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Paralipomeni

Scritto da:  | 15 aprile 2018 | 7 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Il 13 dicembre 2016 SoloScacchi ha pubblicato una interessante galleria fotografica relativa ad un personaggio singolare: Rossolimo. A questa galleria (eccola qui) corredata anche da un articolo (in inglese) nel quale si citava una divertente aneddotica, vorrrei aggiungere qualche nota personale ed un approfondimento sulla carriera di Nikolai Spiridonovich Rossolimo.

Nasce a Kiev il 28 febbraio 1910 dal padre Spiridon, pittore greco di origine, e dalla madre Xenia Nikolaievna Skugarevskaia, scrittrice di origini aristocratiche. La famiglia si trasferisce a Mosca negli anni della Rivoluzione e della Guerra Civile e nel 1929, mentre il padre organizza un trasferimento a New York, Nikolai giunge a Parigi in compagnia della madre essendo riuscito ad ottenere la cittadinanza greca e libero, per tale motivo, di lasciare l’Unione Sovietica.
Negli Anni Trenta il suo nome inizia a circolare dapprima negli ambienti scacchistici francesi ed in seguito in quelli internazionali; vincerà diverse volte il Campionato parigino, per poi essere secondo dopo Capablanca al torneo internazionale del 1938 di Parigi, una manifestazione che lo vedrà vincitore l’anno seguente.
Trascorsi gli anni bellici, sarà settimo nel 1947 al torneo zonale di Hilversum, primo al Campionato francese del 1948 e, quello stesso anno, terzo a Beverwijk nel torneo vinto da Prins, secondo a Bad Gastein e, a fine anno, primo – imbattuto – a Hastings. Nel frattempo avrà pareggiato un match contro Tartakower a Parigi (una vittoria per parte e dieci patte) ed avrà pubblicato una collezione di studi e di finali con la prefazione dello stesso Tartakower.
Nel 1949 sarà attivissimo in tornei internazionali. Primo a Southsea, secondo dopo Unzicker a Heidelberg, quarto a Trenciansker Teplice, primo a Gijòn e secondo a Venezia dopo Szabò. A fine anno, dopo un nuovo pareggio in match contro Tartakower, chiuderà al secondo posto, pur essendo imbattuto, a Hastings. Nel frattempo avrà ottenuto anche la cittadinanza francese.
Nel 1950 – altro anno di sua intensa attività agonistica – si avranno due conferme per quanto riguarda la sua forza ed il suo stile: quest’ultimo lo tradirà, a volte, per l’eccessiva ricerca della “bellezza”, ma la FIDE non potrà non riconoscergli il titolo di Maestro Internazionale. Sarà primo a Gijòn, secondo a Beverwijk dopo l’emergente Donner, terzo a Venezia e giocherà per la Francia all’Olimpiade di Dubrovnik chiudendo con sette vittorie, quattro patte ed una sola sconfitta. A fine anno, poi, sarà nuovamente secondo a Hastings alle spalle di Unzicker.
Si sposa ed ha un figlio, Alexander, e sta programmando di raggiungere i genitori che nel frattempo si sono stabiliti a New York. Nel 1951 vince, imbattuto, cinque tornei e gioca svogliatamente al Memorial Staunton di Birmingham, concludendo con quattro vittorie, due sconfitte e ben nove patte. L’anno seguente è impegnato nel trasferimento negli USA ma ciò non gli impedirà di vincere un breve match contro Bisguier e di chiudere al sesto posto al torneo internazionale dell’Avana vinto ex aequo da Reshevsky e Najdorf. Anche nel ’53 ridurrà l’attività agonistica; sarà terzo a Milwaukee all’Open USA e primo a Beverwijk, approfittando di un breve rientro in Europa. A fine anno sarà raggiunto dalla promozione a Grande Maestro decretata dalla FIDE. In effetti, stando alle classifiche Elo “storiche”, Rossolimo risulta al 15° posto mondiale nel dicembre 1953.
La vita negli USA non è facile. Lavora come cameriere, cantante e tassista e con 1400 dollari di risparmi faticosamente accumulati apre il Rossolimo Chess Studio al Greenwich Village, un locale dove si può giocare a scacchi, comprare libri ed oggetti scacchistici, bere o mangiare qualcosa e, a pagamento, giocare contro il titolare in caso di sua presenza o prendere lezioni di scacchi.


      Очи чёрные nell'interpretazione di Nicolas Rossolimo

La sua attività agonistica rallenta notevolmente; c’è da sbarcare il lunario con la famiglia, ma lui continua con la sua iperattività. Diventa cintura marrone di judo, incide un disco con canzoni in russo, inglese e francese e la copertina sarà dipinta da Marcel Duchamp, col quale ha stretto amicizia negli anni del suo soggiorno parigino.
Nel ’54 è terzo a Hollywood al Campionato Panamericano ma soltanto sesto al Campionato USA di New York. Nel 1955 vince, ex aequo con Reshewsky, l’Open USA di Long Beach, vincendo poi il match di spareggio e portando a casa una Buick nuova fiammante. Incide un album di canzoni russe, nel ’56 è secondo all’Open di Washington, nel ’57 è secondo a Tarragona nel corso di un breve soggiorno in Europa, poi, avendo ottenuto anche la cittadinanza statunitense, gioca come riserva per gli USA all’Olimpiade di Monaco di Baviera (+6 =8 -1). Due anni dopo ripeterà questa esperienza a Lipsia (+2 =3 -1).
Sta girando la boa dei cinquant’anni e per parecchio tempo sarà assente dalle manifestazioni di livello internazionale. Nel 1966, all’Olimpiade dell’Avana, sarà nuovamente in campo per gli USA (+5 =4 -1) e nel 1967 vincerà l’Open di Washington ed il torneo internazionale di Porto Rico. In questa occasione confermerà la sua tendenza verso un gioco estroso ed aggressivo, e la combinazione da lui messa in scena contro Reissman farà il giro di tutte le riviste scacchistiche mondiali. Nel 1970 pubblicherà “in proprio” a New York la collezione dei suoi numerosi premi di bellezza e due anni dopo, all’Olimpiade di Skopje, giocherà per la Francia con un risultato finale non entusiasmante.
Nel 1975, all’Open mondiale di New York, sarà terzo (+7 =1 -1) e questa sarà l’ultima sua prestazione agonistica. Pochi giorni dopo, il 22 luglio, cadrà accidentalmente sulle scale, procurandosi lesioni cerebrali gravissime che lo porteranno alla morte il giorno 24. Verrà sepolto nel cimitero russo ortodosso del New Jersey.

Jessica Fischer riporterà questa frase di Rossolimo, da lei raccolta nel documentario “Rossolimo: Chess Artist”: “Cosa dovrei fare, abbandonare il mio stile romantico e diventare un cacciatore di punti ad ogni costo? No, non lo farò”.

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


7 Commenti a Paralipomeni

  1. avatar
    Fabio Lotti 16 aprile 2018 at 10:37

    Il solito ringraziamento a Paolo. Fine sfortunata di un bel giocatore.

  2. avatar
    Jas Fasola 16 aprile 2018 at 10:55

    Bello!

  3. avatar
    un loggionista 16 aprile 2018 at 11:44

    Mi sono emozionato ad ascoltare la voce (bellissima) di Rossolimo. Grazie come sempre al mitico Bagnoli.

  4. avatar
    Enrico Cecchelli 16 aprile 2018 at 12:39

    Grande Paolo. Uno dei miei campioni preferiti e genio della cin azione!

  5. avatar
    The dark side of the moon 16 aprile 2018 at 14:30

    L’insostituibile Paolo è una fonte inesauribile di cultura scacchistica (e non esagero) :D :)

  6. avatar
    Mongo 16 aprile 2018 at 18:56

    Grazie. ;)

    1
  7. avatar
    Icilio Zoppas 19 aprile 2018 at 19:42

    Personalità eclettica veramente eccezionale!
    Per fortuna il mondo degli scacchi lo ricorda almeno abbinando il suo nome ad una variante della difesa Siciliana (la ben nota 1.e4, c5; 2.Cf3, Cc6; 3.Ab5).
    Complimenti per il bell’articolo e per la “chicca” musicale.

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