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Pier Luigi Basso si racconta

Scritto da:  | 24 dicembre 2017 | 5 Commenti | Categoria: Attualità, Le Interviste, Nazionale, Profili

Con questa intervista vogliamo dare modo a Pier Luigi di esporre le proprie opinioni riguardo la vicenda di Montebelluna che gli ha procurato una condanna a 5 mesi di squalifica dal Tribunale Federale per “comportamenti che ledono l’immagine pubblica del movimento scacchistico in generale”.

Ricordiamo brevemente  che Basso era l’organizzatore del torneo che è stato al centro di varie denunce culminate da una lettera aperta firmata da diversi GM: l’accusa era che il torneo fosse organizzato per permettere ad Andrea Stella (amico di Basso) di ottenere la qualifica di GM.

Sono stati indagati Basso, Stella, Mrdja, Damia, Naumkin, la Società A.S.D. Vergani, la Società Club 64 A.S.D. e la Società Club Scacchi Capri A.D.

I diretti interessati sono stati assolti dall’accusa più grave di aver raggiunto accordi illeciti volti ad “alterare il regolare svolgimento (del torneo di Montebelluna) al fine di permettere al tesserato Stella Andrea di conseguire un punteggio sufficiente al riconoscimento della Norma di Grande Maestro Internazionale“.

Tuttavia queste sono state le sentenze:

Pier Luigi Basso è stato sospeso per cinque mesi dall’attività agonistica per aver tenuto “comportamenti che ledono l’immagine pubblica del movimento scacchistico in generale”.

Andrea Stella ha ricevuto una deplorazione per condotta sconveniente o offensiva, con espressa diffida da astenersi in futuro da condotte analoghe.

Milan Mrdja è stato dichiarato non colpevole.

Angelo Damia è stato sospeso per sette mesi dall’attività agonistica per un tentativo di illecito (non andato a buon fine) in una partita del Campionato Italiano Lampo 2013.

Igor Naumkin è stato sospeso per sei mesi dall’attività agonistica per un tentativo di illecito (non andato a buon fine) in una singola partita del Torneo di Montebelluna.

Le tre Società Scacchistiche sono state tutte assolte perché esenti da responsabilità.

Una brutta pagina finita sulle cronache dei maggiori quotidiani nazionali.

Ora, nello specifico parliamo di Pier Luigi Basso.

Una conversazione tramite Facebook tra Basso e Moroni sarebbe stata fatale a Pier Luigi che dichiara apertamente all’ex amico come il mondo degli scacchi sia corrotto spingendosi a fare nomi con relative “tariffe” sulle partite.

Per chi ne avesse voglia può leggere tutto nella sentenza del Tribunale (qui in formato pdf).

Pier Luigi Basso potrà, dal suo punto di vista, commentare l’accaduto attraverso la breve chiacchierata che segue; il nostro intento è quello di dare agli amici di SoloScacchi una panoramica più ampia possibile sui fatti di Montebelluna per avere una idea di cosa è successo.

Pier Luigi ciao, intanto grazie per aver accettato questa intervista, so che stai attraversando un momento professionalmente difficile, non è facile restare al centro dell’attenzione in questi casi. Molti scelgono il silenzio cercando di metabolizzare quanto è successo, tu hai deciso con coraggio, accettando questa intervista, di far valere le tue ragioni mettendole a conoscenza di tutti gli appassionati che seguono questo blog.

Vorrei tuttavia, prima di iniziare la nostra chiacchierata, raccontare un breve fatto accaduto lo scorso week end durante un torneo al quale ho partecipato. Mi trovavo vicino ad un tipo che giocava contro un ragazzino che credeva non avesse Elo FIDE. Dopo poche mosse, il signore sussurra al ragazzo: “ma tu non hai Elo FIDE vero?”  il ragazzo risponde “certo che ce l’ho”. A quel punto sento il tipo lamentarsi tra se perché a suo dire aveva fatto una apertura stravagante… voleva far vincere quel ragazzino dato che faceva parte del suo stesso circolo. Preciso che il tutto è avvenuto sotto gli occhi dell’arbitro che nel frattempo era intervenuto per veder se c’erano problemi sulla scacchiera; intanto la partita prosegue e dopo una 15 di mosse il ragazzo, probabilmente infastidito dal comportamento dell’avversario, cade in un tatticismo e abbandona. Ricordo che la stessa persona anni fa concesse una patta poche mosse prima del matto ad un bambino che era al primo torneo con la stessa motivazione: “tanto non ha Elo FIDE…”.

[T.D.S.] Questo per esprimerti, Pier Luigi, la mia opinione… Personalmente ritengo infatti che una sconfitta sia molto più istruttiva che una patta o una vittoria regalata con questi pretesti; bisogna ripartite da qui per costruire una cultura diversa che faccia crescere le nuove leve non solo tecnicamente ma anche dal punto di vista etico e morale?

[P.L.B.] Quello che hai appena citato è un episodio molto spiacevole.

Episodi come questo , a prescindere che siano veri o meno, dovrebbero farci riflettere tutti.

Per dare la possibilità ai giovani di crescere è necessario farli vivere in un clima sano e istruttivo. Penso sia inutile dire che qualsiasi forma di scorrettezza, non può far altro che creare danni alla persona stessa e all’intero movimento.

Il clima che si è creato ora nel movimento scacchistico italiano non può favorire nessuno.

Processi di massa e non tenuti singolarmente, sanzioni cautelari senza giusto processo ( per poi essere revocate l’udienza successiva), membri della Federazione che si rifiutano di parlare con certi giocatori.

Tutto questo non aiuta nessuno. Non aiuta nemmeno a creare un senso etico o morale nel movimento.

Mi accorgo di quanto negativo sia questo clima, quando penso alla quantità di tempo e di risorse che hanno, che abbiamo, in molti dedicato a processi, lotte o battaglie nell’ultimo anno.

Purtroppo episodi sconvenienti succedono molto spesso nel mondo degli scacchi, e non mi riferisco solo a quelli fatti in malafede, ma anche quelli che si fanno normalmente, come se fosse consuetudine.

Basti pensare alle patte d’accordo pre- partita. Molti giocatori, anche molti membri della nazionale, sono addirittura arrivati a dirmi che secondo loro non è contro il regolamento pre-accordare una patta.

Ma, che differenza fa pre-accordare una vittoria, una sconfitta o un pareggio? Che differenza fa se il risultato pre-deciso favorisce entrambi? Nessuna.

È qui che si dovrebbe cambiare. Nessuna forma di scorrettezza dovrebbe essere accettata, o difesa.

In passato, e lo si può notare dall’esito della sentenza, ho difeso alcune persone quando mi si parlava di loro atteggiamenti scorretti. Le ho difese non perché difendevo i loro atteggiamenti, ma perché facevo notare ai miei interlocutori di quanto ipocriti fossero, quando loro stessi adottavano usualmente altre forme di scorrettezza.

Noi giocatori di livello dobbiamo comunque dare l’esempio. Se in passato ci sono stati dubbi, litigi o altri tipi di vicende tra qualcuno, penso sia il momento di mettere una pietra sopra e di riniziare con un atteggiamento molto più serio e professionale. Solo così si avrà la possibilità di riniziare.

Quali considerazioni personali ti sei fatto dopo la lettera pubblicata il 10 Febbraio da diversi importanti scacchisti che lamentavano la diffusa compravendita di partite?

Io ora non vorrei criticare diversi miei colleghi, anche perché io stesso ho appena proposto di mettere da parte il passato per ricominciare.

Dei dieci nomi firmatari, sono sicuro che la maggior parte fosse in buona fede, e volesse sul serio contribuire a migliorare il movimento.

Purtroppo mi spaventano molto quelle eccezioni che hanno spinto per la lettera, con il solo scopo di discreditare il nome, diciamocelo, di Andrea Stella.

Andrea Stella è diventato Grande Maestro al torneo di Montebelluna 2017. Ha conquistato la terza norma e guadagnato i punti necessari per superare i 2500.

Mi sono sentito dire in questi mesi affermazioni di tutti i tipi, da quelli che ritenevano che Stella valesse un normale Maestro Internazionale, a quelli che sostenevano addirittura che non sapesse giocare meglio di un normale Candidato.

Orbene io, che di lavoro faccio da secondo, ovvero analizzo aperture, a diversi forti Grandi Maestri, ben mi rendevo conto di quanto queste affermazioni fossero lontane dalla realtà.

Infatti qualche giorno fa ho potuto vedere con grande piacere come Andrea Stella lottava per vincere il campionato italiano (per poi arrivare secondo a pari merito) contro quelli stessi avversari, che appena un mese prima non gli davano alcun credito.

In tutti i settori di questo Paese ci sono ripetuti casi di corruzione, quando qualcosa viene a galla vogliamo il “capro espiatorio”, da garantisti (e spesso complici anche solo per il fatto di far finta di non vedere) diventiamo tutti giustizialisti.

Come ho detto più volte, tra 100 persone non troverai mai 100 santi, ma ci sarà sempre qualche eccezione.

È difficile giudicare chi vede e non parla, perché tu stesso mi hai prima descritto un episodio del quale non hai sporto denuncia nè tu, nè l’arbitro.

Nella nostra federazione vi è l’obbligo di denuncia, ma io non penso che sia giusto imporre una tale responsabilità a tutti i tesserati. Ognuno dovrebbe agire secondo coscenza e secondo buon senso, per decidere se denunciare o meno.

Ci sono state condanne differenti per i diversi imputati, Damia e Naumkin hanno avuto 7 e 6 mesi di stop ma sono stati riconosciuti colpevoli di aver tentato la compravendita di una partita, Mrdja è stato assolto mentre tu hai preso quasi la stessa pena di chi effettivamente ha tentato la combine. Come giudichi, dal tuo punto di vista, questa sentenza?

Per quanto riguarda il mio caso, preferisco non inoltrarmi troppo nei dettagli, in quanto vi è in corso un appello contro questa sentenza. Quello che posso dire è che a noi l’interpretazione della legge proposta dai giudici sembra errata, e la sanzione sembra fin troppo severa.

Inoltre la sentenza ha riportato diverse frasi di dubbio valore avvenute in chat private, spesso con significato metaforico, e prese singolarmente senza richiamare all’intero contesto in cui venivano fatte.

A nostro avviso questi spezzoni non potevano essere riportati, perché danno a chi legge un significato troppo diverso da quello reale in cui sono avvenuti.

Riesci ad immaginare come sarà il tuo futuro rapporto con le istituzioni scacchistiche e con alcuni giocatori protagonisti di questa triste vicenda?

Nonostante possa ritenere scorretti gli atteggiamenti di certe persone, come già detto, da parte mia c’è tutta la volontà di lasciare il passato alle spalle, e di ricominciare,

Sono sicuro che ciò sarà possibile con tutte le persone che sono veramente interessate al bene degli scacchi, e non a battaglie personali.

Mi auguro che le persone con buone intenzioni siano tante.

Dopo quello che ti è successo, hai in mente di rivedere qualcosa riguardo le tue prospettive di carriera o andrai avanti per la tua strada?

Da più di un anno, per diverse vicende personali, ho dovuto rimandare le ambizioni agonistiche.

Il mio lavoro di teorico, e come secondo a diversi forti Grandi Maestri, continua comunque nonostante la squalifica.

Spero comunque di ritrovare molto presto un po’ di tempo da dedicare a me stesso, e di poter ricominciare a lavorare per continuare a salire di livello.

Vorresti spendere due parole verso quei giovani e giovanissimi che si stanno affacciando al mondo degli scacchi?

Rispetto al passato, ora possiamo sperare in diversi giovani.

Daniele Vocaturo e il campione italiano Luca Moroni sono sicuramente la punta del movimento, ma possiamo comunque sperare in altri giovani come Alessio Valsecchi e Andrea Stella, che da qualche anno hanno riniziato a crescere nononostante un periodo di stop abbastanza lungo per entrambi.

Di giovanissimi ho avuto un’ottima impressione di Francesco Bettalli, che tra qualche giorno giocherà al torneo organizzato dal mio circolo, Vergani Cup 2018, nella quale avrà l’occasione di confrontarsi con diversi giocatori titolati ( alcuni dei quali veramente molto forti, come Jobava, Rapport e Korobov) e avrà quindi anche l’occasione di affermarsi maggiormente nel panorama scacchistico italiano.

Ti ringrazio per la tua disponibilità e cortesia.

Vorrei concludere anch’io ringraziando te, e tutte le persone che ogni giorno lavorano e si dedicano gratuitamente agli scacchi. Questa è la parte migliore del movimento al quale sono fiero di appartenere. Auguro infine a tutti i lettori che dedicheranno il loro tempo per leggere quest’intervista, buone feste e un felice Natale.

avatar Scritto da: The dark side of the moon (Qui gli altri suoi articoli)


5 Commenti a Pier Luigi Basso si racconta

  1. avatar
    The dark side of the moon 24 dicembre 2017 at 17:38

    Ciao Pier Luigi e grazie ancora per aver risposto alle domande.
    Volevo precisare, per quanto riguarda l’episodio da me citato, che la denuncia a mio parere sarebbe stata inutile; correggimi se sbaglio: se un giocatore decide di perdere volontariamente, senza accordo, cosa si può denunciare oltre al comportamento sciocco e diseducativo?
    Ricordo di aver scambiato una occhiata con l’arbitro perché incuriosito dal fatto, poi ho visto l’arbitro che scuoteva la testa con un sorriso amaro mentre si limitava a dire al giocatore in esame di rispettare il silenzio e continuare il gioco.

    E’ invece interessante e ricca di spunti la tua prima risposta sull’argomento, penso che la questione sia concentrata tutta lì. Mentre in nessun altro sport esistono le patte d’accordo (in teoria… ), negli scacchi il risultato a volte si decide tramite “accordo” prima che la partita abbia un “fine giocato” sulla scacchiera. Teoricamente questo “accordo” avviene dopo che la partita ha avuto inizio e non prima, sappiamo però che molte partite finiranno patte anche se non siamo dei maghi…. La parola “accordo” negli altri sport è sinonimo di “combine”, è diventato così anche per gli scacchi?




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    • avatar
      Giancarlo Castiglioni 24 dicembre 2017 at 21:43

      Mi sorprende che ci si faccia ancora certe domande e ancor più di certe risposte.
      Sono comportamenti antisportivi.
      Spiace che che gli scacchi debbano prendere lezioni dal calcio, dove il ridotto impegno è sanzionato e l’accordo per il pareggio prima della partita è un illecito sportivo.
      Il fatto che queste cose siano difficili da provare non è una giustificazione.
      E’ come dire che se non ci si fa prendere è lecito rubare.
      Posso comprendere una patta al mattino dell’ultimo turno con entrambi fuori dai premi.
      Ma anche in questo caso che bisogno c’è di concordarla prima?
      Si può proporre patta alla scacchiera dopo aver giocato una decina di mosse.




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        The dark side of the moon 25 dicembre 2017 at 00:44

        Come avrai notato ho usato un approccio “soft” per stimolare il dibattito, se poni la questione in questo modo, si può concludere che il risultato di oltre il 50% delle partite di scacchi è frutto di una combine implicita o esplicita (a secondo dei casi) tra i contendenti.
        Estremizzare certi concetti è fuorviante e non aiuta la discussione.




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    Cesare 24 dicembre 2017 at 19:35

    Bellissima intervista! Forza Pier Luigi!




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    Icilio Zoppas 24 dicembre 2017 at 20:32

    Penso (o spero) di non essere un moralista, ma trovo questa vicenda veramente sconcertante e triste per come viene delineata dalle motivazioni della sentenza (che ho letto solo ora).
    Mi lascia costernato che sia accaduta nella mia regione ed in un circolo che ho sempre considerato come la punta di diamante dell’attività giovanile.
    Mi auguro:
    i) che la situazione di degrado generalizzato descritta nelle chat private sia esagerata;
    ii) che le persone coinvolte sappiano sinceramente fare ammenda e comportarsi diversamente in futuro (sia alla scacchiera, che lontano da essa).
    Buon Natale.




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