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il nostro piccolo Fischer

Scritto da:  | 25 Maggio 2019 | 4 Commenti | Categoria: C'era una volta, Italiani, Personaggi

“…ha una personalità tormentata. È un uomo onesto e altruista. Ma è assolutamente asociale. Non si adatta al modo di vivere comune. Ha un elevatissimo senso di giustizia e non è disposto a scendere a compromessi, né con la sua coscienza, né con chi lo circonda.
Quasi tutto ciò che fa, nuoce in primo luogo a lui stesso.”

È un estratto della lettera aperta invita da Spassky al Presidente Bush quando Fisher era in prigione in Giappone e gli Stati Uniti ne avevano chiesta l’estradizione.

Mi è capitato di rileggerla e direi che si adatta molto bene a Cosulich nel suo periodo hippie.

Ma i punti di contatto tra Cosulich e Fischer sono molti.

Partiamo dall’inizio, alla primavera 1966.

Andando al circolo mio cugino Enrico Benso ebbe notizia che a Genova era arrivato un nuovo giocatore fortissimo che si era presentato sbaragliando senza difficoltà i migliori giocatori lampo del circolo; era Roberto Cosulich che allora aveva venti anni ed era un bravo ragazzo un po’ timido, educato e gentile che frequentava l’Università in giacca e cravatta.

Si pensava fosse imparentato con i grandi armatori Cosulich, ma non si sapeva niente di preciso.

Era arrivato a Trieste dal Cile nell’autunno 1965 e anche lì, dove in quel periodo c’erano i migliori lampisti d’Italia, si era presentato subito come fortissimo giocatore lampo; è stato curioso scoprire che la sua carriera scacchistica in Italia si apre e si chiude con due vittorie in tornei a tempo rapido: il torneo Regionale lampo a Trieste nel novembre 1965 e il semilampo di Bratto nel maggio 1977 in cui arrivò primo con 8½ 9.

Enrico divenne suo amico, cosa abbastanza naturale, perché era un altro dei pochi giovani che frequentavano il circolo e si videro anche al di fuori dell’ambito scacchistico.

Roberto era molto riservato, andò qualche volta a casa di Enrico, ma non invitò mai Enrico a casa sua, non parlò mai della sua famiglia, padre, madre, eventuali fratelli e sorelle, non parlò mai di come aveva iniziato a giocare a scacchi e con chi.

D’altra parte Enrico intuendo che non gradiva questi argomenti, non gli fece domande.

Presto ebbero l’occasione di incontrarsi in una partita ufficiale.

Enrico Benso vs. Roberto Cosulich 0-1

Genova 14 Maggio 1966 Torneo Cittadino

1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 g6

Il dragone accelerato una delle armi preferite da Cosulich.

5.Ae2 Ag7 6.Ae3 Cf6 7.Cc3 0-0 8.Dd2 d5!

Enrico allora seconda nazionale e sicuramente fuori dal suo repertorio di aperture si arrangia giocando mosse naturali senza troppe pretese, Cosulich reagisce con la tematica spinta centrale della Siciliana risparmiando il tempo di d6. Stockfish da addirittura un minimo vantaggio al nero, ma lo trovo eccessivo, io darei parità.

9.exd5 Cb4?

Qui Cosulich esagera, vuole troppo dalla posizione cercando di portare un cavallo in d5 per attaccare l’Alfiere e3.

Si doveva continuare semplicemente con 9…Cxd4 10.Cxc6 bxc6 11.Cxd5 cxd5 12.c3 a5 e il nero è preferibile.

10.d6!

Sorpresa! Anche se non era difficile da vedere; adesso non ci sono mosse buone, sia 9…Cbd5 10.dxe7 che 9…exd6 10.0-0-0 finiscono per perdere un pedone.

10… Dxd6?! 11.Ccb5 Dc5 12.c3 Cbd5 13.Ce6 Dxb5?!

Oggettivamente era meglio 13…Dc6 14.Cxf8 Cxe3 15.Dxe3 Dxg2 16.0-0-0 Af5! Forse questa era sfuggita a Cosulich; perdevano subito sia 16…Axf8 17.Af3 Dh3 18.Td8 che 16…Rxf8 17.Td8+ Ce8 18.Txe8+! Rxe8 19.Cc7+ Rf8. Dopo 16… Af5! si doveva continuare con 17.Thg1 De4 18.Dxe4 Cxe4 19.Cd4! Rxf8 20.Cxf5 gxf5 La posizione del bianco è vinta ma lo svantaggio materiale è solo di un pedone per la qualità ci sono buone possibilità di resistenza.

Cosulich cede la donna per due cavalli; con i pezzi ben sviluppati e senza debolezze vi sono delle difficoltà tecniche, che spera l’avversario molto più debole non sia all’altezza di risolvere.

Il +3 di Stockfish non significa molto in questo tipo di posizioni, vincere è molto più difficile di quanto sembri.

14.Axb5 Axe6 15.Ad4 Tfd8 16.0-0 a6 17.Aa4 Tac8 18.Ac2 Cc7 19.De2 Cb5 20.Ab3?!

Stockfish ritiene giustamente migliore 20.Axf6 Axf6 21.Ab3 Ad7 22.Tfd1 Cd6 evitando di crearsi debolezze; però anche il nero non ha debolezze e non si sa bene come continuare.

Enrico, che era un po’ sconvolto essendo in posizione vinta con un giocatore tanto più forte, preferisce cedere un pedone per aprire delle colonne, cambiare pezzi e risolvere la situazione. La mossa giocata non è criticabile.

20…Cxd4 21.cxd4 Axb3 22.axb3 e6 23.Tfc1 Cd5

Infatti Cosulich preferisce rinunciare a prendere il pedone con 23…Txc1 24.Txc1 Txd4 per mantenere la posizione più complicata; stockfish consiglia addirittura la difesa passiva con 23…Tb8 evitando il cambio di una coppia di torri.

24.Tc4 b5 25.Txc8 Txc8 26.g3 Axd4 27.Txa6 Rg7 28.Dxb5?

Tutto bene fin qui ma questo è un errore. Giusta l’idea di barattare il pb5 con il pb2, ma non è così semplice. Meglio la mossa intermedia 28.Dd3 per far spostare l’alfiere seguita da 28.Dxb5 oppure il seguito 28.b4 Tc1+ 29.Rg2 Tc4 30.Ta5 Txb4 31.Txb5 Txb5 32.Dxb5 Af6 33.Db7 Ae7 suggerito da stokfish.

Questa è la posizione chiave, che si può raggiungere in diversi altri modi, a volte senza il cambio delle torri, che il bianco può forzare anche se non sono sicuro gli convenga.

Il nero ha costruito una fortezza ed il pedone “b” non può avanzare perché la casa b4 è controllata da 2 pezzi. Stockfish valuta il bianco oltre +3 ma non ha un piano per vincere.

28.Tc1+ 29.Rg2 Tc2 30.Df1?? abbandona

Fatta la frittata, Enrico abbandona subito dopo aver fatta la mossa accorgendosi che il pf3 è inchiodato e 30…Ce3+ guadagna la donna.

Si doveva ripiegare su 30.Dd3 Txf2+ 31.Rh1 Af6 32.Ta1 h5 33.Tf1 Txb2 34.Tb1 Txb1 35.Dxb1 Ae7 raggiungendo la stessa posizione della nota precedente, ma con il pf2 in meno.

Il tentativo di portare il Re ad attaccare f7 fallisce perché il nero ha sempre lo scacco Cf6+ per allontanarlo. Rimane il piano di spingere i pedoni “g” e “h” per cambiarli con gli omologhi neri, ma anche questo non mi sembra sia sufficiente per vincere.

Probabilmente dalla posizione in cui c’era ancora il pedone “f2” questo piano avrebbe avuto successo.

Una partita interessante giocata meglio di quanto non sembri a prima vista.

Oltre un anno dopo questa partita incontrai Enrico che mi raccontò che avrebbe giocato ancora contro Cosulich col bianco e ci mettemmo a ragionare su come sarebbe stato il modo migliore di contrastare la sua probabile siciliana; non ci sembrava una buona idea seguire le vie battute, pensammo a 2.c3 poi suggerii 2.c4 con l’idea di bloccare la posizione.

L’idea piacque subito ad Enrico e decise di adottarla.

Studiammo un po’ i possibili sviluppi; l’idea strategica è semplice: uscire dalle vie battute e fare le barricate.

Enrico Benso vs. Roberto Cosulich 0-1

Genova 15 Dicembre 1968 Torneo a squadre

1.e4 c5 2.c4 Cc6 3.Ce2 g6 4.Ccf3 Ag7 5.g3 e6 6.Ag2 Cge7 7.0-0 a6 8.d3 Tb8 9.Tb1 b5 10.b3 0-0 11.Ae3 d6 12.Dd2 b4 13.Cd1 Cd4 14.Cxd4 cxd4 15.Ah6 e5 16.Axg7 Rxg7 17.f4 f6

Il nero ha un po’ più di spazio e una buona casa per il cavallo in c5, più decorativa che pericolosa, almeno per ora. Il bianco ha realizzato la prima parte del suo obbiettivo cambiando un paio di pezzi e raggiungendo una posizione solida con poche possibilità di complicazioni tattiche. Il suo unico problema è dove piazzare il cavallo; .stokfish suggerisce di parcheggiarlo in b2 tenendo d’occhio la spinta di rottura sulla colonna “a” che prima o poi il nero tenterà, ma ammette che metterlo in f2 fa pochissima differenza.

18. Cf2 Ae6 19.Ah3 Af7 20 Rh1

Contro un altro avversario probabilmente Enrico avrebbe giocato 20.Tc1 con l’idea di spingere in c5, aprire la colonna e prendere l’iniziativa, notando anche che l’Ah3 controlla la base della colonna c8.

20…Cc6 21.Cg4

Era meglio 21.fxe4.

21… h5

il nero avrebbe dovuto catturare con il cavallo con posizione al massimo pari. Perdendo tempo andando avanti e indietro con il cavallo, il bianco lascia al nero un minimo vantaggio.

22.Cf2 Th8 23.Tg1 h4 24.f5 hxg3 25.Tg3 g5 26.Rg2 a5 27.Ag4 Tb7 28.Th1 Th4 29.Th3 Dh8 30.Txh4 Dxh4 31.h3 Cb8 32.Cd1 Ca6 33.Cb2 Ae8 34.Df2 Dxf2 35.Rxf2 Cc5 36.Ad1 Ta7 37.Rg3 a4

Il nero si è convinto che l’unica possibilità di sfondare è la spinta del pedone “a” ed ha fatto tutto il possibile per prepararla, ma è tutto pronto anche in difesa.

38.Cxa4??

Errore incomprensibile: con la presa di pedone si forzava il cambio dei pezzi minori e il finale di torri era assolutamente patto. 38.bxa4 Cxa4 39.Cxa4 Axa4 40.Axa4 Txa4 41 Th2 Ta3 42.Td2

38…Axa4 39.bxa4 Cxd3

Con la caduta del pd3 la partita è persa; Cosulich non perde tempo a catturare il pedone di vantaggio, preferisce giocare con il cavallo contro l’alfiere e liberare i pedoni centrali.

40.h4 Cc5 41.Rf3 g4+ 42.Rxg4 Cxe4 43.Rf3 Cc3 44.Tg1+ Rf7 45.Ab3 e4+

I due pedoni liberi centrali vincono, inutile contare i pedoni.

46.Rf2 Te7 47.h5 Te5 48.h6 Txf5 49.Re1 Th5 50.c5+ d5 51.Tg7+ Re6 52.h7 d3 53.Rf1 d2 54.Rf2 Th1 55.Axd5+ Rxd5 56.abbandona.

Più di quello di Roberto è interessante commentare il gioco di Enrico.

Da queste partite si vede già chiaramente l’andamento di tutta la sua carriera scacchistica: buon livello di gioco e risultati molto inferiori alle possibilità, partite spesso rovinate da errori incomprensibili; già allora il gioco era almeno a livello candidato maestro, categoria raggiunta faticosamente dopo anni di tornei.

Nella tabella i risultati di Cosulich nella prima parte della sua carriera in Italia

Ì’è1

11

1965 Trieste Lampo

Torneo Regionale Lampo

2

11

1965 Trieste Lampo

Camp. Sociale Lampo SS Triestina

3

1965 Trieste Campionato sociale

16

17

SS Triestina

4

1

1966 Trieste Lampo

11 su 11

5

3

1966 La Spezia magistrale

3°-5°

5½

9

6

3

1966 La Spezia 3° CI Lampo

9 su 11

7

4

1966 Monticelli Terme 7° CI squadre

xx

4

7

Trieste 3° squadra

8

6

1966 Rovigo magistrale

6°-8°

5

9

promosso maestro

9

9

1966 Imperia open

7°-12°

5½

9

10

3

1967 La Spezia magistrale

6½

9

11

3

1967 La Spezia 4° CI Lampo

8 su 11

12

6

1967 Recoaro Terme 8° CI squadre

4

5

Filipovic, Cosulich, Daveglia, Gioulis, Kovacic

13

7

1967 San Benedetto del Tronto magistrale italiana

7

9

14

3

1968 La Spezia 5° CI Lampo

9 su 9

15

9

1968 Imperia open

7°-13°

5½

9

16

6

1969 Genova match GE – TO

xx

1

1

17

7

1969 San Benedetto del Tronto 30° CI

7½

10

18

11

1969 Fanano 9° CI squadre

xx

?

?

Trieste

19

3

1970 La Spezia open

7°-10°

5

9

20

3

1970 La Spezia 7° CI Lampo

9 su 11 primo Giustolisi per Sonneborg

21

4

1970 Alassio open

7°-9°

5

7

22

5-6

1970 Sottomarina 31° CI

2°-4°

6½

10

23

8

1970 Bari inviti

8

15

Tatai, Paoli, Primavera R., Zichichi, Cosulich, Romani

24

10

1970 Marostica 10° CI squadre

Porreca Grassi Damele Resaz ? Su IS Cosulich manca

(continua… )

avatar Scritto da: Giancarlo Castiglioni (Qui gli altri suoi articoli)


4 Commenti a il nostro piccolo Fischer

  1. avatar
    fabrizio 25 Maggio 2019 at 23:47

    Ricordo anch’io l’arrivo al circolo Amatori di Genova di quel giovane timido e introverso che era Roberto Cosulich, pressoché mio coetaneo. Si dimostrò subito di un livello superiore e non ebbi la fortuna di poterlo incontrare sulla scacchiera; ricordo però un suo sintetico e diplomatico commento sull’apertura (quasi certamente sbagliata!) di una mia partita: disse semplicemente “interessante” !
    A Giancarlo: scopro adesso che Benso, che ho conosciuto allora, sia tuo cugino. Un saluto a te e lui. Fabrizio

    1
    • avatar
      Giancarlo Castiglioni 26 Maggio 2019 at 17:50

      Sono sempre in contatto con Enrico che ha completamente abbandonato gli scacchi da moltissimo tempo.
      Credo che la sua ultima partita sia stata anni fa per far colpo su una modella russa amica di sua figlia.
      Giocava discretamente e si aspettava di vincere, ma ovviamente non era in grado di metterlo in difficoltà.

      1
  2. avatar
    Enrico 2 Luglio 2019 at 17:46

    Vidi giocare Cosulich al Torneo Internazionale di Caorle del luglio 1973 (se la memoria non mi tradisce).Hippy silenzioso,con la borsa di maglia con le frange.E siccome avevo i capelli lunghi,facevo il tifo per lui.

  3. avatar
    Chess 4 Luglio 2019 at 23:12

    Ottimo articolo

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