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Un piatto tipico della cucina nostrana

Scritto da:  | 26 novembre 2017 | 24 Commenti | Categoria: Zibaldone

Ecco una ricetta facile e veloce per una specialità tutta italiana. Con solo pochissimi ingredienti possiamo preparare in poco tempo questi deliziosi dolcetti, ideali da gustare a fine pasto, magari con la stessa bevanda che abbiamo usato per prepararli! Il dessert che ne scaturirà ha un gusto rustico e genuino e saranno sicuramente apprezzati dai nostri ospiti!

In una ciotola versiamo i 200 ml di nettare rosso, i 200 ml di olio di semi di girasole, 2 cucchiai di zucchero e la bustina di lievito per dolci. Amalgamiamo poco alla volta i 500 grammi di farina. Quando l’impasto diventa più consistente continuiamo ad impastare con le mani sul piano di lavoro fino ad utilizzare tutta la farina.

Prepariamo ora un piatto con un po’ di zucchero e una teglia con un foglio di carta da forno. Quindi diamo la forma ai nostri dolcetti. Prendiamo un pezzetto di pasta e lo allunghiamo sul tavolo con le mani fino a formare un bastoncino che rigiriamo su se stesso per dargli la forma desiderata. Quindi lo passiamo nello zucchero e lo sistemiamo sulla teglia. Procediamo così fino ad usare tutto l’impasto. Ora che la nostra teglia è pronta inforniamo per 40 minuti a 170 gradi. Avete visto quanto è semplice?

avatar Scritto da: Joe Dawson (Qui gli altri suoi articoli)


24 Commenti a Un piatto tipico della cucina nostrana

  1. avatar
    Filologo 19 novembre 2017 at 14:24

    Il 25 è attesa la sentenza per il caso Montebelluna. Chissà se l’annunciata presenza di Basso e Stella può essere interpretata come probabile assoluzione dei due.

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      paolo bagnoli 19 novembre 2017 at 20:38

      Caso Montebelluna? Qualcuno mi illumini!

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        Icilio Zoppas 20 novembre 2017 at 19:44

        Credo si tratti di un torneo “chiacchierato” per le troppe norme realizzate rispetto al numero dei partecipanti (in realtà non era un torneo, ma una serie di tornei chiusi giocati contemporaneamente qualche mese fa a Montebelluna).
        Credo che Basso ne fosse l’organizzatore e Stella uno dei (molti) giocatori che ha realizzato una norma.
        Ignoravo però che ci fosse un processo in corso.

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    Filologo 25 novembre 2017 at 14:34

    La sentenza è arrivata: Basso condannato a cinque mesi di squalifica, Naumkin a sei, Damia (per aver tentato di vendere una partita alla Zimina a un campionato blitz), sette. Mrdja assolto. Stella solo deplorato.

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    Roberto Messa 25 novembre 2017 at 15:22

    Tutta la sentenza è sul sito FSI alla pagina:

    http://www.federscacchi.it/doc/TF/d20171125073754_sentenza.pdf

    Le prime impressioni a caldo sottolineano le sanzioni tutto sommato lievi. Tuttavia Basso non potrà partecipare al Camp. italiano assoluto e – se pensiamo al suo risultato nel campionato del 2016 – ciò equivale a una perdita di circa 2 mila euro, che per un professionista come lui è sicuramente qualcosa.
    La cosa più rilevante è che gli illeciti sportivi sono stati certificati, ed è la prima volta che succede per giocatori italiani di primissimo piano. Ora vediamo quanto la notizia si diffondersui media generalisti… e questa sarà la sanzione più grave (e bisogna dirlo meritata) per tutto il movimento e per la Federazione, che in questi nove mesi ha preferito tacere anziché avviare una campagna di sensibilizzazione sul problema. Non è mai troppo tardi…

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    Giancarlo Castiglioni 25 novembre 2017 at 19:29

    Confesso di non aver avuto la pazienza di leggere tutta la lunghissima sentenza.
    Spero che qualcuno me ne faccia un sunto.
    Da quanto ho letto direi che i giudici sono stati molto garantisti, si è fatto il minimo possibile.
    Mi sembra che l’obbiettivo fosse salvare a Stella il titolo di GM, ma la FIDE ci crederà?
    La conclusione mi sembra sia “il torneo era truccato, ma non è stato Stella a truccarlo, forse non lo sapeva, quindi il titolo è valido”.
    Spero che almeno non ci sia più nessuno a dire che sono solo pettegolezzi.

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    Loris Cereda 25 novembre 2017 at 21:39

    Una bella giornata per gli scacchisti per bene. Dove sono quei pagliacci che anche su Facebook hanno montato l’assurda vicenda di Montebelluna? Qualcuno farà autocritica? Qualcuno si vergognerà? Qualcuno si sentirà in colpa per avere spinto due ragazzini come Moroni e Dobboletta a fare questa pessima figura?

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    The dark side of the moon 25 novembre 2017 at 22:13

    Bisognerebbe azzerare tutti i risultati del torneo visto che ci sono stati degli illeciti.

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      Giancarlo Castiglioni 26 novembre 2017 at 22:16

      Mi pare di capire che Basso è stato condannato per aver detto di aver truccato il torneo, non per averlo truccato.
      Quindi per la FSI il torneo è regolare e la promozione di Stella è valida.

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        Calandrino 26 novembre 2017 at 22:39

        Non so a voi ma a me tutta ‘sta faccenda ricorda un po’ la disavventura del povero Scaiola al quale acquistarono una casa “a sua insaputa” :o

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    Calandrino 26 novembre 2017 at 10:19

    ‘O cane mozzeca sempe ‘o stracciato =))

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    Uomo delle valli 26 novembre 2017 at 10:37

    Uno scacchista commenta (molto giustamente, a mio modesto parere):

    Mentre va riconosciuta la relativa velocità con la quale il Tribunale è arrivato a una decisione e la trasparenza della comunicazione del dispositivo e delle motivazioni, rimangono comunque alcuni dubbi da, diciamo così, “giocatore della strada”:

    se il sistema era così diffuso e praticato, perchè è stata necessaria la lettera aperta di 10 giocatori per avviare il procedimento? Non è compito della FSI vigilare e intraprendere eventuali azioni per la tutela del gioco e del buon nome degli scacchi?
    se Pier Luigi Basso era indagato e sotto processo, perchè gli è stato permesso di rappresentare l’Italia al Mondiale Junior under 20 che si è chiuso proprio ieri 25 Novembre? E’ vero che si è innocenti fino alla dimostrazione della colpevolezza, ma non sarebbe stato più prudente non far rappresentare l’Italia da un giocatore coinvolto in un processo di questa gravità?

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    Doroteo Arango 26 novembre 2017 at 10:47

    Io vorrei anche segnalare questa interessante intervista che mette in luce alcuni aspetti interessanti di come vanno le cose nel Bel paese:

    http://www.huffingtonpost.it/2017/02/19/piero-angela-intervista_n_14856486.html

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    Cesare 26 novembre 2017 at 11:14

    I primi commenti dei diretti interessati.
    Oggi Angelo Damia sul suo profilo Facebook:
    “Oggi si evince che non contano le prove, ma solo la parola di una persona contro l altra.. e chi è nell elite pare abbia più peso.. non si potrà più giocare tranquilli perché chiunque, anche a distanza di anni, per motivi personali potrà essere accusato e trascinato nel fango. È una sentenza che farà scuola e sarà la prima di moltissime altre simili dettate dall orgoglio e dal rancore di perdenti..È passato il tempo in cui contavano i risultati e le posizioni, ora conteranno le toghe e le vendette personali. Mi sento il nuovo Josef K.”

    • avatar
      Giancarlo Castiglioni 26 novembre 2017 at 16:19

      Damia fa la verginella offesa, ma non gli credo, come non gli hanno creduto i giudici.
      Se tra la sua parola e quella della Zimina tutti credono alla Zimina ci sarà un motivo.
      Evidentemente nel comportamento passato di Damia ci sono stati episodi sospetti, anche se non credo che si siano materializzate denunce.
      Però in fondo ha ragione, la parola di una persona contro un’altra davanti alla magistratura ordinaria non dovrebbe bastare e i giudici federali negli altri casi sono stati estremamente garantisti.
      Adesso mi sono convinto che la giustizia sportiva non può procedere come la giustizia ordinaria, perché non ha la possibilità di raccogliere prove, di fare indagini, di fare intercettazioni come la giustizia ordinaria.
      Quindi è giusto che per condannare basti molto meno.

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    Luigi O. 26 novembre 2017 at 20:48

    Una vicenda triste e mortificante. Dispiace ammetterlo ma mi pare che questa volta abbiamo toccato davvero il fondo.

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    Franco 28 novembre 2017 at 15:32

    @ Giancarlo. Nei bellissimi articoli del 2015 che rievocavano i maestri milanesi avevi omesso un articolo dedicato a Contedini e Braunberger perché non erano tuoi contemporanei ?

    • avatar
      Giancarlo Castiglioni 28 novembre 2017 at 16:08

      L’articolo su Contedini è in preparazione da anni, visto che gentilmente me lo hai richiesto farò ancora un piccolo sforzo per finirlo.
      Quello su Bonfioli seguirà.
      Intendevo la serie come quella dei maestri della generazione precedente la mia, Braunberger non lo ho considerato, proprio perché è mio contemporaneo, anzi ha iniziato a giocare dopo di me.
      Eravamo molto amici, analizzavamo sempre insieme le nostre partite e andavo a casa sua a giocare lampo.
      Quando ho smesso di giocare ci siamo persi di vista.
      Come lui ce ne sarebbero molti altri, tra cui Natalucci, Caselli, Giovanni Judicello, Montani, Zullo, Zanetti.
      Troppo lavoro, poi molti di questi li conosco appena e non avrei molto da dire.
      Troppo lavoro anche per Magrini su di lui potrei scrivere un romanzo.

      2

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