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Eroi semidimenticati: Abraham Kupchik

Scritto da:  | 27 luglio 2017 | 10 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Alla fine del XIX secolo e nei primi decenni del XX il Manhattan Chess Club era il ritrovo preferito dagli scacchisti della Grande Mela ed anche dai Maestri che, per qualche motivo, erano di passaggio a New York.
Poteva capitare di incontrarvi Capablanca o Marshall o Kashdan, o figure caratteristiche degli scacchi statunitensi come Hodges, Chajes o Jaffe, Maestri di tutto rispetto ma incapaci di eguagliare e nemmeno di avvicinare il record di vittorie nel Campionato del circolo (undici!) ottenuto da un tranquillo contabile di origine bielorussa: Abraham Kupchik.
Nato il 25 marzo 1892 a Brest Litovsk (“litovsk” sta per “lituano”. Nell’immagine d’epoca qui sopra l’antica sinagoga), il nodo ferroviario ove i viaggiatori provenienti dall’Europa centrale salivano sulle carrozze russe, dotate di scartamento diverso, il giovane Abraham nel 1903 segue la famiglia negli Stati Uniti. Già conosce gli scacchi e, terminati gli studi e trovato un buon impiego come contabile, si iscrive al prestigioso Manhattan Chess Club, rivelandosi immediatamente come un osso duro.

Molti anni più tardi Fine parlerà dello stile di Kupchik come “guadagna un Pedone e vinci il finale” ma, oltre che ingeneroso, questo giudizio è errato, anche se Kupchik appartiene sicuramente alla schiera dei giocatori “posizionali”.
Per impegni di lavoro Abraham Kupchik potrà partecipare soltanto a due eventi al di fuori degli Stati Uniti, il torneo a doppio girone dell’Avana del 1913 dove chiuderà con 6,5/14 alle spalle di Marshall, Capablanca e Janowski, e l’Olimpiade di Varsavia del 1935 dove, schierato in terza scacchiera, con +6 =8 -0 vince il bronzo individuale che va ad aggiungersi all’oro vinto dallo squadrone americano.
Il 1913 è anche l’anno in cui Kupchik è quarto (9/13) al Torneo Rice e terzo al torneo esagonale sempre a New York. Poi, mentre in Europa tuona il cannone, nel 1915 termina al terzo posto al torneo del Manhattan CC dopo Capablanca e Marshall. Questo torneo sarà per lui una tappa triste della carriera; mentre al secondo turno gioca contro Hodges gli viene comunicata la notizia dell’improvvisa morte del padre. Giocherà dopo parecchi giorni le partite che, per rispetto, erano state lasciate in sospeso.
Nel 1916 è secondo dopo Capablanca ed alla pari con Janowski e Kostic e nel 1918 vince il torneo di Rye Beach.
Vince il Campionato dello Stato di New York nel 1919, a Troy, e quattro anni dopo, al torneo del 9° congresso Scacchistico Americano che si tiene a Lake Hopatcong, vince alla pari con Marshall. Nel 1924 gioca un breve match contro Bogoljubov presso il Manhattan CC, e viene sconfitto (+1 =2 -3), e l’anno seguente, nella stessa sede, pareggia un match contro Carlos Torre (+1 =4 -1). Nel 1926 è secondo, dopo Capablanca, a Lake Hopatcong e quarto a Chicago.


Nel 1929, al torneo di Bradley Beach, sarà l’unico a pattare contro il campione mondiale Alekhine e concluderà al terzo posto (5,5/9) e due anni dopo sarà quarto (5,5/11) a New York. Nel ’34 chiude al 5° posto (9,5/14) nel torneo di Syracuse, tenutosi presso l’hotel Onondaga e vinto da Reshevsky, poi, come abbiamo visto, gioca all’Olimpiade di Varsavia e nel 1936 partecipa al Campionato USA vinto da Reshevsky chiudendo al sesto posto (9/15).
Ha passato la quarantina e i suoi impegni professionali lo allontanano dagli scacchi per diversi anni, fino a quando, finita la guerra, verrà reclutato per giocare in nona scacchiera nel radio match tra USA e URSS e, affrontando Makogonov, verrà sconfitto in una partita pattando l’altra. Nel 1946, infine, gioca all’USA Open a Pittsburgh in Pennsylvania, torneo vinto da Steiner ma nel quale Kupchik chiude con un onorevolissimo terzo posto (6/9).


E’ questo il suo ultimo impegno scacchistico fatta eccezione per i tornei “interni” del Manhattan Chess Club; continuerà a frequentare il circolo fino a quando, il 26 novembre 1970, morirà in un letto del Mountainside Hospital del New Jersey.

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


10 Commenti a Eroi semidimenticati: Abraham Kupchik

  1. avatar
    fabrizio 27 luglio 2017 at 14:24

    Rientro da un po’ di ferie e cosa trovo? Il… “solito” articolo capolavoro di Paolo Bagnoli! :(




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  2. avatar
    Uomo delle valli 27 luglio 2017 at 16:28

    Spettacolare come sempre!




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  3. avatar
    Fabio Lotti 28 luglio 2017 at 15:03

    Un altro grazie al nostro Paolo.




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  4. avatar
    Tux 28 luglio 2017 at 20:24

    Super Bagnoli again and forever! ;)




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  5. avatar
    Icilio Zoppas 29 luglio 2017 at 23:08

    Bello e istruttivo come sempre!
    Una curiosità: chi sono il tuffatore ed il mangiatore di cocomero nella cartolina illustrata?




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    • avatar
      paolo bagnoli 30 luglio 2017 at 10:45

      Edward Lasker e, naturalmente, Kupchik.




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  6. avatar
    giorgio brugaletta 7 agosto 2017 at 08:17

    alla trentacinquesima mossa della partita contro bogoljubov perché il re bianco non si mangia la torre nera?




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    • avatar
      Giancarlo Castiglioni 7 agosto 2017 at 12:03

      Incomprensibile.
      Avevo pensato ad un errore nella trascrizione delle mosse (34…dxc5 invece di 34…bxc5), ma non torna con in seguito della partita.




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      • avatar
        Jas Fasola 8 agosto 2017 at 10:24

        35.Rxa5 d3




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        • avatar
          Giancarlo Castiglioni 8 agosto 2017 at 15:43

          Ovvio, evidentemente dormivo.
          Poi mi sono ricordato di averlo visto guardando la partita la prima volta.




          0

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