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i fratelli Johner

Scritto da:  | 14 maggio 2017 | 12 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

La famiglia Johner faceva parte della buona società borghese elvetica di fine Ottocento, e vi si coltivavano due passioni: musica e scacchi.
Il primogenito Paul (nato a Zurigo il 10 settembre 1887; nella foto qui a sinistra) ed il secondogenito Hans (nato a Basilea il 7 gennaio 1889; nella foto qui a destra) ereditarono tali passioni, diventando entrambi violinisti di vaglia ed apprezzati concertisti, sviluppando contemporaneamente le loro innate doti scacchistiche.
Ad Hans appartiene un record a tutt’oggi ineguagliato di ben 12 vittorie nel Campionato Svizzero e, all’interno di tale record, anche quello di “longevità”, consistente nel fatto che tra il suo primo successo ed il dodicesimo intercorrono ben 42 anni! Per tre volte i fratelli Johner vinsero ex aequo il titolo assoluto elvetico (Berna 1908, Basilea 1928 e Berna 1932), e Paul vinse in solitaria altre tre volte (1907, 1925 e 1930).
Per quanto riguarda gli scacchi, Hans fu molto “casalingo” e giocò fuori dai confini della Confederazione soltanto in occasione delle Olimpiadi; a Parigi nel ’24 ottenne un +1 =2 -2, nel ’27 giocò in prima scacchiera (7 su 13), nel ’31, ancora in prima scacchiera, ottenne 6 su 15, e nel 1956, come riserva, chiuse con 2 1/2 su 6. Nel 1934 (uno degli anni della sua vittoria nel Campionato Svizzero) partecipò al torneo internazionale di Zurigo concludendo al nono posto col 50 % dei punti (7 1/2 su 15). Nel 1950 (anno della sua dodicesima ed ultima vittoria nel Campionato elvetico) la FIDE gli assegnò il titolo di Maestro Internazionale. Scomparirà il 2 dicembre 1975 a Thalwil.


Molto più complesso il percorso scacchistico del primogenito Paul. Già nel 1904 compare (12°) nella classifica del torneo di Coburgo, poi, nel corso di un viaggio di studio negli USA, è secondo al torneo di Capodanno di New York (1905-6) e nel 1907 vince il torneo sociale del Manhattan Chess Club. Quello stesso anno, rientrato in Europa, vince il primo dei suoi sei Campionati svizzeri e gioca il grande torneo di Carlsbad, pagando lo scotto della inevitabile emozione con 9 sconfitte iniziali e chiudendo al 21° posto con 4 1/2 su 20.

I partecipanti del torneo di Teplitz-Schönau del 1922. In piedi da sinistra: Borislav Kostic, Paul Johner, Karel Treybal, Ernst Grünfeld, Richard Réti, Friedrich Sämisch, Rudolf Spielmann, Savielly Tartakower, non identificato. Seduti da sinistra: Akiba Rubinstein, Geza Maroczy, Siegbert Tarrasch, non identificato, Jacques Mieses, Heinrich Wolf, Richard Teichman, non identificato.

Nel 1908, oltre a condividere il titolo svizzero col fratello, gioca a Dusseldorf (8° con 7 1/2 su 15) ed a Vienna ( 7 1/2 su 19), e l’anno seguente è quarto a Berlino. Nel 1910, nuovamente a New York, è quinto (6 1/2 su 12) e nel 1911, a Carlsbad, è 19° con 10 1/2 su 25, e non gli va molto meglio nel ’12, a Pistyan, dove è 18° (4 1/2 su 17).
Nel 1916, in pieno conflitto mondiale, approfittando del suo status di cittadino di Stato neutrale, si reca a Copenhagen dove vince un piccolo torneo locale e l’anno seguente, a Berlino, è nuovamente primo.
La sua attività scacchistica riprende nel 1920, col torneo di Goteborg da lui vinto con 11 su 15. Nel 1922 a Pistyan chiude con 8 1/2 su 18 (9°) ed è ultimo a Teplitz-Schonau (4 su 13). Nulla lascia pensare che i due anni successivi lo vedranno come protagonista in importanti manifestazioni, ma in effetti le cose vanno proprio così. Nel 1923, unico imbattuto, trionfa a Scheveningen (8 1/2 su 10) ed a Trieste (9 1/2 su 11), nel 1924 vince il quadrangolare di Berlino superando Rubinstein, Mieses e Teichmann e nel 1925, oltre a vincere il Campionato elvetico, è secondo (8 1/2 su 13) a Debrecen. E’ il periodo della sua massima forma; le statistiche relative all’epoca lo danno, nel gennaio 1925, al decimo posto nella graduatoria mondiale.

Da sinistra: H. Grob, W. Henneberger, O. Zimmermann, H. Johner e A. Staehelin

Poi, un calo di forma e di prestazioni: settimo e sesto (3 1/2 su 9 in entrambi i casi) ai due tornei di Berlino del ’26; due anni dopo, sempre a Berlino, è dapprima quarto (7 1/2 su 13) poi quinto (5 1/2 su 11), per poi chiudere al terzo posto a Dortmund (5 su 8).

Hans Johner (a sinistra) con Hans Henneberger

Il torneo di Carlsbad del 1929, dove Paul è 18° (9 su 21), è la sua ultima apparizione in campo internazionale, fatta eccezione per il suo impegno in seconda scacchiera all’Olimpiade non ufficiale di Monaco di Baviera del 1936 (+4 =6 -7). Il suo non eccellente risultato in questa manifestazione pare essere una sorta di preavviso della malattia che, due anni dopo, il 25 ottobre del 1938, lo stroncherà a Berlino.

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


12 Commenti a i fratelli Johner

  1. avatar
    paolo bagnoli 14 maggio 2017 at 21:38

    Seduto tra Tarrasch e Mieses identifico (al 99 %) Viktor Tietz, infaticabile organizzatore di tornei, primo tra tutti Carlsbad.




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  2. avatar
    Luigi O. 14 maggio 2017 at 22:13

    Un’altra perla di Bagnoli, superlativo!




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    • avatar
      fabrizio 15 maggio 2017 at 12:44

      Sì, un’altra perla aggiunta ad una lunga collana!




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  3. avatar
    Pedoncino 15 maggio 2017 at 10:36

    Come sempre bellissimo!




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  4. avatar
    Enrico Cecchelli 15 maggio 2017 at 20:00

    Bravo Paolo. Due personaggi che meritavano di essere ricordati. Grazie dell’ennesima sapiente ricostruzione biografica!




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  5. avatar
    Luca Monti 15 maggio 2017 at 20:57

    Chissà Paolo se in qualche archivio radiofonico o televisivo magari della TV svizzera,esiste una registrazione di concerto con i due fratelli o solo con Hans.




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    • avatar
      paolo bagnoli 15 maggio 2017 at 21:06

      Caro Luca, stai oltrepassando le mie poche cognizioni in merito. Probabilmente qualche amico frequentatore del sito potrebbe aiutarti.




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  6. avatar
    Giancarlo Castiglioni 15 maggio 2017 at 21:08

    Come sempre sono interessato alla vita privata di questi giocatori.
    Si riesce ad avere qualche notizia?
    Avevano famiglia?
    E che lavoro facevano?
    Non credo fossero professionisti di scacchi; forse Paul lo è stato nei primi anni venti, quando ha ottenuto i suoi risultati migliori.
    E il violino era un altro hobby o una professione?




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    • avatar
      paolo bagnoli 16 maggio 2017 at 17:34

      Per entrambi una professione, sia come concertisti che, nel caso di Hans, come insegnanti.




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    Martin 29 maggio 2017 at 21:22

    Buon compleanno, Paolo! Tanti auguroni da tutti gli amici di SoloScacchi!! ;)




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    • avatar
      Uomo delle valli 29 maggio 2017 at 21:44

      Quante primavere, Paolo? Auguri anche da parte mia!




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    • avatar
      Pallino 30 maggio 2017 at 06:20

      Auguri Paolo!




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