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Eroi semidimenticati: Karl Gilg

Scritto da:  | 11 luglio 2017 | 8 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Quella che viene chiamata comunemente Mitteleuropa è una specie di zona intermedia tra le popolazioni di lingua tedesca e quelle di lingua slava. La secolare dominazione austriaca ha portato inevitabilmente all’adozione di due (a volte anche tre o quattro) denominazioni dei luoghi: una nella lingua locale e l’altra in tedesco (ma, come ho già detto, sono presenti anche denominazioni in ungherese o polacco). Un esempio per tutte: Ostrava è, in tedesco, Maehrisch Ostrau; tradotta letteralmente: “Ostrava Morava”.
Della zona fanno parte i Sudeti, una modesta catena montagnosa (e, per traslato, le popolazioni che vi abitano) che corre lungo i confini dell’attuale Repubblica Ceca e dove, da secoli, si sono stanziate popolazioni di lingua tedesca. Fu in nome di tali popolazioni che Hitler, nel 1938, picchiò i pugni sul tavolo pretendendo di annettere al Reich i relativi territori che appartenevano alla neonata Cecoslovacchia; vi riuscì, come tutti sappiamo, grazie all’arrendevolezza di Francia e Gran Bretagna per poi, poco tempo dopo, occupare militarmente Boemia e Moravia istituendovi un “Protettorato” e creando un regime fantoccio in Slovacchia.
Tornando a bomba, il lettore mi perdoni se cadrò in qualche errore di grafìa; ho tentato di usare la lingua locale in ogni occasione, facendo eventualmente seguire la denominazione tedesca.
Karl Gilg nasce il 20 gennaio 1901 a Mankovice (Mankendorf), un minuscolo villaggio dei Sudeti. Le prime notizie scacchistiche che abbiamo di lui risalgono al 1921, anno in cui si cimenta nel gioco per corrispondenza, mentre il primo torneo da lui disputato a tavolino è quello del 1923 ad Usti nad Labem (Aussig); non è un torneo importante, ma il ventiduenne Karl, vincendolo, dà il via ad una lunga carriera.
Nel 1924 nuova vittoria a Chabarovice (Karbitz) e nel 1925 dopo aver vinto il torneo di Broumov (Braunau) Gilg si iscrive al torneo B di Breslavia vincendo anche questo. Quello stesso anno, il 17 marzo, ad Ostrava, il futuro campione mondiale Alekhine si esibisce in una simultanea su 45 scacchiere; su una di queste si gioca alla cieca, sia da parte di Alekhine che da parte del suo avversario che è Karl Gilg, il quale vince dopo un combattutissimo confronto.
Nel ’26 Gilg è secondo al torneo B di Dresda e primo ad Ostrava, nuovamente primo a Trencianske Teplice ed a Vienna ma finisce 14° a Semmering, pur potendo vantare una vittoria contro Alekhine ed una patta col vincitore del torneo Spielmann.

L’anno successivo è settimo a Kecskémet e viene reclutato dalla Federazione Cecoslovacca per far parte della squadra nazionale all’Olimpiade di Londra; giocando in seconda scacchiera chiuderà con un dignitosissimo +5 =5 -3.
Il 1928 è per Gilg l’anno del successo al torneo di Sumperk (Maehrisch Schoenberg) e della partecipazione, in prima scacchiera (+5 =4 -3), all’Olimpiade dell’Aia.

Nel 1929, al grande torneo di Carlsbad, è soltanto ventesimo, ma nel ’30 è nuovamente primo ad Olomouc e terzo a Stubnanske Teplice (Bad Stuben).

Steiner, Pirc, Gilg e Flohr ritratti in occasione del torneo di Štubňanské Teplice nel 1930

A Praga, nel 1931, gioca in seconda scacchiera (+2 =6 -3) vincendo il bronzo di squadra e ricompare in campo agonistico nel ’33 ad Ostrava, con un modesto ottavo posto. Nel ’34 vince a Klosterneuburg ed è terzo a Bad Libenwerda, nel torneo vinto da Salo Flohr, e nel ’35 vince a Kostantinsbad. All’Olimpiade non ufficiale di Monaco di Baviera del 1936, in quinta scacchiera, ottiene un soddisfacente +8 =5 -3, e nel 1937 è settimo a Praga e vince, imbattuto, a Trencianske Teplice.
Il 1938 è l’anno in cui Karl Gilg, di etnia e lingua tedesca, diviene cittadino del Reich grazie alla prepotenza hitleriana, e partecipa a due tornei, vincendo a Jablonec (Gablonz) e finendo quarto a Bad Elster, nel torneo vinto da Bogoljubov. L’anno seguente è terzo a Bad Oeynhausen (il vincitore è Eliskases) e ripeterà lo stesso risultato nel ’40 nella medesima località. Nel periodo bellico giocherà nel 1940 il torneo del cosiddetto “Governatorato Generale”, una manifestazione itinerante voluta da Hans Frank e si piazzerà al nono posto, e nel 1943 sarà sesto ad un torneo tenutosi a Vienna. Poi, sei anni di assenza. Nel frattempo si sarà stabilito a Kolbermoor, una cittadina del sud-est bavarese, iniziando a frequentare il circolo scacchistico di Rosenheim, una cittadina a pochi chilometri di distanza e partecipando attivamente alle manifestazioni ivi indette. Nel 1949 gioca a Bad Pyrmont, ed il suo 26° posto denuncia la ruggine accumulatasi negli anni precedenti, però è quarto a Düsseldorf nel ’51 ed ancora quarto a Berlino nel ’53. Il 1953 è anche l’anno in cui la FIDE gli riconoscerà il titolo di Maestro Internazionale.

Quasi ogni anno gioca il campionato cittadino di Rosenheim, partecipa a diverse manifestazioni come la Coppa di Germania a squadre, tiene su invito parecchie simultanee e pare non avvertire il passare del tempo. Evita i grossi tornei internazionali, quasi a riconoscere la propria inadeguatezza davanti ai giovani emergenti in quel periodo, ma non abbandona mai la scacchiera. La sua ultima partita registrata è del 1980, a settantanove anni.
Si spegne il 4 dicembre 1981 a Kolbermoor.

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


8 Commenti a Eroi semidimenticati: Karl Gilg

  1. avatar
    Icilio Zoppas 11 luglio 2017 at 12:46

    Una carriera di frequenti alti e bassi, quasi la regola direi.
    Bello e utile articolo (mai avrei pensato che questo giocatore potesse battere Alekhine e Rubinstein).




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    Uomo delle valli 11 luglio 2017 at 13:39

    Mi ripeto, scusate, lo so benissimo ma occorre ribadirlo sempre e forte: IMMENSO BAGNOLI!!




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  3. avatar
    Giancarlo Castiglioni 11 luglio 2017 at 15:12

    Un giocatore per me sconosciuto.
    Curioso che nella fotografia del 1930 a 29 anni sia praticamente uguale a come era nelle fotografie di molti anni dopo.
    Era un sudeta di origine tedesca e quindi è stato espulso dalla Cecoslovacchia alla fine della guerra.
    Forse nel complesso se la sono cavata meglio i sudeti costretti a lasciare le loro case con quello che avevano addosso dei loro concittadini rimasti in Cecoslovacchia.




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    Enrico Cecchelli 11 luglio 2017 at 17:36

    Bravissimo Paolo! Conoscevo poco questo personaggio… Grazie per l’esaustiva dotta integrazione!




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    Tux 11 luglio 2017 at 22:35

    Impareggiabile come sempre!




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  6. avatar
    The dark side of the moon 11 luglio 2017 at 22:48

    Inesauribile.
    Per il prossimo ti diamo delle lettere e in base a quelle ci crei un nome e quindi un profilo scacchistico.
    Ma quanti ne conosci?
    Sarebbe interessante fare un riassunto dei nomi che hai trattato, quanti ne saranno?




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  7. avatar
    Fabio Lotti 11 luglio 2017 at 23:14

    Per me una scoperta interessante.




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  8. avatar
    Mongo 12 luglio 2017 at 11:28

    Immenso Bagnoli e grandioso l’inesauribile apparato fotografico del buon Martin.




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