra2 a3; 77 Rb1 Rb3; 78 Ra1 Cf8; 79 Rb1 Ce6; 80 Ra1 Cd4; 81 f8=D Cc2+; 82 Rb1 a2+; 83 Rc1 a1=D+; 84 Rd2 Dd1+; 85 Rd3 Dd3 matto

65.h5 Cg4 66.h6 Cxh6 67.Rxh6 f4 68.gxf4+ Rxf4 1/2-1/2

bari-09

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avatar Scritto da: Giancarlo Castiglioni (Qui gli altri suoi articoli)


37 Commenti a Bari 1971

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    Giancarlo Castiglioni 2 gennaio 2017 at 14:37

    Ringrazio Martin per aver trovato le fotografie del Circolo Cannottieri Barion sede del torneo.
    E’ uguale a come era allora, spero che nel frattempo abbiano fatto l’impianto di condizionamento aria.
    Dimenticavo di aggiungere che dalla posizione della 59ª mossa, semplicemente invertendo i colori, avevo tratto uno studio pubblicato sull’Italia Scacchistica.




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  2. avatar
    Martin 2 gennaio 2017 at 15:36

    Grazie a te, Giancarlo, per questo nuovo eccellente lavoro.
    Siccome avevo letto da qualche parte che, tra i tanti partecipanti a questo torneo, vi erano anche Max Romih e un giovanissimo Milan Mrdja volevo chiederti se li avevi incontrati o ne hai un ricordo.
    Ancora grazie,  Giancarlo e buon anno a tutti.




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    Giancarlo Castiglioni 2 gennaio 2017 at 16:37

    Mi ricordo vagamente di aver visto Romi (alias Romih) da qualche parte, ma pensavo più probabile fosse al torneo di Alassio nel 1970.
    A Bari Romi c’era, lo ho trovato nella classifica del torneo principale al 34° posto con 2 punti.
    Mi ha stupito fosse così indietro, ma era classe 1893 quindi aveva 78 anni e forse aveva risentito particolarmente delle pessime condizioni di gioco.
    Al 35° posto con 1½ trovo Mrsa (Jugoslavia) che è certamente Mrdja; per essere così indietro doveva proprio essere alle prime armi.
    Stano perchè di solito i giovani slavi venivano a giocare in Italia solo quando potevano contare di vincere un premio.
    Comunque il torneo pricipale era molto forte.




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      Icilio Zoppas 3 gennaio 2017 at 20:47

      Probabilmente si tratta di Ferdinand Mrsa (giocatore serbo) e non del noto Milan Mrdja di Zagabria. Non ne ho la certezza comunque.




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        Martin 3 gennaio 2017 at 21:10

        Può darsi, eppure diversi database riportano proprio una partita tra Mrdja (classe 1954, quindi a Bari era poco più che un fresco sedicenne) e Romi. Per esempio:
        http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1526138
        Chi è in contatto col simpatico Milan potrebbe provare a chiedere direttamente a lui… :D




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          Icilio Zoppas 4 gennaio 2017 at 19:14

          In effetti, ripensandoci, Mrsa aveva vinto meno di un anno prima il torneo di Imperia per cui pare improbabile che sia arrivato “quasi” ultimo a Bari.
          Naturalmente è anche possibile che si tratti di un caso di omonimia.




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      Jas Fasola 5 gennaio 2017 at 13:36

      Diverse partite di Bari si trovano al link qui sotto, tra cui due di Ferdinand Mrsa (ma come si può vincere un torneo e poi giocare così male?) http://www.federscacchi.it/str_arch_rice.php?denom=&luogo=&naz=000&anno1=1971&anno2=1971&fi=&fe=&fw=&fa=&ff=9&ft=9&fs=&varia1=2005-01-01&varia2=2017-01-05




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        Giancarlo Castiglioni 6 gennaio 2017 at 09:54

        Sono riuscito a vedere solo una partita, quella con Romi, veramente orribile.
        Delle 4 partite della Semifinale Campionato Italiano solo quella di Albano è realmente di quel torneo.
        Le altre 3 sono del torneo di seconda classe.




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    Jas Fasola 2 gennaio 2017 at 17:04

    Finale R+C+P vs R+P davvero molto interessante. Il racconto altrettanto!




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    Enrico Cecchelli 2 gennaio 2017 at 17:13

    Complimenti per i ricordi storici e per l’analisi tecnica.




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    paolo bagnoli 2 gennaio 2017 at 21:22

    Caro Giancarlo, grazie per i ricordi ed i commenti, sempre puntuali! Palmiotto era uno dei miei avversari abituali a Bologna nel corso dei Campionati Bolognesi Assoluti, e ricordo la sua abilità tattica che a volte, tuttavia, “esagerava”…..
    Mi hai fatto ringiovanire, grazie!
    Paolo




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    The dark side of the moon 2 gennaio 2017 at 21:24

    Interessanti le partite, soprattutto quella che hai giocato tu contro Palmiotto.
    C’è l’apertura che gioco più spesso col nero e un finale da studio niente male.
    Quando avrò tempo e calma avrei intenzione di studiarle.
    Non ho capito però una cosa: pensavi veramente di poter vincere con quella variante che hai giocato?
    I pedoni doppiati e lo svantaggio di spazio teoricamente non dovrebbero compensare la colonna “g” aperta.
    l’arrocco lungo con l’alfiere capo scuro bianco ancora in gioco è pericoloso, quando mi capita di giocarlo ho una paura tremnda di prendere qualche infilata….
    Te infatti c’hai rimesso la qualità.
    Comunque bel pezzo, anche se nel 71 non ero nato e giocavate senza il condizionatore, forse erano tempi migliori anche per giocare a scacchi.




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      Giancarlo Castiglioni 2 gennaio 2017 at 23:42

      Sono d’accordo con te, la colonna g non basta come compenso, lo sapevo anche allora.
      L’apertura ha il vantaggio di essere poco giocata e di sbilanciare la posizione.
      Non mi ha dato grandi risultati, ma qualche partita la ho vinta.
      Allora c’erano pochi tornei e quei pochi capitavano sempre quando c’erano le sessioni d’esame all’università; il materiale su cui studiare scacchi era pochissimo.
      Non vedo in cosa giocare a scacchi fosse meglio di adesso.




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        The dark side of the moon 3 gennaio 2017 at 09:49

        Non so, immagino che forse era diverso l’approccio al gioco.
        Forse si giocava più per il gusto di giocare e stare insieme agli amici.
        Oggi un torneo estivo senza aria condizionata sarebbe improponibile…
        Eppoi, tutti questi ragazzini ai quali viene insegnato che l’importante è vincere e basta, ragazzini accompagnati oltre che dai genitori anche dai propri allenatori…(!!): manco fossero campioni.
        Non è raro vedere la tragedia che prende forma quando questi perdono una partita: pianti a non finire…
        Forse s’è persa quella cultura del divertimento e della condivisione di una bella passione, quella degli scacchi.
        Non so, forse è solo una mia impressione visto che, nel 71 come detto non c’ero, e che il mio primo torneo a tavolino l’ho fatto nel 2009.




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          Giancarlo Castiglioni 3 gennaio 2017 at 12:46

          Non so molto dei tornei di oggi, ogni tanto vado a vedere le partite quando c’è un torneo a Milano, saluto quei pochi che conosco, ma non frequento l’ambiente.
          Certo allora non c’erano bambini, genitori e allenatori.
          Io avevo 26 anni ed ero tra i più giovani, Natalucci a 17 anni era una eccezione, forse l’unico nel magistrale sotto i 20 anni.
          Ce ne erano stati anche in passato, come Scafarelli, Zichichi, Laco, ma erano rarissimi.
          La voglia di vincere non credo fosse minore allora di adesso, ma volevamo anche divertirci, certo nessuno di noi pensava di andare a letto presto per essere riposato nella partita nel giorno dopo.




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    Fabio Lotti 3 gennaio 2017 at 15:23

    I ricordi mi sono sempre piaciuti. Così come questo, compresa la partita.




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    Chess 3 gennaio 2017 at 21:12

    La vita non è che una somma di ricordi. Bellissimo articolo.




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    fabrizio 3 gennaio 2017 at 21:39

    Leggere articoli del genere suscita tanti bei ricordi a chi ha vissuto quegli anni e quegli ambienti. I nomi di Calapso, Mariotti, Amadesi, Dell’accio (tutte persone che ho conosciuto e frequentato allora) mi fanno tornare piacevolmente, ma anche con un po’ di malinconia, indietro nel tempo. Grazie Giancarlo




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    alfredo 4 gennaio 2017 at 08:07

    Comunque Romi fu attivo almeno fino al 1973 ( mi sembra imperia)
    Non sapevo del soprannone di Nestler . Sapevo che era noto per le sue manovre di cavallo




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      lordste 4 gennaio 2017 at 14:13

      ma infatti Castiglioni scrive che “pedonicchio” era il soprannome di Calapso




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      fabrizio 4 gennaio 2017 at 14:19

      Se ti riferisci a “pedonicchio”, questo era un nomignolo di Calapso (come dice correttamente Castiglioni nell’articolo). Riguardo Nestler, ho sentito appioppargli, invece, l’epiteto di “pigna verde” (in effetti, nei suoi momenti migliori Nestler concedeva ben poco, col suo stile prudente e posizionale: come una pigna verde, che non rilascia i suoi pinoli).




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        Tristano 2 febbraio 2017 at 20:26

        Fabrizio, sai che non avevo mai sentito, neanche a quei tempi, del soprannome di “pigna verde” di Nestler? Eppure, come ricorderai, di Nestler posso dire con orgoglio di essere stato allievo.




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          fabrizio 2 febbraio 2017 at 23:45

          Caro Tristano, non credo che quella espressione fosse diffusa e di uso generale. Purtroppo io ricordo bene la circostanza (durante un torneo romano dei primi anni ’80, presso la biblioteca comunale allora in via Pietra Papa), ma non ricordo da chi (Boschetti? Ambrogi? …o chi altro?) lo sentii pronunciare. Ad ogni modo mi sembrò appropriata, anche perché fu pronunciata come un complimento allo stile di Nestler.




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            Tristano 3 febbraio 2017 at 19:20

            Perché dici purtroppo? Quel torneo credo di ricordarlo anch’io. Se è quello cui penso, Nestler andò piuttosto bene: pattò con Bouaziz, allora MI, e forse vinse o pattò con Sergio Mariotti, che ricordo molto arrabbiato per non aver vinto quella partita.




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              fabrizio 3 febbraio 2017 at 21:37

              Il purtroppo si riferiva al mancato ricordo di chi fosse “l’inventore” dell’epiteto. Il torneo è proprio quello che tu dici, con Bouaziz e Mariotti (l’anno era, probabilmente, il 1982).




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    Giancarlo Castiglioni 4 gennaio 2017 at 17:05

    Oggi mi è venuto in mente che nella mia biblioteca scacchistica avevo il libro su Calapso scritto da Giudici e Nestler su cui tra l’altro è riportata la famosa partita con Mariotti a Bari e lo ho recuperato.
    Le note di Nestler sono più dettagliate, ma sostanzialmente uguali alle mie ed è riportato una articolo di Fernando Porpora uscito su Salento scacchi che fornisce qualche particolare in più.
    La partita si giocò al secondo turno e ricorda che Calapso indossava una sciarpa di lana!! particolare che mi è tornato in mente quando lo ho visto scritto.
    Precisa che Calapso aveva 2’ per 18 mosse contro i 20’ di Mariotti e descrive efficacemente il frenetico nervosismo di Calapso grondante di sudore che spostava continuamente lo sguardo dalla scacchiera all’orologio, con la mano alzata pronto a muovere all’istante appena Mariotti faceva la sua mossa.
    Il soprannome pedonicchio veniva certamente dal suo uso quasi esclusivo della pirc con il nero, una apertura allora meno comune che al giorno d’oggi.
    Tra l’altro ho l’impressione che ottenesse risultati migliori con il nero che con il bianco.
    Il “pigna verde” affibbiato a Nestler indica qualcosa di diverso, un gioco posizionale e prudente ma molto più lineare di quello di Calapso.




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      Tristano 3 febbraio 2017 at 23:39

      Del resto Calapso non era nuovo a risultati clamorosi: tre anni prima al Torneo ad inviti di Venezia aveva pattato con Petrosian e battuto Janosevic.




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    Uomo delle valli 6 gennaio 2017 at 09:06

    Articolo favoloso, bravissimo.
    Ho scritto a Mrdja per chiedergli delucidazioni, vediamo cosa dice. Nel frattempo domanderei all’autore dell’articolo -ripeto, bellissimo- se dalla classifica che ha sotto mano (si potrebbe pubblicare?) si può dedurre se ci sono altri partecipanti ancora in vita (oltre a lui stesso e Mariotti, ovviamente).
    Nuovamente complimenti.




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    Giancarlo Castiglioni 6 gennaio 2017 at 09:49

    Sicuramente in vita ce ne sono ancora molti, ma non posso dirlo con certezza perché ho perso ogni contatto.
    Ljubisavljevic mi sembra abbia partecipato recentemente a tornei in Italia e Rosino mi sembra fosse recentemente accompagnatore di una nazionale giovanile o femminile.
    Poi c’è Benso, mio cugino che non gioca più a scacchi.
    Farò un pdf delle classifiche sull’Italia Scacchistica.




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    Ramon 6 gennaio 2017 at 18:49

    Ecco le classifiche, ancora grazie a Giancarlo.




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      Tristano 2 febbraio 2017 at 19:24

      Santo cielo, quanti nomi di persone che capitava di incontrare spesso ai tornei di quei tempi, e poi nel classico formato delle classifiche dei tornei che usava L’Italia Scacchistica! Qualcuno ha notizie di Riccardo Magrini, il geniale, folle e simpaticissimo Riccardo Magrini? Altri giovani che erano già nella categoria magistrale erano Passerotti, Trabattoni e Renato Cappello.




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        Giancarlo Castiglioni 2 febbraio 2017 at 23:23

        Sono molti anni che non ho più notizie di Riccardo Magrini.
        Le ultime volte che lo ho visto sono state all’Idroscalo, credo nel 2003, quando era addetto stampa della Federazione Italiana Motonautica, e poi nel 2007 quando era facente funzione di direttore di “Arte Navale” una bellissima e lussuosa rivista bimestrale di nautica.
        Qualche anno dopo avevo cercato di rintracciarlo, ma non lavorava più li.
        Nelle sue multiformi attività lavorative, Magrini aveva già alle spalle una esperienza editoriale: circa nel ’78 aveva pubblicato per un anno la sua “Rivista di scacchi” bella, ma non in grado di reggersi sulle sue gambe.




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          Tristano 3 febbraio 2017 at 19:30

          Ho frequentato abbastanza Riccardo Magrini le prime estati degli anni ’70, quando lui è stato per un periodo a Roma. Si giocava nel giardino del caffè Fassi. Ma già lo conoscevo bene a Rovigo 1970. Era una sagoma. E un giocatore brillante. Dopo ho solo sentito, non mi ricordo da chi, forse dal Trab, di un viaggio avventuroso e surreale in Libia.
          Noi non ci siamo molto incrociati, Giancarlo, ma abbiamo condiviso una medesima stagione scacchistica, almeno per alcuni anni. Potremmo forse esserci incontrati a Imperia, torneo che ho frequentato abitualmente tra il 1968 e il 1972, o a San Benedetto.




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    Mongo 7 gennaio 2017 at 14:55

    Bello, bello, bello!! ;)




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    alfredo 17 gennaio 2017 at 02:51

    Sono gli articoli che più apprezzo e mi fanno tornare con il pensiero ad anni per me meravigliosi!




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    Ramon 26 gennaio 2017 at 07:26

    Siamo riusciti a metterci in contatto con Mrdja il quale ci ha confermato non esser stato lui il partecipante misterioso al torneo. Rimane quindi come la più accreditabile l’ipotesi che si tratti di Ferdinand Mrsa, chissà…




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    Giancarlo Castiglioni 26 gennaio 2017 at 09:53

    Per spiegare come mai Ferdinand Mrsa possa vincere a Imperia e arrivare quasi ultimo a Bari l’anno dopo posso fare due ipotesi.
    La prima che non fosse lui, magari un fratello e neanche candidato o maestro; quando i partecipanti erano dispari gli arbitri normalmente ammettevano al magistrale un giocatore di categoria inferiore.
    Se poi uno Jugoslavo qualsiasi si fosse presentato come Ferdinand Mrsa, sicuramente gli altri slavi non avrebbero detto nulla e non so fino a che punto ci si sarebbe dato da fare per controllare; ma questo mi sembra improbabile.
    L’altra ipotesi è che fosse Ferdinand, che avesse perso un paio di partite nei primi tre turni (data la forza del torneo possibilissimo) e che da quel momento essendo tagliato fuori dai premi sia andato avanti a giocare senza nessun impegno occupandosi solo di vendere libri.
    Gli slavi di allora si comportavano spesso così.




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