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Damnatio memoriae

Scritto da:  | 4 febbraio 2018 | 2 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Quando ho scritto qualcosa su Boris Verlinski ho dovuto scrivere anche a proposito di Nikolai Krilenko e dei suoi pesanti diktat nella gestione del movimento scacchistico sovietico. Anche oggi dovrò chiamarlo in causa visti i tempestosi rapporti che ebbe col protagonista del racconto.
Fëdir Parfenovic Bohatirchuk (secondo la pronuncia russa sarebbe Fiodor Parfenievic) nasce a Kiev (Ucraina) il 26 novembre 1892, e fin dall’infanzia coltiva gli scacchi, favorito in ciò dalla famiglia che gli consente anche di seguire a volte Cigorin in occasione di tornei e manifestazioni. E’ una frequentazione che affina il suo gioco, visto che Cigorin ha riconosciuto nel giovane un insolito talento e non è avaro di consigli.
A diciannove anni Bohatirchuk vince il Campionato cittadino di Kiev ed a venti è terzo al Campionato Panrusso, confermandosi come una sicura promessa. Nel febbraio del ’14 gioca, perdendo, una partita di esibizione contro Capablanca, poi è terzo a Kiev spostandosi in estate a Mannheim per giocare nello Hauptturnier A dove si classifica sesto. Allo scoppio delle ostilità viene internato assieme a diversi altri cittadini russi, ma in settembre viene rilasciato assieme a Saburov, Kopelman ed Alekhine, ed è in compagnia di quest’ultimo che giunge a Genova in attesa di trovare un passaggio via mare per rientrare in patria. Nella sua autobiografia Bohatirchuk scriverà di aver giocato contro Alekhine, nell’attesa, più di un centinaio di partite e che “la sosta forzata a Genova senza dubbio fece per il mio sviluppo scacchistico molto più delle partite degli anni seguenti contro avversari ordinari”.
Iscritto alla facoltà di Medicina di Kiev nel 1912, Bohatirchuk trovò il modo di laurearsi negli anni di guerra e della Guerra Civile, specializzandosi in radiologia: Contemporaneamente si interessò attivamente di politica e parve allineato coi bolscevici; dopo un servizio presso un ospedale militare bolscevico durante la Guerra Civile ottenne il posto di professore di anatomia all’Istituto di Sport ed Educazione Fisica di Kiev.

Nell’estate del 1923, a Pietrogrado (che due anni dopo diverrà Leningrado) Bohatirchuk si piazza terzo a quello che verrà ricordato come il Secondo Campionato Sovietico e nel 1924 è secondo al Campionato Ucraino e terzo a Mosca nel terzo Campionato dell’URSS. E’ ormai un astro di prima grandezza del panorama scacchistico sovietico, anche se di tanto in tanto accusa inattese cadute di forma. Nel 1925 è undicesimo al torneo internazionale di Mosca, fortemente voluto da Krilenko; in questa manifestazione, secondo i calcoli dell’ “Elo storico”, Bohatirchuk realizzò un notevole 2628.
Il 1926 lo vede impegnato a scrivere e pubblicare, in lingua ucraina, il suo primo testo scacchistico (“Scacchi”), nel 1927 vince a Kiev e, nell’ottobre di quell’anno, a Mosca, vince il Campionato URSS ex aequo con Romanovski, battendo in una delle partite un giovane di Leningrado, Mikhail Botvinnik. Nel 1929 vince nuovamente a Kiev il Campionato Ucraino e nel ’31 è terzo (10 su 17) nel Campionato URSS (il settimo) giocato a Mosca e vinto da Botvinnik; il loro incontro diretto, finito con una tormentatissima patta, avrà un seguito qualche anno dopo.
Nel 1933 vince il Quadrangolare di Mosca (4,5 su 6) e nel settembre dello stesso anno, con 10,5 su 19, è ottavo al Campionato URSS di Leningrado, battendo nuovamente il vincitore della manifestazione Mikhail Botvinnik. La cosa non manca di irritare Krilenko, per il quale Botvinnik è divenuto una specie di intoccabile; possibile che in tre incontri diretti con Bohatirchuk Botvinnik abbia raggranellato soltanto una misera patta?

Il nono Campionato dell’Unione Sovietica venne calendarizzato per il periodo dicembre ’34-gennaio ’35 ed ancora una volta Bohatirchuk si confermò come uno dei più temibili Maestri in attività, giungendo terzo a solo mezzo punto dai vincitori Rabinovic e Levenfish. Ma la grande attesa per il 1935 era il fortissimo torneo internazionale di Mosca da disputarsi nel mese di marzo, e Bohatirchuk non poteva non essere tra gli iscritti/invitati, e fu in questa occasione che fece andare su tutte le furie Nikolai Krilenko, battendo per la terza volta Botvinnik il quale tuttavia vinse la manifestazione ex aequo con Salo Flohr.

Secondo quanto scrive Bohatirchuk nella sua autobiografia (pubblicata a San Francisco nel 1978 in lingua russa) al termine della partita Krilenko gli si avvicinò ringhiando: “Non batterai mai più Botvinnik!” frase che suonava non già come una profezia ma come una minaccia. In effetti negli anni che seguirono i due non ebbero più modo di incontrarsi, cosicchè il computo finale dei loro incontri fu di 3 vittorie di Bohatirchuk ed una patta.
Nel 1936 Bohatirchuk è terzo (11,5 su 17) al Campionato Ucraino di Kiev, ma l’anno successivo, in luglio, vince la manifestazione con 12,5 su 17. Nel ’38 è secondo a Kiev nella semifinale del Campionato URSS (11 su 17) dopo Panov, ma non partecipa, l’anno successivo, all’ undicesimo Campionato.

(continua)

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


2 Commenti a Damnatio memoriae

  1. avatar
    Antonio Pipitone 5 febbraio 2018 at 16:40

    Bello! bellissimo!
    Non conoscevo affatto questo ennesimo fuoriclasse sovietico.
    Complimenti!




    2
  2. avatar
    Luca Monti 8 febbraio 2018 at 08:56

    All’infaticabile ( ma come fai?)Paolo Bagnoli mando un caro saluto.




    0

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