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Parkour?

Scritto da:  | 27 novembre 2016 | 10 Commenti | Categoria: Personaggi, Stranieri

“Muor giovane colui ch’al cielo è caro”
Menandro

yuri-eliseyev-02Poche ore fa è tragicamente mancato un ragazzo giovanissimo, Yuri Eliseyev, vent’anni appena compiuti…

yuri-eliseyev-01Yuri era grande maestro, titolo ottenuto già a diciassette anni, campione del mondo under-16 nel 2012, vincitore quest’anno di un torneo prestigioso come l’Open di Mosca, insomma un futuro promettente sulle scacchiere di tutto il mondo… un futuro spezzato alle 23 e 30 della scorsa notte per un tragico assurdo pazzesco incidente…
Yuri, come tanti ragazzi, era appassionato di Parkour… non chiedetemi esattamente di che si tratta, perché fino a poco fa non lo sapevo… ho dovuto cercare su internet per capire meglio… con parole mie direi che son quelle acrobazie che fanno i ragazzi in città saltando come cavallette sui muri, volteggiando sulle panchine, piroettando intorno ai pali per dar sfogo alla propria creatività ed esuberanza… si arrampicano ovunque possono, schizzano come palline da flipper sul cemento, senza casco o protezioni… Lo so, l’ho detto male, non me ne vogliate vi prego… a Yuri piaceva, come a tanti, mille, troppi ragazzi a cui, quando attraversiamo frettolosi e indaffarati il cortile sotto casa, non facciamo neppure troppo caso…

yuri-eliseyev-03Racconta Daniil Dubov, come testimonia anche il suo amico e vicino di casa nel video qui sotto, che Yuri stanotte ha provato a raggiungere il balcone dell’appartamento attiguo dalla finestra vicina, dal dodicesimo piano, qualcosa è andato storto e non ce l’ha fatta…
Le parole per esprimere un dolore come questo sono solo inutili e banali… le lacrime dicono tutto…

 

avatar Scritto da: Martin (Qui gli altri suoi articoli)


10 Commenti a Parkour?

  1. avatar
    Enrico Cecchelli 28 novembre 2016 at 13:29

    Resto basito da questa notizia . Più che altro per tutte le riflessioni che si potrebbero fare…. ma da padre qual sono sento un dolore, una fitta nell’anima che parla da sola . Terribile!




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    Chess 28 novembre 2016 at 14:24

    Si, ho visto la notizia alla televisone, al telegiornale. Che dire? Oltre al dispiacere per la morte di un giovane non resta che aggiungere che questo ” sport” non lo si capisce fino in fondo.




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    lordste 28 novembre 2016 at 14:55

    E nel frattempo giunge anche la notizia della morte di Tajmanov. Un 2016 sempre più funesto.




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    The dark side of the moon 28 novembre 2016 at 14:56

    Bisogna cercare di capire il parkour per comprendere un questo dramma altrimenti si rischia di essere superficiali e liquidare il tutto come una stupidata finita male di un ragazzo che amava fare cose pericolose.
    Il parkour, oltre ad essere una disciplina fisica, prescinde da una disciplina morale altrettanto importante che consiste nel superamento degli ostacoli che la vita ti riserva.
    Chi pratica parkour va dritto alla meta attraversando tutti gli ostacoli, fisici e mentali.
    E’ uno stile di vita a cui certi ragazzi si ispirano.
    Guardare sempre avanti, solo cosi migliori la tua vita.
    Purtroppo la vita del giovane Yuri Eliseyev si è interrotta sul più bello.
    Tristemente assurdo.




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      Enrico cecchelli 28 novembre 2016 at 17:40

      Credo non sia propriamente superficiale biasimare una disciplina che ti consiglia di sfondare / superare gli ostacoli magari prendendo a zuccate muri o porte di piombo… C’è qualcosa che non va…. secondo me la vita è preziosa e non va messa a repentaglio o sprecata in questo modo. Poi è ovvio che ciascuno è libero di seguire tutte le proprie aspirazioni.




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        The dark side of the moon 28 novembre 2016 at 21:41

        Premetto che MAI mi verrebbe in mente di praticare una disciplina del genere.
        Consiglierei a questi giovani di incanalare le proprie emozioni, sentimenti, verso altre forme di espressione.
        Non è corretto però dire che il parkour ti spinge a prendere a zuccate mure o porte di piombo.
        Perchè allora non fare lo stesso dicorso riguardo tutti gli sport estremi dove il rischio di incidenti anche mortali è elevato?
        Chi sceglie di praticare certe discipline è consapevole del rischio che corre.
        Rispetto semplicemente la libertà di scelta di coloro che si sentono appagati svolgendo determinate attività pur NON condividendone la prassi.




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          Luigi O. 28 novembre 2016 at 22:26

          Premesso che il dolore che si prova di fronte a notizie come queste lascia senza parole, credo di interpretare, come l’autore dell’articolo lascia intendere, che questo benedetto Parkour sia uno dei tanti modi moderni che trovano i giovani per esprimere al giorno d’oggi il loro bisogno d’evasione, la loro ribellione e, insomma, il loro desiderio di trovare nuove vie.
          Detto questo il punto, a mio modestissimo parere è un altro: la moderazione!
          Credo che -per esempio- a tutti quelli a cui piace il mare difficilmente venga in mente di salire su un canotto e partire per doppiare Capo Horn, come a quanti piace la montagna non è che si vada coi sandali alla conquista del Nanga Parbat in una uggiosa domenica pomeriggio.
          Così un conto è prendersi due straccionate con lo skateboard per il piacere di fare qualcosa di divertente, altro è penzolare dai balconi per poi magari farlo vedere agli amici su YouTube.
          Scusate lo sfogo, torno nel mio silenzio di rispetto verso questo sfortunato ragazzo che non potremo mai compiangere abbastanza.
          Luigi




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    Martin 29 novembre 2016 at 21:23

    Scusate, per quanto riguarda il filmato, in sintesi, sono stati intervistati prima la ragazza a cui hanno suonato alla porta per errore i sanitari intervenuti in soccorso… lei racconta che conosceva Yuri solo di sfuggita dato che era molto schivo e riservato, dava l’impressione di esser un po’ particolare ma sicuramente un ragazzo educato e tranquillo…
    Invece all’altro ragazzo, il suo compagno di appartamento, hanno chiesto circa la dinamica dell’incidente. Ancora in evidente stato di choc shock non è in grado a spiegare di preciso il motivo per cui Yuri, pur appassionato di imprese estreme come questa, avesse deciso di passare dalla finestra sul balcone accanto… Afferma comunque che, al momento dell’incidente, non era ubriaco.




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    Giancarlo Castiglioni 29 novembre 2016 at 23:42

    Volevo raccontare un incidente accaduto uno o due anni fa a Milano in una casa vicino a dove abito; le circostanze sono molto simili, ma le motivazioni potrebbero essere del tutto diverse.
    Una ragazza cade dall’undicesimo piano la sera tardi rientrando da una cena con amici.
    Si pensa al suicidio, ma la polizia arriva ad una ricostruzione completamente diversa, una serie di circostanze improbabili con esito tragico.
    Abita al primo piano e il suo appartamento, un paio di metri sopra al giardino, ha un balcone adiacente a quello delle scale.
    Altre volte la ragazza ha dimenticato le chiavi ed è entrata in casa dalla porta-finestra del balcone scavalcando la ringhiera.
    Quella sera rientrando in ascensore sbaglia e schiaccia il bottone dell’11° piano invece di quello del 1°.
    Tutto è uguale al 1° piano, quindi non se ne accorge.
    Ovviamente non riesce ad aprire la porta di casa e pensa di entrare scavalcando, come ha già fatto.
    Quando si trova sul balcone si accorge finalmente dell’errore e cerca di tornare indietro.
    Può darsi che il percorso in senso inverso sia più difficile, poi ha paura perchè sa di essere in alto e cade.
    Non credo che tutto questo abbia a che fare con quello che è successo a Juri, ma è un esempio di come a volte gli esseri umani si comportino in modo del tutto irrazionale.
    Per Juri faccio una ipotesi molto più semplice, che si tratti di un suicidio.
    Che apparentemente non avesse motivo per suicidarsi, non dimostra nulla, vi sono suicidi del tutto imprevedibili.
    Tra l’altro la distinzione tra sport estremo e suicidio non è sempre netta.
    Per alcuni la ricerca del rischio è motivata da una più o meno inconscia attrazione per la morte.




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    paolo bagnoli 30 novembre 2016 at 21:51

    Molti anni fa mio cognato rientra a casa e, sotto gli occhi della moglie e della figlia, esce sul balcone e si getta nel vuoto, senza una parola. Continuo a chiedermi il perchè di questo suicidio; certo, soffriva di depressione, aveva abbandonato l’uso della sua amata bicicletta da corsa, anche il calcetto con gli amici, ma il PERCHE’ se l’è portato via, come tutti i “perché” che circondano casi come questo.




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