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Fino a quando la mia stella brillerà

Scritto da:  | 5 Novembre 2019 | 44 Commenti | Categoria: Zibaldone

Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte. Quando ci chiamavano sapevamo che era per decidere se eravamo ancora utili e potevamo andare avanti, o se eravamo vecchi pezzi irrecuperabili. Da buttare. Era un momento terribile. Bastava un cenno ed eri salvo, un altro ti condannava. Dovevamo metterci in fila, nude, passare davanti a due SS e a un medico nazista. Ci aprivano la bocca, ci esaminavano in ogni angolo del corpo per vedere se potevamo ancora lavorare. Chi era troppo stanca o troppo magra, o ferita, veniva eliminata. Bastavano pochi secondi agli aguzzini per capire se era meglio farci morire o farci vivere. Io vedevo le altre, orrendi scheletri impauriti, e sapevo di essere come loro. Gli ufficiali e i medici erano sempre eleganti, impeccabili e tirati a lucido, in pace con la loro coscienza. Era sufficiente un cenno del capo degli aguzzini, che voleva dire “avanti”, ed eri salva. Io pensavo solo a questo quando ero lì, a quel cenno. Ero felice quando arrivava, perché avevo tredici anni, poi quattordici. Volevo vivere. Ricordo la prima selezione. Dopo avermi analizzata il medico notò una cicatrice. «Forse mi manderà a morte per questa…» pensai e mi venne il panico. Lui mi chiese di dove fossi e io con un filo di voce ma, cercando di restare calma, risposi che ero italiana. Trattenevo il respiro. Dopo aver riso, insieme agli altri, del medico italiano che mi aveva fatto quella orrenda cicatrice, il dottore nazista mi fece cenno di andare avanti. Significava che avevo passato la selezione! Ero viva, viva, viva! Ero così felice di poter tornare nel campo che tutto mi sembrava più facile. Poi vidi Janine. Era una ragazza francese, erano mesi che lavoravamo una accanto all’altra nella fabbrica di munizioni. Janine era addetta alla macchina che tagliava l’acciaio. Qualche giorno prima quella maledetta macchina le aveva tranciato le prime falangi di due dita. Lei andò davanti agli aguzzini, nuda, cercando di nascondere la sua mutilazione. Ma quelli le videro subito le dita ferite e presero il suo numero tatuato sul corpo nudo. Voleva dire che la mandavano a morire. Janine non sarebbe tornata nel campo. Janine non era un’estranea per me, la vedevo tutti i giorni, avevamo scambiato qualche frase, ci sorridevamo per salutarci. Eppure non le dissi niente. Non mi voltai quando la portarono via. Non le dissi addio. Avevo paura di uscire dall’invisibilità nella quale mi nascondevo, feci finta di niente e ricominciai a mettere una gamba dietro l’altra e camminare, pur di vivere. Racconto sempre la storia di Janine. È un rimorso che mi porto dentro. Il rimorso di non aver avuto il coraggio di dirle addio. Di farle sentire, in quel momento che Janine stava andando a morire, che la sua vita era importante per me. Che noi non eravamo come gli aguzzini ma ci sentivamo, ancora e nonostante tutto, capaci di amare. Invece non lo feci. Il rimorso non mi diede pace per tanto, tanto tempo. Sapevo che nel momento in cui non avevo avuto il coraggio di dire addio a Janine, avevano vinto loro, i nostri aguzzini, perché ci avevano privati della nostra umanità e della pietà verso un altro essere umano. Era questa la loro vittoria, era questo il loro obiettivo: annientare la nostra umanità.

avatar Scritto da: Liliana Segre (Qui gli altri suoi articoli)


44 Commenti a Fino a quando la mia stella brillerà

  1. avatar
    fabrizio 6 Novembre 2019 at 14:41

    E pensare che in Germania (ma non solo!) i neonazisti stanno diventando una forza politica non trascurabile! Ma per loro Liliana Segre e tutti gli altri testimoni e vittime non esistono. Che tristezza!!

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    Fabio Lotti 6 Novembre 2019 at 22:17

    Mala tempora currunt…

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      Patrizia 7 Novembre 2019 at 22:14

      Quanto è triste Signora il suo racconto :si percepisce tutto l’orrore di una tragedia vissuta,la sua assoluta verità.
      Mi piace,tuttavia,credere come Anna Frank nella fondamentale bontà dell’uomo e che tutto il male,anche quello che lei sta vivendo (incredibilmente!) in questi giorni sia legato all’ignoranza bruta.

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    Giancarlo Castiglioni 8 Novembre 2019 at 16:34

    Una mia curiosità: come mai Liliana Segre scrive su SoloScacchi?
    Gioca a scacchi?

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      La redazione di SoloScacchi 8 Novembre 2019 at 17:23

      Grazie Giancarlo per la precisazione. Si tratta di un brano tratto appunto da “Fino a quando la mia stella brillerà” scritto da Liliana Palumbo che ha raccolto questa e altre toccanti testimonianze di Liliana Segre. Ringraziamo le Autrici e l’Editore per la gentile disponibilità.

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    The dark side of the moon 10 Novembre 2019 at 13:46

    Mi sono domandato spesso se coloro che oggi si definiscono fascisti, nazisti o feccia varia siano solo ignoranti o anche malati di mente.
    Parlando con qualche demente mi è capitato di ricordare le atrocità commesse da questi regimi forgiati da una ideologia criminale.
    Rispondono quasi tutti allo stesso modo: “ma il comunismo ha fatto peggio eppoi la storia la fanno i vincitori…”
    Cosicché dopo diverso tempo ho capito che chi ancora oggi si definisce fascista o naziol socialista è oltre che un ignorante ANCHE un malato di mente.

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      Giancarlo Castiglioni 10 Novembre 2019 at 17:55

      Per me il meccanismo è un altro.
      Al giorno d’oggi dichiararsi ateo o omosessuale non scandalizza più nessuno.
      Dichiararsi fascista o nazista è l’unico modo di scandalizzare i benpensanti, come te.

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        Paolo 10 Novembre 2019 at 19:01

        Giancarlo, atei e omosessuali sono persone come noi, come i calvi, i magri, i biondi, come tutti.
        Fascisti e nazisti no: sono persone che fanno dell’odio, della violenza, della prevaricazione il loro credo ed il loro stile di vita.
        La differenza sta tutta qua, che dici?

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          Giancarlo Castiglioni 10 Novembre 2019 at 22:14

          Non capite proprio nulla di quello che scrivo.
          Provate a rileggere, poi ne riparliamo.

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            Patrizia 10 Novembre 2019 at 23:13

            Caro Giancarlo,non capisco che bisogno ci sia di scandalizzare i benpensanti.
            Chi sono i benpensanti e cosa pensano? Che male c’è ad esserlo? Che gloria c’è a fare il male, a provocare il dolore?

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              Giancarlo Castiglioni 11 Novembre 2019 at 09:13

              Una domanda che non dovresti fare a me, ma a quei pochi ragazzotti ignoranti che si dichiarano fascisti e nazisti, senza saper neanche bene cosa significa.
              I benpensanti sono di diversi tipi.
              Quello di destra va in chiesa la domenica e si scandalizza per atei e omosessuali.
              Quello di sinistra legge i giornali giusti, vede i dibattiti televisivi giusti e si scandalizza per i ragazzotti ignoranti.
              Non so che gusto ci trovino, ma scandalizzare i benpensanti piace.
              Anche chi si traveste per il gay pride lo fa.

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        The dark side of the moon 10 Novembre 2019 at 20:48

        Eccolo che abbocchi subito.
        Il tuo problema è che non hai coraggio di dichiararti fascista; dovresti farlo, sarebbe più corretto nei confronti dei tuoi interlocutori ma anche nei confronti di te stesso: ti toglieresti di dosso quella vigliaccheria tipica dei fascisti che cercano sempre di mettere sullo stesso piano argomenti differenti tra loro.
        Il commento che hai scritto è imbarazzante per la tua intelligenza.
        Te ne rendi conto?

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      fabrizio 11 Novembre 2019 at 10:32

      Scusami Dark, ma per una volta non sono affatto d’accordo con il tono del tuo post: mettendo l’enfasi “su chi” fa certe affermazioni e non “su cosa” dice, commetti l’errore tipico dei fascisti, che ricercano spesso motivazioni razziali, genetiche, mentali o quant’altre del genere, per denigrare e considerare “inferiori” i loro bersagli.

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        The dark side of the moon 11 Novembre 2019 at 13:49

        Ciao Fabrizio, ho detto che il commento scritto è imbarazzante per l’intelligenza della persona.
        Anche se non lo conosco personalmente, non reputo Giancarlo uno stupido e se lo reputassi tale non mi permetterei mai di dirglielo tramite un post: non ho la presunzione di ergermi a giudice per il semplice fatto che non lo sono, preferisco concentrarmi sulle mie mancanze.
        Sul fascismo non transigo però e preferirei dato le numerose esternazioni di Giancarlo sull’argomento, che ci si dichiarasse chiaramente da che parte si sta senza mischiare argomenti che nulla hanno a che fare.
        Il fascismo è un crimine senza se, senza ma.

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          DURRENMATT 11 Novembre 2019 at 14:47

          … grazie ai “soggettoni” come te il fascismo slitta di significato e si trasforma nel più performante strumento di legittimazione dell’euroliberismo. Questo lo hanno capito pure i lemuri. Per me sei un “soggetto” pericoloso.

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    fabrizio 11 Novembre 2019 at 14:36

    Caro Dark, la mia osservazione si riferiva al post del 10 /11 , ore 13.46; a mio parere si può (ed anch’essa entro certi limiti, dipendenti dalle cause che l’hanno prodotta!) criticare l’ignoranza, assolutamente no una eventuale “malattia mentale”.

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      The dark side of the moon 11 Novembre 2019 at 19:45

      Fabrizio, purtroppo non penso sia solo una questione di ignoranza.
      Probabilmente il definire “malato mentale” chi nel 2019 si professa nazifascista è stata una mia provocazione per stimolare il dibattito ma già discutere di cose che dovrebbero essere ovvie è una sconfitta per la civiltà attuale.
      Praticamente tutti sanno dei campi di sterminio, tutti sanno che il nazifascismo è una dottrina politica che si basa sull’odio, che teorizza l’eliminazione del “diverso”.
      Come definiresti chi simpatizza verso questa ideologia criminale?
      PS.
      Ho avvisato in passato l’individuo con l’avatar verde che non gli avrei dato più attenzione visto il livello dei suoi commenti, se vuole continuare a scrivere stupidaggini è libero di farlo ma sappia che se vuole essere preso in considerazione dovrà rivolgersi ad altri utenti che avranno la pazienza di rispondergli.

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        fabrizio 11 Novembre 2019 at 21:37

        Caro Dark, definire con chiarezza assoluta chi sia un “fascista” (come anche un “socialista”, un “comunista”, un “liberale” ) non mi sembra del tutto facile; si debbono prendere in considerazione tanti aspetti sia di pensiero che di comportamento. Mi sembra controproducente, però, etichettare come “ignoranti” e “malati mentali” chi non la pensa come noi. Per tentare di definire il termine fascista (o altri termini analoghi) si può prendere in esame la “visione del mondo” connessa alle diverse tipologie di mentalità: non mi sembra si possa dubitare che il “fascista” classico abbia una visione autoritaria, guerresca e intollerante della società, che la sua regola di base sia la legge del più forte (credendosi ovviamente di esser tale), che “il più forte” debba comandare e guidare le masse degli uomini comuni, ridotti a meri strumenti della “grandezza della Patria”, che i deboli e gli oppositori debbano in qualche modo esser messi a tacere. In sostanza la visione fascista è l’antitesi della democrazia. A qualcuno, e il passato lo dimostra, piace questa visione: sono i fascisti convinti, che la razionalizzano e la giustificano; ci sono poi, e probabilmente sono grande la maggioranza, quelli che si accodano su basi istintive (l’aggressività e il desiderio di prevalere con la forza sono certamente insite nella natura umana): in tali casi l’ignoranza e la scarsa cultura aiutano molto (ma questo vale sempre, per ogni convinzione politica o religiosa, quando qualcuno pretende di aver lui la verità assoluta).

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          Giancarlo Castiglioni 12 Novembre 2019 at 21:51

          Concordo, il termine “fascista” ha molti significati.
          Sotto l’etichetta fascista c’era di tutto, anche persone con idee quasi agli antipodi tra di loro.
          C’erano nazionalisti, agrari, conservatori, contadini, operai, sindacalisti.
          Mussolini è sempre rimasto in cuor suo socialista.
          Poi c’erano molti che hanno preso la tessera perché serviva per poter lavorare.

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        Giancarlo Castiglioni 11 Novembre 2019 at 23:13

        Non vorrei essere noioso, puoi pensarla come vuoi, ma se citi avvenimenti storici devo fare delle puntualizzazioni.
        “Tutti sanno dei campi di sterminio”, ma forse tu non sai che il fascismo non ha niente a che fare con i campi di sterminio.
        Ho recentemente riletto “Hotel Meina” che parla degli ebrei uccisi da reparti SS nella zona tra Arona e Baveno nel settembre ’43.
        Io sono di quelle parti, mia mamma abitava al di la della strada e ha assistito da lontano agli avvenimenti.
        Buona parte degli ebrei uccisi avrebbero potuto nascondersi senza difficoltà, ma non lo fecero perché si sentivano al sicuro in quanto cittadini italiani.
        Infatti fu così fino al 8 settembre; non si resero conto che dopo l’armistizio lo stato italiano non contava più nulla e i tedeschi potevano fare quel che volevano.
        Sto leggendo “Kruscev ricorda” e mi è venuto da pensare sul differente destino dei gerarchi in disgrazia nell’Italia di Mussolini e nella Russia di Stalin.
        Nel primo caso venivano mandati a fare l’ambasciatore in Inghilterra (Grandi) o il governatore in Libia (Balbo).
        Nel secondo venivano arrestati con accuse ridicole, torturati, costretti a confessare e alla fine fucilati.
        La differenza tra i due regimi non potrebbe essere più chiara.

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          Mongo 12 Novembre 2019 at 00:37

          Giancarlo, non ricordo più dove i fascisti mandarono Gramsci e Matteotti a fare gli ambasciatori. Sei assai ridicolo quando cerchi di salvare in corner l’insalvabile.
          Paragonare i regimi di Mussolini e di Stalin dicendo che il primo era migliore del secondo è un errore; erano due porci come i loro seguaci e come li osanna ancora oggi.
          Mussolini fu l’ispiratore di Hitler, altro porco immenso, mentre Stalin con la sua pazza idea del comunismo in un solo stato, l’Unione Sovietica, tradì i principi scritti da Marx.

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          fabrizio 12 Novembre 2019 at 10:33

          Giancarlo, stai veramente mettendo a dura prova chi vorrebbe difendere la tua razionalità, intelligenza e conoscenza della storia, che tu citi in continuazione (ma troppo spesso assai unilateralmente).

          “forse tu non sai che il fascismo non ha niente a che fare con i campi di sterminio.” : stai dicendo che il complice che fa il “palo” non ha niente a che fare con il furto? che le leggi razziali del 1938 erano un favore nei confronti degli ebrei? che i rastrellamenti delle squadre fasciste della RSI nei confronti degli ebrei non ci sono mai stati? che l’articolo 7 («Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica») del manifesto di Verona (il programma sintetico della RSI) è un falso?

          “Buona parte degli ebrei uccisi avrebbero potuto nascondersi senza difficoltà, ma non lo fecero perché si sentivano al sicuro in quanto cittadini italiani.”
          Al solito (ne abbiamo già parlato riguardo Allende) per te sono le vittime i veri colpevoli, visto che hanno fiducia nei loro diritti di esseri umani e che non sono abbastanza furbi, anzi sono spesso stupidi idealisti come Gobetti, Matteotti, i fratelli Rosselli, Gramsci, Leone Ginzburg, ecc .

          Rimango inoltre esterrefatto dal tentativo di difendere implicitamente il fascismo dicendo che lo stalinismo era peggiore: il confronto e graduatoria tra regimi dittatoriali e criminali (fascismo, nazismo, stalininismo, polpotismo, e simili) è orribile, logicamente e moralmente assurdo: le malefatte di un regime non assolvono quelle di un altro. Non c’è da fare distinguo e graduatorie.

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            Doroteo Arango 12 Novembre 2019 at 11:30

            Povero Dumini… lui guidava tranquillo il suo taxi e gli è capitato a bordo un tipaccio come Matteotti!
            Idem Gramsci… soggiorno gratuito nei migliori alberghi littori e manco un minimo di riconoscenza :(

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            Giancarlo Castiglioni 12 Novembre 2019 at 21:26

            Mi pare ovvio che il fascismo va giudicato per quanto ha fatto quando era al potere. La RSI era uno stato fantoccio dove comandavano i tedeschi.
            Ho citato l’episodio di Meina per far capire quanto gli ebrei si sentissero al sicuro in Italia.
            Molti degli ebrei uccisi a Meina erano greci di Salonicco che il consolato italiano aveva protetto dai tedeschi ed erano venuti in Italia perché qui si sentivano al sicuro.
            Che io dia la colpa a loro per essere morti è una tua fantasia.
            Ovvio che i delitti di uno non diminuiscono i delitti dell’altro, ma non puoi dire semplicemente che lo stalinismo era peggiore del fascismo.
            Era incomparabilmente peggiore, di molti ordini di grandezza, un paragone non è nemmeno concepibile.
            Adesso si tende a giudicare il fascismo con il metro di oggi, ma non è corretto, va giudicato con il metro del suo tempo.
            Per farlo quindi è necessario vedere cosa succedeva allora negli altri stati europei.
            Un discorso lungo, non so se vi interessa.

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          Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 15:26

          Anche la figliuola di Jurovsky (l’esecutore materiale dell’assassinio dei Romanov ,per “riconoscenza” fini in un campo di rieducazione.Molti Ebrei sostenevano il fascismo e per un po’di tempo Mussolini sostenne l’embrione del futuro stato Ebraico….che aveva pensate un po’fra i suoi principali partner commerciali…La Germania Hitleriana sino a tutto il 1943,nonostante Hitler continuasse la sua politica antiebraica ufficialmente…….La storia è complessa.Poi non è mica certo che Dumini agi’su ordine scritto di Mussolini riguardo Matteotti,Puo’essere che Mussolini non avesse mai ordinato l’omicidio..Piuttosto.Dumini era American can per parte di madre…E puo’darsi che Matteotti sia stato ucciso,per la questione del petrolio Gli inglesi c’entrano!

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            Doroteo Arango 12 Novembre 2019 at 15:32

            Antonio, ti sei mica dimenticato di dire che Cicciolina è ancora vergine?!? =))

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            Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 15:34

            E poi ci si dimentica l’ausilio che fino al 1938 inoltrato Mussolini diede per 5 anni alla formazione della marina del futuro stato Ebraico,attraverso la scuola marittima di Civitavecchia.Tutti eventi che la storiografia ufficiale omette di dire ,fa finta di dimenticare perchè la documentazione c’è eccome.Come è vero pure che Mussolini si adopero’per salvare gli Ebrei anche dopo il 43.E che l’embrione del futuro stato Ebraico sostenne la nostra politica aggressiva in Etiopia nel 1936.(Proprio per riconoscenza la scuola marittima di Civitavecchia sotto il comando del Capitano Fusco accetto di formare la futura marina Israeliana.

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              Paolo 12 Novembre 2019 at 16:02

              In sostanza di cosa stai cercando di convincerci/ti? Che Mussolini è stato il più grande statista che siamo riusciti ad esprimere? =))

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                Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 16:13

                sto’solo dicendo che la Storia è complessa e che non si puo’ridurre tutto ad un combattimento fra i buoni e i cattivi.Mussolini è stato uno statista competente e capace che ha fatto cose buone ,meno buone ed ha commesso anche gravissimi errori,e che a causa di una serie di errori politico strategici evitabilissimi(primo fra tutti fidarsi di Hitler e di Churchill) ebbe una fine infausta che si è ripercossa sulla storia anche presente del nostro paese,in modo pesante.Molto spesso pero’ i vincitori omettono di dire cose che potrebbero metterli in forte imbarazzo,cosi’gli studenti,coloro che non si appassionano alla storia conoscono solo una parte della verità.L’altra rimane nascosta,modificata o occultata a seconda degli interessi dei vincitori.

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                  Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 16:24

                  Mussolini e’stato un grande statista,come lo è stato De Gasperi,dopo la guerra,come lo è stato Moro,come lo è stato Cossiga,come lo è stato Berlinguer,e come lo è stato Craxi.Tutti questi uomini,nonostante la loro estrema diversità sono stati per diversi motivi grandi statisti,come un grande uomo di stato è stato Mattei certamente.Oggi non c’è nessun politico che si avvicina a loro.

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              Giancarlo Castiglioni 12 Novembre 2019 at 21:31

              Certo, Mussolini aiutava gli ebrei in Palestina per fare un dispetto agli inglesi.
              Per lo stesso motivo aiutava anche gli arabi.

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    Riccardo Musso 12 Novembre 2019 at 09:36

    Buongiorno. Fermo restando che siete liberissimi di comportarvi come meglio credete, desidero chiedere: quante volte avete parlato dei tanti e vari altri campi di concentramento nel mondo nello stesso secolo?

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      Paolo 12 Novembre 2019 at 10:00

      Riccardo, dati i tempi che stiamo vivendo non sono mai troppe le occasioni per ricordarcene, no?

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        Riccardo Musso 12 Novembre 2019 at 19:03

        Non ho messo in discussione il parlarne bensì il parlarne a senso unico – se così fosse – quasi che certe persone morte siano meno importanti di certe altre.

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    Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 15:38

    Quello che ho scritto è tutto documentato.Solo ora non ho qui con me il testo di riferimento,che possiedo in un altro luogo.Se aspettate un mese,dico autore e riferimenti biografici.

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    Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 16:45

    Con Cossiga,che assieme a Craxi,e a De Gasperi,era quello piu’capace di tutti,ma è un opinione mia personale.Sicuramente Mussolini,mancava della cultura accademica che era propria invece di un Cossiga o di un De Gasperi o di un Aldo Moro.Mussolini si è fidato troppo della fazione filotedesca,troppo impulsivo..Cossiga invece aveva le capacità del vero statista.

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      MaurizioD 12 Novembre 2019 at 18:27

      Ma come si fa a mettere su uno stesso piano Mussolini, fondatore del fascismo e dittatore che ci ha portato alla catastrofe della seconda guerra mondiale con i politici di cui lei fa cenno, espressione di un Paese democratico?

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    Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 18:54

    Buona sera MaurizioD
    Puntualizzo alcune cose:
    Io ho detto semplicemente che i politici nominati sono stati per diversi motivi”grandi statisti”,non sto’mettendo sullo stesso piano nessuno anche perchè non è possible mettere sullo stesso piano,(perchè si tratta di epoche diverse Mussolini ed Aldo Moro.)
    Mussolini ci ha portato alla catastrofe della seconda guerra mondiale,ma è successo solo perchè ci sono state delle coincidenze geopolitiche sfavorevoli a noi.Il credo politico di Mussolini NON era lo stesso di Adolf Hitler.Mussolini non parla mai di razze superiori o inferiori,Mussolini non parla di Ebrei da cacciare,ma è costretto ad adottare le leggi razziali molto dopo quando il periodo fascista era alla conclusione e forse nemmeno di sua volonta,mente Hitler sin da principio parla di “razze” (Influenzato da pensatori Francesi come il conte Gobineau(tra l’altro morto in Italia a Torino,presso la stazione Porta Nuova) e Chamberlain (che era invece Britannico),Svedesi come Rudolf Kielen ed altri).Hitler,nel suo credo è influenzato dalla mitologia germanico-celtica,dall’esoterismo,mentre non c’è niente di tutto cio’in Mussolini.L’avvicinamento a Hitler avviene solo per coincidenze geopolitiche sfavorevoli,ma come Franco Mussolini avrebbe potuto benissimo rimanere fuori dalla guerra,cosa che sarebbe anche potuta succedere,cosa che viene dimostrata dall’estrema diversificazione della politica estera Italiana di quel periodo.Come ho detto è assodato storicamente(e nessuno puo’smentirlo a meno di essere intellettualmente disonesto) che Mussolini ebbe rapporrti ottimi con lo Stato Ebraico(che allora non si chiamava Israele,ma Mandato britannico della Palestina),per almeno 16 anni su 23).Voglio dire che la politica Italiana,come quella Spagnola e stata piuttosto complicata ed oscillante e se le cose fossero andate diversamente non era mica scontato che Mussolini avrebbe fatto approvare le leggi razziali.Inoltre sotto Mussolini l’Italia ebbe in vari campi(soprattutto quello industriale) un grande sviluppo e Mussolini risolse anche (attraverso il concordato) i problemi che vi erano con la chiesa.

    De Gasperi e’stato un grande perchè evitò a guerra persa che il nostro territorio venisse smembrato ed effettuo’la scelta migliore all’epoca che era quella Atlantica.

    Moro Craxi Cossiga e anche in parte Berlinguer cercarono di dare durante la guerra Fredda una certa autonomia geopolitica all’Italia in politica estera cosa che non riusci’a Mussolini ed in parte non riusci’nemmeno a loro.(Con Cossiga che era accademicamente il piu’capace perchè conosceva a menadito tutta la storia politica del nostro paese,e con orgoglio posso dire di essere stato alievo del suo consigliere).In questo senso sono certamente grandi.Moro e Mattei pagarono con la vita questo tentativo,ed ha pagato anche Craxi

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      Michele V. 12 Novembre 2019 at 22:16

      Antonio scusa ma la tua visione della storia è assolutamente sconcertante. Parti da osservazioni marginali e trai conclusioni ancor più incredibili. Intanto come fai a parlare di “coincidenze geopolitiche sfavorevoli” o, peggio ancora “se le cose fossero andate diversamente”?
      Come a dire che “se a Waterloo Napoleone non avesse perso…” oppure “se il ponte Morandi non fosse crollato…”. Son certo che tu per primo sei ben convinto che la storia non si fa con i se e con i ma, giusto?
      Poi spari -lasciami dire- delle corbellerie colossali tipo che “sotto Mussolini l’Italia ebbe in vari campi (soprattutto quello industriale) un grande sviluppo”. Scusa, ma DOVE?!?
      Il ventennio fascista è stato sinonimo di arretratezza culturale, sociale (e anche industriale!) con effetti che ancora purtroppo subiamo a distanza di tanti decenni, periodo infausto e vergognoso per il nostro paese come forse solo il ventennio berlusconiano è riuscito a non essergli inferiore.
      Ti prego, cerchiamo di esser seri e di ricollocare i riferimenti dove hanno ragione di essere.
      Grazie, Michele V.

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        Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 23:08

        Quali sarebbero queste “osservazioni marginali”?.spiegamelo tu.
        Che l’Italia ebbe per lunghi anni del ventennio una politica piu’filo inglese che filo tedesca è assodato storicamente,anche se viene poco ricordato per via dell’avvicinamento finale ad Hitler (dal 1936 in poi non da prima) che ha portato a conseguenze nefaste.Ma è stata “solo” la conseguenza di scelte sbagliate durante quel determinato periodo storico(leggi razziali,entrata in guerra ecc…,che se non fossero intervenuti certi fatti poteva anche non accadere
        Se poi vogliamo discutere di storia con i libricini delle medie dove gli anglo americani sono “i buoni” i partigiani comunisti lo stesso e i sovietici “liberatori” con i partigiani titini che hanno lanciato fiori e rose alle donne di Trieste e della Venezia Giulia allora facciamo pure io pero’non mi presto ad intervenire in un dibattito poco scientifico.Per me il fascismo è stato un periodo che non definisco infausto e vergognoso.Lo definisco un periodo della nostra storia conclusosi purtroppo in modo infausto e tragico.
        Si dico che se le cose fossero andate diversamente,se non fossimo entrati in guerra,le cose sarebbero andate diversamente.
        Belrusconi-Mussolini…Il paragone è improponibile.Altri tempi.

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          Antonio Cerina Dini 12 Novembre 2019 at 23:17

          E come se mi chiedessero Fra Caruana(o Carlsen) e Alechine chi avrebbe vinto?.E’un paragone improponibile.Cosi’come e’improponibile un paragone fra Carlsen e Fischer.
          Certo che se Caruana o Carlsen a parità di possibilità senza tutti questi mezzi tecnologici che abbiamo oggi avessero affrontato alla pari Karpov o Fischer avrebbe perduto sicuramente(almeno secondo me),ma non è un paragone che si puo’fare altri tempi

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    Paolo 12 Novembre 2019 at 22:28
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    Paolo 12 Novembre 2019 at 22:35
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    Paolo 12 Novembre 2019 at 22:43

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