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il Re di Geller

Scritto da:  | 19 febbraio 2017 | 10 Commenti | Categoria: Stranieri, Tornei

L’interessante Meno valvole, meno disturbi dell’ingegner Castiglioni sulla desueta formula dell’aggiornamento in busta mi ha destato lo stimolo a saper qualcosa in più relativamente alla posizione della mosta in busta riportata all’inizio del suo eccellente pezzo.
Essa si riferisce all’ottava partita del match che disputarono, nel marzo 1966 a Copenhagen, Bent Larsen ed Efim Geller per decidere l’avente diritto alla qualificazione al successivo torneo interzonale.
Entrambi i giocatori avevano preso parte al Torneo dei candidati che avrebbe espresso Spassky quale sfidante del Campione del Mondo in carica, Tigran Petrosian.
Geller fu sconfitto in semifinale proprio da Boris mentre Larsen dovette inchinarsi a Mikhail Tal. Agli atti sia Geller che Larsen erano pertanto entrambi semifinalisti sconfitti, per cui, onde assegnare il posto dell’interzonale successivo, la Fide decise di ricorrere ad un match di spareggio.
Il match si sarebbe dovuto svolgere sulla distanza delle otto partite e, a conclusione della settima (un pareggio) il punteggio vedeva prevalere il campione danese per quattro a tre.
Questa la busta (presumibilmente autografa) sigillata il pomeriggio del 21 marzo da Larsen dopo aver giocato 40…Ae8-f7.

Il mistero riguarda la posizione del Re Bianco: dalla foto esso sembra esser indicato esser in g3 ma tutti i database lo collocano in e3, fatto che comunque appare assai più coerente con le mosse riportate sia prima che dopo.

Fatto sta che Geller riuscì nell’impresa di vincer in extremis la partita e livellare il punteggio sul quattro pari.

A questo punto i giocatori tentarono invano di chiedere agli organismi della Fide la qualificazione per entrambi ma le clausole del match prevedevano quattro ulteriori incontri al termine dei quali, in malaugurato caso di nuova parità, il sorteggio avrebbe decretato il fortunato qualificato. Chi avesse vinto per primo una delle quattro partite in programma avrebbe tuttavia interrotto la serie, a mo’ di golden goal ante litteram. Geller giocò nuovamente col Bianco, la nona del match, ma di fatto la prima dei quattro spareggi,
Geller, in grave zeitnot, giocò in questa posizione

la sciagurata 35.Td7? che permise a Larsen di liquidare facilmente la pratica con la brillante 35…Cxf2! ponendo di fatto fine al match, ottenendo così l’agognata qualificazione e la possibilità di correr felice a festeggiare per le vie del centro…

Il dubbio tuttavia rimane… dov’era davvero il Re di Geller quella famosa sera di equinozio di una primavera danese di mezzo secolo addietro? In g3 oppure in e3?!?

avatar Scritto da: Martin (Qui gli altri suoi articoli)


10 Commenti a il Re di Geller

  1. avatar
    fabrizio 19 febbraio 2017 at 10:55

    Veramente interessanti questi ricordi di momenti e personaggi che hanno fatto la Storia del nostro gioco.




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  2. avatar
    The dark side of the moon 19 febbraio 2017 at 12:29

    Martin in versione Sherlock Holmes! :o
    Bella domanda: dov’era il Re di Geller?
    Sicuramente doveva per forza troversi in e3 ma perchè allora non è stata corretta la busta?
    Forse è stata una semplice svista da parte dell’arbitro, dato per scontato che la posizione corretta era quella col Re in e3.
    Comunque non ne so niente di partite sospese visto che ho conosciuto gli scacchi meno di 10 anni fa, ho capito dal documento solamente che c’è riportata la posizione dei pezzi e il tempo rimasto ad ogni giocatore…
    C’è qualcuno a proposito che può spiegare brevemente come doveva compilarsi la busta?




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  3. avatar
    Mongo 19 febbraio 2017 at 14:21

    Ottimo pezzo del nostro Martin. ;)
    Ci vorrebbe una perizia calligrafica per stabilire le verità; mi sembra una ‘g’ anche se leggermente differente dalle altre ‘g’ presenti sul documento. Può anche però essere una ‘e’ cedigliata, riuscita male, per non confonderla con la ‘c’, ma allora perché l’altra ‘e’ presente sul formulario non è stata cedigliata?
    Più che Holmes, questo è un caso per il mio Maigret! :p




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  4. avatar
    Filologo 19 febbraio 2017 at 16:10

    Il regolamento della sospensione prevedeva che un giocatore scrivesse la mossa in busta, mentre l’altro annotava la posizione sulla busta. Quindi l’autografo dovrebbe essere di Larsen. Tuttavia la busta è stata scritta in tedesco, che potrebbe essere stata la lingua dell’arbitro (non era infrequente che l’arbitro si sostituisse al giocatore nel compito). In ultima analisi potrebbe trattarsi di una busta non ufficiale, a uso di uno dei giocatori, o di un giornalista. Chissà…




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  5. avatar
    Chess 19 febbraio 2017 at 18:55

    Ottimo articolo, veramente interessante!




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    Filologo 19 febbraio 2017 at 20:45

    Guardando meglio, si vede che la busta è stata aperta, quindi è senz’altro quella ufficiale. L’arbitro del match era Salo Flohr, quindi è probabile che il tedesco sia stato usato come lingua franca comune ai due giocatori. Curioso che nessuno si sia accorto dell’errore della posizione del Re bianco. La g è effettivamente un po’ ‘tormentata’.




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    • avatar
      Martin 19 febbraio 2017 at 20:59

      Mi sembra che Salo Flohr fosse il secondo di Geller. L’arbitro era il grande Alfred Brinckmann.




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        Filologo 19 febbraio 2017 at 21:50

        Verissimo, la falsa notizia era in una didascalia errata di un sito danese. In effetti, era troppo strano che l’arbitro fosse della stessa federazione di uno dei due giocatori. La scrittura sarà perciò stata quella di Brinckmann. Flohr commentò poi le partite del match in un libro che includeva anche il match per il titolo Petrosjan-Spasskij dello stesso anno.




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  7. avatar
    Enrico Cecchelli 19 febbraio 2017 at 23:46

    Grande Martin!




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  8. avatar
    Giancarlo Castiglioni 20 febbraio 2017 at 10:08

    Il Re era sicuramente in e3 e la scritta g3 sulla busta mi sembra abbastanza chiara, quindi si tratta di un errore.
    A volte nei festival le partite sospese dovevano riprendere in un’altra sala più piccola perché la sala grande serviva per altri scopi e allora era necessario ricostruire la posizione, ma altrimenti tutto rimaneva sulla scacchiera come era al momento della sospensione.
    In un match non si giocavano contemporaneamente altre partite, quindi la sede era sicuramente la stessa e la posizione non era stata toccata.
    Quindi è naturale che al momento della ripresa l’errore non sia stato notato e corretto sulla busta.




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