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Nestore

Scritto da:  | 1 novembre 2018 | 4 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Secondo le statistiche pubblicate dall’INED (Istituto Nazionale di Studi Demografici) verso la metà del XVIII secolo l’aspettativa di vita in Francia era attorno ai 25 anni, visto che la metà dei bambini moriva prima dei dieci anni di età. Raggiunse i trent’anni alla fine del secolo e si stabilizzò a 37 anni nel 1810 grazie alla vaccinazione contro il vaiolo. Nel 1900 toccò i 45 anni.

Il 7 ottobre 1749 nasceva a Rouen Nicolas Denis François Brisout de Barneville. La famiglia apparteneva alla media borghesia provinciale ed era di condizione agiata; il capofamiglia aveva inventato un telaio per tessere il cotone e per parecchi anni il figlio sfrutterà le potenzialità del congegno.
A diciannove anni il giovane Nicolas sta studiando a Parigi e frequenta uno dei ritrovi scacchistici della capitale, il Café Procope. Ha appreso il gioco in famiglia ma la frequentazione degli esperti giocatori parigini affina le sue capacità portandolo ad un buon livello. Frequenta anche la Régence, il Cercle di rue Menars ed il Café Corazza, oltre alla Terrasse des Feuillants alle Tuileries; gioca contro Philidor, che gli concede Cavallo e Pedone, ed un avversario che incontra frequentemente è Jean-Jacques Rousseau, pessimo giocatore, irascibile, al quale il giovane Nicolas concede addirittura una Torre. Il filosofo pretende di applicare l’algebra agli scacchi e ciò provoca una reazione divertita da parte dei presenti, al che Rousseau scompiglia i pezzi ed esce sbattendo la porta, scomparendo dalla circolazione per un paio di settimane, il tempo per far sbollire la rabbia.
E’ in questi anni parigini che Nicolas, disponendo di una rendita atta a procurargli una vita dignitosa, dedica agli scacchi buona parte della propria esistenza. Dedica il mattino alla propria toilette, ed allo scoccare del mezzogiorno, con estrema puntualità, si presenta nel locale scacchistico programmato per quella giornata; gioca fino alle cinque del pomeriggio, a volte una sola partita a volte tre o quattro, poi rientra a casa verso le sei e si immerge nella lettura di testi scacchistici.
Gli anni passano e troviamo Nicolas come ufficiale al seguito di Lafayette in Nordamerica. La guerra d’indipendenza si sta trascinando con alterne fortune ma infine, nel 1781, Nicolas assiste all’assedio di Yorktown ed alla conseguente resa di Cornwallis. Rientrerà in Francia fregiandosi, da quel momento, del titolo di chevalier, entrando così nel novero della piccola nobiltà e riprendendo immediatamente le abitudini che aveva coltivato da borghese “bien persuadé qu’une habitude invariable est un remède qui éloigne la mort”.
Sta per compiere quarant’anni quando scoppia la Rivoluzione, ma ciò non sconvolge i suoi ben radicati ritmi di vita. Il 14 luglio, a mezzogiorno meno un quarto, è sul Quai des Célestins dove incrocia la folla che sta marciando verso la Bastiglia, ma lui si affretta verso la Régence dove deve giocare contro un altro assiduo frequentatore del locale, Louvet de Couvray. Pochi giorni dopo viene quasi travolto da una carica di Dragoni ma la cosa non gli impedisce di entrare da Corazza a mezzogiorno in punto per poi giocare ben sette partite.
Tutto gli scivola addosso, la Dichiarazione dei Diritti, la Costituente, la fuga del Re, la guerra contro Austria e Prussia, la proclamazione della Repubblica, il Re alla ghigliottina, il Comitato di Salute Pubblica, il nuovo calendario, il Terrore. Nel 1793 gioca quotidianamente alla Terrasse avendo come spettatori, quasi ogni giorno, Robespierre, Barrère e Danton, che si fermano nel locale prima di recarsi alla Convenzione. Gioca anche qualche partita contro Robespierre, altro pessimo giocatore il quale, comunque, si rivolge a lui chiamandolo “chevalier” alla faccia dell’égalité. Ha comunque adottato l’abitudine di dichiarare “scacco al tiranno” al posto di “scacco al re”.
Non viene mai sfiorato dall’idea di emigrare: per quale motivo qualche giacobino dovrebbe denunciare al Comitato di Salute Pubblica un nobile che passa cinque ore al giorno a giocare a scacchi? Il 9 termidoro, quando Robespierre viene arrestato, è da Corazza a giocare contro un capitano dei Dragoni ed anche questo episodio, che dà una svolta alla Rivoluzione, gli scivola addosso, così come quando, mentre gioca contro l’ex segretario di Mirabeau, Duperray, si sentono in lontananza alcuni colpi di cannone sulla piazza del Carrousel. L’avversario esce per poi rientrare e proseguire il gioco, perdendo tre tazze di caffé contro l’imperturbabile Cavaliere.
Passano gli anni e nemmeno l’incoronazione di Napoleone ad imperatore lo scompone, così come Waterloo, i Cento Giorni, la Restaurazione. Ha ormai un’età avanzata, assolutamente insolita per quegli anni, il che gli procura il soprannome di “Nestore degli scacchi”, in ossequio alla longevità ed alla saggezza. Frequenta ogni giorno il Circolo di rue Menars, pur facendo di tanto in tanto una capatina alla Régence, dove viene salutato con rispetto da tutti, soprattutto da Labourdonnais, divenuto ormai dominatore incontrastato delle scacchiere parigine ed anche lui frequentatore di rue Menars. A chi si chiede, incredulo ed ammirato, come possa quel vegliardo continuare nella sua abitudine di entrare a mezzogiorno in punto e di non mostrare segni di decadimento, Labourdonnais dice: “Barneville ne mourra pas!”
Uno dei suoi avversari preferiti è monsieur Sasias, membro influente del Cercle. Quando il Cavaliere entra, Sasias è già pronto con la scatola dei pezzi che vengono disposti sulla scacchiera dalle mani tutt’altro che tremanti dell’anziano.
Il 27 marzo 1842 l’orologio a pendolo del Circolo suonò i dodici rintocchi senza che il Cavaliere facesse la sua apparizione e Sasias, allarmato, disse: “Forse è morto”, ma Méry, che era presente, ribatté: “Impossibile! Ha dimenticato di svegliarsi”. 
In un articolo del 1851 Méry conclude: “De Barneville non si svegliò più, ma non era morto e tutto il Circolo, assistendo al funerale, rimase convinto che Labourdonnais aveva ragione”.
avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


4 Commenti a Nestore

  1. avatar
    Fabio Lotti 1 novembre 2018 at 12:04

    Un personaggio vissuto in un periodo storico che mi ha sempre colpito (mi ricorda anche un bell’esame all’Università). Scacchi e Storia binomio straordinario.
    Grazie, Paolo.

  2. avatar
    The dark side of the moon 1 novembre 2018 at 21:20

    E’ morto a 93 anni che per l’epoca in cui visse è incredibile!
    Forse il fatto che fosse un individuo agiato il quale si faceva scivolare tutto di dosso lo avrà certamente aiutato =))

    1
  3. avatar
    paolo bagnoli 1 novembre 2018 at 22:15

    Devo assolutamente correggere le ultime righe. Labourdonnais non può aver pronunciato la frase “Avrà dimenticato di svegliarsi!” in quanto era già morto! La frase viene attribuita, invece, a Méry. Mi scuso.

    • avatar
      Ramon 2 novembre 2018 at 08:14

      Fatto! Ancora grazie, Paolo ;)

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