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La Spagnola… e le sue parenti

Scritto da:  | 20 Marzo 2020 | 14 Commenti | Categoria: Zibaldone

Ho cercato inutilmente di trovare qualcosa su Bergamo e la Spagnola (intesa come epidemia non come la intendono gli scacchisti) ma non ho trovato nulla, ripiego su considerazioni relative alla Spagnola e alla Val d’Aosta che ripropongo.

Come oggi sui social, anche allora c’era chi esorcizzava la paura, facendo dello spirito «On a fermé les cinémas. Aussitôt les partisans des mesures radicales veulent et préconisent la fermeture des théâtres, des cafés, restaurants, trattorie, osterie etc… et de tous les endroits publics. La fermeture des rues aussi? Nous avons admis les masques dans les hôpitaux. Parfait! Pourquoi pas à la promenade? Nous reviendrions aux temps charmants de Casanova» e lo spiritoso editorialista metteva alla berlina i rimedi che sembravano usciti dalle pagine sulla peste di Boccaccio o di Manzoni: «On voit déjà des gens qui se fourrent dans le nez des bouts de camphre, des ouates imbibées, des mouchoirs aux odeurs violentes, sans parler de celles qui portent des gousses d’ail dans leurs sacs, dei oignons dans leurs manchons ou dans leur gant». Pur dando dei consigli corretti, il giornalista non perdeva occasione di scherzare «Eviter le baiser, si charmant qu’il puisse momentanément paraitre. Eviter jusqu’aux sourires de celles qui les vendent et ne semblent pas s’en porter plus mal sur les trottoirs».
Le conseguenze economiche e sociali erano allora molto simili a quelle odierne: ristoranti, bar e negozi chiusi, anche se qualcuno sosteneva «qu’ici, malgré l’influenza, et peut-être même quelquefois à cause d’elle, les boutiquiers continuent à faire de bonnes affaires». Molti alberghi, che nelle località turistiche avevano continuato a lavorare a pieno ritmo anche durante la guerra, dovettero chiudere o subirono un cambio di gestione. Le scuole rimasero chiuse per parecchi mesi sia per evitare il contagio, ma anche per la morte di molti insegnanti. Ancora a metà gennaio 1919 L’Echo de la Vallée d’Aoste scriveva: «La grippe espagnole qui maintient mordicus ses positions dans le chef-Iieu de notre province a ménagé à nos étudiants, voire même à leurs professeurs, une nouvelle dose de congé qui est, cette fois illimité». L’anno scolastico 1918-1919 si protrasse infatti oltre il solito; su Le Pays d’Aoste del 25 luglio 1919 si poteva leggere: «Nos écoles ont terminé leur cours, le 12 courant. Jamais aucune année scolaire n’a été aussi piètre que celle-ci. Commencées tard, nos écoles obligatoires ont eu diverses vacances, tantôt forcées comme celles occasionnées par la grippe espagnole».


Alla fine dell’epidemia, che solo in Valle d’Aosta aveva mietuto 1315 vittime, ci fu, secondo Roberta Villa, medico e giornalista, una sorta di meccanismo di rimozione «forse perché non si voleva più parlare di morte, o almeno si preferivano ricordare soltanto le morti “eroiche”, forse perché era uno scacco per la medicina dell’epoca; sicché se ne ricominciò a parlare, a raccontarla e a ricordarla solo molti decenni più tardi». In effetti anche i giornali valdostani passarono ad altri argomenti, in particolare l’erezione in tutti i comuni di monumenti ai 1557 caduti in guerra, mentre le quasi altrettante vittime di spagnola caddero nell’oblio.

avatar Scritto da: Valdo Eynard (Qui gli altri suoi articoli)


14 Commenti a La Spagnola… e le sue parenti

  1. avatar
    Uomo delle valli 20 Marzo 2020 at 13:13

    Forza Berghem!!

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      Paolo 20 Marzo 2020 at 13:40

      Forza Bergamo ma soprattutto Forza Italia!

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        Doroteo Arango 20 Marzo 2020 at 13:41

        Forza Italia in senso politico?!? :o

  2. avatar
    Martin 20 Marzo 2020 at 15:05

    Andrà tutto bene?? Ho come la sensazione che tutti vogliano dirlo, sentirselo ripetere, quasi ad autosuggestionarsi, per esorcizzare questa imminente fine del mondo… eppure, e spero di non esser tacciato di pessimismo, l’umanità, ancora una volta, difficilmente imparerà la lezione della storia…

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      Paysandu 20 Marzo 2020 at 15:42

      Dici bene, caro Martin, pensiamo per esempio alla storia recente (ma anche meno recente) del nostro Paese: cosa si “taglia”? Istruzione e Sanità: perfetto! ;)

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        Giancarlo Castiglioni 20 Marzo 2020 at 21:52

        La polemica sui tagli alla sanità è superficiale.
        La sanità era proporzionata alle esigenza, non poteva esserlo per una situazione del tutto eccezionale come l’attuale.

        • avatar
          Paysandu 21 Marzo 2020 at 09:09

          La sanità era proporzionata alle esigenza?!?

          Giancarlo, scusa, ma ti rendi conto di quello che stai dicendo??
          L’industria bellica produce armi a gogo (che magari per te sono proporzionate all’esigenza) e la sanità invece era sovradimensionata????

          Ah, di passaggio: che mi dici dei medici che arrivano da Cuba e dalla Cina e dei nostri tamponi che invece mandiamo al padrone yankee? ;)

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            Valdo Eynard 22 Marzo 2020 at 12:11

            Ciao Giancarlo, in silenzio ti ho sempre seguito su Soloscacchi ammirando anche il fatto che non disdegni le polemiche scacchistiche dalle quali io preferisco star fuori. Ti ricordi che, in quella sera che ci siamo incontrati al Filologico, se ricordo bene si stava anche giocando e veniva anche trasmessa in altra sala la partita di calcio Italia – Germania 4 – 3? Mitica! Stammi bene e auguri.

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              Giancarlo Castiglioni 22 Marzo 2020 at 17:11

              Ricordo molto bene.
              Non al Filologico, alla Scacchistica in via Dei Piatti.
              Eravamo da soli a giocare un lungo finale, tutti gli altri nell’altra sala a vedere la partita.
              A ogni goal si sentiva un boato.
              Tra una mossa e l’altra andavo a vedere cosa succedeva.
              Indimenticabile.

              • avatar
                Valdo Eynard 23 Marzo 2020 at 11:44

                Strano, avere lo stesso ricordo, ma diversamente ambientato. Cuidese x allà.
                Italia - Germania 4 - 3

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  3. avatar
    Giancarlo Castiglioni 20 Marzo 2020 at 21:55

    Mi fa piacere ritrovare Eynard dopo tanti anni.
    Lo ricordo mio avversario in Campionato Lombardo e in un semilampo a Bergamo.

  4. avatar
    The dark side of the moon 21 Marzo 2020 at 11:05

    Purtroppo penso che Martin abbia ragione, l’uomo non ha imparato nulla dalla storia e tutte le conquiste in ambito scientifico e tecnologico che ha fatto, sono state realizzate col principale scopo economico.
    Ha ragione anche Paysandu su ciò che dice, la solidarietà in ambito socialista deriva dall’esperienza del Movimento Operaio e dalla necessità di porre argine e riparo alla tendenza sempre tirannica ed affamatrice del capitalismo.
    Il contesto attuale (diverso da quanto detto sopra) non è importante riguardo la solidarietà culturale delle società fondate sull’ideologia socialista.
    La civiltà di un Paese si misura sul livello di sanità ed istruzione.
    L’imperativo capitalista del profitto prima di tutto sconfina in scelte criminali a discapito della povera gente.
    La straordinaria eccezionalità dell’evento non giustifica niente, se la stessa intensità del virus che ha messo in ginocchio la Lombardia (che ha un sistema sanitario ottimo) dovesse colpire le Regioni del sud….?

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  5. avatar
    Janis Nisii 21 Marzo 2020 at 15:49

    Io vorrei che ci concentrassimo un po’ meno sulle persone e sulle loro corsette e molto di più sul sistema (nostro, Europeo, mondiale) che si è dimostrato terribilmente inadeguato ad affrontare l’emergenza.
    Non dico che tutti gli Stati dovevano già essere pronti con milioni di posti letto, respiratori, medicine e presidi, ma almeno avere un piano da attivare. Un piano da far scattare in casi come questi.
    Invece non solo del piano non c’era nemmeno l’ombra, ma ritengo che tutte le istituzioni abbiano reagito con improvvisazione e dilettantismo.
    La pandemia non si diffonde perché noi ci comportiamo male. La pandemia si diffonde perché non ci sono presidi di sicurezza negli ospedali, perché non ci sono abbastanza tamponi, non c’è abbastanza coordinamento per individuare e isolare i casi, perché tutto è lasciato al comportamento delle persone a cui, in pratica, si chiede di stare a casa perché tutte le altre azioni che dovremmo pretendere dalle Istituzioni a tutti i livelli sono state fallimentari o inesistenti.
    No, non riesco a prendermela con chi non viene tutelato da chi aveva il dovere e l’obbligo di farlo.

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      Giancarlo Castiglioni 21 Marzo 2020 at 16:02

      Al Ministero della salute doveva esistere un piano di mobilitazione per una evenienza del genere.
      Poteva accadere domani come tra 20 anni, ma non è un evento del tutto inaspettato.
      C’erano già stati eventi simili anche se molto meno gravi e l’ipotesi di una epidemia disastrosa era stata fatta più volte.
      Anche quando è iniziata l’epidemia in Cina la reazione del governo è stata lenta.
      Consoliamoci col fatto che poi sono stati presi i provvedimenti giusti e che nel resto d’Europa, pur avendo avuto più tempo, hanno fatto peggio di noi.
      Per non parlare di Inghilterra e Olanda.

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