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Un altro classico

Scritto da:  | 17 maggio 2017 | 14 Commenti | Categoria: Aperture, Partite commentate

Una partita tira l’altra ed il mio gambetto Steinitz mi ha fatto tornare in mente di aver giocato per ben due volte un’altra partita classica, l’attacco Traxler.
Sul data base esistono ben 524 partite, quindi non è una variante rara come il gambetto Steinitz, ma sulla scacchiera crea complicazioni anche maggiori.
Mi è venuta la curiosità di verificare quello che avevamo giocato con le analisi successive, principalmente il “The two Knight defence” di Yakov Estrin, ma anche la mia enciclopedia delle aperture (edizione 1981), lo “Offene Spiele” di Ludek Pachman (edizione 1963), massima autorità sulle aperture all’epoca, ma che sicuramente non avevo nel 1967 e per finire lo “Dreispringerspiel bis Königsgambit” di Paul Keres del 1974.
Soprattutto volevo verificare queste analisi col PC che in questo tipo di posizioni è molto affidabile e vedere se sui data base si trovava qualcosa di nuovo.
Ho riportato solo una minima parte delle analisi, molto complesse, ricche di diramazioni e che spesso portano a posizioni non valutabili a prima vista; è stato di grande aiuto la possibilità di registrare le varianti sul PC e di poter vedere comodamente sullo schermo la sequenza di mosse apportando miglioramenti quando necessario.
Cominciamo con un omaggio all’inventore e la prima partita giocata in assoluto.

Mikyska – Traxler, corrispondenza 1896
1 e4 e5; 2 Cf3 Cc6; 3 Ac4 Cf6; 4 Cg5 Ac5!

Posizione dopo 4…Ac5!

Se l’avversario è sconosciuto chi si trova davanti a questa mossa si chiede: è un maestro o uno sprovveduto?
Dietro questa mossa selvaggia c’è un filo logico: il bianco trasgredisce le regole generali delle apertura muovendo due volte lo stesso pezzo ed è disposto a perdere altri due tempi per guadagnare una torre con un banale doppio.
Il nero reagisce sviluppandosi senza badare al materiale.
5 Cxf7 Axf2+; 6 Rf1
Prendere o non prendere l’alfiere? Dopo fiumi di analisi sembra meglio di no, ma si può anche prendere; in questo caso se il bianco sopravvive a grandi complicazioni l’esito più probabile è uno scacco perpetuo.
6…De7; 7 Cxh1 d5; 8 exd5 Cd4; 9 c3?

Posizione dopo 9.c3?

Bisogna fare qualcosa per non perdere la donna con Ag4; l’idea è giusta, ma secondo la teoria attuale andava preceduta da 9 d6! per avere la possibilità di ritirare il cavallo in f7 e secondo Estrin il bianco dovrebbe avere le migliori prospettive, mentre Gligoric nell’enciclopedia da erroneamente parità e sia il Pachman che il Keres non considerano neppure 9 d6.
9…Ag4; 10 Da4+
Sempre sulla mia enciclopedia è indicato 10 d6 Dxd6; con parità, ma è un errore. Con 10…Dd7; il nero prende la donna per svariati pezzi e dovrebbe vincere. Il Keres condivide l’errore. Alla mossa precedente 9 d6 Dd7 non andava bene perché avrebbe ostruito l’Ac8.
10…Cd7; 11 Rxf2 Dh4+; 12 Re3

Posizione dopo 12.Re3

L’alternativa 12 g3 non è meglio.
12…Dg5+; 13 Rf2 Df5; 14 Rg1 O-O-O; 15 Cxd4 Tf8; 16 h3 Df2+ 17 Rh2 Axh3!!

17…Axh3!! e il Bianco abbandona

e il bianco abbandona.
A questo punto bisogna aggiungere una spiegazione: è abbastanza chiaro che dopo 18 Rxh3 Tf4; il nero (che strada facendo ha sacrificato 5 pezzi!!) da rapidamente matto, ma non è affatto semplice continuare l’attacco dopo 18 Af1. Il seguito potrebbe essere:
18 Af1 Tf4; 19 Db3 Af5; 20 Dg3 Th5+; 21 Dxh5 Dxh5+; 22 Rg1 Dxd4+; 23 Rh2 Cf6; 24 Ae2 Dh4+; 25 Rg1 De1+; 26 Rh2 Dxe2; 27 Rg3 Cg4; e matto in 4 mosse.
Una partita formidabile!

Seguirono sessanta anni di analisi sull’attacco Traxler in cui, secondo l’autorevole parere di Porreca, non si riuscì ad arrivare ad una conclusione sulla sua correttezza.

Il mio primo incontro con questa apertura è avvenuto al Campionato Italiano dei Giovani San Benedetto del Tronto 1967 primo turno.
Ero al secondo anno di ingegneria al Politecnico di Milano, i tornei erano pochi e quasi tutti in contemporanea alle sessioni d’esame, che erano anche quelle poche.
Il risultato era che dopo il mio primo torneo a La Spezia, oltre un anno prima, non avevo più giocato fuori dal circolo.
Il favorito per il campionato dei giovani era Capece, unico candidato italiano entro i limiti di età, ed io sapevo che avrei potuto batterlo, anche se allora ero solo 1ª categoria sociale.
Quindi quando seppi del torneo di San Benedetto del Tronto, mi dissi che avrei dovuto assolutamente esserci, tanto più che era l’ultimo a cui potevo partecipare, l’anno dopo sarei stato fuori dai limiti di età; rimaneva il problema degli esami, il torneo iniziava il 7 luglio, nel mezzo della sessione estiva.
Dovevo preparare Analisi II uno degli esami più difficili di tutto il corso, avrei avuto a disposizione solo il primo o il secondo appello, non il terzo; sottolineo “o” perché con le regole di allora se uno si presentava ad un appello e lo falliva, non poteva presentarsi al successivo, ma doveva aspettare la seguente sessione di esami due o tre mesi dopo.
L’esame consisteva in uno scritto che dava l’ammissione all’orale e naturalmente chi era bocciato all’orale doveva ripetere lo scritto; non ricordo se era possibile dare lo scritto in un appello e l’orale in uno successivo, ma certamente lo scritto non valeva per la sessione seguente e andava ripetuto.
Concludendo saltai il primo appello perché ero chiaramente impreparato, al secondo pensavo di avere poche possibilità, ma che con 15 giorni di studio in più avrei dovuto farcela al terzo appello.
Dovevo scegliere, avrei potuto rinunciare al torneo, ma decisi di provare a dare l’esame e come era nell’ordine delle cose non superai lo scritto.
Conseguenze una sessione d’esame persa, al dicembre successivo mi mancò un esame per superare il minimo richiesto e non potei iscrivermi al terzo anno.
Non mi pentii mai della decisione, “pensa se non ci avessi provato” (Valentino Rossi, commentando la sua decisione di lasciare la Honda vincente per la Yamaha molto inferiore, lui però ha vinto).

Io invece non ci riuscii, ma se non altro ebbi la soddisfazione di dimostrare sulla scacchiera che la mia presunzione di poter battere Capece era giustificata; infatti lo feci dopo lunga lotta quando ci incontrammo all’ultimo turno.
L’imprevisto fu che per la difficoltà delle promozioni alcuni giovani inclassificati di allora avevano un livello di gioco tranquillamente pari ad un candidato maestro attuale; al torneo c’era anche un certo Micheli, che nessuno aveva mai visto in Italia perché partecipava a tornei in Austria; lo incontrai al secondo turno con il nero, riuscii a stare leggermente meglio per quasi tutta la partita, mancando anche una occasione per andare in vantaggio, ma alla fine non capii assolutamente che dovevo evitare di entrare in un finale dove il suo cavallo era più forte del mio alfiere e persi.
Dopo accanita lotta, nessuno imbattuto, la classifica finale fu:
1° Cugini 6½
2°-3° Micheli, Ziglio 5½
4°-6° Capece, Castiglioni, Mariani 5.
I primi 3 furono promossi seconda nazionale!
Andando a recuperare le classifiche sui vecchi numeri dell’Italia Scacchistica ho avuto una sorpresa: nel numero di giugno 1967 si riferiva di una conferenza a Mosca del Maestro Estrin che trattava anche dell’attacco Traxler; non ricordavo di visto l’articolo, ma certamente il mio avversario lo aveva letto e ne aveva tratto ispirazione.

Giancarlo Castiglioni – Luigi Carminati, San Benedetto del Tronto, 18 luglio 1967

1 e4 e5; 2 Ac4 Cf6; 3 Cf3
Giocavo questa sequenza di mosse perché quasi tutti i miei avversari preferivano difendere il pe5 con 3…Cc6; rientrando nella partita dei due cavalli che magari non conoscevano bene. Non è una grande idea; dopo 3…Cxe4; il bianco ha la scelta tra recuperare il pedone con 4 d3 o sacrificarlo con 4 Cc3 ma in entrambi i casi il nero sta leggermente meglio.
3…Cc6; 4 Cg5 Ac5;
Non ricordo se questa mossa fosse per me una sorpresa; probabilmente no, perché sul Chicco e Porreca nella partita dei due cavalli si cita l’attacco Traxler.
5 Cxf7 Axf2+; 6 Rf1

Posizione dopo 6.Rf1

Fine delle analisi del Chicco e Porreca; lo avevo sicuramente letto, ma altrettanto sicuramente non me lo ricordavo e ho trovato la mossa sulla scacchiera.
6…De7; 7 Cxh8 d5; 8 exd5 Cd4; 9 c3?
Come nella precedente partita, dovevo interporre 9 d6+
9…Ag4; 10 Da4+ Cd7; 11 Rxf2 Df6+?

Posizione dopo 11…Df6+?

Qui è il mio avversario a sbagliare; doveva dare lo scacco con 11…Dh5+; adesso non può ottenere più della patta.
12 Re1 0-0-0?!;
Secondo Stockfish si doveva dare il perpetuo con 12…Df5; 13 cxd4 De4+; 14 Rf2 Dxd4+; 15 Re1 De4+; ma tutti giocavamo per vincere e l’attacco è molto pericoloso.
13 Tf1?
E infatti sbaglio subito; dovevo eliminare il Cavallo con 13 cxd4 cxd4; 14 Ae2 e si dovrebbe vincere.
13…Dh4+ 14 Tf2 Cc5?;

Posizione dopo 14…Cc5?

Si doveva continuare con 14…Dxh2;
15 g3?
Se non altro questa non perde, il nero non ha più del perpetuo; si doveva giocare subito 15 Dxa7.
15…Dh5?;
Finalmente l’ultimo errore; si doveva continuare con 15…Cf3+; 16 Txf3 Dxh2; 17 Dxa7 Dg1+; 18 Tf1 Dxg3+ e perpetuo; da qui in avanti non è ancora facile, secondo il programma non ho fatto sempre le mosse migliori, ma ho seguito sempre la strada più pratica mantenendo il vantaggio dando meno possibilità all’avversario.
16 Dxa7 Cc2+; 17 Rf1 Ah3+ 18 Rg1 Dd1+; 19 Af1

Posizione dopo 19.Af1

Ho in presa la Ta1 il Ch8 e lo Af1 ma ho messo il Re al sicuro e la partita è vinta.
19…Ca6 20 Da8+ Cb8 21 Cf7 Txd5; 22 Cd6
Ho recuperato il Ch8 solo per sacrificarlo! Alla fine comincio a sacrificare pezzi anche io!
22…Txd6; 23 Tf8+ Td8; 24 Txd8 Rxd8; 25 Dxb8+ Rd7; 26 Df8

Posizione dopo 26.Df8

I miei 2 pezzi in più sono in presa e indifendibili, ma è tutto sotto controllo.
26…Cxa1; 27 Dxg7+ Rc8; 28 Dg8+ Rd7; 29 Dxh7+ Rd6; 30 Dxh3 Dxc1; 31 Dh6+ Rd5; 32 c4+ Rc5; 33 d4+

33.d4+ e il Nero abbandona

e il Nero abbandona.

Ci sono tanti errori, ma bisogna considerare che giocare una partita del genere senza averla attentamente preparata è come volteggiare sul trapezio senza rete.
Una partita vivace.
Per adesso basta così, mi sono già dilungato troppo, altri classici alle prossime puntate…

avatar Scritto da: Giancarlo Castiglioni (Qui gli altri suoi articoli)


14 Commenti a Un altro classico

  1. avatar
    Luca Monti 17 maggio 2017 at 20:46

    Complimenti per l’accanita contesa.Dispiace che queste partite Traxler si vedano poco.




    0
  2. avatar
    Martin 17 maggio 2017 at 22:21

    Desidero ringraziare anch’io l’amico Giancarlo per il prezioso contributo e l’impagabile impegno profuso per il successo del sito. Grazie ancora.




    0
    • avatar
      Giancarlo Castiglioni 18 maggio 2017 at 14:01

      Sono io che ringrazio voi perché mi date la possibilità di far conoscere i miei ricordi.
      Il numero di libri di memorie è incalcolabile, tutti li scrivono: politici, militari, giornalisti, attori, sportivi.
      Certi, come gli ex presidenti USA, lo fanno per guadagnare molti soldi e in questo caso di solito più che scrivere le memorie se le fanno scrivere.
      Altri lo fanno per regolare vecchi conti, difendere il proprio operato di fronte alla storia, per continuare vecchie polemiche, ma direi che la maggioranza lo fa per il puro piacere di farlo, magari pagando di tasca propria la pubblicazione del libro, ma anche senza nessuna intenzione di pubblicazione.
      Per esempio Max Born aveva scritto le sue memorie solo per lasciare un ricordo ai figli e dopo la sua morte i figli hanno deciso di pubblicarle.
      Io avrei potuto scrivere le “Memorie di un giocatore di scacchi mediocre”, ma ho subito scartato l’idea, non le avrebbe lette nessuno.
      Anche io non avrei mai avuto la pazienza e la costanza di scriverle.
      Invece senza un programma, senza impegno e a piccole dosi scrivere é divertente.
      E, sempre a piccole dosi, sembra che anche i lettori ci siano e che si divertano.
      Ringrazio anche loro.




      1
      • avatar
        Luigi O. 18 maggio 2017 at 15:35

        Anch’io nel mio piccolo non posso che ringraziarla.




        0
      • avatar
        fabrizio 19 maggio 2017 at 14:32

        Grazie Giancarlo per le interessanti partite e per i “tuoi” ricordi. Ma in questo caso grazie anche per i tanti ricordi che hai suscitato in me (e forse in molti altri), con la pubblicazione di quelle due pagine dell’Italia Scacchistica del 1967: scorrendo l’elenco dei partecipanti ho ritrovato tantissimi personaggi da me conosciuti e di molti amici di allora, la maggior parte svanita nel tempo.
        Continua a scrivere i tuoi ricordi senza paura di annoiare, io ti leggerò sempre con interesse.




        1
  3. avatar
    Fabio Lotti 18 maggio 2017 at 11:26

    Bella! Anche con gli inevitabili errori (siamo umani… ).




    0
  4. avatar
    Uomo delle valli 18 maggio 2017 at 11:53

    Trovo questi pezzi veramente perfetti: la giusta miscela tra storia, tecnica e didattica. Bellissimi.




    0
  5. avatar
    Pallino 18 maggio 2017 at 17:53

    Proprio bello e comunque si ha un bel dire ma le partite di gioco aperto hanno sempre un fascino e un’attrattiva inarrivabile, alla faccia del gioco posizionale. :p




    0
  6. avatar
    paolo bagnoli 18 maggio 2017 at 21:10

    Per Giancarlo:
    Sbagliato! DEVI scriverlo, e se nessuno lo pubblica non significa che nessuno lo leggerà; questo sito potrebbe andare bene, no?




    0
    • avatar
      Ramon 19 maggio 2017 at 11:01

      Questo sito ne sarebbe ovviamente orgoglioso ;)




      0
  7. avatar
    The dark side of the moon 18 maggio 2017 at 22:29

    L’attacco Traxler è troppo incasinato per i miei gusti, però caro Giancarlo avrei qualche curiosità extra scacchistica da soddisfare.
    Sei stato a San Benedetto del Tronto solo nel ’67 o ci sono state altre occasioni?
    Ricordi dove alloggiavi?
    Che impressione ti fece la San Benedetto di allora?




    0
    • avatar
      Giancarlo Castiglioni 22 maggio 2017 at 19:08

      Quello del ’67 è stato l’unico torneo che ho giocato a San Benedetto del Tronto.
      In zona ho giocato a Cattolica nel ’77 e a Pesaro nel ’78.
      Non ricordo dove alloggiavamo.
      Non ricordo nientre di particolare di San Benedetto, un tipico paese sulla costa adriatica con grande spiaggia sabbiosa e lungomare alberato.




      0
  8. avatar
    Tux 19 maggio 2017 at 07:21

    A me interesserebbe invece sapere se Giancarlo può per caso proporci anche qualche bel “classico” sulla Scozzese o sulla Ruy Lopez.
    e un’altra cosa che mi piacerebbe davvero tanto è se potessimo leggere un suo articolo in cui spiega come studiare le aperture.




    0
    • avatar
      paolo bagnoli 19 maggio 2017 at 17:29

      Scozzese o giù di lì… Da qualche parte dovrebbe esserci (in questo sito) una mia incasinatissima partita con il Gambetto di Belgrado (4 Cavalli), ma non ricordo dove nè quando l’ho pubblicata. La ricordo tesa e divertente…..




      0

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