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San Benedetto del Tronto 1967

Scritto da:  | 20 giugno 2017 | 18 Commenti | Categoria: Aperture, Partite commentate

Prima di vedere altre partite volevo scrivere qualcosa sugli altri tornei giocati a San Benedetto del Tronto nel 1967.
Oltre al Campionato Italiano dei Giovani c’erano il magistrale, un torneo unificato di prima e seconda classe, il torneo di terza classe ed i quarti di finale di campionato italiano.
Al magistrale parteciparono soli 10 giocatori, ma tutti di buon livello; vinse con 7 su 9 Cosulich, allora ventenne, forse al massimo della sua forza. Viveva in famiglia, studiava fisica all’università e giocava ancora a scacchi con passione, mentre qualche anno dopo, entrato nella sua fase yippie e di estremismo politico, li considerava solo un mezzo di sbarcare il lunario.
Secondo fu Canal settantenne, anche lui imbattuto e ancora non troppo rovinato dall’alcool; credo che con Cosulich abbia fatto patta senza giocare, erano molto amici, si rispettavano a vicenda, parlavano spesso tra di loro in spagnolo e condividevano la fede anarchica.
Il sabato sera Canal fu il protagonista della memorabile serata che ho già raccontato ne “L’impresa della vita”.
Anche Mariotti fece patta con Cosulich, ma non saprei dire se si fossero giocati la partita; negli anni seguenti quando si incontravano facevano sempre patta d’accordo. Mariotti era già fortissimo, ma ogni tanto prendeva degli svarioni, perse due partite e dovette accontentarsi del terzo posto e della prima norma di maestro.
Una menzione speciale va fatta per Porreca che era tra i favoriti e che fece notizia iniziando il torneo con tre sconfitte consecutive. Non la prese bene. Porreca aveva un fisico massiccio, la faccia larga e sedeva davanti alla scacchiera immobile e impassibile senza alzarsi mai. Già normalmente non aveva un aspetto allegro, in quei giorni era sempre più serio, tetro e scuro in volto; nessuno aveva il coraggio di rivolgergli parola. Il suo umore si risollevò un po’ verso la fine del torneo, arrivando al quinto posto e vincendo con Mariotti.

Sui 38 partecipanti ai quarti di finale campionato italiano vinse Saetta (7 su 9), secondo Boschetti 6½, poi Ferri, Guaglianone, Longo, Magrini, Montanelli, A. Perinelli e Gianpiero Rossi a 6.
Tutti questi furono ammessi alla semifinale di Campionato Italiano e tra quelli che conoscevo Saetta e Magrini furono promossi prima nazionale, Bini e Valenti seconda nazionale.
Dato che molti italiani di categoria nazionale partecipavano al campionato dei giovani ed ai quarti di finale, vi fu un unico torneo unificato di prima e seconda classe con solo 15 giocatori. Il vincitore fu uno dei soliti candidati Jugoslavi camuffati da categoria nazionale; di mia conoscenza c’erano De Maria, svizzero ma allora studente a Milano 7° con 4 punti e mio cugino Enrico Benso 11° con 3 punti; Enrico avrebbe potuto fare il campionato dei giovani, ma preferì tentare la promozione a prima nazionale.
Altra truffa Jugoslava nel torneo di terza classe con 26 partecipanti, vinto con 7½ su 9 da Ruzica Jovanovic, che inscrivendosi, approfittando della distrazione dei direttori torneo, si guardò bene dal dire che aveva vinto il terza classe di Imperia l’anno prima.
Fu eletta Miss scacchi 1967 nella serata danzante del giovedì, ma non me la ricordo, evidentemente non mi colpì particolarmente, come invece mi colpì la giovanissima figlia di Jasnig; purtroppo aveva un naso che avrebbe meritato un intervento estetico, ma in compenso aveva un corpo strepitoso, come capitava raramente di vedere in spiaggia in quegli anni.
Per Magrini la figlia di Jasnig era troppo giovane e si dedicò invece ad una bella ragazza sui 20 anni estranea agli scacchi ospite con famiglia del nostro albergo. Ci illustrò la sua tecnica di “pitonamento” che ebbe immancabilmente successo e l’ultimo giorno mi chiese in prestito l’auto che gli era necessaria per sottrarre temporaneamente la ragazza alla sorveglianza della madre. Magrini aveva smesso di guidare dopo un paio di incidenti, non mi è chiaro se avesse ancora la patente, comunque gli prestai la macchina e me la restituì in perfetto ordine.
Ma torniamo in argomento.
Ero rimasto abbastanza sconvolto dal mio primo incontro con l’attacco Traxler, anche se era finita bene non mi auguravo di ritrovarlo presto. Invece al sesto turno…

Giancarlo Castiglioni vs. Ziglio, 0-1
San Benedetto del Tronto, 12 luglio 1967

1 e4 e5; 2 Ac4 Cf6; 3 Cf3 Cc6; 4 Cg5 Ac5;

Posizione dopo 4…Ac5

Non avevo analizzato molto la precedente partita, immaginai che l’avversario si fosse preparato, non ero contento, ma era tardi per tornare indietro.
5 Cxf7 Axf2+; 6 Rf1 De7; 7 Cxh8 d5; 8 exd5 Cd4;

Posizione dopo 8…Cd4

Mi sembrò meglio cambiare qualcosa; quindi al posto di 9 c3…:
9 h3 Ag3!?;
Il suggerimento di Estrin nell’articolo sull’Italia Scacchistica; prima si preferiva 9…Ah4 per lasciare la casa g3 libera per il cavallo, ma Estrin ritiene più importante bloccare il pedone g; il cavallo in g3 minaccia solo di guadagnare una qualità che in questa posizione non conta molto.
Invece Stockfish considera migliore 9…Ah4; con lunghe analisi che si concludono in parità.
10 c3 Cf5; 11 d4

Posizione dopo 11.d4

Su 11 d4 tutti i libri sono d’accordo, ma Stokfish preferisce altre tre possibilità, di cui due sorprendenti 11 b3 con l’idea Aa3 e 11 Db3 mirando a f7; la terza più ragionevole è 11 d3 con l’idea Ag5. Lasciando un tempo adeguato per le analisi tutte si concludono in parità.
11…Ad7; 12 d6
Prima mossa non teorica e già un piccolo errore; questa spinta va bene nell’altra variante senza h3 e in diversi casi dopo Ag5, meno in questa posizione.
Estrin e enciclopedia riportano la Estrin-Nunn in cui dopo 12 De2? Ah2!; il nero perde; Estrin si limita a dire che dopo 12 Ag5 Df8!; la difesa del bianco è molto difficile ed è vero, anche se stockfish dopo un po’ di ripensamenti conclude che con 13 Cd2 il bianco equilibra. Esiste una partita su questa variante (Leonov-Krasnow Tula 2007), in cui il bianco avrebbe dovuto perdere, ma vinse.
12…cxd6; 13 Cf7

Posizione dopo 13.Cf7

Coerente e meglio di 13 dxe5 considerata la migliore da stockfish, che proseguendo l’analisi si conclude con netto vantaggio al nero.
13…d5; 14 dxe5?

Posizione dopo 14.dxe5?

Questo è l’errore decisivo; dopo 14 Ad3 la partita era ancora in bilico. Un seguito probabile è 14 Ad3 e4; 15 Ce5 exd3; 16 Rg1 Axe5; 17 dxe5 Dxe5 18 Dxd3 e il vantaggio nero era minimo.
Dopo non c’è più niente da fare.
13… Dxf7; 15 exf6 Dxf6; 16 De2+ Rf8; 17 Df3 dxc4; 18 Re2 Ac6; 19 Dg4 h5; 20 Dxc4 De5+; 21 Rd1 Td8+; abbandono.

21…Td8+ e il Bianco abbandona

Fine delle mie speranze nel torneo; anche solo pareggiando sarei rimasto in corsa per la vittoria.
Non quasi mai mostrato le mie analisi, tanto non le legge nessuno. Naturalmente fornirò chiarimenti a chi fosse interessato.

avatar Scritto da: Giancarlo Castiglioni (Qui gli altri suoi articoli)


18 Commenti a San Benedetto del Tronto 1967

  1. avatar
    The dark side of the moon 20 giugno 2017 at 11:38

    San Benedetto del Tronto è la mia città!!
    La Palazzina Azzurra, costruita negli anni ’30, era allora una meta turistica molto ambita.
    Poter giocare li sarebbe stato molto bello.
    So che negli anni ’80, proprio nella Palazzina Azzurra, ci fu una simultanea tenuta da Boris Spassky.
    Forse è stato quello il periodo dove gli scacchi hanno raggiunto la massima notorietà al livello locale.
    Verso la metà degli anni ’80 al Palazzetto dello Sport (allora costruito da poco) si teneva un grande torneo che ormai da diversi anni è stato spostato a Porto San Giorgio.
    In un edizione di quegli anni, se non ricordo male, si raggiunsero i quasi 400 partecipanti!
    Comunque nel ’67 non ero nato e negli anni ’80 ero un bambino-ragazzino con l’unico interesse per la Sambenedettese Calcio, quindi testimonianze dirette di quel bel periodo scacchistico non ne ho…
    Tutto quello che so l’ho saputo tramite amici scacchisti di diversi anni più grandi di me che in quel periodo erano molto attivi anche al livello locale.




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    Kangaroo 20 giugno 2017 at 14:07

    Articolo stupendo!




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    Luca Monti 20 giugno 2017 at 15:46

    Buongiorno Castiglioni. La partita tra Mariotti e Cosulich di SBT 1967 venne effettivamente giocata. La vigile L’Italia Scacchistica la pubblica nel fascicolo di agosto 1967 a pagina 185.
    Una partita anche piuttosto vivace a mia opinione. Grazie per i suoi ricordi piacevoli da scoprire sempre. Ogni bene.Luca Monti.




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  4. avatar
    Icilio Zoppas 20 giugno 2017 at 16:44

    Fa piacere ricordare, tramite questo bell’articolo, anche la figura del talentuoso Roberto Ziglio, che – credo – non poté coltivare appieno la sua passione per il gioco per gli impegni professionali (era medico psichiatra) e familiari. Nel ’91 fece il giro di tutte le riviste la sua bella partita contro Kasparov in simultanea in cui l’allora campione del mondo dovette impegnarsi a fondo per strappare una patta (e posso testimoniare che Kasparov, benché nel pieno della gioventù, appariva completamente stremato dopo lo scampato pericolo).
    Ziglio – purtroppo – morì prematuramente per una grave malattia.




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    Luca Cardola 21 giugno 2017 at 10:08

    Sono sambenedettese ed appassionato di scacchi da sempre, ma venni a sapere dell’esistenza dei tornei di San Benedetto degli anni 50 – 70 leggendo una raccolta, in inglese e in notazione descrittiva, delle partite di Lajos Portisch, che partecipò al torneo, vincendolo agevolmente, nel 1960. comprai tale raccolta in Ungheria (!) nel 1980 (all’epoca ero sedicenne), curiosando in una libreria di Budapest. Nulla sapevo infatti dell’esistenza di tali tornei, di cui in loco, almeno a livello ufficiale, si era persa completamente memoria.
    Passano gli anni, e dopo un lunghissimo periodo di disinteresse, rimetto mano agli scacchi e mi viene in mente di cominciare a raccogliere notizie su tali tornei facendo soprattutto ricerche nella stampa dell’epoca e nella locale biblioteca comunale, ma purtroppo riesco a reperire ben poco, anche se non ho ancora del tutto esaurito le fonti di ricerca. Sospendo poi le mie ricerche a causa di impegni di lavoro sempre più pressanti, ma sempre con l’idea di pubblicare un giorno (evidentemente, a spese mie) una raccolta ragionata del materiale di quei tornei e magari una piccola storia. Chiunque avesse del materiale (articoli, riviste, foto, ecc.) dei tornei di San Benedetto di quel periodo e fosse così gentile da volermeli inviare (ovviamente vanno bene immagini elettroniche di qualunque tipo) può contattarmi, anche privatamente all’indirizzo cardoligge@gmail.com. Grazie a tutti!




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  6. avatar
    Jas Fasola 21 giugno 2017 at 17:37

    Un altro articolo molto interessante, aneddoti deliziosi.




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    Tux 21 giugno 2017 at 18:49

    Un Castiglioni da antologia! ;)




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    Fabio Lotti 21 giugno 2017 at 21:55

    Letto con molto piacere.




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    Nikitin 22 giugno 2017 at 06:16

    Assolutamente superlativo, grande Castiglioni!




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    Luigi O. 22 giugno 2017 at 06:25

    Qualcuno è per caso in grado di dirmi qualcosa su Bacchelli di Torino ultimo sfortunatamente in quell’ormai remoto Magistrale? Era un Candidato o già Maestro?
    Grazie e complimenti strameritatissimi.
    Luigi




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    Giancarlo Castiglioni 22 giugno 2017 at 08:54

    Lo ricordo vagamente, mi pare fosse sui 60 anni, alto, magro, capelli bianchi, ma potrei confondermi con qualche altro.
    Era sicuramente candidato, non maestro, partecipò al Campionato Italiano 67, credo sia arrivato ultimo anche lì.
    Il magistrale era con pochi giocatori, ma tutti molto forti.
    Tutti maestri tranne forse Masera, che potrebbe essere diventato maestro dopo.




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      Luigi O. 22 giugno 2017 at 09:02

      Grazie :)




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    mauro berni 22 giugno 2017 at 11:05

    A memoria, Masera divenne maestro al CI Recoaro 1972. Non so se nel 1967 fosse già maestro Schneiders.




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  13. avatar
    Uomo delle valli 22 giugno 2017 at 11:21

    Non sapevo che Ljubisavljevic fosse ingegnere, chapeau! ;)




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  14. avatar
    Giancarlo Castiglioni 22 giugno 2017 at 17:46

    Ho incontrato Schneiders nei primi anni ’70 ed era già maestro, anche io non so quando lo è diventato.
    L’ingegnere all’estero è più spesso corrispondente al nostro perito; il laureato è “doctor engineer”. Non so come fosse la situazione in Jugoslavia.




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      alfredo 22 giugno 2017 at 22:12

      Schneiders era sicuramente ingenere presso il centro Euratom di Ispra
      In altri paesi il titolo di Ingenere era dato un po’ random
      tra i GM usa olti ingeneri ma forse solo Botvinnik lo era veramente!




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    alfredo 22 giugno 2017 at 22:10

    Complimenti
    penso che Cosulich ebbe si’ all’inizio deli anni 70 il suo periodo alternativo ma titengo non avesse interessi politici
    Su questo si espresse in maniera straordinaria l’amico Trabattoni




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    fabrizio 25 giugno 2017 at 22:00

    Grazie a Castiglioni, che con questo pregevole articolo mi fa nuovamente tornare indietro, e piacevolmente, nel tempo. Saetta, Boschetti, Ferri (a me ben noti perché soci del circolo Branca) ai primi tre posti dei quarti di finale del campionato italiano! Non ricordavo questa affermazione di massa (arricchita dai piazzamenti onorevoli del giovanissimo Valenti, di Amadesi, di Arienti): il Branca di quell’epoca d’oro era veramente una fucina irripetibile di talenti.




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