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Eroi semidimenticati: George Edward Horton Bellingham

Scritto da:  | 30 marzo 2017 | 10 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Nasce nel 1874 a Dudley, una cittadina del Worcestershire, e le prime tracce di una sua attività scacchistica appaiono nel 1889, quando si iscrive al locale Chess Club registrando in seguito un piccolo primato: nel primo anno di iscrizione perde UNA SOLA partita.
Sicuramente il Dudley Chess Club non è tra i più importanti d’Inghilterra, e nel caso del giovane George non si può parlare di un wunderkind, ma la faccenda ci parla di un ragazzo che si presenta sul palcoscenico agonistico – anche se modesto – avendo alle spalle una preparazione teorica abbastanza solida.
Scrive sulla rubrica scacchistica del Dudley Herald, gioca per corrispondenza (sarà secondo al torneo indetto dal Dublin Mail) e rivela attitudine per il gioco alla cieca: le sue otto vittorie (100 %) ottenute nel 1895 in simultanea alla cieca trovano riscontro nella stampa locale.
Si trasferisce a Londra iniziando gli studi di giurisprudenza e si iscrive, nel 1896, al City of London Chess Club, risultando immediatamente tra i migliori giocatori del Circolo. Verrà infatti reclutato negli anni dal 1897 al 1903 per giocare nella squadra britannica nel corso dell’annuale incontro telegrafico USA-GB; il suo score finale sarà di +1 -2 =4.
Nel 1898, intanto, si laurea come solicitor, un ramo dell’avvocatura nei Paesi di common law; il solicitor si occupa unicamente della giustizia civile, redigendo testamenti, occupandosi si cause matrimoniali e gestendo fondi azionari e patrimoni in genere. Bellingham esercita tale funzione a Wimbledon, dove sarà anche per qualche tempo consigliere comunale. Collabora nel frattempo anche con la British Chess Magazine.
Nel 1900 sostiene un match su 9 partite col fortissimo Amos Burn; l’incontro verrà interrotto dopo 8 partite con punteggio di 4,5 a 3,5 in favore di Bellingham. I due concluderanno nel 1901 con una patta, cosicchè il risultato finale sarà di 5 a 4 per il ventisettenne Bellingham.
Le ultime tracce di attività agonistica di George Bellingham sono degli anni 1905-1906. La sua attività professionale lo assorbirà totalmente, ed a questo punto il nostro racconto potrebbe interrompersi, ma è necessario dilungarsi sulla sua biografia, in quanto si verificano alcuni fatti singolari.
Nel 1923 è al centro di un increscioso diverbio con un cliente; quest’ultimo lo percuote con un bastone da passeggio e lo costringe a rilasciargli un assegno di 200 sterline, per poi essere condannato a quattro anni di reclusione.
Verso la fine degli Anni Venti Bellingham perde la moglie ed inizia a soffrire di un disturbo cronico che lo allontana gradualmente dagli impegni professionali fino a quando, nel 1932, viene denunciato da un cliente con l’accusa di aver utilizzato impropriamente una somma affidatagli dal cliente stesso. La polizia lo ricerca per trascinarlo in tribunale, ma Bellingham è scomparso. Passeranno sei anni prima che venga localizzato in un campeggio di Tadcaster, nei pressi di Leeds, dove vive in una roulotte sotto il nome di Smith.
Il procedimento a suo carico si risolverà con un verdetto di non colpevolezza. Bellingham morirà nel 1949.

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


10 Commenti a Eroi semidimenticati: George Edward Horton Bellingham

  1. avatar
    Uomo delle valli 30 marzo 2017 at 09:01

    Un Bagnoli sempre più da applausi ;) ;) ;)




    0
  2. avatar
    The dark side of the moon 30 marzo 2017 at 09:31

    Il Bagnoli che preferisco! Da applausi.




    0
  3. avatar
    Jas Fasola 30 marzo 2017 at 10:14

    Una meteora sia negli scacchi che nella vita professionale.




    0
  4. avatar
    Enrico Cecchelli 30 marzo 2017 at 12:43

    Grandissimo Paolo! Questi sono i lavori che preferisco nei quali sei insuperabile! Magnifico!




    0
  5. avatar
    chess 30 marzo 2017 at 14:13

    Insomma, a suo modo, un personaggio




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  6. avatar
    fabrizio 30 marzo 2017 at 16:23

    George Edward Horton Bellingham… chi era costui? Ora lo sappiamo, grazie a Paolo.




    0
  7. avatar
    Luca Monti 30 marzo 2017 at 17:04

    Neppure io l’ho mai sentito. Grazie a Paolo Bagnoli, c’è sempre da imparare!




    0
  8. avatar
    Luigi O. 30 marzo 2017 at 18:11

    Complimenti, complimenti e ancora complimenti!




    0
  9. avatar
    paolo bagnoli 30 marzo 2017 at 21:40

    Non esageriamo….. Grazie comunque, ma i prossimi non saranno così “sconosciuti”, questo l’ho pescato in una classifica dei primi del Novecento e mi sono incuriosito.




    1
  10. avatar
    Fabio Lotti 30 marzo 2017 at 22:20

    Una vita movimentata…




    0

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