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Vola solo chi osa farlo

Scritto da:  | 16 Aprile 2020 | 38 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Stamane, non sono andato al lavoro, era il mio giorno di riposo.
Avevo appena finito di leggere “Il Capitan Fracassa” di Théophile Gautier (romanzo straordinario) e la mattinata stava scivolando lentamente dato che nel frattempo avevo appena aperto un quotidiano: niente di nuovo in attesa di finire questa maledetta fase uno del Covid.
Leggevo delle solite vomitevoli polemiche politiche forse interpretabili come un segnale che tra poco inizi (in tutti i sensi) la agognata fase due.
Probabilmente questa è una “bella notizia”.
E niente, stavo riflettendo sull’anomalia di certi dati, su come per anni i media ci hanno fatto credere che la sanità lombarda rappresentasse l’eccellenza del nostro Paese. Riflettevo sulle parole di Gino Strada riguardo la lottizzazione del settore sanitario voluta dai governatori che hanno amministrato la regione Lombardia (alcuni di loro finiti in carcere come Formigoni), sugli errori della giunta attuale riguardo la gestione dell’emergenza. Che tutto questo ha prodotto un disastro che non ha eguali nel resto del Paese e che soprattutto è ancora lungi dall’essere sotto controllo.
Mentre dunque mi aggiornavo sulla triste realtà, ho avuto una notizia che mi ha rattristato parecchio e che mi sento di condividere.
Mia moglie entra in salotto e mi fa: “Ma lo sai che è morto Sepúlveda?”
“Ma che dici”? rispondo subito, sperando che si fosse sbagliata…. “Sapevo che era stato colpito dal virus insieme alla moglie ma Sepúlveda è uno duro, non lo hanno ucciso quei luridi macellai fascisti durante la dittatura di Pinochet, vuoi che muoia per un cazzo di virus di merda? Lo sai quante volte è stato torturato, ok, ora avrà pure una settantina di anni, non è piú un giovinetto ma Sepúlveda è sempre Sepúlveda!”
Al che mi risponde “Se non ci credi accendi la tv, purtroppo è vero…”.
Cazzo, già sentivo quella sensazione come se stesse per sprofondarmi il pavimento sotto i piedi.
Vado in cucina dove lei già teneva acceso il televisore e leggo sui sottotitoli di “Rai News” che Sepúlveda non ce l’aveva fatta, la sua ultima battaglia gli era stata fatale.
Be’ mi sono venuti i lucciconi agli occhi…. Adesso mi commuovo pure, sarà proprio una giornata di merda ho pensato, e allora per evitare ciò mi sono fatto forza ed ho cercato di tenermi a freno.
Ma com’è possibile che una persona che nella vita è morto tante volte (come amava affermare lui stesso), possa morire “definitivamente” per causa di un virus?
Mentre sto scrivendo queste poche righe sto cercando di metabolizzare ancora questa tristissima notizia ma non ci riesco perché sembra assurda.
Sepúlveda era uno dei pochi compagni rimasti sul quale avrei messo la mano sul fuoco, per lui avevo un rispetto assoluto; un Uomo con la “U” maiuscola che è stato sempre coerente con se stesso. La voce degli ultimi, in lotta contro le ingiustizie, un compagno militante straordinario, uno scrittore eccezionale (quante ore ho passato a leggere e rileggere i suoi romanzi….), un ecologista, una persona fantastica.
No, non va bene, sto scrivendo già tutte quelle stronzate che qualsiasi testata di borghesucci ipocriti (ex finti rivoluzionari) potrebbe scrivere domani sui quotidiani.
Però certo che la sua vita è stata un romanzo e forse la morte rispecchia fedelmente tutta la quasi “comica” tragicità di alcuni suoi personaggi (molti autobiografici ma non del tutto) opposti al potere.
Probabilmente è per questo che certe figure (insieme al loro autore) non moriranno mai, perché la loro forza morale è piú forte di qualsiasi morte.
E sono sicuro che Sepúlveda tornerà sempre perché uno cosi non se ne va da un momento all’altro: ce l’abbiamo già nel cuore da sempre.
Adiós compañero Lucho!

avatar Scritto da: The dark side of the moon (Qui gli altri suoi articoli)


38 Commenti a Vola solo chi osa farlo

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    Martin 16 Aprile 2020 at 17:04

    Un grande ricordo per un grande Uomo…

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    Paysandu 16 Aprile 2020 at 17:41

    Anche per me è un dolore enorme.

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    The dark side of the moon 16 Aprile 2020 at 19:25

    Per me è stato un punto di riferimento mentre la sinistra si dissolveva andando a braccetto col capitale.
    Un maestro di vita che mi ha insegnato molto.
    “L’ombra di quel che eravamo”, “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” e tutti i suoi romanzi mi sono particolarmente cari.
    Mi capitò di vedere un documentario tempo fa dove Sepùlveda raccontava l’orrore della dittatura fascista in Cile: rimasi sorpreso di non trovare nelle sue parole la minima traccia di odio verso i suoi torturatori e gli uccisori dei suoi amici più cari.
    Sepùlveda era capace di raccontare l’orrore delle torture sorridendo.
    Ricordo tanti aneddoti letti ed ascoltati.
    Mentre era rinchiuso in prigione insieme ad altri compagni ed oppositori del regime militare, c’era un soldato di alto grado in quella caserma che si chiamava Washington (il cognome non lo ricordo), era noto per il suo sadismo, uno specialista nello strappare con delle grosse tenaglie le unghie dei piedi.
    Quando finiva l’interrogatorio e si aveva la fortuna di tornare vivo in cella, per tenere alto l’umore dei prigionieri si tentava di fare battute; quella più famosa riguardo al fatto di tornare senza unghie era: “Sono stato dal pedicure ma visto il lavoro che mi ha fatto non gli ho lasciato la mancia!”
    La tragicità di questi fatti raccontata come se fosse un qualcosa di grottesco e ridicolo (e in effetti le dittature in un certo senso lo sono) è un qualcosa di grandioso.
    Penso che trattare certi argomenti senza scadere nel vittimismo, atteggiamento usato spesso da Stati e persone che sono state vittime della Storia passata, vuol dire parlare viso a viso alle ingiustizie dicendo: “Eccomi ancora qua stronzi, non mi avete ucciso ed ora rido della vostra miserabilità”!
    Ci sono uomini che danno dignità al genere umano, uomini che con le loro idee e le loro azioni sacrificano la propria vita al fianco dei più deboli.
    Sepùlveda è stato uno di questi.
    Grazie di tutto, compagno e amico.

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    Giancarlo Castiglioni 16 Aprile 2020 at 22:03

    Non so dove abiti dark e se le notizie che riporta sulla sanità lombarda siano ricavate da esperienza diretta o da quanto legge sulla stampa di sinistra.
    Io vivo a Milano e purtroppo negli ultimi due anni ho dovuto frequentare assiduamente gli ospedali lombardi per assistere miei parenti.
    Dalla mia esperienza do un giudizio complessivo altamente positivo.
    Un plauso particolare ai dottori, molto disponibili a descrivere le terapie seguite, le alternative che si presentavano e i motivi delle scelte terapeutiche effettuate.
    Il tutto spiegando i termini tecnici e le tecniche mediche ai profani.
    Molto attenti anche agli aspetti umani, etici e psicologici della malattia.
    Naturalmente non è tutto perfetto, ci mancherebbe, in questi mesi si sono anche verificati incidenti spiacevoli di scarsa importanza.
    Per quanto riguarda il dimensionamento delle terapie intensive, che è stato oggetto di critiche, posso citare un esempio concreto.
    Mia cognata è stata ricoverata in terapia intensiva per tre mesi.
    In questo periodo sui 7 posti disponibili non ne sono mai stati occupati più di quattro e solo per periodi brevissimi, generalmente due o tre pazienti fissi ed uno per la notte successiva ad una operazione chirurgica.
    Per due settimane mia cognata è stata l’unica ricoverata.
    Quindi per periodi normali il dimensionamento era più che adeguato.

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      Doroteo Arango 17 Aprile 2020 at 08:31

      “Non so dove abiti dark e se le notizie che riporta sulla sanità lombarda siano ricavate da esperienza diretta o da quanto legge sulla stampa di sinistra”

      Sono d’accordo con te, carissimo Giancarlo, infatti al Trivulzio, noto covo di marxisti stanno tutti benissimo! ;)

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      Joe Dawson 17 Aprile 2020 at 08:53

      Comunque, giusto per dovere di informazione, Dark vive, risiede, opera e complotta a Stalingrado, è discendente diretto di Pol Pot, aveva dei figli ma siccome dove vive lui si usa così se li è mangiati tutti tra colazione e merenda. Esce vestito anche a ferragosto con eskimo e colbacco e farfuglia frasi sconnesse in cirillico stretto contro noi sani Lombardi che ci tocca pagare le tasse anche per lui.
      Ah, dimenticavo: d’estate fa le vacanze in gommone tra Durazzo, la Libia e le nostre coste, fermiamolo al più presto, vi prego!

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        Paysandu 17 Aprile 2020 at 09:00

        Dici bene caro Joe: io una volta l’ho intravisto uscire da una torta clandestina e l’ho immediatamente bruciato col lanciafiamme ma sembra che sia sopravvissuto alle peggiori ustioni e ora le ultime notizie dal Cremlino lo danno sulla Sierra Maestra ospite di Mongo a riorganizzare la guerriglia nella giungla contro di noi: capitalisti brianzoli, difendiamoci dal nemico prima che sia troppo darki :p

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      Mongo 17 Aprile 2020 at 20:30

      Volevo scrivere due righe su Sepulveda, ma l’argomento del giorno pare un altro: la sanità lombarda.
      Bene sono pronto, con prove in mano a smentire il caro Giancarlo, la tua tanto lodata sanità lombarda mi ha rovinato.
      Mio cognato ha lavorato al Trivulzio e le cose da voltastomaco che mi raccontava ogni volta che ci vedevamo mi facevano accapponare la pelle e girare le palle!
      Riposa in pace scrittore di favole illuminanti.

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    Davide C. 17 Aprile 2020 at 09:31

    Sfottete, cari compagni, la verità è che vi rode sentire uno che, come Castiglioni non ve le manda a dire. La sanità in Italia funziona solo in Lombardia, se fosse successo al sud sarebbe stata una tragedia senza precedenti. Questo è un dato.

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    Angelo Paglia 17 Aprile 2020 at 09:49

    Non essendo lombardo e rifuggendo anch’io dalle vomitevoli polemiche politiche, mi unisco al dolore per la scomparsa di un Uomo che tale ha saputo essere nella vita e che alla stessa ha lasciato la propria esperienza.

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      Uomo delle valli 17 Aprile 2020 at 10:10

      Sì, anch’io penso sia bene lasciar stare ogni coinvolgimento politico e ricordare prima di tutto la figura dello scrittore. Ecco, a proposito volevo domandare se qualcuno sa se nelle sue opere Sepulveda ha mai parlato di scacchi.

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        Aldo da Trento 17 Aprile 2020 at 10:13

        Complimenti per il bel ricordo, mi unisco anch’io al dolore di tutti.
        Avevo letto diversi anni addietro un suo libro in cui mi pare ci fosse una storia legata in qualche modo al mondo degli scacchi, mi pare che il titolo fosse “il nome del torero”. Lo devo cercare, se lo trovo te lo dico. Ma forse mi confondo con altri scrittori, spero di ripescarlo in cantina.

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          Ramon 17 Aprile 2020 at 14:28

          Io ho trovato questo, il libro purtroppo non l’ho letto.
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    Raul Montanari 17 Aprile 2020 at 10:28

    Chi frequenta un pochino l’ambiente letterario, come faccio io da trentacinque anni esatti, nota un fenomeno abbastanza triste. Gli scrittori si dividono infatti in due grandi categorie: ci sono quelli che scrivono cose meravigliose ma sono persone mediocri o addirittura detestabili, e quelli che scrivono cose diciamo così così e sono persone straordinarie.
    La prima categoria è frequentatissima, e direi che Hemingway potrebbe esserne il campione visto che nella sua vita ha tradito tutti quelli che poteva tradire, maschi e femmine, amici e amori; ma se cominciassi a farvi i nomi degli scrittori italiani vi si rizzerebbero i capelli sulla testa.
    La seconda è altrettanto copiosa.
    Sepúlveda ne era un classico rappresentante: penso che perfino a un fascista (un fascista vero, non rimediato, e qualcuno ce n’è ancora in giro) la sua coerenza e il suo coraggio impongano ammirazione, oltre al fatto che era una persona cordiale e umile il che non guasta affatto.
    Quanto all’opera, io applico sempre il criterio che solo una donna sa giudicare la bellezza di un’altra donna perché la vede nella sua purezza, senza l’interferenza del desiderio sessuale; allo stesso modo solo uno scrittore è capace di giudicare un altro scrittore, solo un musicista un altro musicista (ricordate Salieri in “Amadeus”? Solo lui capiva la grandezza di Mozart, pur odiandolo a morte). Ecco, agli scrittori Sepúlveda piace poco, come autore; nessuno si è mai ispirato a lui perché a quel punto tanto vale risalire indietro, ai campioni latinoamericani del realismo magico di cui quest’uomo straordinario era uno dei vari epigoni. E se proprio si deve cercare un eroe letterario contemporaneo in Cile, la figura di Roberto Bolaño torreggia a una tale altezza che davvero non c’è posto per nessuno, forse anche perché la linea genealogica che porta a Bolaño è quella della scuola di Buenos Aires, di Borges, che guarda al realismo magico e al fantastico dell’Ottocento europeo (Poe, Stevenson…) e lavora in sottrazione invece che in addizione.
    Non a caso, nei commenti che leggo dappertutto, anche qui sopra, l’affetto per l’uomo prevale: l’uomo e la sua vita esemplare sono citati molto più delle sue opere.
    Chissà quale stanza del Paradiso avrà scelto ora Sepúlveda: quella degli eroi politici o degli eroi letterari? Per me non ho dubbi: sarà di fianco al presidente Allende, come in quei giorni.
    Complimenti a The Dark Side Of The Moon per il suo bellissimo pezzo.

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      Doroteo Arango 17 Aprile 2020 at 11:26

      Ciao Raul, nella tabellina di Boole degli scrittori non hai citato i due estremi di questa sorta di scala di misura dei letterati: ovvero quelli che scrivono spazzatura e sono persone mediocri (ovvero la maggior parte di noi comuni mortali) e quelli che invece scrivono cose meravigliose e sono persone straordinarie (tra questi purtroppo l’unico che mi viene in mente è Bruno Vespa! ;) )

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        Raul Montanari 17 Aprile 2020 at 11:50

        Hai ragione! Avrei dovuto fare un diagramma completo:
        Persona meravigliosa – persona penosa
        Opera meravigliosa – opera penosa
        e incrociare tutto.
        Per farmi perdonare, oltre a Bruno Vespa fammi citare un’altra persona meravigliosa che ha scritto cose meravigliose, forse le più meravigliose di tutti: Franz Kafka.
        È chiaro che sull’opera non si discute. Quanto all’uomo, ci sono almeno due leggende che vanno sfatate su Kafka. La prima è che fosse un musone sfigato, mentre era un uomo di bell’aspetto, divertente e affascinante, adorato dalle donne. La seconda è che fosse un impiegato di banca, no, forse alle poste, insomma un oscuro impiegatucolo che trovava nella scrittura riscatto dalla sua vita mediocre. Non è esattamente così: Kafka aveva un ruolo di responsabilità presso l’Istituto di Assicurazioni contro gli Infortuni sul Lavoro del Regno di Boemia. Fra le altre cose, propose che fosse obbligatorio per le aziende includere nei contratti di lavoro un’assicurazione contro gli infortuni, cosa che ovviamente adesso diamo per scontata ma non lo era affatto un secolo fa.

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          Gennaro Langella 17 Aprile 2020 at 11:57

          Esatto! E questa breve storia dimostra che Franz Kafka non era la persona cupa e fredda che si racconta, ma un uomo sensibile e acuto, tra i primi che si è posto le grandi questioni sull’esistenza umana.

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          Nel 1923, allora quarantenne, Kafka ebbe un’esperienza davvero insolita, mentre stava passeggiando tra i viali dello Steglitz Park di Berlino, si imbatté in una bambina che piangeva con le lacrime agli occhi perché aveva perso la sua bambola preferita. Lo scrittore si mise a cercare la bambola assieme alla bambina. Non avendo successo, le disse che l’indomani sarebbe tornato e insieme avrebbero guardato di nuovo.

          Il giorno seguente, dopo aver cercato ancora la bambola, invano, Kafka diede alla bimba una lettera asserendo che l’aveva scritta la bambola stessa, e che diceva: “Per favore, non piangere. Sto facendo un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò raccontandoti delle mie avventure.”

          Iniziò così un’amicizia tra lo scrittore e la bambina che continuò per un anno, fino al termine della vita di Kafka.

          Ogni volta che si incontravano Kafka leggeva ad alta voce delle lettere scritte da lui, ma dicendo che le aveva inviate la bambola, che la bambina trovò incantevoli. Alla fine, Kafka le lesse una lettera in cui c’era scritto che la bambola sarebbe ritornata a Berlino, dopodiché le diede una bambola che aveva acquistato. “Questa non assomiglia affatto alla mia bambola”, protestò lei. Kafka le porse un’altra lettera che spiegava: “I miei viaggi, mi hanno cambiata.” La bambina prese in braccio la bambola e la portò a casa con sé.

          Un anno dopo, Kafka morì.

          Passarono molti anni, la bambina ormai adulta trovò un foglio di carta nascosto in una fessura nella bambola. Era una lettera firmata da Kafka, che diceva più o meno così: “A volte succede che tutto ciò che ami va perduto, ma alla fine l’amore tornerà in una forma diversa”.

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            Raul Montanari 17 Aprile 2020 at 12:24

            Questa storia è famosissima e testimonia appunto la qualità angelica, non c’è altra parola, dell’uomo Kafka. Nabokov si sarebbe seccato perché la bambina non era abbastanza grande (le mancavano quei 4-5 anni), Hemingway sarebbe scappato per non sentirla frignare… :) Sto scherzando, ovviamente. Ma mica tanto.
            Un collega che penso conoscerete almeno di fama, Giuseppe Genna, alla morte di Arbasino ha raccontato questo episodio.
            Molti anni fa Genna, nato povero come me, attraversò un momento di vera disperazione. Si trovava in piazza Missori, seduto non so dove, e vide Arbasino scendere in strada con un bellissimo cane, abbronzato (Arbasino, non il cane) e in gran forma, spavaldo, magnifico. Quando Arbasino gli passò davanti, l’ammirazione che Genna aveva per lui come scrittore si combinò con il senso della propria miseria e inadeguatezza davanti a quell’uomo bellissimo, e ne scaturì un gesto strano, molto simbolico: Genna tese la mano e mormorò qualcosa, chiedendo la carità.
            “Ma cosa vuole?” gridò Arbasino. “Cosa vuole da meee? Mi stia lontano!”.
            Ecco, appunto. :)

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              Doroteo Arango 17 Aprile 2020 at 12:59

              Ecco, appunto, nella mia personalissima tabellina di Boole collocherei tal Arbasino nella categoria dei “mediocri che hanno prodotto spazzatura”: basti pensare a come ha infangato l’amicizia tra Antonio Ranieri e Leopardi.

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              Joe Dawson 17 Aprile 2020 at 14:40

              C’ero anch’io in Piazza Missori quel giorno!
              E capitò anche a me di vedere quel cane (l’altro, non Arbasino, lo deduco non dai ricordi ma dal fatto che appunto non era abbronzato). Avrei voluto fargli l’elemosina ma purtroppo non avevo neanche un osso da fargli leccare, peccato… avrà trovato sicuramente qualcos’altro ove allenare il muscolo della cavità orale.

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      Uomo delle valli 17 Aprile 2020 at 11:37

      “lavora in sottrazione invece che in addizione”

      Grazie, Raul, per lo splendido intervento! Ma mi piacerebbe capire questa cosa del concetto di addizione piuttosto che di sottrazione applicato alla letteratura, lo trovo un concetto affascinante anche senza neppure capirlo.

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        Raul Montanari 17 Aprile 2020 at 12:14

        Caro conterraneo ideale (sono nato anch’io in una valle), mi spiego rimanendo sulla narrativa sudamericana.
        Se leggi García Marquez, la prima impressione che hai è di ricchezza, di esuberanza, di abbondanza: è come se la sua pagina volesse catturare il mondo, e in realtà le sue cose migliori ci riescono! La trama viene sommersa da una marea di invenzioni, dettagli, personaggi, sottotrame e sottostorie, insomma procede appunto per addizione.
        Se leggi Borges, vedi che tutto il superfluo è stato eliminato per far emergere la forza prepotente dell’idea di base. È come vedere il fusto di un albero nudo, sorprendente proprio per la sua nudità tanto quanto l’albero di García Marquez lo è per le sue fittissime fronde, che nascondono il tronco.
        Io preferisco Borges ma è questione anche di temperamento. Se ti incuriosisce, qui provo a raccontare un suo racconto, al minuto 4:50 – è una cosa proprio di questi giorni:

        Ciao!

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          Uomo delle valli 17 Aprile 2020 at 12:59

          Grazie Raul, stupendo davvero! ;)

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    Fabio Lotti 17 Aprile 2020 at 11:02

    Da un bel po’ di tempo a questa parte ho cominciato a giudicare gli altri, e anche me stesso, più dal loro comportamento nella vita che dalla fede politica spesso, come mi è capitato di vedere durante il Sessantotto, in netto contrasto con il primo.

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    The dark side of the moon 17 Aprile 2020 at 13:19

    Tranquillizzo tutti, vivo nelle Marche e non sono tanto vecchio per aver nostalgia dell’URSS.
    Non era mia intenzione portare l’argomento di discussione sulla sanità lombarda.
    Ci sono i numeri, le dichiarazioni e i pareri di autorevoli esperti che operano sul campo ogni giorno.
    Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.
    E’ comunque storia che ci sono state lottizzazioni e arresti negli ultimi 30 anni e che l’emergenza è stata gestita male dalla regione.
    Bisognerebbe contestualmente ringraziare chi ha operato e sta operando in condizioni da terzo mondo per colpa di una politica affaristica che ha prevalso su tutto ed oggi si ritrova impotente di fronte a questi eventi.
    Ora però stop con questo argomento, l’idea dell’articolo era un piccolo e modestissimo tributo al ricordo di Sepùlveda che per me è stato una carissima figura.
    Ringrazio lo scrittore Raul Montanari per i complimenti; non ho mai scritto nulla di importante tranne alcune scemenze e se mi dovessi giudicare in tal senso mi reputerei in tutta sincerità un mediocre scribacchino.
    Leggere un commento positivo da uno che scrive libri fa piacere.
    Per quanto riguarda il Sepùlveda scrittore, l’aspetto che ho più apprezzato di più dai suoi scritti è che vanno diretti al cuore.

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      Giancarlo Castiglioni 17 Aprile 2020 at 19:11

      Non era tua intenzione, ma sei tu che hai portato l’argomento sulla sanità lombarda.
      Non voglio continuare nella polemica, solo aggiungere qualche altra notizia sulla mia recente esperienza.
      Ho toccato con mano che, in caso di problemi seri, chi può viene a curarsi a Milano dal centro sud.
      Se si vuole migliorare la sanità in Italia non è dalla Lombardia che si deve incominciare.
      Adesso mia cognata è tornata a casa, ma i problemi non sono finiti.
      Mi sto occupando dell’assistenza infermieristica, materiali di medicazione, sedia a rotelle ecc.
      Anche in questo, pur con gli uffici chiusi per l’emergenza coronavirus, sono riuscito ad organizzare tutto via e-mail o telefono con una rapidità ed efficienza che non mi aspettavo.

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        Uomo delle valli 17 Aprile 2020 at 19:32

        Dai Giancarlo, non penso che Dark volesse esser offensivo nei confronti di noi lombardi. Desiderava solamente evidenziare quelle che sono le mancanze della nostra classe politica.

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          The dark side of the moon 17 Aprile 2020 at 20:29

          Esatto, ma sembra che parliamo lingue diverse.
          Quello che ho detto sulla sanità lombarda non riguarda assolutamente il livello di qualità, notoriamente molto buono, ma la scellerata gestione della politica regionale che negli ultimi 30 anni ha lottizzato tutto con lo scopo del profitto ad ogni costo.
          La logica affaristica con cui è stata la questione ha portato a vari arresti, questa è storia….
          Certo che a sud la situazione è peggiore…. perché a ciò si aggiungono inefficienze gravi dovute anch’esse a corruzione diffusa e pure questo è evidente senza citare i vari dati.
          Ora però, veramente basta parlare di questo.
          Questa è l’ultima precisazione che faccio sull’argomento.
          Se potete, citate piuttosto qualche aneddoto riguardante Sepùlveda.

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          Giancarlo Castiglioni 17 Aprile 2020 at 21:37

          Concedo senz’altro che Dark non volesse essere offensivo nei confronti dei lombardi, dei medici e dei lavoratori nella sanità.
          Purtroppo questa distinzione non viene mai fatta nei tanti attacchi che in questi giorni la sanità lombarda subisce sulla stampa.
          Ho l’impressione che il buon funzionamento della sanità lombarda desse fastidio e che non si vedesse l’ora di attaccarla in un momento di difficoltà.

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            The dark side of the moon 18 Aprile 2020 at 10:02

            Guarda che questo lo pensi tu.
            Bisognerebbe evitare che in Lombardia e in tutte le altre regioni dove il livello di sanità è ancora decente (ma evidentemente non per tutti in determinate condizioni) che la politica continui a speculare sui profitti, altrimenti non so quanto tempo ancora si possa andare avanti.
            Speriamo che l’emergenza di questi ultimi mesi abbia aperto gli occhi; se in futuro la politica non cambia il modo di gestire la sanità (ma anche l’istruzione), ci saranno sempre più problemi.
            E non basta ripararsi dietro lo stereotipo dell’efficienza di un sistema lombardo che evidentemente tanto efficiente non è visto i risultati frutto di una mala gestione.
            Ci siamo trovati impreparati tutti nel fronteggiare la situazione e alla fine ci siamo resi conto (ma non tutti) che il sistema è vulnerabile anche dove si pensava che non lo fosse.
            I problemi, ripeto ancora una volta, vanno ricercati nelle inefficienze di gestione che hanno privilegiato i profitti anziché la salute pubblica.
            Spero di essere stato chiaro una volta per tutte.

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              Paysandu 18 Aprile 2020 at 10:23

              La politica in Italia sicuramente non cambierà, la speranza è solamente che la gente davvero apra gli occhi e capisca da chi siamo governati.

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    Giancarlo Castiglioni 18 Aprile 2020 at 11:49

    @Paysandu
    Sono ancora più pessimista di te.
    La gente ha già aperto gli occhi e nelle ultime elezioni ha votato 5 stelle.
    I 5 stelle credono di essere stati votati perché erano no TAV, no inceneritori, no tante altre cose, ma non è vero; sono stati votati perché la gente era disgustata da chi ci era prima.
    Adesso cosa è cambiato?
    Gli stessi di prima sono ancora al governo.

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      Paysandu 18 Aprile 2020 at 12:00

      Giancarlo, sono in accordo con te in questo senso: il voto ai 5 stelle è stato un voto di protesta. Gente come noi disgustata da questo modo di far politica, da questi politici corrotti e intrallazzoni che a tutto pensano meno che all’interesse del paese.
      E, ciclicamente, affievolito l’entusiasmo per un partito che si presenta e si spaccia come nuovo, puro e disinteressato, questo passa in disarmo e ne subentra un altro con un nome nuovo ma che in realtà si comporta allo stesso modo.
      In campagna elettorale tanti begli slogan, demagogia e populismo mascherato e poi??
      Guardiamo gli ultimi decenni, non è stato così con Forza Italia, poi Di Pietro, la Lega e ora i 5 Stelle?
      Cambiano solo i nomi. Le fregature rimangono.

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      The dark side of the moon 18 Aprile 2020 at 12:36

      Visto che ormai è andato (passatemi il termine) a puttane lo scopo dell’articolo, ne prendo atto e siccome ho tanto tempo disponibile, soprattutto in questi giorni, rispondo sperando di essere compreso anche se sono sicuro che, come ogni volta che non si parla di scacchi, le mie idee saranno totalmente contrarie a quelle di Giancarlo….
      Sarò breve.
      Nelle ultime elezioni (2018) la gente ha premiato quello che è diventato un partito a tutti gli effetti ma perché era totalmente disgustata di chi aveva governato prima.
      E mi riferisco a TUTTI gli altri partiti.
      Per quanto riguarda il centro destra, 25 anni di “Berlusconismo” ha restaurato subito dopo “mani pulite” la politica del malaffare, oltre che causato danni economici e di immagine a livello internazionale.
      Per il centro sinistra invece abbiamo assistito ad una distruzione totale a livello culturale.
      Non mi rendo ancora conto di come chi si reputa o reputava di centro sinistra o addirittura di sinistra possa aver dato credito a uno come Renzi.
      La sola idea è ripugnante.
      Questa parte politica si è trasformata pian piano nel punto di riferimento della grande finanza visto la completa inaffidabilità di partiti di centrodestra.
      In questo avvilente scenario si è fatto avanti un movimento politico che con la parola d’ordine dell’andate tutti a fanculo, ha fatto presa sulle residue speranze del popolino che pretende sempre la pappa pronta senza mai mettersi in gioco.
      Dopo le elezioni era chiaro che comunque non avremmo avuto un governo e allora disgraziatamente s’è fatto un accordo sui programmi (?) tra i 5S e la Lega(!).
      Si, proprio quella Lega travolta dagli scandali che in alternativa di un programma politico serio si era nel frattempo limitata a instillare odio tra le persone adducendo tutti i mali del nostro Paese agli extracomunitari.
      Poi è successo che il segretario di questo partito, per sottrarsi forse agli impegni seri, ha pensato bene di passare all’incasso facendo mancare la maggioranza di governo.
      Beh, gli è andata male ed oggi ci ritroviamo un governo che comunque non è stato votato da nessuno come quello precedente ma che è il MENO PEGGIO POSSIBILE.
      Lo dico non avendo votato né M5S, né PD!
      In una situazione del genere, un governo diverso (considerato chi ora è all’opposizione) avrebbe compromesso le future generazioni.
      Poco ma sicuro e ne abbiamo avuto la prova in situazioni molto meno complesse di quelle attuali.
      Già siamo messi male cosi…

      4
  11. avatar
    Giancarlo Castiglioni 18 Aprile 2020 at 15:33

    Per la precedente risposta di Dark, volevo chiuderla qui, l’intervento mi obbligherebbe ad una risposta, ma non ne ho voglia.
    Solo una precisazione per chi vive in regioni dove la sanità è esclusivamente pubblica e può rimanere perplesso sentendo dell’estensione della sanità privata in Lombardia.
    La sanità privata non convenzionata è marginale, ha costi altissimi e in pratica è usata solo da dirigenti che hanno una assicurazione privata pagata dall’impresa dove lavorano.
    La sanità privata convenzionata per l’utente è indistinguibile dalla pubblica, la qualità del servizio è equivalente e naturalmente è completamente gratuita.
    Invito chi volesse riformare la sanità ad occuparsi di quella della propria regione.
    Lasciate stare la sanità lombarda, a noi va bene così.

    Per l’ultima risposta di Dark sono sostanzialmente d’accordo, solo una precisazione sui 25 anni di Berlusconi, che in realtà sono 20 al massimo; per la maggior parte di questo tempo è stato all’opposizione.
    Adesso alle 16 andrò su chessbomb a vedere in diretta le partite del Magnus Carlsen Invitational.
    Minimatch di 4 partite rapid, programma di oggi Carlsen – Nakamura e Firouzja – Ding.

  12. avatar
    Mongo 18 Aprile 2020 at 16:49

    La sanità, l’istruzione, i servizi in uno stato democratico non devono assolutamente essere in mano ai privati.

    3
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      The dark side of the moon 19 Aprile 2020 at 14:28

      Come spesso accade, le parole di Saviano riflettono una realtà inquietante che in questo contesto è sempre stata anteposta alla sbandierata “efficienza della sanità lombarda”.
      Molti non capiscono ancora che non è messa in discussione la qualità delle strutture e del personale medico che ci opera.
      E’ sotto accusa la gestione clientelare, lobbistica e perfino mafiosa che chi ha governato la regione ha portato avanti con il solo obiettivo del profitto ad ogni costo.
      Più della metà della sanità lombarda è gestita dai privati.
      L’arresto di Formigoni e i suoi legami stretti con gli ambienti ecclesiastici sono storia.
      Saviano non ha detto nulla di nuovo riguardo questo punto.
      Il covid ha fatto cadere un altro luogo comune, e a proposito…. : vogliamo parlare del famoso ospedale che avrebbe dovuto ospitare 600 posti letti?
      I soldi delle donazioni (21 milioni mi pare) se ne sono già andati ma dentro la struttura, nel frattempo ampiamente ridimensionata, ci sono solo 3 pazienti!
      Stanno facendo resistenza le lobbies di riferimento del sistema…
      Se certe cose si vogliono capire non è difficile capirle….

      1

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