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Pedone Nero

Scritto da:  | 25 febbraio 2017 | 5 Commenti | Categoria: Racconti

Venivo considerato, chissà perchè, un “esperto” in fatto di serial killer. Avevo semplicemente individuato un pluriassassino che, nell’uccidere quattro prostitute, aveva lasciato tante e tali tracce da poter essere catturato in breve tempo.
Fu per questo motivo che l’ispettore capo mi affidò le indagini relative al caso di una prostituta trovata morta, all’apparenza strangolata, nel suo modesto appartamento in periferia. Ciò che aveva indotto il mio superiore ad affidarmi l’indagine fu il ritrovamento, accanto al cadavere, di un pedone nero appartenente ad un set Staunton del gioco degli scacchi. Io gioco a scacchi, è il mio unico hobby, e la presenza di quel pedone unitamente alla mia ben nota passione…
In effetti, il mio superiore aveva intuito che quel pedone dovesse avere un preciso significato, e la cosa venne confermata due giorni dopo quando un altro cadavere – uomo, 43 anni, operaio – venne ritrovato morto in un campo di erbacce a poca distanza dall’abitazione della prostituta morta; il cadavere stringeva nel pugno un pedone nero.
Ci trovavamo, evidentemente, davanti ad un serial killer che, come quasi sempre accade in questi casi, ci stava lanciando una sfida. Lo battezzammo immediatamente “Pedone Nero”, un appellativo coniato da un cronista della stampa locale, ed iniziammo a cercare connessioni tra la prostituta e l’operaio ma nulla faceva pensare che le due morti potessero avere elementi in comune. L’unico elemento che poteva collegare le due morti era il fatto che si trattava di due persone che vivevano da sole (l’operaio era divorziato).
Stavamo ancora facendo congetture ed analizzando le pochissime tracce lasciate sui luoghi dei delitti quando spuntò la terza vittima. Il cadavere era stato ritrovato da una anziana signora che si recava a giorni alterni a casa di un singolare personaggio per mettere in ordine e riempire il frigorifero del suo datore di lavoro: sessantotto anni, vedovo, usciva raramente di casa e quando lo faceva era soltanto per visitare la piccola e prospera fabbrica della quale era unico titolare. Il corpo era stato trovato sdraiato sul letto, composto, completamente vestito ed ora e data della morte erano state difficili da determinare; molto meno difficile la causa: strangolamento. Sul comodino accanto al letto un pedone nero.

La stampa locale e nazionale a questo punto si scatenò. Eravamo sotto pressione ed avevamo interrogato i pochissimi parenti ed amici delle vittime: una collega della prostituta, l’ex moglie dell’operaio ed il nipote ed unico parente dell’imprenditore, ma nessuno degli interpellati aveva fornito elementi che potessero alimentare l’indagine.
Undici giorni dopo il ritrovamento del terzo cadavere ce ne ritrovammo per le mani un altro, anch’esso accompagnato dal solito pedone nero. Si trattava di un’anziana signora (85 anni) che viveva da sola in un bilocale del quale pagava l’affitto grazie ad una scarna pensione.
Dopo aver avviato le solite procedure di indagine convocai una riunione della squadra che si era andata formando attorno a me. Non sapevo cosa inventare per tenere a bada la stampa locale e nazionale (“Pedone Nero colpisce ancora”, “Un serial killer tra di noi”, eccetera) e le analisi della Scientifica non mi aiutavano: l’assassino non aveva lasciato tracce su nessuno dei cadaveri, e l’unico elemento che collegava i quattro omicidi era il fatto che le vittime fossero persone sole, trascurate dai pochissimi parenti, e che nessuna di esse fosse stata uccisa a scopo di rapina o furto.
L’elemento più inquietante era la presenza di quei quattro pedoni neri: in un set di scacchi i pedoni neri sono otto. Dovevamo aspettarci altri quattro omicidi? Oppure – ipotesi ancora più agghiacciante – dopo i pedoni sarebbero comparsi anche Cavalli, Alfieri e così via?

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


5 Commenti a Pedone Nero

  1. avatar
    Dino 25 febbraio 2017 at 11:17

    Proprio bello, mi è piaciuto moltissimo. ;)




    1
  2. avatar
    fabrizio 25 febbraio 2017 at 17:10

    Giallo inconcluso e/o apologo filosofico? Sempre grazie all’autore di questi racconti stimolanti.
    PS: a quando pedoni bianchi?




    1
  3. avatar
    paolo bagnoli 25 febbraio 2017 at 17:26

    … e non finisce qui… La seconda parte sta arrivando




    0
  4. avatar
    Fabio Lotti 25 febbraio 2017 at 21:47

    Aspetto il seguito. Ti iscrivo subito alla banda degli scacchisti-giallisti.




    0
    • avatar
      paolo bagnoli 26 febbraio 2017 at 10:47

      Caro Fabio, troppo onore! Aspetta almeno il seguito e preparati a perdonarmi…




      0

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