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La famiglia

Scritto da:  | 31 agosto 2018 | 3 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Il 24 aprile 1820 nasceva nella spagnola Logrogno (grafia italiana; per quella spagnola togliere la seconda “g” e piazzare un accento circonflesso sulla “n”: Logroño) Celso Golmayo Zúpide. Laureatosi in giurisprudenza si trasferì ben presto a Cuba dove divenne procuratore presso la sezione fiscale del tribunale dell’Avana.
La grande isola caraibica era considerata, all’epoca, non tanto una colonia spagnola quanto una vera e propria provincia, parte integrante del territorio della Spagna continentale. A metà dell’Ottocento era già percorsa da fremiti indipendentisti alimentati dalla borghesia sempre più insofferente nei confronti dell’asfissiante burocrazia imposta da Madrid e del conseguente gravame fiscale.
Celso Golmayo, anche in considerazione delle sue funzioni che comportavano una vera e propria “militarizzazione”, tendeva ad essere fedele a Madrid pur comprendendo le istanze autonomistiche dei cubani. Frequentava il gruppo degli scacchisti locali tra i quali emergeva un facoltoso proprietario terriero, Félix Sicre il quale, stando alle cronache, aveva anche uno schiavo molto abile nel gioco.
Nel 1862 Celso Golmayo sostenne un incontro con Sicre vincendolo e diventando in tal modo “campione” cubano, titolo assolutamente non ufficiale. Due anni dopo, in occasione del passaggio all’Avana di Morphy di ritorno dall’Europa e della relativa grande festa organizzata da un magnate cittadino, Golmayo gioca cinque partite contro il giovane americano il quale, alla cieca e cedendo un Cavallo al cubano, perde per 3 a 2. Morphy poi confiderà al padrone di casa che Golmayo era troppo forte per ricevere tale vantaggio e che il massimo che avrebbe dovuto accordargli sarebbe stato quello di Pedone e due tratti.
Celso Golmayo viaggia parecchio tra Cuba e Spagna. Nel 1867 “allunga” il percorso iscrivendosi al grande torneo internazionale di Parigi che verrà vinto dal fortissimo Kolisch. Il cubano agguanta un 7° posto soddisfacente in considerazione del campo di concorrenti, poi viene battuto in match (3 a 0) da Neumann.

Rientra a Cuba proseguendo nella sua attività professionale negli anni in cui un giovanissimo José Martì inizia a scrivere propugnando l’indipendenza cubana. Golmayo continua ad essere considerato come il miglior giocatore di scacchi dell’isola mentre gli anni passano e, nel 1879, dal matrimonio con una giovane della borghesia cittadina, nasce Celso junior, che per tutti sarà “Celsito” Golmayo y de la Torriente (cognome della madre).
Mentre Celsito cresce, il padre disputa diversi match con Maestri di passaggio all’Avana: nel 1883 e cinque anni dopo con Steinitz (Golmayo viene battuto in entrambe le occasioni), nel 1887 perde due incontri con Mackenzie ed ancora uno l’anno seguente, nel 1891 viene battuto da Blackburne (+3 =2 -5) e due anni dopo da Emanuel Lasker. Vittoriosi risultano invece i due match da lui vinti contro il concittadino Vazquez nel 1887 e 1890.
Nel frattempo Golmayo è il maggior promotore della fondazione del Circolo Scacchistico dell’Avana, che viene inaugurato il 15 settembre 1885. Il 12 giugno 1883 è nato il suo secondogenito, Manuel, il quale così come il fratello maggiore si appassiona al gioco. Quando, nel 1897, si disputa il primo Campionato cubano “ufficiale”, il diciottenne Celsito lo vince dopo aver disputato un match di spareggio contro quell’ Andrés Clemente Vazquez che suo padre aveva sconfitto qualche anno prima; Celso non gioca in questo torneo essendone il direttore, e la classifica finale vede al terzo posto Ostolaza, al quarto Corzo ed al quinto il quattordicenne Manuel.
Si compie il dramma di Cuba seguendo un percorso politico chiaramente previsto anni prima da José Martí: indipendenza dalla Spagna ma pesante tutela degli Stati Uniti, il tutto nel 1898. Il 1° aprile di quell’anno muore Celso Golmayo Zúpide ed i figli preparano il trasferimento in Spagna dove Celso junior scomparirà dall’ambiente scacchistico mentre Manuel inizierà una carriera degna di nota.
Già nel 1902, a soli 19 anni, Manuel vince il Campionato spagnolo (il primo, indetto in occasione della salita al trono del monarca Alfonso XIII) e si arruola nell’esercito dove avrà il grado di ufficiale di Stato Maggiore; trascorrerà buone parte della sua vita con la divisa addosso, ma ciò non gli impedirà di avere un’intensa attività scacchistica. Nel 1912 sarà nuovamente campione nazionale, un titolo che conquisterà anche nel 1919, 1921 (in questa occasione il fratello Celso sarà secondo e Manuel avrà l’onore di inaugurare la manifestazione giocando una partita contro il re, appassionato di scacchi), 1926, 1927 e 1928, per poi perderlo nel 1930 in un match contro Rey Ardid. Nel 1922 perde un mini-match a Madrid contro Alekhine e due anni dopo, nonostante il lutto causato dalla morte del fratello a Siviglia il 22 gennaio, riesce a conquistare la finale nella “olimpiade” scacchistica di Parigi, torneo vinto da Matisons e nel quale Manuel risulterà ottavo.

Manuel sarà in prima scacchiera nell’Olimpiade di Londra (+2 =9 -4) del 1927, nel 1928 sarà quarto al Campionato Mondiale “per dilettanti” dell’Aia, vinto da Euwe, nel 1929 sarà sesto a Barcellona nel torneo vinto da Capablanca e nel 1930 verrà schierato in seconda scacchiera all’Olimpiade di Amburgo (+3 =3 -4), mentre a quella di Praga del 1931 giocherà nuovamente in prima scacchiera (+3 =7 -5).


Appassionato anche di bridge scriverà un trattato su questo gioco (“Bridge contratado”), oltre a due opere sugli scacchi e collaborerà per diversi anni alla rivista settimanale Blanco y Negro. Tornando alla sua attività agonistica c’è da segnalare il terzo posto al “Torneo Gromer” di Madrid del 1934 ed il settimo posto, quello stesso anno, a Sitges. Ha attraversato gli anni della dittatura di Rivera, così come l’abdicazione di Alfonso XIII e l’instaurazione della repubblica senza conseguenze sulla sua carriera militare, ma lo scoppio della guerra civile lo convince a trasferirsi in Francia, dove nel 1938 risulta quarto al torneo parigino de L’Echiquier.

Rientra in patria soltanto al termine delle ostilità e, superata ormai la sessantina, conduce una vita da borghese sotto il governo franchista. Nel 1946 è nono a Barcellona, nel torneo vinto da Najdorf, nel 1947 vince a Madrid, nel 1948 è sesto a Gijon ed ottavo ad Almeria e nel 1951 vince a Linares. Quello stesso anno la FIDE lo nomina Arbitro Internazionale.
Morirà il 7 marzo 1973, quasi novantenne, a Madrid.

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


3 Commenti a La famiglia

  1. avatar
    Fabio Lotti 31 agosto 2018 at 15:13

    E vai!!!

    4
  2. avatar
    Fabio Lotti 1 settembre 2018 at 09:11

    Per gli amici scacchisti-giallisti qui http://theblogaroundthecorner.it/

  3. avatar
    Luca Monti 2 settembre 2018 at 08:17

    Sempre davvero interessante il notiziaro storico di Paolo Bagnoli. Cordialmente Luca Monti

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