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Lo scribacchino

Scritto da:  | 10 Aprile 2020 | 4 Commenti | Categoria: Racconti

Dunque il Re nero se ne stava seduto in panciolle sulla sua poltrona ad aspettare che cosa avrebbe inventato quel bischero che scriveva e scriveva senza sugo di nulla. Che cosa gli avrebbe fatto fare questa volta? Avrebbe studiato una storia per metterlo in qualche situazione imbarazzante o, addirittura, pericolosa? Da quella testa ci si poteva aspettare di tutto. Di tutto e di più. Preso da questi pensieri, incominciò a camminare nervosamente lungo la stanza regale quando arrivò l’Alfiere camposcuro trafelato e con la lingua ciondoloni a consegnarli un messaggio. Un messaggio affidatogli da qualcuno imbacuccato per non farsi scoprire, gli aveva riferito con un inchino. Anche se dietro di sé aveva lasciato una certa traccia di profumo…

“Ci siamo”, pensò il Re prendendo il messaggio avvolto in una busta sigillata “quel bischero ha già iniziato la sua storia e vuole per forza mettermi in mezzo.” Aprì la busta. Si trattava di una lettera che lo avvolse in una nuvola densa di profumo, un profumo talmente intenso che lo fece quasi cadere per terra. Qui gli uscì di getto una imprecazione poco regale e capì quale fosse il trucco dello pseudo scrittore, ovvero quello di stordirlo e imbambolarlo per fargli fare qualche cattiva, disgustosa azione. La lettera era un segno chiaro e ineccepibile. Era stata scritta dalla Regina bianca che chiedeva il suo aiuto quella stessa notte senza spiegarne il motivo. Si sarebbero dovuti incontrare a mezzanotte in punto nel suo castello. Lo pregava, pregava e ripregava. Proprio in quel momento apparve la diletta consorte Regina nera tutta avviluppata in un nuovo sgargiante vestito “Caro, come sto?” disse con la solita voce da baritono femmineo mostrando la sua stazza prosperosa e luminosa al limite dell’esplosione. “In splendida forma” rispose il Re facendo sparire veloce la lettera dentro una delle sue tasche. “Stanotte sarà dura. Dovrò partecipare ad una riunione di guerra con i miei soldati. Ci rivedremo al sorgere dell’alba.” Il Re in effetti era un po’ stizzito per avere accettato così supinamente la richiesta della Regina bianca, anche perché sospettava che ci fosse dietro un piano per farlo fuori, così il suo esercito avrebbe vinto facilmente. Ma gliela avrebbe fatta vedere…

A mezzanotte, travestito dal più misero dei pedoni, arrivò al castello dove fu subito riconosciuto perché il solito bischero di scribacchino lo aveva ricoperto sì di cenci puzzolenti ma gli aveva lasciato la corona in testa. “Maledetto!” sospirò mentre veniva portato dentro il castello, ora lo avrebbero certamente ucciso. Aveva certo visto giusto. Ed invece… la Regina bianca lo aspettava nella sua camera ardente. No, non mortuaria, ardente perché ardeva dalla voglia di farsi il Re nero che, a quanto dicevano, era meglio fornito di quello bianco. In quel senso, naturalmente. E il Re nero rimase di stucco. Tutto aveva pensato all’infuori di questa splendida situazione. Splendida come la Regina bianca che si era presentata nuda ai suoi occhi di una bellezza favolosa e ammiccante. Allora lo scribacchino rinseccolito non era quel gran figlio di…che aveva pensato. E quella notte vinse una delle battaglie più belle della sua vita.

Ritornato al castello la mattina seguente trovò ad attenderlo la Regina nera che, saputo del tradimento da qualcuno, lo uccise trafiggendolo alla gola con un coltello affilato. “Brut…to bas…tar…do, mi ha…i fr…e…ga…to!” furono le sue ultime parole.

Ma io, giuro, non c’entro per niente.

avatar Scritto da: Fabio Lotti (Qui gli altri suoi articoli)


4 Commenti a Lo scribacchino

  1. avatar
    patrizia debicke 10 Aprile 2020 at 23:57

    non c’entri?

    1
  2. avatar
    Uomo delle valli 11 Aprile 2020 at 09:15

    Grazie, molto bello, solo non ho capito se finisce così oppure se continua.

  3. avatar
    Fabio Lotti 11 Aprile 2020 at 09:29

    Trattasi di un’autopresadiculo che ogni tanto fa bene. Questo termina qui ma forse ce ne potrebbero essere altri fino alla definitiva morte (penserò al come) dello scribacchino.

    6
  4. avatar
    Fabio Lotti 15 Aprile 2020 at 09:01

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