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Adiós, Roberto

Scritto da:  | 27 Aprile 2019 | Un commento | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

In Madrid, ha ceduto ad una lunga quanto insidiosa malattia il Maestro Roberto Mario Arata all’età di soli 63 anni lasciando i 3 figli adorati.
Nato nel 1955 nella città di Quilmes in Argentina, cresce scacchisticamente nel locale circolo e diventa rapidamente un giocatore di talento grazie anche ad un ambiente in pieno fermento con tornei di prestigio.
Successivamente si trasferisce a Buenos Aires dove vede all’opera i più forti Argentini dell’epoca che sono passati alla storia anche per le innovazioni in campo teorico: Najdorf, Panno, Rubinetti, Quinteros per citarne solo alcuni.
Nel 2002 dopo un breve periodo in Spagna si trasferisce definitivamente in Italia a Imperia del cui Circolo Scacchistico (all’epoca con sede nei locali dello storico Caffè Vittoria a Porto Maurizio) diventa socio fino al suo ritorno a Madrid a fine 2015.
In questi 12 anni Roberto ha lasciato il segno in tutti i tornei del panorama Ligure, sia a cadenza classica che rapida, distinguendosi per il suo gioco brillante e efficace. Vince nel 2002 e 2003 il Memorial Ottolenghi a Camogli sbaragliando la concorrenza di numerosi Maestri Internazionali e in seguito vince il torneo Corallo di Imperia (poi Memorial Maria Pia Ruggieri) nel 2008 e 2013.
Più volte Campione Provinciale di Imperia, partecipa con assiduità al blasonato Torneo di Menton (Francia) in cui sfiora più volte il podio.
Il contributo maggiore al Circolo Imperiese lo elargisce però partecipando come 1a scacchiera dal 2007 al 2015 al Campionato Italiano a squadre della cui squadra, promossa in A1 nel 2010/2011 e poi nel 2015 facevano parte in momenti diversi anche i Maestri Faraci e Bonomi ed i MF Stoppa e Formento.
Sempre nel Circolo ottiene lusinghieri risultati come allenatore ed istruttore, lasciando sempre nei suoi allievi vivida impressione per l’amore sconfinato di questo gioco.
Dal 2015, trasferitosi in Spagna,continua a partecipare in vari tornei nella Penisola Iberica (Benindorm, Madrid Ibiza) fino agli ultimi giorni nel Settembre 2018.
Amico, ogni volta che ti penso mi tornano in mente le tue risate e le freddure italo/argentine raccontate nei viaggi tra un torneo e l’altro oppure ribadite quando, scoraggiato dopo una bruciante sconfitta, mi volevi tirare su d’animo..
“Los muertos se cuentan frios” ripetevi quando eri in posizione disperata… ed infatti più volte con difese magistrali e “acrobatiche” sgusciavi via dalla morsa dell’avversario per poi colpirlo inesorabilmente… o anche “yo te voy ensenar que el agua no se mastica” quando con esuberanza giovanile lo canzonavo poiché ritenevo di avere posizione superiore…
Mi piace ricordare di te un aneddoto della tua giovinezza scacchistica a proposito di un certo R.J. Fischer che tu vedesti di persona al circolo di Buenos Aires nel 1971.
“Quel giorno Fischer era al Circolo e stava giocando lampo con Quinteros… ad un certo punto entra un altro socio che annuncia di essersi laureato in Giurisprudenza, ricevendo i complimenti di rito da tutti gli astanti tranne che da Fischer il quale continuava ad osservare meditabondo la scacchiera.
“Con quale valutazione?” chiese ad un certo punto il futuro campione del Mondo senza peraltro voltarsi.
“90 su 100” rispose orgoglioso il neo-Avvocato.
“Una porcheria” concluse tra sé e sé Fischer proseguendo l’analisi della posizione.
Ti sono grato per tutto ciò che mi hai insegnato, talvolta correggendo le mie saltuarie “sbruffonate tattiche” per poi convertirle in visioni strategiche a lungo termine. Ti voglio ricordare col tuo immancabile sorriso e la gioia di vivere che, nonostante le mille difficoltà della vita quotidiana, sapevi mostrare a tutti. Ci mancherai…
Un abbraccio amico mio, da tutti i tuoi amici scacchisti.

La partita che segue vede Roberto nella sua specialità: “chiudere il libro” di fronte a baldi giovani dal brillante avvenire. 7 h4 !? è a dir poco una mossa esuberante che però nasconde un subdolo automatismo, ovvero rispondere alla novità d’istinto con 7..h5?. Da quel momento il nostro Maestro macinerà lentamente il blasonato avversario con mosse precise fino alla capitolazione del monarca Nero.

avatar Scritto da: FM Omar Stoppa (Qui gli altri suoi articoli)


Un Commento a Adiós, Roberto

  1. avatar
    Enrico Cecchelli 29 Aprile 2019 at 17:39

    Ciao Omar ….. Non ho più saputo nulla del maestro e con tristezza apprendo ora da te questa inattesa notizia. Mi associo nel ricordo di una persona mite e buona dalle doti umane altrettanto notevoli quanto quelle scacchistiche.

    1

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